Notizie » SLIDER Umbertide. Quale valorizzazione del centro storico?

L'art. 4 comma 2 della legge regionale 2008 n. 12 istituisce il Quadro Strategico di Valorizzazione del centro storico e stabilisce che i Comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti o con il centro storico di estensione superiore a quattordici ettari di superficie territoriale redigano il Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV). Il QSV è l'attivatore di un processo di sviluppo locale che fa perno sulla valorizzazione del centro storico e più in generale del sistema delle risorse che ad esso fanno capo. Ebbene? Come “Umbertide Aperta” ha svelato, i diversi Comuni umbri hanno attivato le procedure per accedere al Quadro. Umbertide? Non compare proprio. A dimostrazione - afferma “Umbertide Aperta” - di quanto abbia avuto interesse e cura per la valorizzazione del suo centro storico. Nel grafico relativo allo stato di avanzamento dei progetti risulta infatti al settembre 2013 alla primissima fase, praticamente nulla di fatto. Fonte dei dati è il sito della Regione Umbria. Lo stato di attuazione dei QSV umbri I Comuni interessati dal QSV risultano così suddivisi: 23 Comuni obbligati alla redazione del QSV 2 Comuni non obbligati 6 Intercomunali attivati, ovvero gruppi di comuni di piccole dimensioni che hanno visto nel QSV la possibilità di lavorare ad una strategia comune. Si riporta di seguito l'elenco dei comuni in relazione allo stato di avanzamento del QSV: I comuni di Bevagna, Corciano, Gualdo Tadino ed Orvieto hanno raggiunto la terza fase del processo e stanno lavorando alla stipula degli accordi ; I comuni di Città di Castello, Città della Pieve, Marsciano, Narni, Perugia, San Giustino, Spello, Spoleto,Terni ,Todi, hanno avviato la seconda mediante tavoli di concertazione I comuni di Assisi, Foligno, Magione, Montefalco, Norcia, Nocera Umbra, hanno avviato il processo di formazione del QSV e stanno lavorando alla redazione del documento preliminare.  A questi si aggiungono 6 gruppi di Comuni che hanno avviato la programmazione strategica in ambito intercomunale: Acquasparta, Massa Martana San Gemini hanno terminato la seconda fase; Fossato di Vico, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Montone, Pietralunga, M.S.M. Tiberina, Citerna, Lisciano Niccone, Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino stanno portando a termine la seconda fase; Avigliano Umbro, Montecastrilli                                                                        Lugnano in Teverina, Attigliano, Giove e Penna in Teverina hanno avviato il processo e stanno redigendo il dossier preliminare.   Il processo si articola in quattro fasi: la fase preparatoria e propositiva del QSV: l' attivazione del processo; la fase di concertazione della visione e degli obiettivi strategici : la formazione del consenso; la fase di definizione del QSV: la negoziazione e la programmazione degli interventi; la fase attuativa del QSV: la gestione e il monitoraggio. Nel suo complesso, il processo richiede l'attivazione di tre strutture funzionali: un soggetto decisionale che vede la partecipazione, accanto alla Amministrazione locale, di rappresentanze degli operatori economici e dei soggetti attivi nell'area, cui spetta l'assunzione delle principali scelte di proposta, di programma e di intervento; un organismo gestionale, composto da personale tecnico specializzato, cui competono mansioni di carattere organizzativo, di gestione tecnica delle attività partecipative e di concertazione, nonché l'elaborazione delle proposte da sottoporre alla struttura decisionale; una struttura tecnica, cui spetta lo svolgimento di tutte le istruttorie, le indagini e le verifiche tecniche necessarie, nonché l'elaborazione di tutta la documentazione occorrente per l'assunzione delle decisioni, la comunicazione, la garanzia della tracciabilità del processo.     

