Notizie » Politica Crisi istituzionale ad Umbertide, Palazzoli (PD):''Una decisione difficile e sofferta, ma la responsabilità non è dei consiglieri dimissionari''

Riceviamo e pubblichiamo Gianluca Palazzoli: “Una decisione difficile e sofferta, ma la responsabilità non è dei consiglieri dimissionari” “Nel 2009, dopo essere stato eletto per la prima volta, come consigliere comunale nella lista del Pd di Umbertide una persona mi disse in maniera del tutto amichevole che mi dovevo sentire onorato perchè una parte di una comunità mi aveva scelto, rispetto ad altre persone, e che dovevo rispettare ogni volta questo incarico con serietà e responsabilità. Serietà e responsabilità, ne ho fatto sempre tesoro di questi due concetti, in quella legislatura e nell’attuale. Vorrei ricordare che un Sindaco viene eletto perchè i candidati in lista durante la campagna elettorale chiedono il voto per la lista di appartenenza, per se stessi e per il Sindaco. Nelle elezioni Comunali del 2014 nei 19 seggi ci furono 4.842 voti di lista Pd e solo 72 dati solo al Sindaco collegato alla coalizione. Questo per ricordare che un candidato collabora e lavora fin da subito per il futuro Sindaco. I 7 consiglieri dimissionari hanno sempre, e sottolineo sempre, sostenuto l’amministrazione e il Sindaco Locchi in Consiglio comunale e nelle Commissioni consiliari e lo avremmo fatto fino all’ultimo giorno dell’attuale legislatura. Stessa cosa per i due Assessori destituiti. In questo mi auguro che non mi vedrò contraddetto dato che ci sono i verbali delle Commissioni consiliari e le registrazioni audio-video delle assise. Per quanto mi riguarda non ho mai disertato un Consiglio comunale, solo una volta per un ricovero improvviso in ospedale di pochi giorni, e il numero dei consiglieri di maggioranza è stato sempre assicurato. Il ruolo di Capogruppo consiliare in questa legislatura non è stato per nulla facile. Comunque ho cercato sempre di fare del mio meglio: con tutta una serie di azioni, informazioni e continuo coordinamento tra i consiglieri del gruppo Pd, che mettevo in campo ogni volta che si avvicinava un Consiglio comunale o altro appuntamento come la Conferenza dei Capigruppo o gli incontri del Gruppo consiliare. In Consiglio comunale credo di avere rispettato questo ruolo con serietà ed equilibrio con tutti i consiglieri del gruppo e Pd e con quelli dell’opposizione. I perchè di come si è arrivati al Commissariamento del Comune di Umbertide, se mi è concesso me li pongo io. Marco Locchi avrebbe avuto tutta la mia comprensione se la maggior parte del gruppo consiliare del Pd o i due Assessori destituiti gli avessero reso ogni giorno la vita difficile. Ma questo non è stato. Anzi, la sua preoccupazione in ogni Commissione consiliare e in ogni consiglio era ‘indirizzata’ verso consiglieri che oggi si dichiarano vicini e solidali a Marco Locchi. Un teatro dell’assurdo e di menzogne, dove l’unico intento è stato quello di far ricadere la responsabilità di tutto sopra noi 7 consiglieri dimissionari. Abbiamo partecipato a moltissimi Consigli comunali, e di conseguenza a molte Commissione consiliari. Abbiamo garantito sempre – a volte anche con molta fatica dettata da problemi lavorativi o familiari – che tutto avvenisse nella piena regolarità politica-amministrativa. Nella settimana tra lunedì 27 novembre e venerdì 1 dicembre sono incominciate a girare voci sul possibile allontanamento di Cinzia Montanucci dalla Giunta comunale. Resto basito non voglio crederci! Chiudo dicendo ai miei interlocutori che si tratta sicuramente di uno strale del Sindaco in un momento di rabbia. Sabato 2 dicembre, Cinzia Montanucci chiede di incontrare la Segreteria del Pd per informarci che alla fine, sentendo tante ‘news’ nei suoi confronti , aveva parlato con Marco Locchi e lo stesso non le aveva negato la sua volontà di cacciarla dalla Giunta. Cinzia ha cercato di fargli capire che sarebbe stato un grosso errore, non tanto per lei ma per tutto quello che avrebbe innescato. Locchi risponde che comunque andasse sarebbe andato avanti con questo ‘progetto’ perche’ l’attività politico ammistrativa sarebbe continuata con altre ‘impensabili maggioranze’. Terminata la riunione decido di chiamare il Sindaco per avere un immediato incontro in sede Pd insieme a Paola Avorio, Presidente Assemblea comunale del Pd umbertidese . Telefonata non molto tranquilla, ancora non posso crederci, sono arrabbiato perchè non capisco i presupposti. Gli dico che sta facendo un grosso errore e non capisco il perché dato che lo abbiamo sempre sostenuto con serietà e responsabilità. Mi dice che non verrà e che mi chiamerà la mattina dopo per incontrarci. La domenica mattina, 3 dicembre, non ricevo nessuna chiamata e alle 11.30 decido di inviare un sms per sollecitare di nuovo l’incontro. Nessuna risposta. Anche Paola Avorio prova a contattarlo ma con nessun esito. Martedì 5 dicembre alle ore 11.10 arriva un Sms dalla Segreteria del Pd regionale: è la convocazione per un incontro in data lunedì 11 dicembre, alle ore 18.00 presso la sede Pd Umbria a Perugia in Piazza della Repubblica con i Segretari Regionali e