Notizie » Politica Umbertide: ''Basta un Sì'' successo per l'iniziativa tenuta a Poggiomanente

Centinaia di persone hanno partecipato ieri sera all’iniziativa “Basta un Sì” promossa dal Partito Democratico e  tenutasi al Country house Poggiomanente. L’evento ha visto la partecipazione del prof. Francesco Clementi, docente di diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Perugia. L’incontro è stato aperto dall’on. Giampiero Giulietti, uno dei promotori dei Comitati per il Sì, sorti in tutta l’Umbria con l’obiettivo di promuovere e far conoscere una riforma epocale, in grado di cambiare il futuro del Paese. Successivamente hanno rpeso la parola anche: Giovanni Rubini, coordinatore dei Comitati per il Sì dell’Umbria e l’avv. Paolo Bondi, dottore di ricerca in diritto pubblico. “Chiediamo un sì al referendum perché siamo convinti che questa sia una riforma in grado di affrontare i principali problemi che da decenni affliggono il nostro Paese in merito all’inadeguatezza delle nostre istituzioni di fronte al tempo che cambia. Con la Riforma costituzionale si supera innanzitutto il bicameralismo paritario e finalmente anche il nostro Paese, al pari delle altre moderne democrazie, avrà una Camera che rappresenterà l’indirizzo politico e l’altra, il Senato, che rappresenterà invece la morfologia istituzionale del Paese. Ma la riforma consentirà anche di migliorare la qualità della legislazione, tanto nel suo procedimento quanto nelle sue fonti, di semplificare l’organizzazione delle istituzioni, con l’abolizione del Cnel e la decostituzionalizzazione delle Province, di regolamentare il rapporto tra Stato e Regioni, anche sul fronte dell’autonomia di spesa. Tra le grandi novità introdotte poi dalla riforma, ci sono l’introduzione dello statuto delle opposizioni - a connotare ulteriormente la fine dell’alternativa ideologica in favore dell’alternanza programmatica, regolamentata e trasparentemente garantita, lungo l’asse maggioranza/opposizione e l’entrata in Costituzione per la prima volta della trasparenza”.

20/07/2016 17:09:26

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: IL COMUNE INTRODUCE IL LAVORO INTERINALE

Riceviamo e pubblichiamo Il Comune di Umbertide si affida al lavoro in somministrazione, così come previsto dai decreti attuativi del jobs act. In pratica, per coprire eventuali necessità temporanee di personale ricorrerà alle Agenzie di lavoro interinale. La Giunta ha infatti deciso di attivare il percorso per l'affidamento del servizio, previo espletamento di gara, per gli anni 2016 e 2017. “Il modo in cui è stata impostata l'operazione non ci convince”, afferma il capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci. “Possiamo capire l'esigenza di una gestione flessibile del personale e certo non intendiamo irrigidire la struttura caricandola di costi eccessivi, - aggiunge Faloci - ma riteniamo debbano essere introdotti nella procedura elementi di trasparenza e criteri che riconoscano una precedenza a situazioni di bisogno, altrimenti il meccanismo diventa solo un modo ipocrita per assumere chi si vuole, in maniera clientelare, passando per le agenzie”. “E' innanzitutto necessario – chiede Faloci – individuare i profili per i quali si potrà ricorrere alla somministrazione, che non comprendono il personale educativo, e comunque stabilire delle regole per la scelta del personale da assumere, ed è necessario, al tempo stesso, aprire un confronto con le rappresentanze sindacali”. “Dunque – afferma il capogruppo di Umbertide cambia - la modalità della somministrazione dovrà essere solo la forma tecnica dell'assunzione. Rimane quindi necessario definire delle graduatorie, distinte per profili, per l'affidamento degli incarichi a tempo determinato, stabilendo tempi e criteri di rotazione. Il contratto con l'agenzia, comunque più oneroso dal punto di vista economico rispetto alla assunzione diretta, sarà invece eventualmente utile per rispondere a quelle esigenze di flessibilità che attengono anche al funzionamento di una struttura pubblica, ma, recependo la nostra proposta, nella necessaria trasparenza”.                                         Umbertide cambia

