Notizie » Politica Ex FCU: Mancini e Fiorini (Lega Nord):''Conoscere tempistiche riapertura tratta Città di Castello-Umbertide''

I consiglieri regionali della Lega nord, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, hanno dichiarato: “Dopo l’interruzione della tratta ferroviaria Città di Castello-Umbertide, anche quella Ponte San Giovanni-Perugia Sant’Anna verrà chiusa per lavori. Questo renderà il viaggio dei pendolari sempre più una corsa ad ostacoli. Abbiamo più volte sollevato la necessità di interventi straordinari ed urgenti sulla linea ferroviaria Fcu, presentando tre interrogazioni per conoscere la reale situazione dei trasporti in Umbria e chiedendo la convocazione in Commissione dell’assessore Chianella e i Comitati dei pendolari”. “Abbiamo sottolineato – proseguono i consiglieri del Carroccio - come qualsiasi piano di investimento volto a risolvere problemi strutturali della Fcu dovesse necessariamente tenere conto delle esigenze dei pendolari che ogni giorno, tra mille difficoltà, utilizzano questo mezzo di trasporto. Mai ci sono state date risposte chiare sui tempi di intervento, anzi, si è sempre verificato un continuo scarica barile che oggi ci ha portato a questo risultato. Chiediamo di conoscere le tempistiche esatte di riapertura del tratto ferroviario Umbertide – Città di Castello. Riteniamo inoltre necessario che la Giunta regionale si adoperi al fine di ottimizzare i tempi di riapertura della tratta Ponte San Giovanni – Perugia S.Anna, rispettando le tempistiche e, se necessario, prevedendo anche orari notturni di lavoro al fine da arrecare meno disagi possibili ai pendolari, già pesantemente martoriati da una gestione dei trasporti a dir poco dilettantesca”.

16/02/2017 12:04:04

Notizie » Politica Lavori lungo la ''Ex FCU'' Lignani (FDI) e Sassolini (FI):''Nuovi ritardi e disagi per i pendolari''

I consiglieri comunali di Città di Castello, Andrea Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia e Cesare Sassolini di Forza Italia, in merito ai lavori lungo la ex Ferrovia Centrale Umbra, hanno affermato:  “Il sindaco si attivi per una più equa distribuzione dei 51 milioni destinati alla linea ex Fcu; solo 7 milioni sono indirizzati al ripristino della Città di Castello-Umbertide. Non vogliamo nuovi disagi per i pendolari tifernati. I 51 i milioni destinati alla linea ex Fcu sono stanziati dal CIPE per lavori che potrebbero durare fino a 4 anni: sono “palliativi” che difficilmente risolleveranno una ferrovia in stato comatoso. Si tratta infatti di interventi tampone, non organici, che presupporranno nuove rotture di carico e nuovi disagi per i pendolari. Sembra certo che solo 7 milioni verranno destinati al ripristino della Città di Castello-Umbertide mentre il Ministro Del Rio, in una risposta ad un’interrogazione parlamentare dello scorso novembre, aveva sottolineato che questi fondi saranno destinati solo a 50 km di linea, mentre verranno privilegiati interventi sul sistema di controllo marcia e su sistemi di segnalazioni e comunicazioni”. “E’ di questi giorni, -proseguono Lignani e Sassolini –poi, la notizia della chiusura del tratto Ponte San Giovanni-Sant’Anna, che provocherà un’ulteriore rottura di carico, nuovi disagi e ritardi per i pendolari tifernati ed altotiberini diretti nel capoluogo”. I due consiglieri comunali di centrodestra, hanno chiesto al primo cittadino tifernate di “attivarsi per una più congrua somma da destinare al tratto nord della Ferrovia e per avere una tempistica certa sul ripristino; non è infatti accettabile che vengano spesi soldi, tra l’altro con risorse regionali, per il raddoppio e l’elettrificazione del tratto Ponte San Giovanni-Sant’Anna in quanto lavori assolutamente inutili. Vanno invece accelerati al massimo i tempi di ripristino e garantire una totale fruibilità della linea che magari consenta l’utilizzo dei “Minuetti”, oggi vergognosamente parcheggiati ad Umbertide. Meglio chiudere per qualche mese l’intera linea e riavere in tempi brevi un servizio accettabile che continuare con lavori a macchia di leopardo che comportano chiusure di tratti che rendono fortemente non competitivo il servizio. A meno che non si voglia dolosamente perseguire una linea di azione tesa definitivamente a chiudere il trasporto su ferro in Valtiberina”.