Provinciali del Pd Giacomo Leonelli e Leonardo Miccioni, con il Segretario del Pd di Umbertide Lucia Ranuncoli, il Sindaco Marco Locchi e il Capogruppo del Pd di Umbertide (il sottoscritto), per cercare di trovare soluzioni al problema che si sta verificando al Comune di Umbertide. Questo mi fa sperare che nessun atto di allontanamento dalla Giunta verrà fatto prima di questo incontro, in modo da trovare così insieme una soluzione. Invece alle ore 8.30 circa di mercoledì 6 dicembre gli Assessori Cinzia Montanucci e Raffaela Violini vengono convocate dal Sindaco Locchi per la comunicazione dell’atto di revoca delle loro deleghe. Rimango allibito e tutto mi diventa più chiaro: non c’era nessuna volontà di risolvere il problema, c’era solo la volontà di rompere tutto e distruggere in maniera irresponsabile e fuori da ogni logica. Che il Sindaco aveva contrasti con il Pd locale non era un mistero per nessuno, ma le istituzioni non possono essere il luogo dove scaricare tensioni politiche e personali. Il funzionamento della macchina pubblica e l’interesse della collettività, per un pubblico funzionario come il Sindaco, devono essere prioritari a tutto. Tra il venerdì e il lunedì successivo prendendo atto della palese forzatura e della rottura politica voluta dal Sindaco Locchi prepariamo le nostre dimissioni depositando le firme presso studio notarile. Dimissioni concordate con la Segretria e l’Unione comunale del Pd umbertidese, dimissioni non nascoste all’opinione pubblica, come vuole anche in questo caso imputarci Marco Locchi. Non abbiamo detto a nessuno di tenere il segreto, molti sapevano e non solo gli addetti ai lavori. Speravamo solo di non utilizzarle. Il Pd umbertidese non poteva certamente sfiduciare il Sindaco, abbiamo deciso in questa fase di prendere le distanze dal suo inaccettabile e offensivo comportamento dato che ha rifiutato ogni dialogo e non ha nemmeno riunito il Gruppo consiliare per spiegare le sue motivazioni o per informarci di quello che avrebbe fatto a breve. Con la surroga dei due consiglieri rimasti in lista il Pd avrebbe avuto 6 voti (compreso quello del Sindaco), e le minoranze 6 voti ma, dato che più di una occasione il Sindaco Locchi aveva esternato di avere la soluzione politica in tasca, tutto poteva continuare. Un bel mix tra maggioranza e minoranza. Questo forse era il suo piano per poter andare fino alla primavere del 2019. Domenica 10 si svolge un incontro dell’ Unione Comunale del Pd per fare il punto e per decidere insieme il da farsi nei giorni che seguiranno. L’ Assemblea decide di allargare la rappresentanza all’incontro del giorno successivo con Paola Avorio e Manlio Mariotti, previo consenso dei Segreteri Regionali e Provinciali. Scopo di tutto questo era solo di avere più esperienze politiche a disposizione, per trovare una mediazione, un accordo. La speranza ancora non era del tutto svanita. La mattina di lunedì 11 dicembre Lucia Ranuncoli informa il Segretario Leonelli della nostra intenzione di allargare la rappresentanza. Nel corso della giornata Leonelli chiama Lucia Ranuncoli dicendo che Marco Locchi non vuole la presenza di Manlio Mariotti. Non capiamo, ma accettiamo. Con noi partecipa solo Paola Avorio. Lunedì 11 dicembre alle ore 18.00, presso la sede Regionale del Pd si svolge l’incontro convocato tramite Sms il giorno 5 dicembre. Da questo incontro io e credo anche Lucia e Paola , sono uscito da una parte fortemente amareggiato ma, dall’altra, oramai con assolute certezze. Invito a rileggere i comunicati stampa dei segretari del 12 dicembre e quello del 15 dicembre dopo la caduta di Sindaco e Giunta a seguito della presentazione delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. E’ la perfetta analisi di questa triste commedia che ha travolto Umbertide e i suoi cittadini. Non c’è stato nessun accordo con i Segretari Regionali e Provinciali, nessun inciucio come qualcuno ha voluto far credere, nessun comunicato ‘bulgaro’ come altri hanno scritto. Come non c’è stato nessun accordo con Umbertide Cambia. Affermazione che trova conferma nel loro comunicato stampa del 21 dicembre. Voglio sottolineare che i Segretari Regionale e Provinciali nel comunicato del 15 dicembre criticano anche le nostre dimissioni. Ogni ipotesi di mediazione è stata respinta. Lasciamo un margine di ripensamento fino alle ore 15 del giorno successivo e poi avremmo presentato le dimissioni. Termine che viene prolungato per responsabilità e perchè è una decisione pesante, per nulla facile. Io ovviamente racconto la mia esperienza ma, in mezzo credo che ci siano stati tentativi di altre persone o dirigenti del Pd locale, come ad esempio Paola Avorio, che hanno contattato Marco Locchi per cercare soluzioni prima e dopo la destituzione di Cinzia Montanucci e Raffaela Violini. Il 13 dicembre sui quotidiani locali esce un comunicato di Locchi che asserisce che non ha intenzione di reintegrare nessuno, e non gli interessa nemmeno l’altra proposta di concedere alla minoranza Pd umbertidese posti negli organismi locali (ad onor del vero e’ stata fatta anche una terza proposta di azzerare la Giunta e ripartire con un