20/07/2016 13:25:38

Notizie » Politica Comunicato del Fronte Nazionale di Umbertide

Riceviamo e pubblichiamo  Salve amici di Umbertide, sono la segretaria della sezione di Umbertide e sono una donna, io non vengo da fuori, vivo da sempre ad Umbertide quindi faccio parte del tessuto sociale di questa città, così come lo sono i miei iscritti al Fronte Nazionale Sez. di Umbertide, e sono tutte persone locali. Alcuni faranno parte della mia lista alle prossime elezioni amministrative dove sarò candidata a Sindaco di Umbertide. Mercoledì 20 luglio dalle 9.00 alle 13.00 Piattaforma/Mercato saremo presenti con un nostro gazebo per l'ultimo giorno ad Umbertide per continuare il nostro Progetto Alto Tevere per la raccolta firme per dire no al Centro Culturale Islamico per i motivi che più volte abbiamo spiegato. Tour che è iniziato sabato 9 luglio ad Umbertide e proseguirà nelle sue frazioni. Su richiesta di numerosi cittadini che risiedono fuori Umbertide, proseguirà anche nei Comuni limitrofi. Facciamo vedere anche con la vostra presenza che ad Umbertide siamo in tanti che dicono NO, che non siamo razzisti ma che diamo voce a quel 60% che vuole che Umbertide resti così come è senza un centro islamico che non dia garanzie sulla nostra sicurezza, anche perché più volte chiesto a mezzo stampa e social un incontro con il presidente del centro culturale senza che avere avuto risposta. Spero non voglia questo incontro con il Fronte Nazionale Sez. di Umbertide per il fatto che a dirigerlo sia io una donna con il quale dovrà interloquire. Per dare anche una risposta a chi governa Umbertide che decisioni così vanno prese con i cittadini . Facciamo in modo che Mercoledì non sia un giorno qualunque. Ormai siamo una realtà ad Umbertide e qualcuno se ne deve fare una ragione.  