16/02/2017 08:54:47

Notizie » Politica Lega Nord Città di Castello: ''Riconoscere il danno indiretto da sisma''

I consiglieri comunali della Lega Nord di Città di Castello, Valerio Mancini  e Riccardo Augusto Marchetti, hanno chiesto alla Giunta di riconoscere il “danno indiretto da sisma”. “Il settore turistico umbro è in sofferenza, per rialzare la testa serve agevolare le strutture recettive e ridurre sensibilmente le imposte Imu e Tari. Siamo arrivati – spiegano i consiglieri tifernati del Carroccio- ad un punto tale in cui le dichiarazioni di intenti non bastano più occorre riconoscere il danno indiretto da sisma ed individuare risorse a vantaggio delle imprese esterne al cratere. La nostra mozione è una risposta concreta alla vera e propria crisi che ha colpito il settore turistico umbro a causa della scorretta informazione nazionale e internazionale”. “La riduzione della pressione fiscale- proseguono Mancini e Marchetti- è l’obiettivo principale visto che anche a Città di Castello ci sono strutture recettive che hanno visto diminuire sensibilmente il fatturato ma che continuano a pagare oltre 50mila euro tra Imu e Tari, allo stesso tempo è altrettanto necessario che l’Amministrazione comunale si impegni concretamente per assicurare la promozione del territorio sul mercato nazionale ed internazionale in collaborazione con tutti i livelli istituzionali. Le realtà umbre non ce la fanno ad andare avanti, dati alla mano, le presenze nel territorio regionale sono diminuite in media del 60% e di conseguenza anche i fatturati, ma le imposte restano alle stelle”.

15/02/2017 11:00:16

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: UNA INTERROGAZIONE CONSILIARE SUL NUOVO PROGETTO COMMERCIALE AREA HOTEL MODERNO

Riceviamo e pubblichiamo La stampa locale (Corriere dell’Umbria 11 febbraio 2017) ha recentemente pubblicato la notizia della presentazione di un progetto che propone lo spostamento di una attività commerciale, già esistente, nell’area attualmente occupata dall’Hotel Moderno. Sulla questione, considerata di rilevante interesse pubblico, il gruppo consiliare Umbertide cambia ha presentato una interrogazione al Sindaco con la quale chiede di illustrare in Consiglio Comunale la proposta progettuale relativa alla realizzazione della nuova attività commerciale nell’area dell’Hotel Moderno, di spiegare se rilevano ostacoli di natura tecnico / giuridica alla sua realizzazione, ed eventualmente quali, di rendere note le valutazioni dell’Amministrazione Comunale in merito al progetto medesimo. “La proposta progettuale avanzata – sottolinea il gruppo consiliare di Umbertide cambia -  assume una notevole rilevanza pubblica che richiama ad una corretta informazione anche del Consiglio Comunale, in quanto, da ciò che è dato sapere, prevede una riqualificazione urbanistica, anche in termini di sostenibilità ambientale, dell’area interessata, nonché la realizzazione da parte del privato di servizi che saranno di pubblica fruibilità, oltre a consentire l’introito da parte dell’Amministrazione comunale degli oneri di costruzione. La proposta – aggiungono Faloci, Orazi e Conti - costituisce inoltre una importante opportunità di lavoro per aziende locali, prevedendo un incremento in termini occupazionali nell’ambito dell’attività interessata. Il progetto proposto – conclude la lista civica - si inserisce inoltre in modo sistematico come una primaria struttura che si lega alla futura bonifica e riqualificazione dell’area ex Molino Popolare, completando l’opera di recupero e valorizzazione di un’intera area cittadina, in questo caso promossa da soggetti privati”.                                                                                                                                                   Umbertide cambia   Di seguito il testo dell’interrogazione     Al Sindaco del Comune di Umbertide   Al Presidente del Consiglio Comunale   Umbertide li 15.02.2017     Oggetto: Umbertide cambia – interrogazione su progetto area Hotel Moderno   Si chiede cortesemente risposta orale e scritta   Premesso che abbiamo appreso dalla stampa (Corriere dell’Umbria 11 febbraio 2017) la notizia della presentazione di un progetto che propone lo spostamento di una attività commerciale, già esistente nell’area attualmente occupata dall’Hotel Moderno.   Considerato che la proposta progettuale, da quanto si legge, prevede una riqualificazione urbanistica, anche in termini di sostenibilità ambientale, dell’area interessata, nonché la realizzazione da parte del privato di servizi che saranno di pubblica fruibilità;   che la stessa, oltre a consentire l’introito da parte dell’Amministrazione comunale degli oneri di costruzione, costituisce una importante opportunità di lavoro per aziende locali e prevede un incremento in termini occupazionali nell’ambito dell’attività interessata;   Tenuto conto anche che la proposta progettuale si inserisce, in modo sistematico, come una primaria struttura che si lega alla futura bonifica e riqualificazione dell’area ex Molino Popolare, completando l’opera di recupero e valorizzazione di un’intera area cittadina in questo caso promossa da soggetti privati.   Posto, dunque, che, andando oltre gli specifici interessi privati, la proposta avanzata assume una notevole rilevanza pubblica che richiama ad una corretta informazione anche del Consiglio Comunale,   con la presente interrogazione il gruppo consiliare Umbertide cambia  chiede:   di illustrare in Consiglio Comunale la proposta progettuale relativa alla realizzazione della nuova attività commerciale nell’area del Hotel Moderno;   di spiegare se rilevano ostacoli di natura tecnico / giuridica alla sua realizzazione, ed eventualmente quali;   di rendere note le valutazioni dell’Amministrazione Comunale in merito al progetto medesimo.         Gruppo consiliare Umbertide cambia   Claudio Faloci Luigino Orazi Stefano Conti  

