Notizie » Politica LEGA NORD CITTA’ DI CASTELLO: ''Alla settimana d’azione contro il razzismo, rispondiamo con la Giornata ''PRIMA I TIFERNATI''

Riceviamo e pubblichiamo Marchetti e Mancini “Razzismo nei confronti dei tifernati. Tanti disoccupati ma nessuno si fa promotore di eventi a loro favore “Solo una serie di attività promosse da alcune associazioni che con i migranti hanno trovato un possibile business. Leggiamo sigle, eventi vari e ci chiediamo la valenza di una iniziativa simile e soprattutto il motivo, quando ci sono tanti tifernati che necessitano di attenzioni e ai quali non è stato dedicato alcun evento”. Chiara la presa di posizione dei consiglieri Lega Nord Città di Castello, Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini che commentano così l’inizio della “Settimana tifernate contro il razzismo d’azione”. “Se oggi esiste un razzismo vero è quello verso gli italiani – spiegano i due esponenti del Carroccio – e non lo dice la Lega, ma i dati nazionali e regionali per cui nel 2016 la disoccupazione giovanile in Umbria è salita al 40%, mentre sempre nel 2016, un italiano su 2 ha rinunciato ad una visita medica o ad acquistare un farmaco per mancanza di denaro. Nonostante questi dati siano pubblici nessuno si è attivato per dedicare una sola giornata al cittadino italiano che paga le tasse, ma non ha priorità su case popolari o servizi pubblici. Chi paga queste iniziative? – si chiedono i due consiglieri – che ruolo ha l’amministrazione comunale?Sarà nostra premura accertarci che i soldi dei tifernati non siano stati spesi per iniziative di nicchia, perché è bene ricordare che solo il 5% degli immigrati in Italia scappa da guerre ed ha diritto ad essere aiutato, il restante 95% lo manteniamo senza alcuna ragione. Lo scorso anno, queste persone ci sono costate oltre 4 miliardi di euro, con quegli stessi soldi avremmo potuto detassare le imprese favorendo l’occupazione, oppure migliorato le assistenze sanitarie di anziani o disabili, o perché no, aiutare queste persone nella propria terra, ma di certo promuovere una settimana contro il razzismo, quando molti dei nostri tifernati chiedono aiuto, è una presa in giro. Se per l’amministrazione Bacchetta la priorità è scalfire l’inesistente razzismo a Città di Castello, la Lega Nord si farà promotrice della giornata “PRIMA I TIFERNATI” perché le cronache parlano chiaro, Capalbio, Conetta e prima ancora Fratta Todina hanno detto no all’arrivo di profughi nei propri comuni e non ci risulta che in questi territori governino amministrazioni leghiste. Non è razzismo il nostro e solo buon senso, lo stesso che non ha utilizzato l’amministrazione comunale tifernate quando nella sua pagina facebook ufficiale ha messo, come immagine di copertina, la fotografia della presentazione dell’evento in questione, dimenticandosi, però, che rappresenta 40mila persone, tra cui – concludono Marchetti e Mancini - diverse migliaia che non condividono la politica dell’ invasione PD” una discriminazione che ha provocato nel 2016 una disoccupazione giovanile di oltre il 40%, che ha messo in ginocchio molte famiglie italiane, le quali per convenire agli “oneri” di essere cittadini hanno mantenere un 95% di immigrati che non vittime e che non permette nel 2016 un italiano su due ha rinunciato all’acquisto di un farmaco per mancanza di soldi, e sempre per lo stesso motivo un italiano su 4 ha evitato di sottoporsi a visita medica. Nonostante questi dati siano lo specchio di come sta vivendo la nostra società, nessuna si attiva creando quella che è la giornata contro il razzismo degli italiani che creeremo noi la gg , questo accade perché gli italiani non generano rendita,. di cui renderemo conto e che coinvolge anche chi, con il razzismo non ha niente a che fare perche questa gente non scappa dalla guerra e hanno vitto e alloggio. Basta pensare che nel 2016 abbiamo speso per l’immigrazione clandestina 4 mld e 227 milioni di euro, di cui solo il 5% scappa da una guerra e come tale ha il diritto ad essere aiutato e che sono il frutto di tasse di tanti italiani e che avremmo potuto impiegare, un 95 % di persone non ci dovevano essere perché non sfuggono da conflitti detassando imprese e dando la possibilità di assumere qualcuno, più assistenza domiciliare per gli anziani, case popolari , E AVREMO POTUTO AIUTARE A CASA PROPRIA questi immigrati che sono solo il 5%. Non abbiamo più futuro, nonostante tutti i nostri giovani non si arrendono cercando di avere il benessere dei nostri genitori, magari andando all’estero e sfuggendo allo stato di miseria che ci ha gettato la stessa classe politica che governa e che poi organizza certi eventi Esprimiamo anche il nostri dissenso alla pagina fb del comuni che dovrebbe rappresentare l’interezza di tutti i tifernati, interezza che sicuramente ha al suo interno persone che non condividono la politica invasionistica della sinistra che venga ache messa in copertina conetta capalbio Ecco a quanto ammontano gli oneri relativi alle prestazioni sanitarie, in Umbria, erogate dalle ASL a favore degli immigrati. Cifre molto considerevoli che vengono rese note a seguito della mia INTERROGAZIONE alla Giunta. Risponde l'Assessore Barberini

