Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: RENDICONTO 2016, SITUAZIONE FINANZIARIA ''FRAGILE'', NON VOLUTA MAI AMMETTERE

Riceviamo e pubblichiamo «Basta leggere la relazione dei revisori dei conti - quindi l’organo terzo che controlla la regolarità del bilancio - per riaffermare la fragilità di un bilancio che si regge sulle stampelle. La situazione finanziaria del Comune è, come afferma l’organo di controllo, peggiorata nel corso dell’esercizio 2016, infatti l’utilizzo medio dell’anticipazione di cassa è stato 1.449.329 euro a fronte di 1.245.484 del 2015. Il risultato è stato che l’Amministrazione ha pagato interessi passivi per 39.245 euro con una maggiorazione rispetto al 2015 di 13.219 euro. Addirittura l’anticipazione di cassa è stata per il 2016 di 362 giorni a fronte dei 302 del 2015. Un dato abnorme che la stessa Corte dei Conti negli anni scorsi aveva evidenziato. Dopo le nostre battaglie e i consigli inascoltati, stavolta la forza dei numeri del bilancio comunale certifica - purtroppo – la precarietà della situazione e la necessità di una vera svolta, che purtroppo non c’è stata neanche con il bilancio di previsione 2017». Così inizia la dura analisi che la lista civica Umbertide cambia compie nei confronti del bilancio comunale e della Giunta. “Il fatto è - affermano il presidente Gianni Codovini e i consiglieri comunali Conti, Faloci e Orazi – che, oltre a pagare conti salati lasciati dalle precedenti amministrazioni, la stessa riscossione dei tributi è una falla, come rimarca l’organo di Revisione, e ciò crea difficoltà alle finanze dell’Ente. Del resto è la stessa Nota integrativa al bilancio che ammette, correttamente, la necessità di effettuare una manovra tributaria tale da garantire flussi di entrata certi e continuativi per garantire una maggiore solidità finanziaria». Umbertide cambia, inoltre, ricorda che «la precaria situazione finanziaria è evidenziata dal disavanzo di 831.521 euro per il quale la Giunta aveva già previsto un piano di finanziamento, fino 2044, pagando ogni anno una quota di 34.438,40 euro, anche se, effettivamente, i tempi del recupero si stanno riducendo. Ma la vera cartina tornasole del fallimento politico di questa amministrazione si evince dal fatto che il Piano delle opere pubbliche relativo al 2016 non è stato per nulla realizzato. Perciò - conclude la lista civica Umbertide cambia - si ammetta la situazione, almeno per responsabilità repubblicana e, per favore, la si smetta di parlare di investimenti su opere che non si faranno mai. Si pensi semmai ad evitare ulteriore danni, lasciando a fine consiliatura, fra due anni, una situazione finanziaria un po’ meno fragile e che consenta qualche utile investimento».   Umbertide cambia

05/05/2017 10:43:42 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: RIPENSARE LA GLOBALITA’ DEI SERVIZI ALLA PERSONA

Riceviamo e pubblichiamo Per Codovini e Faloci (Umbertide cambia) si deve aprire una politica e amministrazione dei servizi globali alla persona, da intendere in modo multidisciplinare. «I recenti ed allarmanti dati territoriali su alcuni aspetti dell’adolescenza e della minore età - come disturbi del comportamento alimentare, depressione, dipendenze e bullismo - debbono indurre la politica e le amministrazioni ad un’analisi approfondita e a farsi carico di una questione così complessa che non può essere risolvibile localmente poiché metodi, strumenti e azioni necessitano di approcci multidisciplinari e sistematici. Perciò, prima di tutto, dobbiamo ripensare la globalità dei servizi alla persona». Con questa analisi Umbertide cambia, attraverso il suo presidente Gianni Codovini ed il capogruppo Claudio Faloci, interviene sul problema del disagio giovanile, i cui numeri territoriali rappresentano di fatto un problema. «Da anni sollecitiamo - dicono Codovini e Faloci - un cambio culturale sui servizi alla persona che vanno gestiti in modo integrato. Se non si legano unitariamente il piano sulla famiglia, l’offerta educativa-formativa, gli ammortizzatori sociali e quelli dell’inclusione lavorativa nonché gli interventi del sostegno psicologico si va incontro, come sta avvenendo, ad una scoordinata frammentazione di azioni. Soprattutto non si è in grado di fornire all’altissima qualità del personale presente (Servizi sociali, Dipartimento salute mentale, Rete dei disturbi alimentari) un sistema unitario di protezione/promozione e una solida struttura organizzativa. L’attuale e precedente amministrazione di Umbertide non è stata capace, appunto, di farsi carico di questo approccio culturale e gestionale. Ciò avrebbe permesso e permetterebbe di lavorare non sugli effetti del disagio ma sulle cause remote di esso». Codovini e Faloci indicano anche alcune vie e proposte. «In verità l’attuale Zona sociale, che sosteniamo, è un primo e ottimo strumento al riguardo perché lega le politiche delle diverse amministrazioni territoriali. In questo quadro, alcune recentissime leggi nazionali, quella sul reddito di inclusione e il decreto sul sistema integrato dell’educazione/istruzione da 0-6 anni, ci offrono l’occasione per pensare e agire territorialmente. È infatti ora di condividere un Piano dell’offerta formativa territoriale tra i vari soggetti prima richiamati e di costituire il Polo per l’infanzia (come indicato dal sistema integrato 0-6 anni). In tal senso è bene superare tutta quella serie di scatoloni vuoti degli “osservatori” che sono stati creati nel tempo, per sostituirli con un coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali, che determini finalmente, come da legge, una valutazione multidimensionale del bisogno. Fondamentale poi è la definizione delle prestazione a sostegno della genitorialità: solo così si può passare dalla semplice assistenza allo sviluppo di comportamenti proattivi». Umbertide cambia  

02/05/2017 11:32:19 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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