19/07/2016 19:29:12

Notizie » Politica Umbertide antirazzista contro l'odio e la violenza

Ringraziamo tutte le persone intervenute questa mattina al presidio contro l'odio e la violenza ed in ricordo delle vittime delle recenti stragi. Qui di seguito il nostro comunicato che abbiamo letto in piazza nel quale lanciamo la proposta della Carta di Umbertide, per la pace e la tolleranza.  Siamo qui per esprimere la nostra vicinanza alle vittime del folle attentato di Nizza, lo facciamo sentendo tutte quelle persone come nostri fratelli e sorelle esprimendo alla popolazione francese e alle famiglie delle vittime la nostra più totale vicinanza.   Ci eravamo convocati in questi giorni,  in questa piazza  per  dire che la campagna di odio sociale di tipo razzista e xenofobo che va avanti quotidianamente nel nostro paese doveva essere interrotta, che i predicatori di odio religioso, etnico e razziale devono essere fermati. Oggi questo messaggio, alla luce di quanto successo ieri a Nizza deve quindi essere rilanciato con ancora più forza. Vogliamo dire basta al terrorismo, alla guerra, al razzismo, vogliamo dire basta all’odio che generano. Per noi tutte queste cose sono i lati opposti della stessa medaglia. Ci eravamo convocati qui per  ricordare Emmanuel, vittima di razzismo, ucciso dalla campagna di odio sociale che si agita nel paese e ci ritroviamo qui a piangere con lui anche le vittime innocenti della strage di Nizza. Così come la violenza  razzista produce drammi, altrettanto, ed in maniera molto più grande provocano il terrorismo e la guerra.  Noi vogliamo contrastare tutto questo, perché pensiamo che l’unico modo per costruire un futuro di pace sia sviluppare la cultura della tolleranza reciproca e dei diritti. Le centinaia di aggressioni fisiche e verbali che hanno subito i migranti negli ultimi anni, hanno diversi mandanti morali.  C’è una cultura che trova ampio spazio nei media che tende infatti a fare dell’immigrato il capro espiatorio di una crisi sociale ed economica di cui esso non ha colpa alcuna. Se l’Italia è oggi attraversata dai profughi è perché questo mondo sul quale viviamo è profondamente malato. In Africa e Medio oriente divampano guerre, carestia, miseria. Sono 60 milioni i profughi che fuggono dalle guerre nel pianeta, e di questi l’Europa ne accoglie solo la minima parte. Eppure l’Europa ed i suoi governi hanno enormi responsabilità in tutto questo, la guerra in Iraq  ad esempio, completamente inventata  con la scusa delle armi di distruzione di massa, non solo ha permesso all’Isis di creare un suo stato, ma ha anche provocato 2 milioni di morti e centinaia di migliaia di profughi. Persone che fuggono, è bene ribadirlo, dalla stessa organizzazione terroristica che organizza gli  attentati in Europa.  Quando scendevamo in piazza contro la guerra dicendo che le bombe avrebbero prodotto il terrorismo avevamo ragione, ne facciano ammenda oggi quelle forze politiche che hanno, con le loro guerre, dato al terrorismo il terreno su cui crescere.  Guerra, terrorismo, cambiamenti climatici e miseria rendono sempre più complicato vivere nella terra dove siamo nati. Molti vanno via, altri cercano un futuro migliore, ma alla fine siamo tutti sulla stessa barca chiamata pianeta terra. L’Italia è tornata ad essere una nazione di emigranti, e molti nostri giovani sono stranieri da rispedire a casa.   Fa impressione ricordare tutto questo sapendo che mentre milioni di persone vivono in miseria assoluta, 62 persone detengono la metà della ricchezza del pianeta. Fa impressione dover ricordare che mentre  in Italia sono migliaia le famiglie sfrattate e senza casa, il nostro paese spende ogni giorno per le spese militari 80 milioni di euro. Se in Italia oggi non c’è lavoro, se in Italia oggi c’è la guerra tra poveri è semplicemente perché in questi anni molti hanno delocalizzato le loro aziende, perché si manda in pensione la gente più tardi, perché si è destrutturato nel tempo i diritti dei lavoratori mettendoli uno contro l’altro nel mercato del lavoro. C’è una grande responsabilità da parte dei media e della politica nell’aver costruito nel tempo la paura come elemento di governo della società. Una paura che si diffonde nelle notizie ad effetto che riguardano i crimini degli immigrati, con le bacheche delle edicole, con i titoli cubitali dei giornali locali.  Il clima della paura trova spazio nella retorica dell’emergenza continua, considerata dalla politica come unica soluzione senza invece affrontare le questioni sociali e la vivibilità del territorio.  Anche noi vogliamo vivere in sicurezza, ma vi chiediamo come può sentirsi sicuro un migrante quando in questo paese ci sono forze politiche che lo considerano un problema per il colore della pelle o della fede che esercita? Noi vogliamo vivere in un paese in  cui i cittadini crescano senza paura, non in un paese sempre più rinchiuso su se stesso.  Pensiamo che questo presidio oggi debba servire per aprire un processo di questo tipo, per togliere via la paura dalle strade con il dialogo e lanciare un patto che dica molto chiaramente che noi ci opporremo alla  campagna dei predicatori dell’odio tra religioni, tra le culture. Noi oggi ricordiamo le vittime del terrorismo, della guerra, ricordiamo Emmanuel, ricordiamo le vittime della strage fascista di Firenze, ricordiamo  le centinaia di neri uccisi dalla polizia americana, ricordiamo le 30 mila persone morte nel Mare Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Noi oggi ricordiamo e diciamo mai più.  Noi vogliamo sconfiggere la paura rinvigorendo i legami sociali, difendendo i diritti sanciti nella nostra Costituzione, una costituzione che impone al nostro Stato di rimuovere le cause che determinano l’ingiustizia sociale, che riconosce la libertà di culto e di religione nel rispetto dei diritti . A molti questo sembrerà strano, ma è proprio riconoscendo  diritti a tutti l’arma migliore per sconfiggere il razzismo da un lato e il terrorismo dall’altro.  Oggi noi lanciamo una proposta a questa città dove convivono 62 nazionalità provenienti da tutto il mondo,   vogliamo far diventare Umbertide la città della pace e della tolleranza contro chi vuol costruire su questo territorio il palcoscenico della paura. Lo vogliamo fare costruendo in maniera aperta e partecipata un documento condiviso - La carta dei diritti di  Umbertide – che, coinvolgendo le persone che vivono nel nostro territorio, dia vita ad un nuovo statuto per garantire i diritti a tutti ed in particolar modo a chi si trova in una situazione di vulnerabilità sociale, senza badare al fatto che una persona sia profugo della crisi economica o della guerra, che sia italiano o immigrato. Noi siamo cresciuti in questi  anni giocando a pallone in questa piazza, siamo cresciuti insieme italiani ed immigrati, e vogliamo continuare a farlo. Per questo, proprio per ribadire questo concetto, a settembre vogliamo organizzare un grande evento comunicativo contro il razzismo. Vogliamo farlo proprio nel cuore delle fiere di settembre , perché pensiamo che la ricchezza che caratterizza la nostra  Umbertide sia quella della tolleranza e del rispetto reciproco. Chiediamo per questo, a tutte le forse e sociali del territorio di sostenere questo evento  e di iniziare con noi, da oggi, a riflettere sulla proposta della Carta della pace e della tolleranza che svilupperemo nelle prossime settimane. Il dialogo è l’unica forza che abbiamo per sconfiggere la paura e costruire la città che verrà. No al Terrorismo, no alla guerra, no al razzismo!

