La situazione dell’ospedale di Umbertide torna al centro del dibattito politico e sanitario regionale. A sollevarla è Luigino Orazi, intervenuto pubblicamente dopo la seduta del Consiglio regionale dell’Umbria del 22 gennaio, durante la quale il consigliere Nilo Arcudi ha presentato un’interrogazione sullo stato del pronto soccorso e del servizio di radiologia del presidio umbertidese.
Alla richiesta ha risposto la presidente della Regione e assessora alla Sanità, Stefania Proietti, affermando che non si sarebbero verificati disservizi e che il personale in servizio sarebbe adeguato. Una ricostruzione che, secondo Orazi, non corrisponde alla realtà dei fatti. Già nel novembre 2025, spiega, si era tenuto un incontro con i vertici aziendali a seguito di una lettera protocollata da un dirigente dell’Asl nella quale si ipotizzava la chiusura notturna del pronto soccorso di Umbertide.
Un’eventualità che aveva destato forte preoccupazione nella comunità locale e che, a distanza di mesi, continua a pesare sul clima generale. Entrando nel merito dei numeri, la presidente Proietti ha indicato la presenza di 13 infermieri più un coordinatore come dato sufficiente a garantire il servizio. Ma il confronto con altri presidi racconta un’altra storia: a Pantalla gli infermieri sono 26, a Castiglione del Lago 21, ad Assisi 24. Eppure, nel primo semestre del 2025, Umbertide ha registrato 6.750 accessi al pronto soccorso, a fronte dei 7.283 di Assisi. Ancora più significativo il dato sui casi più gravi: 25 codici rossi a Umbertide contro i 14 di Assisi, i 21 di Pantalla e i 15 di Castiglione del Lago.
Il risultato è un carico di lavoro nettamente superiore: ogni infermiere di Umbertide arriva a gestire fino a 518 prestazioni, quasi il doppio rispetto ai colleghi degli altri ospedali umbri. Una pressione che, secondo Orazi, viene sostenuta solo grazie ai sacrifici del personale, spesso costretto a rinunciare ai turni di riposo. Le criticità non si fermano al pronto soccorso. Nell’agosto 2025 otto turni del 118 sono rimasti scoperti e, il 21 gennaio, l’area da Promano a Ponte Pattoli è rimasta priva di automedica per oltre sei ore, a causa dell’assenza del medico. Una situazione che, per il Comitato, rappresenta un disservizio grave e inaccettabile.
Problemi analoghi emergono anche al front office della radiologia, dove l’assenza per malattia di un’impiegata è stata colmata solo grazie alla disponibilità del medico e del tecnico radiologo, rientrati in servizio per garantire l’accoglienza dei pazienti. Nonostante l’assunzione di una nuova unità amministrativa, la riduzione complessiva del personale rende il servizio fragile in caso di ferie o nuove assenze. Da qui l’appello finale alla Regione: verificare di persona, parlare con il personale sanitario e aprire un confronto diretto. «La situazione è difficile – conclude Orazi – ma come Comitato siamo pronti a collaborare. Chiediamo solo che l’ospedale di Umbertide venga messo nelle condizioni di funzionare davvero». Tutto chiaro Luigino siamo con te.
Fabrizio Ciocchetti
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