Un’esperienza che va oltre la semplice immaginazione, in cui i cinque sensi si fondono in una storia d’altri tempi, fino ad arrivare alla Umbertide di fine ‘800 per poter rivivere i luoghi simbolo, sentendo il vocìo delle lavandare, lo scorrere dell’acqua del Tevere, lo scampanellare delle mucche al mercato del bestiame, toccando la sabbia del Lido Tevere, o virtualmente mungendo ...
Questo e molto altro, è ciò che succede alla Taverna del Mattatoio in occasione della Fratta dell’800 dove un intero spazio è stato dedicato a “La Stanza dei Sensi”, un percorso sensoriale alla scoperta della storia della Fratta che, tra simboli, profumi, suoni e sapori, rende il racconto alla portata di tutti, grazie al supporto della Comunicazione Aumentativa (un insieme di tecniche, strategie e strumenti creati per aiutare le persone che non possono parlare o che hanno gravi difficoltà con il linguaggio verbale) vera e propria rivoluzione nel mondo dell’inclusione.
È difficile riuscire a spiegare con semplici parole, quello che si prova attraversando questa stanza in penombra pronta ad illuminare però, emozioni e sensazioni sopite e poi dolcemente risvegliate in ognuno di noi.
Dalla Taverna del Mattatoio affermano: “abbiamo scelto di dare spazio a un tema che ha incrociato da vicino le storie personali di alcuni di noi, esperienze vissute sulla nostra pelle che ci hanno insegnato un principio semplice: non tutti comunichiamo allo stesso modo, ma tutti abbiamo qualcosa da dire.
L’idea nasce da uno spunto emerso all’interno di un tavolo di confronto molto più ampio, al quale hanno partecipato l’Amministrazione comunale, l’ASAD, gli organismi sanitari territoriali e l’Associazione dei Commercianti con il presidente Emiliano Bernardi. Da quel confronto è emersa la possibilità di sviluppare un progetto più grande, capace di coinvolgere e sensibilizzare l’intera comunità. La Taverna del Mattatoio ha raccolto proprio quello spunto e, partendo da lì, è nata l’idea dei ragazzi di realizzare una stanza sensoriale: uno spazio pensato per fermarsi, riflettere e vivere un’esperienza diversa. Anche all’interno di una serata goliardica e di festa, infatti, si è voluto creare un momento in cui le persone potessero soffermarsi, ragionare e guardare le cose anche da un’altra prospettiva.
Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo, ma crediamo che conoscere sia il primo passo. Se diciamo che alla Taverna c’è posto per tutti, vogliamo che quel “tutti” abbia ogni giorno un significato più grande”.
Il linguaggio dei sentimenti in questo messaggio arriva forte e chiaro e i simboli della Comunicazione Aumentativa, sono la chiave giusta per poterlo interpretare.
Una menzione speciale va fatta a Emiliano Bernardi, Emanuela Trippella, Eleonora Giannelli, Lia Sasso e Digital Editor che con il loro prezioso aiuto hanno permesso la realizzazione della stanza inclusiva e naturalmente tutti i tavernieri del Mattatoio e soprattutto il presidente Marco Broccoli che ha da subito abbracciato questa bella iniziativa.
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