Notizie » Politica ''Umbertide Civica per Voltare Pagina sostiene e condivide il programma proposto dal candidato Sindaco Paola Avorio''

Riceviamo e pubblichiamo Il Coordinatore della lista UMBERTIDE CIVICA PER VOLTARE PAGINA UMBERTIDE CIVICA PER VOLTARE PAGINA,  sostiene e condivide il programma  proposto dal  candidato Sindaco Paola Avorio, il quale, sarà integrato da proposte che riguardano i problemi della sicurezza, dell'attività produttive e dell'occupazione. Sarà inoltre presentato un documento di linee guida per realizzare una politica della famiglia e per i giovani, e saranno rese pubbliche in occasione della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale del 10 giugno 2018. I promotori della lista  UMBERTIDE CIVICA PER VOLTARE PAGINA  prima di sostenere il candidato Sindaco Paola Avorio,  si sono documentati esaminando le notizie che emergevano dalla stampa, non solo locale, ma anche regionale. Per noi il Sindaco deve avere delle caratteristiche, quali ad esempio: un livello culturale ben definito, una capacità di interpretare i bisogni della comunità che rappresenta e quella di individuare le priorità quando è chiamato ad assumere impegni programmatici ed inoltre, deve avere una predisposizione alla mediazione nei rapporti  con i cittadini e sul piano operativo istituzionale. Oltre tali elementi base, il Sindaco deve  essere  un decisionista razionale e coinvolgere  ed informare i cittadini mediante l'uso degli strumenti previsti dalle normative nelle quali l'Ente Locale si deve attenere. Dopo alcuni colloqui con la candidata Avorio da parte della delegazione dell'allora costituenda lista civica, si è ritenuto di dare credito alla candidata Paola Avorio perchè, nel caso che la proposta venisse resa ufficiale, ritenendo che i requisiti base per assumere un ruolo importante politico istituzionale li possedeva. Ci sembra che la  scelta risponde alle esigenze di  rinnovamento, mentre a nostro  giudizio le altre candidature non riescono a trovare e fare emergere una originalità ed una  immagine  propria, neanche un distingui programmatico, per cui,  al di là di una volontà  comune di voler assumere la guida della nostra città, nulla altro emerge dalla dialettica politica di questi giorni, se non proposte che  non sono possibili da realizzare, può essere un buon metodo far sognare, poi se i molti progetti non troveranno realizzazione si troverà comunque un responsabile.

28/05/2018 10:26:28

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA PER LO SPORT

Riceviamo e pubblichiamo Educazione sportiva, collaborazione tra le società , in particolare nell’offerta sportiva ai giovani, messa a sistema delle strutture e delle risorse, attività sportiva per le persone con disabilità. Sono questi i pilastri della politica di Umbertide cambia per lo sport, che guarda con una diversa attenzione quelle discipline considerate impropriamente “minori” ed a garantire la pratica sportiva nelle frazioni. “Per raggiungere questi obiettivi – ha detto Gianni Codovini, candidato sindaco di Umbertide cambia in occasione di una iniziativa pubblica - il movimento civico intende mettere in campo tre strumenti/progetto: il tavolo per lo sport e l’educazione, la cittadella dello sport, il centro sportivo giovanile nella zona Usu. Ma soprattutto promuovere una diversa forma di relazione tra le società sportive. Previsto anche un fondo, con accesso regolamentato e gestito dai servizi sociali, per sostenere il pagamento delle quote di iscrizione di ragazzi in difficoltà economica ed un investimento sul campo gara pesca agonistica, considerato importante volano anche per la promozione del turismo sportivo”. “Il centro sportivo giovanile, parte integrante della cittadella dello sport, - ha spiegato Stefano Conti, candidato per la lista civica al Consiglio Comunale - avrebbe a disposizione il campo sintetico (con spogliatoi ampliati), il parco giochi, l’ex magazzino tabacchi. Quest’ultimo, comprensivo del bar-cucina, è concepito come spazio multiservizio destinato a palestra, attività di recupero da infortuni e riabilitazione motoria, laboratorio di psicologia sportiva, sale studio, riunioni, eventi. Nella piazza contigua dovrebbero essere realizzati campetti liberi dove poter praticare varie discipline sportive, ad esempio basket, pallamano, pattinaggio, bocce. In alternativa queste attività potrebbero essere previste nell’area verde lungo via della Repubblica, anche ad uso della parrocchia. Questa scelta definirebbe un collegamento fisico con la zona degli impianti sportivi, del parco e della pineta Ranieri, nucleo fondamentale della cittadella dello sport che dovrà essere valorizzata attraverso uno specifico progetto che preveda finanziamenti privati e pubblici, anche europei”. “Gli aspetti strutturali – ha aggiunto Susanna Susta, anch’essa candidata per Umbertide cambia - dovranno andare di pari passo con una nuova idea di collaborazione sportiva. Nella loro piena autonomia le società potranno aderire ad una progetto educativo condiviso, sviluppato appunto attraverso il tavolo per lo sport e l’educazione al quale partecipano le scuole e le altre agenzie educative che operano sul territorio. Collaborazione, programmazione, ma anche buona gestione. Sara in questo senso opportuno definire un regolamento che preveda l’erogazione di contributi a sostegno delle società che dimostrano una buona situazione economica e garantiscono una attività sportiva e formativa di qualità. Una particolare attenzione – ha concluso Susta - dovrà essere posta, in un più ampio progetto a loro destinato, alla attività sportiva delle persone con disabilità, sull’esempio del baskin già in corso. In tal senso sarà necessario eliminare ogni barriera architettonica che impedisce la piena fruizione degli impianti”.   23.05.2018 Umbertide cambia  