09/02/2014 20:04:51

Notizie » SLIDER Si spaccano il Pd e i renziani su Marco Locchi

Si spacca il Pd sull’accordo di Marco Locchi a sindaco. Una consistente parte dei renziani, non a caso, ha lanciato la sfida nei confronti di un accordo subìto e da sempre contrario alla linea programmatica delle primarie. Amedeo Fiorucci, iscritto al Pd e dirigente della Confesercenti, propone un’alternativa, candidandosi a sindaco rispetto all’accordo Guasticci-Giulietti. Non è soltanto una parte dei renziani iscritti al Pd, ma anche i circoli di Umbertide che hanno sostenuto la candidatura di Renzi a criticare l’accordo. In particolare, il circolo “Riformisti per Renzi” e “Adesso! Umbertide Democratica” si oppongono ad un accordo che viola palesemente qualsiasi coerenza con l’obiettivo renziano “Umbertide cambia verso”. I “Riformisti per Renzi” sostengono che l’accordo è figlio di logiche di potere e di equilibri estranei alla nostra realtà cittadina, che per l’ennesima volta “propone una logica e una classe dirigente che ha fatto il suo tempo. Ci troviamo di fronte ad una nomenclatura che irride la volontà dei cittadini umbertidesi, che l’8 dicembre avevano dato un chiaro segnale di cambiamento con il 60% del consenso. Ora la maggioranza dei cittadini che hanno votato Renzi è minoranza. Questo è troppo anche per mantenere una minima dignità politica”. Durissimo il comunicato dell circolo renziano “Adesso! Umbertide Democratica”. “Parliamoci chiaro: il 59,9% di quel 60% che ha votato Matteo Renzi alleultime primarie ad Umbertide, è nauseato per quello che sta succedendo nel Pd locale, non certo per colpa del vecchio "monolite" Pd che sta giocandole sue carte affinché nulla muti, ma semmai per colpa di chi si è spacciato come "il nuovo che avanza" rivelandosi poi l'esatto contrario. Adesso! Umbertide Democratica è sempre stata libera e senza padrini, e non accetta di essere rappresentata da chi, trovandosi nella posizione per farlo, non difende una richiesta di cambiamento vero, totale, genuino come quella che gli umbertidesi hanno espresso. Qui non si sta lavorando per arrivare ad un confronto forte e sano attraverso le primarie, utile a rilanciare il Pd e il centrosinistra, ma ad un "aggiungi un posto a tavola". Questo potrà placare la voglia di poltrone e l'arrivismo di qualcuno ma sarà ad impatto zero per la qualità della politica locale e per la comunità...o peggio. Non basta un accordo fra "notabili" per generare automaticamente consenso. I voti bisogna guadagnarseli sul campo con la coerenza e l'esempio, e non calpestando la volonta' espressa dagli umbertidesi, che è un chiarissimo: CAMBIAMO VERSO". Il Coordinamento Adesso ! Umbertide democratica