21/03/2017 15:23:08 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica IL FRONTE NAZIONALE DI ASSISI SULLA SITUAZIONE DELLO STABILIMENTO COLUSSI

Riceviamo e pubblichiamo Questa mattina il Segretario di Assisi del Fronte Nazionale Roberto Pierotti e Massimo Morelli Segretario provinciale UGL Umbria Agroalimentare hanno tenuto un incontro per parlare della delicata situazione dello stabilimento Colussi di Petrignano di Assisi. Questo incontro non avviene a caso ma anche in relazione alla strana “dimenticanza” dell’amministrazione Comunale che non ha invitato UGL Agroalimentare all’incontro tenutosi nei giorni scorsi con tutte le altre sigle sindacali, evidentemente anche in questa situazione che dovrebbe consigliare di mettere da parte vecchie e stereotipate ideologie, per il bene supremo dei lavoratori e delle loro famiglie, qualcuno nella maggioranza guarda ancora al passato. Da questo incontro è venuto fuori un quadro estremamente preoccupante, poiché la situazione come tutti sappiamo è estremamente delicata, la paventata delocalizzazione della linea di produzione delle fette biscottate e del conseguente esubero di circa 70 operai dallo stabilimento di Petrignano, è solamente l’ultimo tassello di una politica produttiva quantomeno aleatoria da parte dell’azienda e non bastano di certo a rassicurare i lavoratori le promesse di “produzioni alternative” tutte da definire. D’altro canto anche il “caso Colussi” va ad inserirsi in un quadro Regionale e Nazionale già deteriorato per colpa di politiche suicide, che in questi ultimi anni hanno privilegiato il liberismo economico e quello finanziario fine a se stesso, piuttosto che incentivare e privilegiare politiche del lavoro e della produzione di beni reali. L’Umbria non fa eccezione purtroppo, anzi in questi ultimi anni è stata la regione in Italia ad avere perso più PIL ( -8.3 % nel 2016 – dati Eurostat ) e francamente le battute di qualche esponente politico del PD su economisti in erba non solo ci paiono fuori luogo ma anche di cattivo gusto ed ai 70 lavoratori della Colussi e alle loro famiglie, interessate dal provvedimento in questione, non fanno certo ridere. Per quanto in suo potere il Fronte Nazionale di Assisi farà il possibile e l’impossibile per aiutare prima di tutto le famiglie e i lavoratori colpiti dalle scelte liberiste della Colussi ed invita l’amministrazione Comunale di Assisi e la sua maggioranza a fare altrettanto anche in considerazione del fatto che dovrebbero avere l’incondizionato appoggio della dirigenza Regionale, che tento si è prodigata per loro alle recenti elezioni comunali. Roberto Pierotti Segretario Cittadino Fronte Nazionale Assisi

20/03/2017 11:54:27 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Lega Nord su furti e spaccio a Ponte Felcino: una caserma ad hoc o il potenziamento delle forze dell’ordine