16/07/2016 15:51:50

Notizie » Politica Comunicato del Fronte Nazionale Umbertide in merito ai volantini razzisti

Riceviamo e pubblichiamo IL FRONTE NAZIONALE CONDANNA FORTEMENTE IL GRAVISSIMO ATTO XENOFOBO AI DANNI DEL CENTRO CULTURALE ISLAMICO IN COSTRUZIONE AD UMBERTIDE. Dice Castelli responsabile del fronte nazionale in Umbria, che l'autore del vile gesto venga al più presto identificato dalle forze dell'ordine e perseguito a norma di legge per tutti quei reati che l'autorità giudiziaria ravviserà nei suoi confronti. La nostra raccolta firme ribadisce Castelli è solo ed esclusivamente per dire no ad un centro culturale che non vorrà dialogare con la cittadinanza soprattutto per le attività che si svolgeranno, che prendono le distanze e condannano i crimini che commettono gli integralisti, la trasparenza, la possibilità di vigilare, e che ci sia rispetto del nostro stile di vita ma soprattutto che segnalino lì dove ci fossero eventuali mele marce dandone immediata notizia alle autorità competenti. Continua Castelli che è disponibile ad un incontro con il presidente del suddetto centro Chafig El Oquayly, da parte nostra continueremo in modo democratico la raccolta firme. Conclude Castelli noi segnaleremo immediatamente eventuali xenofobi che il Fronte Nazionale verrà a conoscenza. Porgo distinti saluti a sopra citato presidente del centro islamico ribadendo che la nostra raccolta firme non è una questione etnica o di religione, ci interessa solo ed esclusivamente la sicurezza. Conclude dice sempre Castelli, come detto prima è disponibile ad un incontro. Il Fronte Nazionale non accetta che il fronte antirazzista collochi eventuali nostri banchetti come istigazione all'odio etnico e religioso in quanto non è una cosa che ci riguarda. Nei nostri volantini non parliamo ne di odio etnico né di odio religioso, tutto è documentabile, così come documentabile quanto comunicato alla stampa.