nuovo esecutivo; anche questa respinta). Altra contraddizione: l’imputazione maggiore che e’ stata fatta al Pd di Umbertide da Marco Locchi nell’incontro di Perugia era la gestione del congresso locale, e il fatto che attualmente le minoranze non erano rappresentate, pur avendo lui presentato e letto un documento durante una riunione dell’Unione comunale. I congressi nel sindacato o in politica sono momenti di confronto tra minoranze e maggioranze se esistono. I regolamenti sono pubblici per tutti, basta leggerli e applicarli. Per la candidatura del segretario comunale era necessario presentare un programma politico collegato ad una lista di nomi entro una certa data. Per i Segretari di Circolo si potevano presentare anche lo stesso giorno del congresso, sempre collegato ad una lista di nomi. Ora penso che tutto sia stato fatto con l’intento di trovare discriminanti e additare per l’ennesima volta gli organismi dirigenti del Pd locale. La mattina del 14 dicembre comincia a girare la voce secondo cui due consiglieri di Umbertide Cambia, Conti e il Capogruppo Faloci, si sarebbero dimessi dalla carica di consigliere assieme a noi, gesto prettamente politico, e perchè ritenevano che non ci sarebbero più state le condizioni per governare in maniera dignitosa la città (con le dimissioni dei 7 consiglieri comunali di maggioranza), e quindi dal loro punto di vista era necessario tornare al voto. Tutto quello che avviene nella mattina del 14 dicembre, per quanto mi riguarda, e credo che siano della stessa opinione anche gli altri 6 consiglieri dimissionari, è la cosa più triste che poteva accadere. Mancava che il Sindaco ci dicesse “scusate è stato tutto uno scherzo, Cinzia e Raffaela tornate in Giunta e voi consiglieri fate finta di nulla, tutto procederà come prima”. Caro Marco Locchi, il sipario non si chiude o si apre a tuo piacimento, e in base alle persone che sono sedute in platea. La nostra intenzione era stare in questa platea per rispettare il nostro ruolo, Umbertide e chi ci aveva scelto con il voto. Non avremmo mai chiuso la porta prima del tempo stabilito (fine mandato). Di quello che e’ accaduto siamo profondamente dispiaciuti perchè comunque ci sentiamo partecipi di questa brutta storia che ha colpito la nostra città. La mattina del 14, dopo che ti sei affrettato a scrivere il comunicato ‘salvagente’ hai cercato telefonicamente alcuni di noi consiglieri, personalmente con me hai provato una sola volta. Non ti ho risposto volutamente perchè tanto era il dispiacere e la rabbia in me che sicuramente sarebbero volate parole troppo pesanti e rischiavo di prendermi una querela. Con il tuo estremo tentativo di rimettere le cose a posto all’ultimo momento hai solo confermato quello che in qualche modo avevo detto ai Segretari Regionali e Comunali all’incontro dell’11 dicembre in tua presenza: il tuo progetto o quello di altri tuoi ‘consiglieri’ di fiducia, era solamente di rompere gli equilibri, di creare caos e di cominciare a puntare il dito su alcuni. L’accusa di autoreferenzialtà e la chiusura del Pd di Umbertide sono stati solo pretesti per aprire la pentola, che poi non hai saputo richiudere. Ti chiedi perchè i 7 consiglieri hanno votato in questi anni tutto quello che ha proposto un ‘incapace’. Sinceramente non mi ricordo – dato che si è scritto tanto – se questo attributo ti viene dato da un nostro comunicato o da altri, ma ti posso rispondere tranquillamente che abbiamo cercato di fare il nostro dovere rispettando l’indirizzo politico e il programma politico-amministativo che abbiamo votato insieme a te all’inizio di questa legislatura. Ma la tua “incapacità” piu’ grande la stai manifestando in questi giorni cercando di scaricare tutto sulle nostre spalle e del Pd locale, quando avevi tutte le condizioni e tutto il tempo per dire basta , riflettiamo e parliamone . La nostra non e’ una ripicca politica, come tu ci stai accusando. Se volevi veramente bene a Umbertide – altra caratteristica che a dir tuo noi stupidi consiglieri dimissionari non abbiamo – non avresti aperto una crisi di queste dimensioni. Se veramente eri preoccupato dei progetti amministrativi iniziati , se veramente eri preoccupato dei finanziamenti per le opere pubbliche, non avresti fatto nulla di tutto quello che scioccamente hai fatto. Ti tranquillizzo anche sulle altre domande in merito alle mire, gli obiettivi personali e non che ci sono dietro la nostra posizione. Nulla, completamente nulla. In chiusura, dato che si è scritto anche che i 7 consiglieri si erano dimessi su ordine del Kapo’ Giulietti Giampiero, dico che mi dispiace contraddire chi la pensa così ma, se c’e’ stata una persona che fino all’ultimo ha avuto remore è stato proprio lui. Forse se avessimo accolto le preoccupazioni dell’Onorevole Giulietti le dimissioni non sarebbero state presentate. Non accetto assolutamente che le conseguenze di atti irresponsabili altrui ricadano sulla mia persona e ogni volta che ne avrò occasione cercherò di far capire alle persone umbertidesi e non, quello che realmente è successo e che ha portato al Commissariamento del Comune di Umbertide.” Gianluca Palazzoli