15/02/2017 08:53:14

Notizie » Politica Movimento 5 stelle Città di Castello: ''Non scherziamo con il fuoco''

Dalla pagina Facebook del Movimento 5 stelle di Città di Castello, con un post, gli attivisti pentastellati affermano: "Dopo la segnalazione di alcuni Cittadini, lunedì 13 febbraio 2017 il Gruppo Movimento 5 Stelle di Città di Castello si è recato presso il Presidio Ospedaliero Tifernate per verificare lo stato delle porte tagliafuoco presenti all’interno della struttura. Di persona abbiamo realizzato, con nostro sgomento, che il sistema di sicurezza elettromagnetico -che permette alle porte di rimanere sempre aperte e che solo in caso d’incendio, grazie ad una centralina, permette la chiusura delle stesse, per evitare il propagarsi di fuoco e fumo negli ambienti- è completamente assente in ogni porta controllata; al suo posto, con nostra sorpresa, sotto le porte, sono piazzate delle vere e proprie “zeppe di legno”, ben piantate per tenerle aperte."  "Cosa accadrebbe se le porte dovessero servire per quello per cui sono state progettate? Un operatore sanitario di passaggio ci riferisce che questo "stratagemma" serve per consentire, con facilità, il transito di barelle, carrozzine e strumentazioni portatili, -le porte chiuse sarebbero d’intralcio- la mancanza dell’automatismo elettromagnetico dipende –recitato, oramai, come un “mantra”- dalla cronica carenza di risorse economiche.  Per tutto ciò, nel pomeriggio ci siamo recati alla competente Centrale dei Vigili del Fuoco e abbiamo inoltrato formale istanza di sopralluogo per verificare, a questo punto, che il tutto sia stato fatto nel pieno rispetto delle normative di riferimento per la prevenzione degli incendi negli ospedali. Permetteteci solo una battuta a chi ribadisce che mancano i soldi: “nelle gare di appalto gli oneri per la sicurezza non sono mai soggetti a ribasso”. Ci domandiamo, inoltre, se, nel nostro nosocomio, sia mai stata verificata la procedura di “organizzazione e gestione della sicurezza antincendio” con una simulazione e la prova di evacuazione.  Continueremo sempre, con il vostro aiuto, a denunciare e ad intervenire su tutto ciò che mette a repentaglio la tutela e la salute del Cittadino."    

