Attualità » Primo piano Perugia: operazione della Polizia contro l'immigrazione clandestina

Una pattuglia della Volante in servizio di controllo del territorio nella zona della stazione di Fontivegge, a Perugia, ha notato un gruppo di stranieri che stazionava all’interno del parco della Verbanella. I tre stranieri, alla vista della volante si sono dati alla fuga in direzione di via Campo di Marte. Immediata la reazione degli agenti che, unitamente ad una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine intervenuta in ausilio, si sono messi al loro inseguimento. Gli agenti sono riusciti a bloccarli in corrispondenza del passaggio pedonale che unisce via Campo di Marte con il parco della Verbanella ed hanno proceduto al loro controllo. La perquisizione personale ha dato esito positivo per uno dei tre, un tunisino del ’72 con numerosi pregiudizi prevalentemente per reati in materia di stupefacenti e la disciplina dell’immigrazione, che è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico lungo 17 cm dei quali 8 di lama. Gli altri due stranieri sono stati identificati in un marocchino del ’70 ed un tunisino del ’68 anch’essi con pregiudizi per reati concernenti l’immigrazione e gli stupefacenti. Il marocchino è risultato altresì destinatario dell’Ordine del Questore di Perugia di abbandonare il territorio nazionale , in quanto inottemperante, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria. Nei confronti dei due tunisini, data la loro posizione irregolare, è stato emesso l’ordine del Questore di abbandonare l’Italia entro sette giorni.

28/06/2017 19:35:39 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Sventa ''truffa dello specchietto'', Carabinieri arrestano un 30enne

La scorsa settimana, alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Gubbio, è giunta una telefonata in cui un anziano gualdese, molto impaurito, affermava di essere stato avvicinato da un giovane, il quale lo accusava di avergli rotto lo specchietto retrovisore dell’auto, in un improbabile sinistro  stradale e che per sistemare il tutto aveva preteso dei soldi in cambio. L’anziano si è rifiutato di pagare poiché si era reso subito conto del tentativo di truffa in atto. Comunque spaventato per le eventuali conseguenze, ha riferito anche di essersi rifugiato e di aver trovato riparo in un vicino esercizio pubblico. Subito la Centrale Operativa ha inviato sul posto una pattuglia della Stazione di Gualdo Tadino, che immediatamente è riuscita, grazie alla minuziuosa descrizione, ad intercettare il malvivente. Quest'ultimo aveva, nel frattempo, già avvicinato la sua seconda vittima, tentando di estorcegli del denaro con la stessa scusa. Alla vista dei militari, l’uomo, a bordo della sua auto sportiva, si è dato alla fuga in pieno centro abitato, percorrendo strade principali e molto trafficate nel senso contrario di marcia, mettendo a serio rischio e pericolo l’incolumità pubblica. I Carabinieri sono riusciti poi a bloccarlo. Si tratta di un italiano di 30 anni. Accompagnato in caserma, successivamente è stato dichiarato in stato di arresto per tentata truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Giudicato con rito direttissimo nel Tribunale di Perugia, l’uomo ha patteggiato ed è stato rimesso in libertà. Le vittime: “Abbiamo capito che si trattava di una truffa solo grazie ai numerosi spot televisivi e interventi delle Istituzioni, Carabinieri in primis, che ci hanno messo in guardia sulle numerosissime tecniche adottate dai malviventi per mettere a segno truffe''.

28/06/2017 12:19:34 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Lite in moschea, il Prefetto:''Mi sembra ci sia poca informazione e molta opinione''

Dopo la rissa avvenuta all’esterno dell’attuale moschea di Umbertide, sita in via Battisti, si è espresso anche il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro. Queste le parole del Prefetto rilasciate alla stampa ed apparse in un articolo di oggi del Corriere dell’Umbria: ‘’E’ una questione delicata – afferma Cannizzaro- da collocare nella giusta dimensione e nel giusto contesto. Mi sembra ci sia poca informazione e molta opinione. Cerchiamo di fare comunicazione e di distinguere i due aspetti, ovvero il costruendo Centro di cultura islamica e la rissa. Nel primo caso dobbiamo chiederci quanta esigenza di culto c’è ad Umbertide. Si parla di 650 metri quadri complessivi , annessi compresi, non è una mega moschea. Dato più complesso – prosegue il Prefetto - sono i conflitti nella comunità islamica, che storicamente fanno parte di un mondo così composito. Anzitutto va detto che non ci risultano al momento problemi di integralismo, almeno fino ad oggi non ho segnali in tal senso’’. ‘’I fatti accaduti – spiega Cannizzaro - sono troppo recenti per fare una valutazione definitiva. Mi risulta però che i Carabinieri abbiano già riferito all’Autorità Giudiziaria. Non è di certo un fatto positivo che all’interno di una comunità islamica e in merito al costruendo centro islamico si creino queste tensioni. Per noi è un ostacolo al percorso intrapreso. Il Prefetto ha tra i suoi compiti la mediazione e il dialogo. Stiamo lavorando su questo fronte per la scomparsa delle tensioni, garantendo flussi informativi corretti e per la trasparenza. Prefetto d’intesa con sindaco, Regione, lasciando un dialogo aperto con la Curia. Stiamo lavorando alla stesura di un’intesa di carattere locale, in linea con il Patto per un islam italiano, sottoscritto dal Ministro dell’Interno e dalle diverse comunità islamiche, che deve trovare attuazione sul territorio’’. ‘’I fatti di domenica hanno avuto un impatto forte - conclude il Prefetto – e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa è accaduto. Noi andiamo avanti. Il Patto sottoscritto ci indica che dobbiamo portare le persone di questa fede verso di noi. Attraverso la conoscenza e la trasparenza. Meglio per lo Stato ed i cittadini italiani sapere dove sono i luoghi di culto piuttosto che non sapere. Vorremmo che tutto fosse regolamentato. Ci stiamo lavorando da tempo, facendo uno sforzo di dialogo a tutti i livelli, colloquiando anche con la chiesa. Dobbiamo lavorare su quello che abbiamo, nonostante tutto’’.