27/12/2017 17:07:07

Notizie » Politica Crisi politica, Orazi (Umbertide Cambia):''I 5 stelle sparano con chi ha determinato la caduta della giunta''

L'esponente di Umbertide Cambia, Luigino Orazi, ha affermato in un post su Facebook:''La campagna elettorale ,cittadini ,è già iniziata e i 5stelle partono all’attacco non del pd ,il partito con cui loro hanno votato la splendida delibera sul calzolaro. No, sparano quarda caso con chi ha determinato la caduta della giunta e ha anticipato le elezioni a maggio giustificandosi con una ipotetica mozione di sfiducia taroccata (non praticabile legalmente) a Locchi e alla Giunta, però oggi un’altra opportunità i 5stelle hanno, quella di appoggiare il pd del candidato locchi oggi tanto acclamato dall’opposizione dei 5 stelle.Vorrei ricordare che i 5stelle loro hanno votato parecchie volte in consiglio comunale con il pd cosa da me mai fatto. il M5S lancia oggi un’altra bufala. Affermano i finti oppositori al sistema di aver presentato le osservazioni alla VIA (Valutazione impatto ambientale) per Calzolaro. La Via è di competenza della Regione. Che c’azzeccano loro con la Via? Demagogia. Pura. Ma soprattutto ora si cautelano affermando che la concessione di 50000 tonnellate di rifiuti da trattare da parte dell’azienda Splendorini presso il centro della frazione è inconcepibile. E bravi oppositori del sistema! Ma c’è un piccolo particolare: avete voi votato col Pd quella delibera che noi abbiamo bocciato perché da noi considerata una delibera taroccata che di fatto avrebbe poi accettato le 50000 tonnellate e così è stato Un’altra delibera taroccata! Umbertide cambia . per non cadere in bufale, che fabbricano i nostri democratici digitali: ha votato contro quella delibera e ha chiesto l’ordinanza di chiusura dell’azienda, ricordo a tutti questi paladini della verità che noi in prima linea abbiamo fatto da soli l’esposto alla procura. Comunque in consiglio comunale è tutto registrato e documentato quindi le bufale verranno fuori''.