14/02/2017 12:01:43

Notizie » Politica Movimento 5 stelle: ''Il lento declino culturale di Umbertide''

Riceviamo e pubblichiamo IL LENTO DECLINO CULTURALE DI UMBERTIDE Si parla tanto in questi giorni della costruzione del nuovo centro culturale islamico, della moschea che tanta gente di fede islamica dovrebbe attirare ad Umbertide. Ma perché la costruzione di questo centro culturale, che dovrebbe essere considerato un fatto abbastanza normale vista la presenza massiccia nel nostro territorio di una comunità così importante, e viste le politiche che a partire dagli anni '80 hanno favorito se non incoraggiato questo genere di immigrazione, sta generando tanti dubbi e paura? Probabilmente tanta paura è generata dal fatto che a contrapporsi ad una così forte esigenza culturale, quella islamica, non ve ne è più una, la nostra, altrettanto decisa, certa, netta, propositiva. Le amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune di Umbertide da oramai una quindicina di anni ad oggi, non si sono per nulla occupate e preoccupate di proteggere ed investire sul tessuto socio-culturale del nostro paese . E' proprio a partire da quel periodo che sono stati messi in atto atteggiamenti sbagliati nei confronti della maggior parte delle iniziative culturali, che si sono riverberati alla base del tessuto politico, sociale e culturale, portandolo alla sua attuale disgregazione C’è stato un decennio, dal 1989 al 1999, che ad Umbertide si è assistito alla nascita di iniziative culturali di elevato livello artistico, basti ricordare i vari Festival di carattere musicale come Metronome, per la musica jazz, Percussionistica, per la musica etnica, Festival di Primavera, per la musica classica, ed inoltre Festin ValTiberina per la danza e gli spettacoli di strada; si è assistito alla nascita di compagnie Teatrali che nel corso del tempo sono cresciute conquistando spazi autonomi di elevato contenuto artistico, come la compagnia Argento Vivo, che insieme a quella dell'Accademia dei Riuniti ed a Oplas Teatro, si sono adoperate per diffondere il Teatro a tutti i livelli, professionali ed amatoriali. Tutte iniziative, queste, che in sinergia si adoperavano per contribuire a costruire, rinvigorire, arricchire il tessuto sociale locale. A questo fiorire, proliferare di iniziative, che facevano capo ad eccellenze del territorio nel campo della musica, della danza e del teatro, di contro, si è contrapposta l’incompetenza della classe politica che governava l’amministrazione comunale, affiancata da una classe dirigente non sempre all'altezza, che piano piano ha portato alla cancellazione, una ad una, di tutte queste iniziative. Dal 2004, si è arrivati ad oggi che la cultura ad Umbertide è praticamente sparita. Si contano sulle dita alcuni sporadici eventi, in occasione di ricorrenze comandate, che faticano ad avere visibilità proprio per il loro carattere di occasionalità, e che nulla o poco lasciano al fruitore distratto. La politica di oggi, molto concentrata su se stessa, si preoccupa più narcisisticamente ad autocelebrarsi con libri, piuttosto che sostenere quelle associazioni culturali che tanto fanno e farebbero per il paese. L’unico dibattito che la anima è quello della divisione al proprio interno delle varie fazioni, preoccupate solamente a trovare le strategie migliori a garantirsi la propria rielezione, di mandato in mandato. Intanto noi cittadini assistiamo inermi ad una desertificazione del tessuto sociale. Ne sono un ultimo e recente esempio la pubblicazione dei bandi pubblici per la gestione del Centro Musicale S. Francesco e del