Riceviamo e pubblichiamo La Lega Nord chiede l’intervento del sindaco Romizi “Ponte Felcino da anni teatro di furti e spaccio, occorre una maggior vigilanza per un territorio abbandonato a se stesso in termini di sicurezza nonostante lo sforzo delle associazioni locali per il bene comune, ma e'evidente che non basta. Chiediamo al sindaco Romizi un intervento immediato” . Ad affermarlo è la Lega Nord Perugia, con il suo commissario cittadino Riccardo Augusto Marchetti a seguito dell’ennesimo furto verificatosi pochi giorni fa ad un supermercato, in pieno centro abitato. “I numerosi reati che si verificano quotidianamente a Ponte Felcino – spiega Marchetti - sono la diretta conseguenza di una mancanza di vigilanza costante, poco possono fare le caserme di Ponte San Giovanni, Ponte Pattoli o Colombella, con un organico evidentemente ridotto a causa dei tagli alla sicurezza stanziati dal Governo Renzi. Se le amministrazioni di sinistra, da quelle comunali a quelle nazionali, passando per la Regione, non garantiscono tutele ai cittadini, confidiamo nel sindaco di Perugia, Andrea Romizi, al quale chiediamo di attivarsi presso il Prefetto, Dott. Cannizzaro, al fine di trovare una soluzione concreta che per noi è identificata nella realizzazione di una caserma ad hoc per Ponte Felcino. Se ciò non fosse possibile riteniamo indispensabile un presidio costante delle forze dell’ordine sul territorio. Siamo convinti che un maggior numero di corpi armati che controllano le frazioni oltre l’orario “di ufficio”, possa limitare lo sviluppo di attività illecite e se la realizzazione di una caserma, per noi la soluzione migliore, risulti un’utopia allora si potrebbe chiedere il potenziamento della caserme limitrofi. Un’altra soluzione – continua Marchetti – a basso costo ma con maggior resa, sarebbe quella di estendere l’orario di lavoro della polizia municipale di Ponte Felcino, oltre le 19, così che anche durante la notte ci siano agenti che controllano il territorio e che fungono da deterrenti per i criminali. In entrambe i casi, con costi ridotti si può garantire un pronto intervento immediato. Credo – conclude il commissario leghista – che la situazione non possa più essere sottovalutata, i costanti reati preoccupano tutta la frazione e l’amministrazione perugina deve assolutamente intervenire per risolvere un problema che tedia i ponte-felcinesi da tempi immemori” 

18/03/2017 10:41:43 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: CURE PALLIATIVE E HOSPICE OGGETTO DI UN ORDINE DEL GIORNO