24/12/2017 12:13:33

Notizie » Politica Crisi istituzionale, M5S Umbertide:''L'inesperienza al servizio dei cittadini''

Riceviamo e pubblichiamo L'INESPERIENZA AL SERVIZIO DEI CITTADINI Mentre i consiglieri del Pd e Pd2 erano impegnati a depositare le loro dimissioni e ora si affannano adare giustificazioni, i consiglieri del M5S come loro ultimo atto hanno depositato le proprie osservazioni riguardanti la verifica di assoggettabilità a VIA regionale sul progetto di ampliamento presentato dall'azienda di Calzolaro, la Splendorini Molini Ecopartner, che prevede la realizzazione di una nuova struttura di circa 3100 mq. Secondo voi, è possibile concedere un aumento dei rifiuti da trattare da 21.000 tonnellate a 50.000 tonnellate senza Valutazione di impatto Ambientale perché non c’è bisogno di concedere ampliamenti edilizi e concederli successivamente di nuovo senza VIA? Secondo noi no, anche in considerazione del fatto che nel procedimento autorizzativo del 2015 non si è tenuto conto della presenza delle industrie insalubri di prima classe nelle vicinanze dell’azienda. Nel progetto preliminare si afferma che la nuova realizzazione nasce con lo scopo di minimizzare le emissioni odorigene, ma se ora non riescono a confinare le emissioni probabilmente è perché si dovrebbe diminuire il quantitativo di rifiuti che può essere trattato, visto che l'azienda inizialmente è stata fatta per trattare molti meno rifiuti. Che sia stato fatto un errore quando è stato concesso l'ampliamento del 2015? Questo è stato l’ultimo atto che abbiamo presentato in questa nostra consiliatura e ancora una volta siamo stato l’unico gruppo politico che ha badato ai fatti e non alle parole. Per la seconda volta si poteva intervenire per aiutare la frazione di Calzolaro che si sta battendo per avere una condizione di vita al pari di tutti gli altri abitanti del comune e per la seconda volta solo il nostro movimento politico ha presentato un atto ufficiale alla regione. Questo perché per noi fare politica significa servire i cittadini e non ricercare il consenso e le poltrone, alle ciarle abbiamo sempre preferito i fatti e sempre li preferiremo. Gli inciuci di palazzo li lasciamo ai marpioni della vecchia politica che sotto diverse sigle praticano la solita strada che rincorre successi particolari e non il bene comune . Siamo fieri di aver portato a termine la nostra consiliatura al fianco dei cittadini con i fatti mentre tutti gli altri sono intenti a convocare conferenze stampa, incontri e ascrivere lettere per giustificarsi. Ci dicono sempre che non siamo competenti, ma chi non è in grado nemmeno di stilare un documento per difendere i cittadini del nostro comune che hanno bisogno di aiuto sono più competenti di noi? Ci dicono sempre che siamo inesperti, ma chi non sa nemmeno come si fanno certe cose e continua a parlare a vanvera è più esperto di noi? L’unica esperienza che hanno veramente è solo quella di cercare il consenso facendo chiacchiere inutili ed accordicchi senza trasparenza, coerenza e rispetto dei cittadini. Se per essere competenti ed esperti bisogna essere così siamo fieri di aver portato a termine la nostra consiliatura da incompetenti ed inesperti, ma sempre al fianco dei cittadini.

23/12/2017 14:14:51

Notizie » Politica Umbertide Cambia:''Una scelta di responsabilità istituzionale''