14/07/2016 19:10:37

Notizie » Politica Comunicato del consigliere comunale di Umbertide Cambia, Luigino Orazi

Riceviamo e pubblichiamo COMUNICATO STAMA – LUIGINO ORAZI   «Il silenzio dell’Amministrazione, in Consiglio e sulla stampa, sulle questioni che cittadini e opposizioni sollevano è la prova dell’afasia in cui essa si trova. Come un naufrago, l’Amministrazione Locchi non ha più risorse, fantasia e idee. È praticamente affondata.». Così dichiara Luigino Orazi di Umbertide cambia, che rilancia su alcuni problemi e domanda: « Come mai questa Amministrazione rimane completamente immobile di fronte anche alla gestione quotidiana e a quella più elementare? Per esempio, il degrado urbano della città. Parliamo dei giardinetti pubblici lasciati nell’incuria più totale, dove le erbacce la fanno da padrone. Mancano i cassonetti, si vedono rifiuti per terra, il Parco della Reggia è completamente abbandonato, gli alberi in Via Unità d’Italia da anni non più curati. Lo scorcio del Tevere, sotto il ponte a fianco del lido, è considerato uno dei posti più belli e caratteristici del centro storico. Vederlo in queste condizioni è una indecenza e una vergogna considerando tutti i soldi pubblici già spesi per questa opera. Lasciamo perdere il degrado dell’ecomostro della ex Fornace, che ormai è l’immagine plastica dell’Amministrazione che non sa trovare una soluzione. Ancora. Mi giungono lamentele da parte di cittadini residenti nelle frazioni che si sentono abbandonati: lì il verde è completamente incustodito. Gli operai del Comune fanno quello che possono con le poche risorse a  disposizione. Caro sindaco - afferma Orazi - io mi aspetto che a queste semplici domande mi dia una risposta, anche per dare un segnale che il Palazzo non è completamente vuoto.».  

