Notizie » Società Civile Umbertide: scadono venerdì primo dicembre i termini per presentare domanda per le borse di studio comunali

Riceviamo e pubblichiamo C'è tempo fino a venerdì 1° dicembre per presentare domanda per le borse di studio comunali per studenti meritevoli, iniziativa fortemente voluta dall'Amministrazione con il fine di sostenere il diritto allo studio e favorire il proseguimento del percorso scolastico dei ragazzi e delle ragazze capaci ma che magari si trovano in condizioni economiche svantaggiate. Sono 13 le borse di studio messe a disposizione dal Comune di Umbertide – 6 da 600 euro ciascuna per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e 8 del valore di 800 ciascuna per gli studenti universitari – per un importo totale pari a 10.000 euro. I requisiti richiesti sono avere un Isee familiare non superiore ai 40.000 euro; per gli studenti della scuola secondaria aver conseguito il diploma di Stato con una votazione non inferiore a 95/100, aver acquisito nel triennio precedente crediti formativi compresi tra 22 e 25 e aver effettuato domanda di iscrizione universitaria nello stesso anno in cui si presenta la domanda; per gli studenti universitari aver superato tutti gli esami previsti dal proprio piano di studi per gli anni accademici precedenti a quello corrente e aver superato nell’anno accademico 2016/2017 esami per un ammontare pari ad almeno il 50% dei crediti previsti dal proprio piano di studi. I soggetti interessati dovranno presentare apposita domanda presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Umbertide entro e non oltre le ore 12 di venerdì 1° dicembre. La modulistica è disponibile presso l’ufficio Servizi Scolastici, Istruzione, Asili Nido e scaricabile dal sito istituzionale dell’Ente.

28/11/2017 16:46:45

Notizie » Società Civile Umbertide: occhio alle truffe, Aimet torna a lanciare l'allarme

Riceviamo e pubblichiamo Segnalati casi di clienti contattati da persone che si sono presentate come operatori Aimet Umbertide, 21 novembre 2017 – Aimet lancia di nuovo l’allarme e mette in guardia i propri clienti da chi offre sconti sulle bollette di gas ed energia elettrica in maniera scorretta ed ingannevole. Negli ultimi giorni infatti in Altotevere sono stati segnalati casi di persone contattate telefonicamente da presunti operatori energetici, che a volte si sono presentati addirittura come operatori Aimet, adducendo la scusa di dover effettuare dei controlli sulle fatture. E basta comunicare al telefono alcuni dati, come il POD e il PDR (che indentificano il cantatore), per vedersi attivare un contratto inconsapevolmente o contro la propria volontà. Altre volte presunti operatori energetici hanno bussato alla porta dei potenziali clienti e, con la scusa di dover controllare le bollette, hanno tentato di far sottoscrivere contratti spesso ingannevoli o comunque poco chiari. Di fronte a tali segnalazioni, Aimet ribadisce che l’azienda non svolge alcuna attività porta a porta e non contatta telefonicamente i clienti per fare offerte o per richiedere dati riguardanti la fattura, come il POD e il PDR, pertanto chi dovesse ricevere telefonate da parte di sedicenti operatori Aimet è invitato a segnalarlo. Da sempre Aimet opera con correttezza e trasparenza e, attraverso una capillare rete di sportelli territoriali, instaura con i clienti un rapporto diretto, offrendo assistenza e consulenza a 360 gradi nel settore energetico. Aimet ricorda quindi che per qualsiasi informazione i clienti possono contattare il numero verde 800 448 999 oppure recarsi presso gli sportelli di Umbertide, San Giustino, Città di Castello, Montone e Corciano. 