Teatro dei Riuniti. La logica che sarebbe dovuta essere alla base della stesura dei Bandi gara, avrebbe dovuto privilegiare competenze, capacità organizzative gestionali e propositive, al fine di tenere alto il livello dell’offerta formativa e degli spettacoli ad essa correlati. Per esempio per quanto riguarda il centro musicale S. Francesco, si è ben pensato di costruire un bando che obbligasse alla gestione dello spazio musicale inserendoci obbligatoriamente anche quella del cinema. Ora anche il più sprovveduto e distratto dei lettori, potrebbe osservare, ma che “C’azzecca”, dal punto di vista gestionale, il cinema con l’attività didattica musicale???!! Probabilmente poco o nulla, ma ad Umbertide vi è una sola Associazione con le caratteristiche richieste dal bando, ovvero il requisito sine qua non della gestione del cinema. Il tutto a danno e detrimento delle Associazioni musicali, che sarebbero invece dovute essere le prime direttamente interessate, per statuto e competenze, all’assegnazione della gestione del Centro Musicale, e che, non avendo esperienze e forse nemmeno interesse a gestire il cinema, sono state escluse a priori da tale gara. Peggio sta accadendo per la gestione del Teatro dei Riuniti, dove dopo mesi e mesi di gestazione, l’Amministrazione comunale è riuscita a partorire un bando che, udite udite, riesce a scontentare tutti, sia la storica trentennale vecchia gestione, sia le forze nuove, rischiando che la gara di appalto vada deserta e che nessuno quindi si aggiudichi il bando, con buona pace dei cittadini di Umbertide, che per l’anno nuovo non potranno usufruire di nessuna stagione culturale e teatrale, come è invece nella normalità per ogni paese o città che si rispetti. L’Amministrazione si è impegnata per studiare un bando che le garantisca all’anno una congrua fetta, se non il totale dei ricavi derivanti dallo sbigliettamento degli spettacoli, come se la copertura economica per l’organizzazione degli stessi non si reggesse su quelle entrate. Inoltre a carico della “povera” compagnia che si aggiudicherà il bando gara, se una ve ne sarà, ricadono anche tutte le spese di gestione e delle utenze dello spazio teatrale. Insomma, una vera disgrazia per chi si farà avanti. Se poi volessimo leggere la vicenda da un altro punto di vista, si potrebbe anche sostenere che al cittadino umbertidese è stata imposta anche una nuova tassa: quella Culturale, visto che il ricavato del suo biglietto d’ingresso non andrebbe, come naturale, a sostegno dell’organizzazione dello spettacolo e alla compagnia, ma finirebbe direttamente nelle casse comunali, almeno per i primi 16.000 euro circa di incassi derivanti da sbigliettamento. Insomma un comune che si rispetti, visto che i cittadini le tasse già le pagano, dovrebbe favorire le iniziative culturali per i propri cittadini, e non adottare politiche che invece le affossino. La cultura arricchisce, chi la fa e chi ne usufruisce, educa, sensibilizza, combatte l’ignoranza, attira flussi turistici e di conseguenza ricchezza, ammoderna la coscienza di una comunità, la sua appartenenza, unisce e rinforza, e grazie a tutto questo non si avrebbe più paura della nascita di una Moschea, perchè forti sarebbero le armi ideologiche con cui accogliere ed educare il diverso e lo straniero. Forse è questa la paura che abbiamo più di tutto, quella di aver perso definitivamente la nostra identità politica culturale e sociale, e, di questo passo, sullo scaffale dell’unica biblioteca che rimarrà, quella della Moschea, un solo libro testimonierà la nostra storia, quello autocelebrativo.  