14/07/2016 15:31:51

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: IL LAVORO E' UN DIRITTO E NON UNA RACCOMANDAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo “Il lavoro è un diritto e non una raccomandazione”. Umbertide cambia rilancia, con questa affermazione, la proposta di costituire nel bilancio comunale un fondo per incentivare l'occupazione di persone in condizioni di svantaggio. “L'ordinamento giuridico italiano riconosce e tutela il diritto al lavoro come diritto della persona e promuove le condizioni per renderlo effettivo. In teoria.  Nella pratica quotidiana – afferma Stefano Conti, consigliere comunale di Umbertide cambia - esistono difficoltà enormi nel rendere concreto questo fondamentale principio, soprattutto per le persone considerate marginali rispetto al mercato del lavoro, cioè quelle che nessuno vuole assumere. Prevale così nella pratica la cultura della raccomandazione su quella del diritto, e si produce una lotta tra “poveri” che nega, al di fuori dei circuiti clientelari, anche una minima e doverosa opportunità. Il problema si riflette anche sui giovani, per i quali pensiamo a specifiche politiche attive, mentre per altri target di lavoratori occorrono interventi tempestivi e diretti. E' vero, leggi di settore prevedono specifiche agevolazioni – spiega Conti -  ma di fatto non c'è l'obbligo per le aziende di tenere conto della condizione dei lavoratori. E nemmeno bisognerebbe arrivare a ciò. Nella nostra proposta, che avanziamo da anni, pensiamo infatti di applicare il sostanziale principio della responsabilità sociale d'impresa, tenendo insieme capacità progettuale, risorse pubbliche e la volontà del tessuto produttivo locale di sostenere le persone in condizione di marginalità lavorativa. In questo senso pensiamo ad un protocollo d'intesa tra Amministrazione Comunale, imprese del territorio, servizio pubblico per l'impiego utile a definire, attraverso adeguati criteri, un elenco di persone in condizioni di svantaggio che dovrebbero accedere, anche a tempo determinato, ai posti di lavoro messi a disposizione dalle aziende, a loro volta supportate da un contributo che si cumula alle stesse agevolazioni. Si tratta in pratica di dare una risposta concreta, anche se locale, ad una forma di disoccupazione che colpisce ad esempio lavoratori sopra i 50 anni, donne, persone con disabilità, tipologie troppo spesso abbandonate da un sistema che tende legittimamente a massimizzare la produttività e diminuire il costo del lavoro, ma non tiene conto del diritto di ognuno ad avere una vita dignitosa, dal punto di vista professionale, familiare, economico. La competitività – conclude Conti – è un obiettivo che può e deve essere coniugato con le esigenze della persona. A questo serve la buona politica”.                                                                                                                                                                Umbertide cambia     Il lavoro nella Costituzione Italiana: prima di cambiarla, applichiamola !!!   Principi fondamentali Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.   Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.   Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.   Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.       Il lavoro è considerato valore fondativo della Repubblica (art. 1 Cost.), nonché status attraverso il quale si realizza la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, co. 2 Cost.).   Alla persona che presta il lavoro la Repubblica italiana riconosce e garantisce diritti inviolabili, anche e soprattutto nella dimensione lavorativa (art. 2 Cost.).   La carta costituzionale riconosce inoltre nel lavoro un «diritto», da un lato, e un «dovere», dall’altro; la Repubblica si impegna, infatti, a promuovere le condizioni di effettività del «diritto al lavoro», che riconosce a tutti i cittadini (art. 4, co. 1, Cost.), ma al contempo, cristallizza il lavoro come un «dovere», di scegliere e svolgere un’attività o una funzione, concorrendo così al progresso materiale e spirituale della società secondo le proprie possibilità (art. 4, 2° co., Cost.).   La Costituzione contiene altresì un gruppo di norme dei rapporti economici, collocate nel titolo III, concernenti la disciplina di interessi ed esigenze dei lavoratori ritenuti di particolare rilevanza. L’art. 35 attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, di curare la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori, di promuovere gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. L’art. 36 stabilisce una norma di importanza fondamentale nella disciplina lavoristica in genere, fissando i principi di sufficienza e proporzionalità della retribuzione, e riconosce altresì al lavoratore il diritto irrinunciabile al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite. L’art. 37 accorda alle lavoratrici gli stessi diritti dei lavoratori dell’altro sesso – sottolineando anche l’esigenza di far sì che possano attendere alle funzioni famigliari, di mogli e di madri – e rinvia alla legge la fissazione dell’età minima per il lavoro salariato, nonché il compito di tutelare «il lavoro dei minori con speciali norme e garantire ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione». L’art. 38 concerne gli istituti e i diritti all’assistenza e alla previdenza dei cittadini inabili al lavoro e sprovvisti di mezzi e in particolare dei lavoratori colpiti da eventi che fanno cessare la possibilità di svolgere attività retribuita. Di importanza particolare in materia lavoristica e ancor più sindacale, sono gli art. 39 e 40, che fissano i principi della libertà sindacale e del diritto allo sciopero. La disposizione sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (art. 46) è di fatto rimasta sulla carta, non essendo state mai emanate le leggi che avrebbero dovuto stabilire «i modi» e «i limiti» di tale partecipazione, fatta eccezione per alcuni diritti sindacali in materia di informazione e consultazione (per es., per il trasferimento di azienda e per il licenziamento collettivo), riconosciuti però ai sindacati e non ai lavoratori (come prescrive la norma costituzionale).  

14/07/2016 15:28:40

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy