Attualità » Primo piano Umbertide: lanciata la campagna social ‘’Diciamo no alla violenza sulle donne’’

Riceviamo e pubblichiamo La Commissione e l'Assessorato Pari Opportunità del Comune di Umbertide, insieme all'Associazione Gruppo Volontari di Umbertide, in occasione della prossima Giornata internazionale della donna dell'8 marzo, hanno promosso la campagna sui social “Diciamo no alla violenza sulle donne” mediante la condivisione e diffusione dei riferimenti dei centri antiviolenza presenti sul territorio e dei numeri di telefono dedicati. Il Gruppo Volontari e la Commissione collaboreranno inoltre anche in riferimento allo specifico centro antiviolenza sito in Umbertide presso il Centro salute. ''Il rispetto della dignità umana e dell'essere umano rimane ancora un obbiettivo da raggiungere verso il quale troppo spesso ai tanti passi in avanti si aggiungono i troppi passi indietro! - dichiarano l'assessore Maria Chiara Ferrazzano, la presidente della Commissione Pari Opportunità avv. Stefania Bagnini e la presidente del Gruppo Volontari Milena Morelli - Il rispetto dei diritti delle donne soccombe ancora alle logiche del profitto e del potere che qualcuno tenta di giustificare anche ammantandole con asserire filosofie falsamente trascendentali. Noi crediamo che una società progredisca e si evolva nella misura in cui tutti i suoi componenti abbiano la possibilità di esprimersi e realizzarsi pienamente e liberamente senza discriminazioni alcune. Diversamente sarà involuzione, precarietà e violenza. Continueremo pertanto con impegno a denunciare l'intollerabilità della violenza e delle discriminazioni verso le donne invitando tutti a collaborare attivamente alla creazione di una cultura sociale giusta e profondamente umana”.

06/03/2017 11:48:03 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perseguitava la ex, carabinieri arrestano un 45enne

L’uomo, un rumeno di 45 anni, non si rassegnava alla fine di una relazione e così, invece di provare a farsene una ragione, ha deciso di concentrare sforzi ed energie nel perseguitare la donna, a cui era stato legato per alcuni anni e che già dal 2009 aveva deciso di lasciarlo. Dopo una relazione durata sette anni e terminata definitivamente nell’estate 2012, per volere di lei, l’uomo non si è rassegnato alla decisione ed ha iniziato dapprima ad infastidirla, per poi perseguitarla sistematicamente. Telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, appostamenti sotto la sua abitazione, pedinamenti, minacce, danneggiamenti e dispetti di ogni genere erano diventati sempre più frequenti, tanto che la donna è stata costretta a richiedere l’intervento dei Carabinieri di Assisi fin dal 2009. Negli ultimi tempi, il 45enne inoltre, non si rassegnava a rinunciare a quelle azioni persecutorie, a quel disturbo reiterato e quella difficoltà, diventata paura quotidiana, generata nella vittima e sembrava non conoscere tregua o limiti di alcun tipo. Così, nonostante vari tentativi falliti di riportare l’uomo alla calma e di fargli assumere comportamenti più consoni, l’uomo ha continuato a perseguitarla con metodi via via sempre più minacciosi e violenti. In varie occasioni, ancora, il rumeno ha tentato di entrare nella sua abitazione con delle scuse e di nascosto, tanto da provocare nella sua ex compagna il fondato timore per la propria incolumità e costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita ed abitazione nel corso degli anni. L’uomo, rintracciato dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Assisi, è stato arrestato a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria di Perugia e tradotto nel carcere di Perugia – Capanne a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

06/03/2017 11:37:22 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Controlli antidroga dei carabinieri: 3 arresti