Riceviamo e pubblichiamo Cure palliative domiciliari e residenziali ancora al centro dell’attenzione di Umbertide cambia, che con un ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale chiede uno specifico intervento in materia. “Le malattie terminali, soprattutto di natura oncologica - spiega Stefano Conti, consigliere comunale di Umbertide cambia - rappresentano oggi una condizione purtroppo molto diffusa, che richiama l'esigenza di soluzioni in grado di garantire una adeguata assistenza a carattere domiciliare ed al tempo stesso la possibilità, qualora necessario, di un ricovero in strutture dedicate, atte a garantire una morte dignitosa. Oggi – sottolinea Conti – il servizio domiciliare è garantito dal costante e qualificato impegno del personale infermieristico dell'AUCC e del Centro salute e di un medico palliativista, ma occorre attivare strutturalmente una equipe multidisciplinare e soprattutto riservare spazi residenziali adeguati, anche gestiti dalla stessa AUCC, in una prima fase all’interno dell’ospedale di Umbertide, ma in prospettiva in altri luoghi, più adatti, dotando la struttura stessa di personale specializzato”. “Tutto ciò considerato – conclude il consigliere di Umbertide cambia – chiediamo alla Amministrazione Comunale di rappresentare presso la Regione Umbria e la Direzione della ASL competente l'esigenza di realizzare nel territorio dell'Alta Valle del Tevere un immediato processo di riorganizzazione delle cure palliative domiciliari e residenziali nella logica individuata, attivando costantemente una specifica equipe interdisciplinare e dotando in una prima immediata fase la struttura di Umbertide di camere e risorse tecniche e professionali adeguate per il trattamento di malati terminali, per giungere, in una prospettiva di breve termine, alla realizzazione ed organizzazione di un “hospice” (centro residenziale di cure palliative) che da un lato funga da coordinamento di tutta l’attività, dall’altro sia utile per supportare le famiglie in situazioni che non possono essere gestite a domicilio. Chiediamo inoltre di promuovere entro aprile 2017 un incontro in sede di seconda commissione consiliare con medici, tecnici, esperti della ASL, dirigenti dell’AUCC, rappresentanti delle esperienze di Hospice in Umbria (“La Torre sul Colle” di Spoleto; “La Casa nel Parco” di Perugia; “La Casa dei Colori” di Terni) e rappresentanti delle associazioni di volontariato per verificare le modalità utili ad una efficace definizione del processo di riorganizzazione del servizio, sollecitando quindi le strutture competenti alla stesura, entro il mese di maggio 2017, di un dettagliato progetto operativo, attraverso il quale individuare modalità e tempi dell'intervento”.   Umbertide cambia Di seguito il testo dell’ordine del giorno Al Sindaco del Comune di Umbertide Al Presidente del Consiglio Comunale   Umbertide 17.03.2017   ORDINE DEL GIORNO UMBERTIDE CAMBIA SU SERVIZIO DOMICILIARE E RESIDENZIALE PER LE CURE PALLIATIVE Premesso che le malattie terminali, soprattutto di natura oncologica, ma anche malattie progressive e in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per le quali ogni terapia finalizzata alla guarigione e/o alla stabilizzazione della patologia non è possibile o appropriata, rappresentano oggi una condizione purtroppo molto diffusa che l'esigenza di autodeterminazione del malato e di cura della persona deve prevedere soluzioni in grado di garantire una adeguata assistenza a carattere domiciliare ed al tempo stesso la possibilità, qualora necessario, di un ricovero in strutture dedicate, atte a garantire una morte dignitosa che la prima definizione di rete di cure palliative presente in un atto ufficiale si trova nell’allegato 1 del Decreto del Ministero della Sanità del 28 settembre 1999 e recita: “La rete di assistenza ai pazienti terminali è costituita da una aggregazione funzionale ed integrata di servizi distrettuali ed ospedalieri, sanitari e sociali, che opera in modo sinergico con la rete di solidarietà sociale presente nel contesto territoriale, nel rispetto dell'autonomia clinico-assistenziale dei rispettivi componenti” che con la Legge regionale 4 giugno 2008, n.9 “Istituzione del Fondo Regionale per la non autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni”; con DCR n. 290 del 3/3/2009 ATTO AMMINISTRATIVO - Piano regionale integrato per la non autosufficienza (PRINA) 2009/2011; con DGR n. 1708 del 30/11/ 2009 sono state programmate le risorse, i riferimenti metodologici per la redazione del piano attuativo triennale del PRINA, nonché l’approvazione del Nomenclatore tariffario delle prestazioni e degli interventi per i non autosufficienti, con ulteriori misure attuative. che non esiste nel territorio dell'Alta Valle del Tevere e dell'Alta Umbria uno specifico reparto ospedaliero, né una struttura dedicata al trattamento di malati terminali, anche perché, nonostante i finanziamenti previsti dalla legge n. 39/1999, le amministrazioni comunali e sanitarie di allora preferirono sostituire la struttura programmata presso l’ospedale di Umbertide (5 posti letto) prevedendo posti letto per malati terminali in assistenza palliativa presso una residenza sanitaria assistita che tale soluzione non è mai stata posta in essere e che, nonostante i richiami ad una esigenza dimostrata purtroppo dai fatti, anche negli anni recenti nulla è stato fatto che la struttura ipotizzata è fondamentalmente diversa dalla R.S.A (Residenza sanitaria protetta) che ha finalità diversa ed è supportata da risorse umane e professionali proprie per le stesse finalità Preso atto che il Centro salute, in collaborazione con l’Associazione Umbra contro il cancro (AUCC) presta da anni un valido servizio domiciliare, qualificato dal contributo umano e professionale degli operatori Sottolineato quindi il meritorio, costante ed imprescindibile impegno in materia della locale sezione dell'AUCC, del personale infermieristico dell’Associazione e del Centro salute, nonché il contributo personale e professionale di medici che operano sul territorio senza però il supporto, almeno percepito, di una necessaria equipe multidisciplinare     Considerato che occorre sostenere e potenziare il servizio prestato dall’AUCC e dal Centro salute, adeguandolo allo standard di assistenza previsto dalle linee di indirizzo regionali per le cure palliative redatte nel 2012, e che richiamano il Piano Sanitario Regionale 2009 / 2011, nonché agli atti regionali citati in premessa che l’obiettivo da perseguire immediatamente dovrebbe dunque essere quello di attivare costantemente una specifica equipe interdisciplinare per le cure palliative che, collaborando con i medici di base, il Centro Salute, i servizi sociali ed il volontariato, riesca a potenziare e specializzare l’assistenza domiciliare. che occorre mettere a punto una efficacia relazione tra equipe ed attività ospedaliera, dotando in una prima immediata fase la struttura di Umbertide di camere e risorse tecniche e professionali adeguate per il trattamento di malati terminali, per giungere, in una prospettiva di breve termine, alla realizzazione ed organizzazione di un “hospice” (centro residenziale di cure palliative) che da un lato funga da coordinamento di tutta l’attività, dall’altro sia utile per supportare le famiglie in situazioni che non possono essere gestite a domicilio che si ritiene ipotizzabile anche una eventuale gestione convenzionata della struttura, affidata, per continuità del servizio , alla stessa AUCC   Approvando il presente ordine del giorno il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e l'Amministrazione: a rappresentare presso la Regione Umbria e la Direzione della ASL competente l'esigenza di realizzare nel territorio dell'Alta Valle del Tevere un immediato processo di riorganizzazione delle cure palliative domiciliari e residenziali nella logica individuata in premessa, attivando costantemente una specifica equipe interdisciplinare e dotando in una prima immediata fase la struttura di Umbertide di camere e risorse tecniche e professionali adeguate per il trattamento di malati terminali, per giungere, in una prospettiva di breve termine, alla realizzazione ed organizzazione di un “hospice” (centro residenziale di cure palliative) che da un lato funga da coordinamento di tutta l’attività, dall’altro sia utile per supportare le famiglie in situazioni che non possono essere gestite a domicilio; a promuovere entro aprile 2017 un incontro in sede di seconda commissione consiliare con medici, tecnici, esperti della ASL, dirigenti dell’AUCC, rappresentanti delle esperienze di Hospice in Umbria (“La Torre sul Colle” di Spoleto; “La Casa nel Parco” di Perugia; “La Casa dei Colori” di Terni) e rappresentanti delle associazioni di volontariato per verificare le modalità utili ad una efficace definizione del processo di riorganizzazione del servizio; a richiedere alle strutture competenti la stesura, entro il mese di maggio 2017, di un dettagliato progetto operativo, attraverso il quale individuare modalità e tempi dell'intervento.   Gruppo consiliare Umbertide cambia Claudio Faloci Luigino Orazi Stefano Conti  