10/02/2017 11:37:37

Notizie » Politica Lettera di un gruppo di iscritti del PD di Umbertide

Riceviamo  e pubblichiamo All'attenzione del segretario regionale Giacomo Leonelli del segretario provinciale Dante Andrea Rossi del segretario comunale Giovanni Valdambrini Scriviamo queste righe per porre all'attenzione un fatto recentemente avvenuto a Umbertide, che riguarda il nostro partito e certi modi di fare politica. In data 16 Dicembre  abbiamo organizzato un’iniziativa tramite il forum cultura dei giovani democratici della federazione di Perugia sul tema della valorizzazione dell'offerta culturale nel territorio, coinvolgendo nell'organizzazione un gruppo di iscritti al Partito democratico umbertidese e aprendo la discussione alle associazioni giovanili presenti nel territorio. Durante questa iniziativa, abbiamo invitato come esponente istituzionale il sindaco della città di Umbertide Marco Locchi e invitando, dato che era una iniziativa pubblica, chiunque avesse voglia di partecipare e esprimere la propria opinione su un tema storicamente importante per la città di Umbertide. La risposta, di fronte ad un modo libero, inclusivo e partecipativo di far politica è stata quella di allontanare alcuni degli organizzatori dalla segreteria dei giovani democratici di Umbertide, nella  quale ricoprivano un ruolo e dove  si sono sempre distinti per impegno e senso di appartenenza. La motivazione  utilizzata è stata la oramai solita frase, “mancanza del rapporto di fiducia”, già utilizzata, per cacciare un ex assessore che si era permesso di andare alla Leopolda ad ascoltare Renzi, e quindi diventato antipatico a una ristretta parte della classe dirigente del PD locale fortemente Bersaniana e poi folgoratamente convertita al renzismo. Scriviamo queste righe perché: Innanzitutto per porre questi fatti all’attenzione di chi ha, soprattutto nei confronti dei propri iscritti, un ruolo di responsabilità, ma soprattutto per sapere se il Pd, in tutti i suoi livelli, ritiene che questi comportamenti rientrino nella propria cultura e nel cambiamento che i nostri elettori ci chiedono. Ci chiediamo se i nostri iscritti, persone per bene, giovani e non, siano consapevoli della deriva al quale siamo arrivati a Umbertide. Chiediamo se un gruppo di giovani di “buona volontà”, che fanno politica per passione, liberamente, senza appartenere alla corrente locale possano essere allontanati da una comunità, alla quale appartengono e nella quale credono. Crediamo, e qui concludiamo, in un partito che dà cittadinanza a tutte le persone che ne vogliono fare parte, senza escluderle per la loro appartenenza, o in questo caso non appartenenza a ristrette e personalistiche correnti. Un modus operandi, questo, che nel caso di Umbertide , sta distruggendo la buona politica e la partecipazione  al quale bisogna tornare con uno spirito di rinnovamento e cambiamento. FORUM CULTURA DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI PERUGIA

10/02/2017 11:27:29

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: LETTERA APERTA DEL CAPOGRUPPO CLAUDIO FALOCI ALL'ON. GIULIETTI

Riceviamo e pubblichiamo In questi giorni le famiglie di Umbertide stanno ricevendo una nota inviata dall'On. Giulietti. Riguardo all'iniziativa politica dell'ex Sindaco di Umbertide interviene il capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci con una lettera aperta, che riportiamo di seguito.   “Egregio onorevole Giulietti, in questi giorni stiamo leggendo la lettera che lei ha scritto ai cittadini umbertidesi. Personalmente, pur non avendolo eletto, apprezzo l'impegno che dice di aver profuso in Parlamento. Noto però nelle sue parole un senso di rabbia misto a dispiacere per essere stato in questi ultimi anni oggetto di critiche, più o meno dure, da parte delle forze politiche di opposizione (e non solo) che oggi animano il dibattito politico umbertidese. Pur senza sentirmi chiamato in causa personalmente, in quanto la conosco solo di vista (e, tra l'altro, lei, da quando mi sono candidato, mi ha persino tolto il saluto, a proposito di una politica che coltiva il rancore...), ritengo opportuno precisare alcune questioni, soprattutto in merito all'impegno politico di chi lavora per fare qualcosa di utile per la propria città (che non è solo lei o il Partito Democratico). Quello che emerge dalle sue parole è un'assoluta mancanza di abitudine alla critica politica. Vede onorevole, oggi ad Umbertide c'è un dibattito politico più ricco che in passato ed io mi sento orgoglioso di condurre la mia battaglia insieme a tanta gente e colleghi di Consiglio Comunale che stimo. Persone che si impegnano senza nessun tornaconto personale o economico e che hanno anche subito una querela da parte sua. Umbertide Cambia ha sempre espresso in questa consiliatura le proprie opinioni senza mai offendere nessuno e con intenzioni costruttive. Abbiamo presentato molte proposte, di norma respinte dal suo partito, e quando approvate (pochissime volte), non è stata data una concreta applicazione dall'Amministrazione comunale. Questo, però, non ci scoraggia di certo e continueremo il nostro impegno con forza e determinazione, senza alcuna paura, non risparmiando mai critiche a nessuno (neanche a lei),  contribuendo, come abbiamo fatto finora, a migliorare con una azione concreta rivolta al bene comune la vita della nostra comunità. Come si dice: è la democrazia, bellezza!”.                                                                                  Claudio Faloci                                                                   Capogruppo di Umbertide Cambia

09/02/2017 15:10:58

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