25/05/2018 09:38:11

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: CONFRONTO SULLA MOSCHEA

Riceviamo e pubblichiamo UMBERTIDE CAMBIA: CONFRONTO SULLA MOSCHEA Al centro del programma di Umbertide cambia vi è il rispetto del principio di legalità. In tal senso riteniamo che la comunità islamica e le diverse comunità straniere debbano rispettare i fondamentali principi della nostra Costituzione italiana e partecipare in modo attivo alla vita della comunità cittadina, assumendo precise responsabilità, ad esempio per ciò che riguarda la sicurezza, il riconoscimento dei diritti delle donne e dei minori, la lotta al lavoro irregolare, lo spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, sulla nuova costruzione, dobbiamo chiarire in maniera definitiva se si tratta di Moschea, come più volte dichiarato, o di Centro Culturale islamico, come le carte affermano. L’equivoco di fondo già di per sé richiama a quella necessità di assoluta trasparenza che riguarda i finanziamenti e la gestione della stessa iniziativa. Per questo nel nostro programma abbiamo previsto il blocco del cantiere, che significa ricominciamo d’all’inizio e capiamoci bene su quello che si può o non si può fare, e la stipula di un vero e concreto patto di cittadinanza, che vuol dire aprire un vero confronto con tutte le diverse espressioni del mondo islamico, non una sola parte. Un patto che segni un passaggio netto dalla subordinazione finora dimostrata dalle amministrazioni comunali, in cui appunto siano chiari i doveri da rispettare ed in cui venga definito il funzionamento del centro culturale islamico, in linea con gli ordini del giorno presentati da Umbertide cambia, mai approvati. Aspetti che non sono contemplati neanche nel protocollo d’intesa firmato d’imperio dalla precedente Amministrazione comunale, senza che questo fosse discusso almeno in Consiglio Comunale. In sostanza significa definire un nuovo modello di relazione che guarda alle persone, prima che alle comunità di appartenenza, e si basa sul rispetto dei doveri e dei diritti repubblicani. Dire di voler semplicemente fermare la costruzione della nuova Moschea (Lega) non risolve infatti la necessità di porre su nuove basi la convivenza con la comunità islamica, comunque presente. D’altra parte pretendere la sola costruzione del piano terra (Locchi), dopo aver concesso una autorizzazione per l’intero progetto, o addirittura affermare che il Centro culturale Islamico sia di esclusivo diritto di chi abita nella nostra città (PD), come se fosse possibile mettere dogane o non consentire ad esempio a chi risiede a Montone, e che già oggi frequenta la Moschea, di usufruirne, oltre che sostenere una banalità (peraltro costituzionalmente illegittima) significa non voler affrontare i veri problemi che riguardano storicamente il rapporto tra Umbertide e le comunità straniere. A nostro parere, infatti, oggi assistiamo al fallimento del modello di integrazione per anni sostenuto, che ha sostanzialmente puntato ad aumentare il numero delle presenze, certamente con poca lungimiranza considerata l’altissima percentuale di stranieri nelle fasce di età più giovani, al controllo della comunità islamica, spesso a fini elettorali, e non alla sua emancipazione, alla ingiustificabile tolleranza di fenomeni di illegalità, guardandosi bene dal porre in essere un puntuale controllo delle residenze, della regolarità dei contratti di affitto, del lavoro nero, della stessa agibilità del locale tutt’ora adibito a Moschea. Una politica che, chiudendo gli occhi, ha favorito un senso di impunità di fronte alla irregolarità e spesso ha determinato impropriamente il beneficio di diritti ed agevolazioni (case popolari, esenzioni dal pagamento di prestazioni sanitarie, erogazione di contributi) che in molti casi una condizione di regolarità non avrebbe consentito di ottenere. Per questo il nostro sindaco applicherà scrupolosamente la norma regionale in materia urbanistica che prevede la possibilità di intervenire con uno specifico provvedimento di chiusura (non in autotutela) nel momento in cui si accerti il mancato rispetto della destinazione d’uso di uno stabile. E una Moschea, in quel terreno, non si può fare.   23.05.2018   Umbertide cambia  

24/05/2018 14:44:48

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