Sono terminati nella mattinata di sabato i controlli predisposti dalla Compagnia dei carabinieri di Perugia, finalizzati a prevenire e contrastare il degrado urbano e in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti.  Nel corso di questi specifici servizi le aree interessate sono state quelle dalle quali erano giunte nei giorni scorsi alcune segnalazioni, relative alla presenza di persone sospette e di movimenti di spaccio. I risultati non sono mancati: tre sono stati gli arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I primi due sono avvenuti nell’ambito di alcuni controlli antidroga messi in campo dai carabinieri dell’aliquota radiomobile di Perugia in diverse aree della città. In zona di Ferro di Cavallo, nel corso di una perlustrazione, un giovane cittadino albanese è stato notato dai militari mentre tentava di nascondere qualcosa in un’aiuola. Nonostante il tentativo di fuga, il giovane è stato bloccato dai militari che, dopo aver ispezionato l’area verde, hanno trovato un mazzo di chiavi di un’abitazione. La successiva perquisizione del domicilio, infatti, all’interno del quale è stato rintracciato anche il fratello del giovane fermato, ha permesso di rinvenire nella disponibilità dei due e di sequestrare: 39 involucri in cellophane termosaldati, contenenti complessivamente 27 grammi di cocaina, tre telefoni cellulari e 605 euro in contanti, quale provento dell’attività di spaccio della droga. I due fratelli pusher, cittadini albanesi, rispettivamente di 29 e di 33 anni, nullafacenti, regolari e con numerosi precedenti di polizia, sono stati arrestati in flagranza di reato per essersi resi responsabili in concorso del reato di detenzione illecita finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito sono stati tradotti presso la casa circondariale di Perugia Capanne a disposizione del magistrato. Il terzo a finire in manette per droga è stato un 23enne di origine albanese. L’arresto è scaturito da un controllo alla circolazione stradale. Impegnati nel controllo del territorio, i militari, dopo averlo fermato a bordo della propria autovettura in via settevalli, hanno proceduto alla sua perquisizione personale e veicolare. I sospetti dei militari, generati da un evidente nervosismo e da un atteggiamento scostante dello straniero, sono stati confermati dal ritrovamento di 10 involucri in cellophane termosaldati contenenti complessivamente 8 grammi di cocaina nascosti all’interno dell’autovettura. Estesa la perquisizione anche all’abitazione, i militari hanno trovato e sequestrato il materiale per il confezionamento dello stupefacente, oltre a 1505 euro in contanti ritenuto provento dell’attività delittuosa. I successivi accertamenti hanno permesso poi di verificare che il cittadino albanese era clandestino. Sabato mattina, dopo la convalida dell’arresto, il giovane straniero è stato espulso dal territorio nazionale.

06/03/2017 11:23:54 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano ROMEDIO SCAIA: MAESTRO DI CALCIO

Riceviamo e pubblichiamo Avevo circa 10 anni. I biancorossi del Città di Castello, allora in “quarta serie”, si allenavano per un periodo all’USU. Andai con la mia timidezza a fare un intervista per il giornalino di classe. Lì incontrai per la prima volta una persona con uno strano accento, veneto, che avrebbe avuto poi uno spazio importante nella mia vita: Romedio Scaia, il n. 7, ala destra tecnica e veloce. Fu infatti l’unico che accettò di parlare con il piccolo cronista. Non ricordo cosa mi disse. Ricordo il suo sorriso: stretto ed incisivo, soddisfatto, sarcastico, mai presuntuoso. Lo ritrovai come insegnante di Educazione Fisica al Liceo Scientifico. Lavoro in palestra e cene di classe con il Prof., sempre disponibile e cordiale. Per un breve periodo lo ebbi come allenatore alla Tiberis. Mi portò in prima squadra, ragazzino, dicendomi semplicemente “vieni a darci una mano”. Provai una grande motivazione. Solo più tardi, da allenatore, ho capito il suo calcio, semplice e concreto, basato sulla relazione prima ancora che sulla tattica, appunto sul fatto di conquistare i ragazzi dando loro importanza e considerazione. Credo sia questo il segreto dei suoi tanti successi. Ed al tempo stesso il motivo dei sui insuccessi: un uomo schietto e diretto non può vincere in un ambiente dove manca chiarezza e rispetto. Allenando Alessandro e Federico, i suoi preziosi tesori, ho avuto la fortuna di averlo come attento “osservatore”. Mai una volta che mi avesse detto dei figli. La sua attenzione era rivolta alla squadra, alla dinamica della gara, a sottolineare aspetti particolari che spesso sfuggivano agli occhi seppure attenti del giovane tecnico. Lui, “maestro”, mi parlava come un amico: con semplicità e sincerità. Avevamo una visione del gioco diversa. Proprio qui stava il bello del confronto e l’intelligenza di una persona profondamente competente, convinta delle sue idee, ma aperta ad ascoltare argomentazioni diverse. C’era solo una cosa che Romedio amava più del calcio: Marisa, sua moglie. Lei non ha mai tradito la sua fiducia. Il calcio si. “E’ sempre più difficile trovare persone serie e competenti”, mi diceva nelle lunghe telefonate che ci facevamo ogni tanto. Non era presunzione, piuttosto amarezza. Aveva ragione. Forse anche per questo si è staccato da un mondo sportivo in cui non si riconosceva più, restando in contatto con i pochi veri amici, dedicando tempo ed attenzione a quel piccolo sole che ha illuminato gli ultimi anni della sua vita: la nepotina Matilde. “Per me una grappa. Tu Prof.?”, “Sambuca, con la mosca!” Cin, Romedio. Stefano Conti

05/03/2017 12:26:23 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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