17/03/2017 15:58:04 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Provvedimento sicurezza, Giulietti: ‘’Obiettivo più tutela e libertà per i cittadini’’

Riceviamo e pubblichiamo "Il provvedimento sulla sicurezza è stato approvato in prima lettura alla Camera e questo significa un chiaro indirizzo in materia di politiche di presidio del territorio, politiche di inclusione sociale, politiche urbanistiche. Questo decreto legge ha l'obiettivo di aumentare la sicurezza e la libertà dei cittadini". Così il deputato del Pd Giampiero Giulietti, componente della commissione Bilancio della Camera, commenta l'approvazione del decreto con il quale il legislatore ha voluto introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e la vivibilità dei territori e si promuovono interventi volti al mantenimento del decoro urbano.  "Si tratta di un provvedimento - ha aggiunto Giulietti- molto atteso al quale abbiamo lavorato per giungere ad una celere approvazione. Tra l'altro presto contiamo di avere il ministro dell'Interno Marco Minniti in Umbria- ha detto Giulietti. Molti i passaggi significativi del testo a partire dalle misure introdotte nell'art.13 in materia di misure di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti all'interno o in prossimità di locali pubblici, aperti al pubblico e di pubblici esercizi che saranno interdetti, per decisione del questore, ai condannati negli ultimi tre anni per questa tipologia di reato. Inoltre è stato riconosciuto l'equo indennizzo anche per le forze di polizia locale che in un primo momento erano state escluse rispetto al personale delle altre forze di polizia. Considerando anche alcuni recenti fatti di cronaca, il decreto legge interviene anche sul reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, disponendo l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi od a sostenerne le relative spese".

17/03/2017 15:02:04 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA PER IL RILANCIO DEL CENTRO STORICO