21/11/2017 14:03:24

Notizie » Società Civile Umbertide: consegnati gli attestati ai ragazzi dei lavori estivi 2017

Riceviamo e pubblichiamo Sono stati consegnati gli attestati di partecipazione e i rimborsi spese ai ragazzi che hanno preso parte al progetto dei “Lavori estivi 2017”, iniziativa promossa dal Comune di Umbertide e dalle Cooperative Asad, Galassia Down e Cassiopea in collaborazione con l'Informagiovani di Umbertide. Sono stati 23 i giovani di età compresa tra 16 e 21 anni che hanno trascorso parte dei mesi estivi occupandosi della pulizia dei parchi pubblici di Umbertide, della ristrutturazione dei giochi per bambini delle aree verdi e dell'imbiancatura di alcuni locali del centro per anziani Irbe, un'esperienza che vuole avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro in maniera protetta, un'opportunità che questi giovani hanno saputo sfruttare al meglio dimostrando grande impegno e senso di responsabilità. Alla cerimonia conclusiva del progetto erano presenti l'assessore all'Istruzione Cinzia Montanucci, Monica Nanni della Cooperativa Asad e Jacopo Galmacci per l'Informagiovani di Umbertide. Durante la consegna degli attestati di partecipazione, che consentiranno ai ragazzi di ottenere anche i crediti formativi scolastici, l'assessore Montanucci ha colto l'occasione per ringraziare i giovani protagonisti dei lavori estivi, che con questo progetto hanno dimostrato amore e rispetto per la comunità di Umbertide, fungendo da esempio per i loro coetanei.   

10/11/2017 15:44:20 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Società Civile RARO: Giovani umbri in fuga, critica ad una critica poco critica

