Attualità » Primo piano Umbertide: inaugurato l'impianto di illuminazione in via Cesare Battisti

Riceviamo e pubblichiamo E' stato ufficialmente inaugurato ieri sera il nuovo impianto di pubblica illuminazione realizzato in via Battisti, 42 punti luce moderni e funzionali che, oltre a garantire sicurezza alla circolazione di veicoli e pedoni, consentirà anche un notevole risparmio in termini economici visto che le luci a led installate consumano circa il 50% in meno rispetto alle lampade tradizionali. Al taglio del nastro hanno preso parte il sindaco Marco Locchi, l'assessore ai Lavori pubblici Pier Giacomo Tosti e gli altri membri della Giunta; presenti anche alcuni rappresentanti del Consiglio di quartiere n. 3 tra cui il presidente Christian Montanucci. L'intervento rientra nell'ambito del progetto del Puc 2 ed è stato realizzato in economia, dal momento che i lavori sono stati eseguiti dagli operai comunali su progettazione a cura della Umbria Progetti; nello specifico sono stati sostituiti ed implementati i punti luce situati su via Battisti, con la sostituzione delle vecchie lampade a vapori di mercurio con moderne ed efficienti luci a led rendendo più illuminata e sicura via Cesare Battisti, diventata una strada particolarmente frequentata dopo l'inaugurazione del campo sportivo in erba sintetica e dell'adiacente parco. Inoltre, sempre a tale scopo, sono stati effettuati interventi di potatura delle piante ai lati della strada che in alcuni punti avevano letteralmente coperto i lampioni, limitando drasticamente la visibilità. “E' un intervento che ci ha permesso di rendere più sicura una zona della città diventata baricentrica grazie al progetto del Puc 2 – ha affermato il sindaco Locchi – Dopo la riqualificazione dell'edificio ex tabacchi, la realizzazione della nuova viabilità con l'ampliamento del sottopasso di via Martiri della Libertà e la rotatoria sulla Tiberina 3 bis e la realizzazione del campo in erba sintetica e del parco, abbiamo letteralmente illuminato l'area con questo moderno impianto di illuminazione dotato di funzionali luci led che il prossimo anno andranno a sostituire tutti i punti luce presenti sul territorio comunale. Inoltre prossimamente – ha aggiunto il sindaco Locchi - verranno effettuati ulteriori interventi sull'edificio ex tabacchi che nello specifico riguarderanno l'insonorizzazione della struttura e la realizzazione di una cucina, completando ulteriormente un progetto che ha di fatto cambiato volto ad una parte importante della nostra città”. “Con l'inaugurazione dell'impianto di illuminazione di via Battisti si aggiunge un altro importante tassello al progetto del Puc 2 – ha affermato l'assessore Tosti - che con un investimento di oltre 6 milioni di euro, ha permesso di riqualificare quest'area della città, diventata oggi una zona molto frequentata dove molte giovani coppie hanno deciso di acquistare casa e, specie nel fine settimana, tanti ragazzi si ritrovano e frequentano il nuovo campo in erba sintetica e il parco adiacente”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio di Quartiere n. 3 Montanucci che ha ringraziato l’Amministrazione ed in particolare il lavoro svolto dagli operai comunali per un'opera che migliorerà sensibilmente la sicurezza e la qualità della vita dei residenti di quest'area della città. 

28/03/2017 19:27:57 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Dal Campus ‘’Da Vinci’’ di Umbertide una donazione all'Istituto De Gasperi–Battaglia di Norcia