Riceviamo e pubblichiamo Con un ordine del giorno il gruppo consiliare Umbertide cambia chiede al Consiglio Comunale di approvare la costituzione di una commissione di studio con l’incarico di elaborare un piano di interventi finalizzati alla rivitalizzazione ed al rilancio del centro storico. La proposta avanzata dalla lista civica prevede la partecipazione al gruppo di lavoro di rappresentanti della Giunta, del Consiglio comunale, dell’amministrazione comunale, dei commercianti del centro, del consiglio di quartiere del centro e di esperti esterni in materia di urbanistica, cultura, commercio ed attività produttive. “Da qualche anno, nonostante soluzioni urbanistiche ed investimenti evidentemente parziali, si sta assistendo ad un progressivo decadimento della vita economica e sociale del centro storico”, sottolinea il consigliere di Umbertide cambia Luigino Orazi. “Le cause - aggiunge - sono molteplici e le risposte che la politica e l’amministrazione può e deve dare non sono semplici. Ma non si può restare a guardare. Piazza Matteotti e le zone contigue hanno assunto infatti un ruolo marginale nella vita di Umbertide. Esiste dunque un problema di sopravvivenza delle attività del centro storico e la necessità di un rilancio dell’area che passi attraverso misure ed interventi da attuare attraverso una cooperazione di tutti i soggetti interessati (politici, economici e sociali). Per tutto questo – conclude Orazi - chiediamo all’amministrazione comunale di definire, attraverso il gruppo di studio, un piano strategico di medio periodo e di farsi carico, nell’immediato, delle proposte che provengono direttamente dagli operatori economici: prevedere sgravi fiscali alle attività commerciali ed un contributo per l’affitto a chi decide di aprire attività al momento non esistenti in centro; un parcheggio a pagamento in piazza XXV aprile e in piazza Matteotti nel periodo invernale (da ottobre a marzo con esclusione del periodo delle feste di Natale); promuovere un canone estetico da rispettare nelle attività che occupano il suolo pubblico; riportare servizi pubblici in centro; spostare il mercato del mercoledì nelle piazzette del centro e nell’area sotto la Rocca, liberando così il parcheggio della Piattaforma; contribuire al pagamento della SIAE per tutti gli eventi che si vorranno fare nel periodo estivo.   Umbertide cambia    

16/03/2017 16:43:25 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide su situazione del Parco Museo Reggia

Riceviamo e pubblichiamo Esattamente 5 anni fa sul sito del Comune l’Amministrazione comunale celebrava con queste parole la realizzazione del Parco Museo Reggia: “Una zona verde, con pista ciclabile e pedonale, lungo il torrente Reggia da via Colombo alla Piattaforma. Nell'area che costeggia il torrente Reggia da via Colombo fino alla Piattaforma, dove una volta esistevano capanne in lamiera, stabili pericolanti e recinzioni, è stato realizzato un parco sul cui percorso sono state inserite opere scultoree plastiche donate dal professor Giovanni Pelliccia e realizzate dagli allievi della scuola di scultura di Bruno Liberatore, docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Lungo il percorso, ben illuminato da lampioni, è stata realizzata una pista ciclabile e pedonale, una passerella in legno all'altezza della Piattaforma e posizionate panchine. Con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato è stata catalogata tutta la vegetazione arborea presente nella zona, preservando gli esemplari ancora in condizioni vegetative soddisfacenti, piante autoctone e spontanee tipiche della flora della nostre vallate. Utilizzando la pista ciclabile, da via Colombo si può raggiungere il centro storico, senza passare per via Roma o via Unità d'Italia, strade molto trafficate, e scoprire un'area verde che si ricollega al Parco Reggia che arriva fino al Tevere e ai suoi percorsi naturalistici e sportivi.” Dopo 5 anni cosa è cambiato? Il parco si trova in uno stato di abbandono, il suo ponte all’interno, poiché lesionato, è chiuso al transito da molto tempo, inoltre recentemente si è appreso dalla stampa dell'acquisto tramite asta di un'area del parco da parte di un privato cittadino. Proprio per questo il M5S ha depositato il mese scorso un’interpellanza per avere chiarimenti in merito e sapere quali sono le intenzioni dell’amministrazione. Nel frattempo la situazione attuale, come la foto testimonia, presenta un parco, pubblico per metà, una parte infatti è stata recintata dall’acquirente privato; a fronte di ciò non è certamente possibile usufruire del parco e del relativo percorso. Amministratori che spendono soldi pubblici per realizzare opere che, da quanto risulta, sembrano non aver seguito le necessarie procedure, il tutto sulla pelle dei cittadini che chiedono quanto gli era stato promesso. Non ci sono parole per definire questa situazione paradossale, giorno dopo giorno vengono al pettine problematiche che fanno emergere tutti i limiti della politica dell'apparire. La fine del sistema partito è vicina, che Locchi abbia un minimo di dignità dimettendosi e ponendo fine a questo squallido teatrino.  

15/03/2017 20:38:30 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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