di Alessandro Billi Tra le notizie più virali del passato ottobre vi è stata sicuramente l’indagine ISTAT riguardo i giovani emigranti dall’Italia. Problema che ormai perdura dall’inizio della recessione, tema discusso in tutte le salse possibili, ma mai toccato a fondo a livello locale, per non dire cittadino. Dai dati snocciolati e spacchettati per regione e vari comuni si desume un dato tanto chiaro quanto angosciante: l’Umbria sta stretta ai giovani. Le perdite in termini di unità sono a dir poco preoccupanti, indice di un futuro non propriamente roseo per il cuore verde d’Italia. Giuseppe Castellini A onor del vero, i dati citati non sono quelli ufficiali, bensì tratti dall’indagine Mediacom043, diretta da Giuseppe Castellini che li ha elaborati ed organizzati. Quello che interessa maggiormente in questa analisi è la reazione che si è avuta post-pubblicazione dell’indagine sia da parte delle istituzioni che da parte dei vari media, sia tradizionali che web. La sensazione è che nella fretta di andare a controllare i meri numeri, si sia persa un po’ di prospettiva e di profondità rispetto quello che emerge dalla ricerca. Per iniziare, poche, anzi pochissime testate hanno riportato le metodologie secondo le quali è stata effettuata la rilevazione. L’indagine prende come riferimento il periodo gennaio 2012 – gennaio 2017, fin qui nessun problema, l’ampia forbice dà una buona indicazione di quella che è stata la tendenza dei giovani umbri in anni nei quali la crisi era già matura. Per la verità però si parla di generici ‘’cali’’ numerici riguardanti appartenenti ad una determinata fascia di età e quindi insieme ben più ampio rispetto a chi si trasferisce all’estero (che comunque rappresenta una bella fetta). L’aspetto che però molti hanno più gravemente omesso è cosa si intenda con la dicitura ‘’giovani’’. La ricerca è chiara nello specificare che si intende la fascia d’età che va dai 25 ai 40 anni, categoria di giovani lavoratori e persone ritenute ‘’al massimo in termini di potenzialità’’. Tutto perfetto, se non fosse per il fatto che sono forse quelli ancora più giovani i primi ad andarsene Sono tantissimi infatti i ragazzi che in ‘’età universitaria’’ se ne vanno per andare a studiare o a lavorare all’estero (in misura verosimilmente maggiore rispetto ai sopracitati), ma che non sono enumerati in questa ricerca, e che quindi devono essere aggiunti nella conta di chi fa fagotto e se ne va dalla nostra regione. Dopo questa precisazione ‘’metodologica’’ è il momento di tuffarsi nei dati. I comuni che hanno visto il calo più drastico sono quelli più piccoli, presi in esame dell’indagine sono quelli tra i 3mila e i 15mila abitanti, dei quali fanalini di coda si attestano: Acquasparta, Castel Ritardi, Piegaro ed altri, tutti con il 16% o più di ‘’giovani’’ emigranti. La situazione non è di certo idilliaca, ma è ancor più drammatica se si pensa che la nostra regione è costellata di comuni ancora più piccoli, alcuni abitati da poche centinaia di anime, e che forse è proprio in questi che si è registrata la perdita maggiore viste le scarse possibilità offerte. Il rischio è che quindi, a lungo andare ma nemmeno troppo, molte piccole realtà potrebbero scomparire del tutto, diventando a tutti gli effetti città fantasma modello film western. A riportarci tristemente alla realtà ci pensano infatti intere zone d’Italia, ad esempio Puglia o entroterra sardo, nelle quali addirittura sindaci arrivano a ‘’pagare’’ chi decida di stabilirsi nei loro comuni. Tabella relativa ai dati riguardo la fascia 25-40 Nella smania di andare a vedere chi è messo meglio e chi peggio, si finisce poi per sottovalutare tra i vari dati proprio la fotografia globale, che forse è l’aspetto che intristisce maggiormente: NESSUN COMUNE UMBRO MOSTRA IL SEGNO +. Chiaro dunque che il problema inerisce l’intera regione e non solo alcune tra le sue zone più depresse. Si arriva così al dato che ha occupato interi titoli di varie testate e che però è proprio uno di quelli più enigmatici: la situazione umbertidese. Occorre innanzitutto evidenziare, e qui si tratta di un dato obiettivo difficilmente equivocabile, che la fascia 25-40 anni rappresenta il 20% (19,9% ad essere super puntigliosi)dell’intera popolazione cittadina. Numero certamente positivo in una realtà come quella italiana nella quale la popolazione è sempre in età più avanzata, che rappresenta sicuramente un buon plus per la Fratta. Veniamo però alla vera e propria pietra dello scandalo. ‘’Dai dati emerge che dal 2012 al 2017 ad Umbertide si è registrato un calo di giovani pari all’8,2%, percentuale migliore di quella della regione Umbria che si attesta invece al 10,4%.’’ Questa è la frase clou ‘’copiaeincollata’’ dal report sui vari media, unitamente ad affermazioni incensate su quanto la situazione sia rosea grazie ‘’alla numerosa presenza di aziende di rilievo nazionale ed internazionale’’. I commenti appaiono chiaramente un tantino troppo trionfalistici, quasi dipingendo la cittadina come la Silicon Valley de noaltri. Se è vero che Umbertide si trova sotto la media regionale, il che è insindacabilmente positivo, vero è anche che negli anni in questione poco meno di 300 ‘’giovani’’ hanno lasciato la città in cerca di fortuna, dato che non può e non deve fare contento nessuno, istituzioni in primis, ma nemmeno i media, che di fronte alla realtà dovrebbero essere sempre tra i più critici (costruttivamente s’intende). Quella che infastidisce maggiormente è quindi questa ‘’schizofrenia’’ per la quale si passa nel giro di pochi giorni dal piagnisteo su carta all’omaggio più spinto. A confermare il tutto ci sono anche le dichiarazioni di Castellini: ‘’Il sistema Umbria non ha retto ai cambiamenti che ci sono stati.’’, passando per “Strano che per 30 anni nessuno si sia accorto del declino della regione”, fino ad arrivare a divinatori ‘’Temo che questa crisi sarà ancora lunga.’’, o malinconici ‘’Adesso si galleggia soltanto.’’. Detto ciò, la situazione è di certo difficile, ma non irreversibile, in casi del genere è importante mantenere la lucidità, aguzzare l’ingegno per uscirne con idee originali ed affrontare la realtà consapevoli dei propri limiti, ma anche dei propri punti di forza (come ad esempio la situazione leggerissimamente più stabile di Umbertide). Ma no, di certo non è utile bypassare di netto il problema, cullandosi del fatto che c’è chi già annaspa, mentre l’acqua inesorabilmente, sale.    

08/11/2017 21:06:10 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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