I nuovi dazi introdotti dagli Stati Uniti non risparmiano Umbertide, che risulta tra i sistemi locali del lavoro italiani più penalizzati dalla politica commerciale americana.
A certificarlo è la Banca d’Italia in uno dei suoi Occasional Papers (n. 993), intitolato “Dazi statunitensi e imprese italiane: esposizione della rete produttiva e impatto iniziale”. Lo studio, basato su un ampio set di dati che integra transazioni tra imprese, registri doganali, anagrafi aziendali e dati sull’occupazione, ha mappato la rete produttiva di circa 1,8 milioni di imprese, stimando l’esposizione diretta e indiretta ai dazi voluti dall’amministrazione Trump.
In questo contesto, le imprese dell’area di Umbertide presentano una vulnerabilità stimata intorno al 9,7% dei ricavi. Di questa quota, il 7,4% è legato a un impatto diretto, cioè alla contrazione delle vendite verso il mercato statunitense, mentre il restante 2,3% deriva da effetti indiretti, collegati al rallentamento delle catene di fornitura. A risentirne potrebbero quindi essere anche aziende che non esportano direttamente negli Usa, ma che lavorano per imprese orientate a quel mercato.
Il sistema locale del lavoro di Umbertide si colloca così al 15° posto nella classifica dei 20 più esposti a livello nazionale. Un approfondimento del Corriere della Sera realizzato con Withub segnala inoltre come il comparto maggiormente colpito nel territorio sia quello della fabbricazione di macchinari e apparecchiature. Dati di che preoccuparsi…
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