Riceviamo e pubblichiamo UMBERTIDE CAMBIA: UNA SCELTA DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE Si può avere opinioni diverse, ma la nostra decisione è fondata su precise ragioni politiche e non su accordi siglati sottobanco. Il Sindaco Locchi chiede almeno una motivazione che giustifichi le nostre dimissioni. Ne indichiamo almeno tre: per combattere un uso improprio delle Istituzioni, per evitare un anno e mezzo di agonia amministrativa, per dimostrare come questo PD non sia più in grado di governare la città. Non si possono scaricare i problemi interni ad un partito, qualsiasi esso sia, sull’Amministrazione Comunale e sul suo efficace funzionamento. Un Sindaco senza maggioranza e senza un programma alternativo non può governare. Bisogna prenderne atto, staccare la spina e andare il più preso possibile a nuove elezioni, nell’interesse della città. Questa è chiarezza. Questa è responsabilità istituzionale. La premessa. Umbertide cambia non è il PD, ma un movimento civico di opposizione che deve rendere conto ai cittadini. Non deve entrare nelle questioni interne ad un partito politico e nemmeno sostenere una parte. Deve responsabilmente valutare la situazione nel momento in cui conflitti interni ad un partito si scaricano sulle Istituzioni e sul governo della città. A fronte della profonda crisi aperta nel Comune di Umbertide abbiamo ponderato con estrema attenzione tutte le possibili conseguenze per la Comunità di ogni nostra possibile scelta, ed abbiamo deciso pensando all’interesse generale, quindi non al nostro tornaconto o a quello di una parte del partito di maggioranza, qualunque essa sia. Ed a fronte di una improvvisazione politica abbiamo deciso di far prevalere la responsabilità istituzionale.   L’improvvisazione politica. Dopo le dimissioni dei 7 consiglieri del PD, annunciate anche dalla stampa in data 13 dicembre, quindi il giorno precedente l’effettiva presentazione, la composizione del Consiglio Comunale sarebbe stata la seguente: massimo 5 Consiglieri del PD (i 3 restanti più le 2 surroghe possibili, dato che gli altri non eletti erano già stati portati in Consiglio) e 6 Consiglieri delle opposizioni (3 Umbertide cambia, 2 M5S, 1 Destra). Il Sindaco non avrebbe potuto contare su una maggioranza, nemmeno aggiungendo il suo voto (in caso di parità non c’è approvazione). Per quanti mesi avrebbe potuto governare la città? Al massimo fino a Marzo 2018, cioè fino alla necessaria votazione del Bilancio di previsione. La mancata approvazione del documento contabile fondamentale avrebbe decretato lo scioglimento del Consiglio Comunale e la conseguente nomina di un Commissario che avrebbe però retto il Comune fino al Giugno 2019, data naturale di scadenza della consiliatura. Eventuali elezioni anticipate possono infatti essere indette soltanto se tutte le necessarie procedure conseguenti allo scioglimento vengono effettuate entro il 24 febbraio 2018. Avremmo avuto quindi tre mesi di “governo farsa” e più di un anno di commissariamento. I tempi in politica sono fondamentali.   La responsabilità istituzionale. A fronte delle pesanti ricadute sul funzionamento dell’amministrazione ed il governo della città che avrebbe certamente comportato la nuova configurazione del Consiglio Comunale, la norma di legge che prevede lo scioglimento del consiglio a fronte delle consensuali dimissioni della maggioranza dei consiglieri ci è sembrato lo strumento utile a concretizzare la soluzione che avrebbe prodotto il minor danno e la piena trasparenza. Il minimo danno: un commissariamento di qualche mese a fronte di una agonia di un anno e mezzo. La chiarezza: appunto elezioni. Ai cittadini la decisione, ma subito, appunto a maggio / giugno 2018, non nel lontano 2019.   La mozione di sfiducia. M5S e Umbertide Viva sostengono che la strada più corretta sarebbe stata quella della presentazione di una mozione di sfiducia. Per presentarla occorre la firma di 7 Consiglieri ed il voto di 9 Consiglieri. Nel Consiglio post dimissioni non ci sarebbero stati i numeri per considerare questa soluzione. D’altra parte più di una volta il PD locale ha affermato di “non poter certo sfiduciare il sindaco” scegliendo appunto la via delle dimissioni. L’eventuale rientro delle annunciate dimissioni dei Consiglieri PD avrebbe a maggior ragione impedito questa soluzione, significando il raggiungimento di un nuovo accordo interno al PD. Dunque una soluzione impraticabile.   Il cambio di maggioranza. Avremmo potuto sostenere, insieme ad una parte del PD, quella di Locchi e Guasticchi, l’iniziativa del Sindaco, formando di fatto una nuova maggioranza. Per fare cosa? In cambio dei nostri voti avremmo potuto anche ambire ad un assessorato. Sarebbe stata una soluzione corretta e dignitosa? Per la verità una proposta al Sindaco l’abbiamo fatta, visto che ci siamo sempre parlati e sapeva delle nostre intenzioni (tanto per rispondere a chi parla di tradimento o di fucilazione alle spalle). Per evitare la fine anticipata della consiliatura e dare alla città un governo serio di fine mandato con un programma specifico, esci dal Pd e formiamo un governo civico. Risposta negativa, a dimostrazione del fatto che le questioni riguardano equilibri interni al PD, non la volontà di mettere in atto una cambio radicale del sistema politico incentrato sul “partito”, da noi sempre auspicato.   