23/06/2017 15:34:20 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Umbertide, Nicola Mariuccini presenta il suo libro “NightHawks”

Il 23 Giugno alle ore 18, presso le Cantine Blasi in Località San Benedetto, Nicola Mariuccini, presenterà ad Umbertide, sua città natale, “NightHawks”, il suo secondo romanzo, edito da Castelvecchi. Il romanzo è ambientato a Monsaraz, in Portogallo, al Nighthawks, un locale dal nome ispirato a un quadro di Hopper, dove i clienti passano la notte raccontando al barista storie personali che si intrecciano  con la vicenda storica, culturale e politica del Portogallo del dopoguerra, la dittatura di Salazaar, il passaggio alla cultura globale. Abbiamo intervistato l’autore, per capire l’essenza e carpire l’essenziale: motivi per leggere e magari innamorarsi dei luoghi, dei temi, della storia e dei personaggi. Chi è il vero protagonista della storia? Leggendo si ha l'impressione che non sia tanto uno dei personaggi, quanto piuttosto un ambiente, uno stato d'animo. "Nighthawks è un romanzo che si svolge tutto nello stesso locale, nel medesimo tempo sospeso come fra parentesi. I protagonisti sono tanti, ci sono i clienti, i falchi e c’è il Barman, Caetano che li coccola, facendoli parlare, con cortesia e professionalità miscelando mestiere e fantasia. La protagonista tuttavia penso sia la solitudine “a solidao”, la stessa che Hopper ha saputo dipingere nel quadro da cui il libro prende il nome. Una insegnante di letteratura, grande amante di Hopper ha scritto che sono riuscito a far parlare il suo quadro, è una cosa che mi onora molto." Alcuni lettori dicono che in questo secondo romanzo è cambiato il suo stile narrativo, concorda? Considera il maggior utilizzo dei dialoghi una crescita? O semplicemente le piace più questo stile?                        "In realtà il mio stile è rimasto lo stesso di quello della Prigione di Cristallo, sono aumentati i personaggi ma a rimanere esclusa è sempre la voce narrante che non mi è utile per evocare al lettore le immagini che io stesso vedo mentre scrivo. Si è detto del mio stile che sia più teatro o cinema che non letteratura, io in realtà scrivo a fumetti, faccio parlare le immagini che visualizzo e cerco di evocarle tramite i dialoghi. Questo induce chi legge a fare lo sforzo di immaginare, cioè di rappresentarsi la scena sulla base della propria esperienza e non di quella del narratore. È un movimento mentale simile a quello indotto dalla poesia." Come mai il Portogallo? "Il Portogallo è una terra che è rimasta sempre araldicamente legata alle proprie tradizioni, come la definì Montale nel corso di una sua visita “una delle ultime classiche riserve di Strapaese… che il Cielo ha meglio preservato dalla volgarità… non ancora posta alla frusta del progresso”. In un convento recuperato di Monzaras c’è un albergo dove ho dormito e dove mi sono accorto che il tempo sembra fermarsi davvero. Era il posto giusto per metterci il Nighthawks." Ha ricevuto grandi apprezzamenti per questa sua opera, proprio dai barman, come mai ha scelto di raccontare proprio dal punto di vista di un  barman?               "Il romanzo gode di una postfazione di uno fra i più famosi barman del mondo, Umberto Caselli già presidente del International Barman Association negli anni 80. Nella sua nota ha definito il barman come “confessore laico”, centrando perfettamente il ruolo di Caetano un vero e proprio “guardarobiere dell’anima”. Io stesso in gioventù sono stato un barman professionista e conosco l’arte di cucire la sera con la notte fra un ricordo amaro e un “fammene un altro”. Sappiamo che il nome del barman ha un significato particolare vero?                        "Sì, Caetano è un amico della mia infanzia umbertidese. Un ragazzo lento nei modi ma veloce di ingegno e capace di capirti con uno sguardo. Un giorno ha deciso di affrettarsi al traguardo e di aspettarci tutti di là. Gli ho fatto fare il barman comprensivo, invece che il cliente ironico che amava fare quando veniva. Sono certo che gli sarebbe piaciuto".

22/06/2017 09:23:18 Scritto da: Eva Giacchè

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