Riceviamo e pubblichiamo Mercoledì 22 marzo alla presenza del Dirigente scolastico prof.ssa franca Burzigotti, di alcuni insegnanti e dei componenti del Presidio di Volontariato dell'istituto Famo Nobis, è stata consegnata una donazione in denaro all’Istituto comprensivo De Gasperi –Battaglia di Norcia, come piccolo segno di solidarietà verso quella città duramente colpita dagli ultimi eventi sismici. I ragazzi del presidio del “Leonardo da Vinci “ hanno infatti organizzato una lotteria interna all’Istituto  il cui ricavato è stato appunto destinato alle popolazioni terremotate. Il prof. Ivano Rondoni, delegato della Dirigente dell’Istituto di Norcia, ha ritirato la somma e ringraziato a nome della scuola i ragazzi e la preside Burzigotti per questo gesto molto importante proprio perché testimonianza di studenti che hanno sentito l’esigenza di aiutare i loro pari che, come ha evidenziato il prof. Rondoni, si trovano in una situazione di disagio e difficoltà. La ripresa dell'attività scolastica a Norcia, ha riferito l’insegnante, pur tra mille problemi, ha significato per tutti gli abitanti un nuovo inizio, un punto di forte e positiva aggregazione  sociale, dando speranza per il futuro. Per questo motivo la donazione riveste, oltre che un tangibile aiuto, anche un importante significato simbolico, quello di non dimenticare chi si trova in quel contesto e che vive ancora in situazione di precarietà. Il Presidio di Volontariato Famo Nobis, ormai attivo da vari anni all’interno dell’Istituto, si adopera per iniziative di aiuto all’associazionismo locale. Tutte le attività coinvolgono gli altri studenti e sono scelte dai ragazzi che compongo il Presidio in base alle proprie attitudini, creatività e competenze. L’attività di volontariato, inserita nel Piano della Offerta formativa del Campus da Vinci, contribuisce a sviluppare quelle competenze di cittadinanza attiva e di formazione globale della persona che la scuola deve prioritariamente perseguire. Un plauso dunque agli studenti che si impegnano in questa attività, a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa (esercenti che hanno generosamente offerto i premi, studenti insegnanti e personale ATA che hanno acquistato i biglietti), nella consapevolezza che questo tipo di impegno può rappresentare non solo per i giovani ma per tutti, un forte antidoto all’individualizzazione e alla frammentazione sociale.  

27/03/2017 15:14:43 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Il gioco tradizionale della Ruzzola

Tra i giochi popolari per eccellenza, la Ruzzola è da sempre considerato uno dei più umili, praticato dalla gente di campagna. Una disciplina, riconosciuta dal CONI e dalla UISP, che ha origini antichissime, tanto che una prima testimonianza di ruzzola, con relativa fettuccia, è stata addirittura rinvenuta nella tomba di un bambino di epoca romana. Un gioco praticato da tempo immemorabile anche nel nostro territorio, che ancora oggi appassiona e soprattutto unisce. Lo sanno bene i circa 34 associati del Circolo Uisp S.Angelo di S.Maria di Sette che da oltre 30 anni, accoglie appassionati di ruzzola e boccette. Li abbiamo seguiti, in una bellissima domenica primaverile, in una delle loro gare, per scoprire e capire meglio qual è lo spirito che anima questo sport popolare.  Ad accompagnarci, Luca Riccardini, giovane montonese pratico di giochi e rievocazioni, vista la sua partecipazione al Gruppo Arcieri Malatesta del borgo medioevale. La prima gara è tra le campagne di S.Lorenzo, su una strada asfaltata, ovviamente poco trafficata. Il gruppo di S.Maria di Sette, davvero eterogeno per età ed esperienza, organizza un proprio campionato, dividendosi in quattro squadre che per undici domeniche si sfidano nel lancio della ruzzola, stilando una classifica a punteggio, che alla fine della stagione decreterà i vincitori. La mattinata dei lanciatori inizia intorno alle 8 con un torneo a boccette, seguito da un’abbondante merenda ristoratrice per poi continuare con la vera gara di ruzzola. Le regole del gioco sono molto semplici: ogni giocatore ha la propria ruzzola, un disco di legno duro, del diametro di circa 13 cm e uno spago o fettuccia per il lancio (opportunamente passato nella pece per aiutarlo ad aderire). Ogni partita consiste nel lanciare la ruzzola il più lontano possibile con un numero prefissato di lanci, si aggiudica il gioco la formazione, che, dopo il numero di lanci prefissato ha percorso la maggiore distanza. Tutti i lanciatori appartenenti alla stessa squadra effettuano di seguito un lancio ciascuno e viene prescelto come tiro valido quello più lungo. Si tratta di una sana competizione che prevede forza, intuizione, destrezza ma anche una buona dose di fortuna. La difficoltà maggiore sta nel dare forza al lancio ma anche nel seguire il naturale snodarsi del percorso, che prevede curve ma anche piccole discese o salite.  Chi gioca a ruzzola, lo fa per il piacere del gioco ma non solo, perchè dietro ad ogni lancio c’è l’amore per la campagna e per la vita all’aria aperta, la gioia di scambiare due chiacchiere tra amici e di trascorrere qualche ora divertendosi. Il clima – e noi lo abbiamo constatato – è quello di un’allegra comitiva che esulta per un lancio ben riuscito e si schernisce per quello sbagliato. La ruzzola, per quanto semplice ed ecologica, è senza dubbio una tradizione da preservare, facendola conoscere alle nuove generazioni. E siamo sicuri che basterà il primo lancio per rimanerne conquistati. 

24/03/2017 18:53:04 Scritto da: Eva Giacchè

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