L’accordo con l’altra parte del PD. Come si risolve allora dignitosamente e responsabilmente una situazione prodotta esclusivamente da lotte interne al PD e dalla sprovveduta azione politica del Sindaco e dei suoi ispiratori? Tornando al voto. Qual è lo strumento che avrebbe consentito di tornarci nei tempi più brevi? Preso atto della volontà di dimettersi espressa dai 7 consiglieri PD (di parte “Giuliettiana”, la stessa che a suo tempo ha nominato Locchi Sindaco facente funzioni per poi candidarlo ed eleggerlo nel 2014, riconoscendogli un lungo percorso politico ed amministrativo di provata fedeltà), ritenendo al contempo da parte nostra inopportuna la farsa del “governicchio” e molto pericolosa la prospettiva di un commissariamento fino al 2019 era necessario fare in modo che le dimissioni di almeno 9 Consiglieri fossero contestuali. Perché questa contemporaneità fosse testimoniata dai numeri del protocollo, necessariamente in sequenza tra loro per dare efficacia all’azione, dovevamo presentaci insieme in ufficio. Ecco il “diabolico” accordo tra i 9 consiglieri (noto a tutti all’interno del PD perché da noi stessi comunicato con anticipo): il momento di presentazione delle dimissioni. Che per ogni parte (Pd, partito di maggioranza, e Umbertide cambia, movimento civico di opposizione) hanno però un significato ben diverso. Punto.   Perché solo 2 dei 3 consiglieri di Umbertide cambia si sono dimessi? Il gruppo esecutivo che coordina il movimento, dopo un puntuale approfondimento politico e tecnico della situazione, ha deciso una linea sulla base di un principio fondamentale: non fare “inciuci”, pensare all’interesse generale della comunità. Quindi andare al voto. Ma la scelta di dimettersi, unico strumento che avrebbe consentito questa soluzione, è un fatto che attiene la coscienza di ognuno. Quindi è legittima e rispettabile tanto la scelta dei Consiglieri Claudio Faloci e Stefano Conti, che hanno deciso di dimettersi, quanto quella del Consigliere Luigino Orazi, che non lo ha fatto.   Resta il risultato: la chiarezza del voto anticipato, affinché nessuno pensi più di gestire le Istituzioni a proprio uso e consumo. Quello si un vero “atto di ingerenza e prepotenza senza uguali” verso i cittadini, chiunque lo commetta. Una “lezione” che ci auguriamo serva finalmente a riflettere.   Umbertide cambia “La nostra posizione è trasparente e, soprattutto, coraggiosa - sostiene Gianni Codovini, presidente di Umbertide cambia - perché in un colpo solo abbiamo azzerato 70 anni di sistema politico, facendo fuori moltissime posizioni cristallizzate: molte “nocette”, diremmo ad Umbertide. Il nostro voto contrario è stato sulla Giunta e sul governo del Pd, non su una componente del Pd. Le letture retrospettive di eventuali accordi o intese col Pd sono frutto di una visione complottista e personalistica della politica, lontana mille miglia da noi. Ed è anche diffamatoria. Noi siamo nati come movimento civico per far cadere questa Giunta e questo Pd, a cui siamo alternativi. Gli elettori ci hanno dato un mandato per opporci ad una pessima amministrazione che abbiamo combattuto con forza e determinazione senza fare sconti a nessuno. Se è stato lo stesso Pd a sfiduciare la Giunta e il Sindaco per quale strana ragione avremmo dovuto sostenerli? Semmai, quello che ci chiediamo, è il perché le altre opposizioni, M5S e Umbertide Viva, non abbiano fatto le opposizioni. Scelta politicamente incomprensibile che dovranno spiegare ai loro elettori.”. I consiglieri di Umbertide cambia, Claudio Faloci e Stefano Conti, argomentano la loro scelta: “ in politica contano l’interesse generale, la responsabilità ed i tempi di decisione, non il favore ad una o l’altra componente del Pd. Noi siamo stati coerenti con il mandato dei nostri elettori e della metà dei cittadini di Umbertide, perché questa città è divisa al 50% tra Pd e contro il Pd. Abbiamo interpretato le volontà del Paese, non i destini politici di Giulietti e Locchi. La verità è che costoro si fanno una guerra fratricida usando le istituzioni. Cosa gravissima. Con il nostro voto abbiamo innanzitutto difeso e poi liberato le istituzioni da questo groviglio, con spirito repubblicano, come è scritto nel nostro mandato di consiglieri. Ora ci candidiamo a governare. Fatto normale in un Paese normale. La nostra scelta non ha guardato alle beghe interne del Pd, ma alla questione istituzionale di governo. Del resto, la stessa proposta di Umbertide Viva e M5S di una mozione di sfiducia a Locchi era tecnicamente impraticabile e impossibile, poiché per realizzarla occorreva la firma di 7 consiglieri ed il voto di 9 consiglieri. Nel Consiglio post dimissioni non ci sarebbero stati i numeri (6 contro 6) per considerare questa soluzione. Insomma ci troviamo di fronte ad una proposta taroccata. I cittadini umbertidesi non meritavano un’altra bufala politica. Noi l’abbiamo responsabilmente scongiurata.” Codovini, Faloci, Conti ed Orazi concludono poi con una particolare annotazione, che fa riflettere: “Il commissario prefettizio, un servitore dello Stato, che sostituisce il Sindaco è una garanzia, molto meglio e più affidabile di una Giunta rattoppata e inutile.” Umbertide cambia  

21/12/2017 20:20:51

Notizie » Politica Crisi istituzionale, Locchi:''I cittadini di Umbertide,credo stiano capendo perfettamente l'inganno''

Riceviamo e pubblichiamo C’era da aspettarselo … ne parleremo il 27 a Corlo Con immensa difficoltà e imbarazzo una parte del PD Umbertidese deve gestire questa fase di fronte ai propri iscritti e simpatizzanti. Lo fa però raccontando una serie di bugie, cercando di accollare la responsabilità al Sindaco. Tra le altre cose, con una lettera inviata agli iscritti PD, si afferma che il Sindaco abbia, fra l'altro, “cercato maggioranze impensabili alle quali ha lavorato con scarso successo”. I fatti dimostrano invece che questo PD ha stretto accordi con il gruppo di opposizione di Umbertide Cambia, necessario per raggiungere la quota di 9 consiglieri e le dimissioni sono state studiate e pianificate a tavolino nelle modalità e nei tempi. Qualunque persona di buon senso capisce che un tale piano non si fa in poche ore o solo per soddisfazione personale o fine a se stesso. I cittadini di Umbertide, visto il disastro combinato e soprattutto la reazione di tanta società civile, credo stiano capendo perfettamente l'inganno. Altra cosa non vera, che una parte del PD di Umbertide afferma, è quella che il Sindaco non ha voluto accettare la mediazione offerta dai livelli regionali. Falso anche questo, come detto anche in altre occasioni. Sindaco e Giunta hanno passato la mattina di giovedi 14 a comunicare a tutto il mondo l'accettazione della mediazione proposta dai livelli regionali. Ma il risultato era già scritto, l’accordo con l’opposizione già operativo, tutto era già deciso, pianificato e concordato grazie anche alla stampella di Umbertide Cambia. E’ paradossale e amareggiante assistere al gioco delle falsità e dello scaricabarile, per cercare di attenuare il disastro che 9 consiglieri del Comune di Umbertide (7 di maggioranza e 2 di opposizione) hanno arrecato alla nostra città. Una azione che ha come unica caratteristica, quella di essere antidemocratica, arrogante ed irrispettosa di tutta la nostra comunità. Questo atteggiamento viene da lontano. Si è concretizzato oltre un anno fa, quando in una riunione del PD l'allora segretario Giovanni Valdambrini, fece girare una velina con la quale si sfiduciava Giunta e Sindaco: una azione che il sottoscritto non ha mai accettato, sia nella forma che nei contenuti. Nonostante i richiami alla dignità e al rispetto che chiunque dovrebbe avere nei confronti del Sindaco e della Giunta soprattutto da parte dei partiti politici di maggioranza, il comportamento delle due Assessore è stato quello di far finta di niente, di non rispondere nei modi e luoghi dovuti. In sostanza hanno preferito ingoiare il rospo e tirare avanti, senza difendere ne il proprio operato ne quello della Amministrazione all'interno del proprio partito. Questo anche in presenza di problemi e contesti difficili come sono stati quelli di questo 2017. Nonostante questo, per salvaguardare l’Amministrazione, il Sindaco aveva accettato la mediazione e reintegrato (nella mattina del 14 dicembre) le due Assessore. Si è preferita un’altra strada. Altra affermazione è che “Il Sindaco è incapace!!”; e qui la domanda sorge spontanea: ma questi 7 consiglieri tra i quali il segretario, la tesoriera e il capogruppo del PD in questi anni hanno votato tutto quello che ha proposto un “incapace”??? Credo invece che la vera domanda sia: “Perché è stata fatta questa scelta scellerata che lede la dignità democratica di Umbertide?” “Quali sono gli obiettivi veri di questa operazione?” “Quali sono le mire personali che hanno causato questo terremoto?” Qualcuno dovrà prima o poi rispondere senza mistificazioni. Sarebbe interessante un confronto pubblico, davanti ai cittadini, fra il Sindaco, la Giunta, i 9 consiglieri (ed i loro ispiratori). Certo se invece che firmare le dimissioni “nascostamente” (come direbbe cetto la qualunque), avessero intrapreso la strada della sfiducia in consiglio comunale tale discussione sarebbe potuta avvenire prima di compiere la bravata. Troppo facile nascondersi dietro lettere, articoli di giornale, comunicati anonimi o “ispirati”. Voglio invece rivolgere a tutti un invito ad essere presenti il 27 a Corlo, per confrontarsi insieme su queste vicende, ma soprattutto per guardare al futuro ed alle cose che restano da fare, delle quali ho già parlato al Commissario prefettizio. Vi aspetto per continuare a lavorare per Umbertide e per la sua comunità.        

21/12/2017 14:18:39

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