07/02/2014 15:42:46

Notizie » SLIDER Il recupero dell'ex stabilimento tabacchi

Caro Direttore visto il silenzio di tutti i giornali spero che pubblichi questa lettera.  C’è un’altra controversa opera che fa discutere gli umbertidesi. Al di là della ferrovia sta per completarsi un intervento del quale resta da capire la destinazione e l’utilità, per come è stato realizzato. Stiamo parlando dell’ex magazzino tabacchi, quel grande capannone a ridosso degli spogliatoi del glorioso USU, che è stato abbandonato per molti anni e fa ora parte del Puc2 (Piano urbano complesso). I lavori sono ancora in corso ma la struttura e la distribuzione interna sono oramai definite e completate. Innanzitutto si è scomodata la modalità di recupero delle importanti strutture industriali (la cosiddetta archeologia industriale) anche se l’edificio ex tabacchi non sembrava proprio avere le caratteristiche architettoniche, tali da giustificarne il dispendioso ricorso al suo consolidamento. Perché dunque questo ‘accanimento terapeutico’ verso una struttura povera, ordinaria, quando magari il riuso della volumetria in un manufatto ex-novo sarebbe stato più economico e avrebbe probabilmente portato ad un edificio più attuale e performante sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello del risparmio energetico? Oggigiorno le strutture lignee, per esempio, si prestano molto bene a coprire luci notevoli, garantendo inoltre costi contenuti ed un ottimo comportamento anti-sismico. Perché tutto quel cemento a rinforzare le deboli arcate esistenti? Cosa c’era di così prezioso in quella struttura fatiscente e ripetiamo, ordinaria, da dover essere conservato a tutti i costi? Costi sicuramente alti, infatti. Tra l’altro, dove sia “possibile ammirare la struttura originaria e la volta del vecchio magazzino”, come si legge in una nota sul sito del Comune, proprio non si capisce, visto che dall’interno si vede solo un anonimo tunnel ‘voltato’ completamente controsoffittato e dall’esterno spiccano solo i nuovi enormi arconi di cemento armato.  Ma ora, visto il ‘contenitore’, veniamo al ‘contenuto’. Si è parlato di sala polivalente, parola abusata troppo spesso, soprattutto quando non ci sono le idee chiare. Ebbene, nella moderna pratica architettonica corrente è certamente buona norma accorpare i servizi in un unico blocco e svincolarli così dalla superficie prettamente adibita alla funzione, ma questo si presuppone avvenga in una posizione ‘esterna’ o comunque marginale. Nel caso del nostro fabbricato ci troviamo un blocco servizi (principalmente servizi igienici, locale tecnico e ascensore) situato quasi al centro della sala, con una rigidità distributiva che andrà sicuramente a scapito dello stesso uso dello spazio. Umbertide aveva bisogno di un grande salone veramente polivalente, da poter essere ridisegnato ogni volta, con pareti mobili ad esempio, a seconda della necessità e quindi di un vero open space, da poter modulare facilmente. Qui l’open space, che pure era evidente già all’interno del magazzino abbandonato, è dominato da questo corpo centrale che nega in partenza la sua peculiarità di spazio aperto e flessibile. La piccola sala (con un esiguo numero di posti) creata sopra il blocco servizi, quindi al piano superiore, sembra un’isola sperduta in uno spazio immenso, un mezzanino di risulta piuttosto che una sala effettivamente progettata. E il cui prevedibile eco renderà vana ogni riunione o attività che lì si prevederà di svolgere. Ancora una volta si è cercato di cambiare il volto di Umbertide senza sentire direttamente i cittadini e con proposte calate dall’alto, senza verificare le reali esigenze della comunità. Un lettore umbertidese

31/01/2014 11:12:19

Notizie » SLIDER Comune di Umbertide: replica sul caso Sogepu

L’Amministrazione comunale di Umbertide intende informare i propri cittadini e l’opinione pubblica sulla notizia apparsa nei quotidiani di domenica riguardante la recente sentenza ( n. 191 del 17/01/2014) con la quale il Consiglio di Stato ha annullato l’aggiudicazione della gara indetta dal Comune di Umbertide per l’ appalto del servizio di igiene urbana alla GESENU S.p.A. per il periodo 2011-2015, accogliendo l’appello presentato dall’ ATI SOGEPU S.p.A e Ages S.p.A con sede in Castellamare del Golfo (TP), esclusa dalla gara con provvedimento dirigenziale perché ritenuta priva dei requisiti per partecipare. L’appalto venne affidato alla GESENU S.p.A., soltanto dopo la sentenza del TAR dell’Umbria che ha riconosciuto la legittima esclusione dalla gara dell’ATI. L’esclusione dalla gara venne decisa sulla base di una normativa di difficilissima comprensione ed interpretazione tant’è che nel primo grado di giudizio il TAR dell’Umbria respinse in toto il ricorso presentato dall’ATI SOGEPU e Ages S.p.A con sede in Castellamare del Golfo (TP) confermando le ragioni del Comune di Umbertide. Il Consiglio di Stato, invece, ha dato un’interpretazione diametralmente opposta riconoscendo tuttavia che “….il testo normativo dell’art. 23-bis, d.l. 112/2008, infatti, è stato oggetto a più riprese di molteplici interventi normativi, che non hanno contribuito a far sedimentare una chiara comprensione dello stesso in capo agli operatori del diritto……. La stessa giurisprudenza amministrativa, come testimoniato, peraltro, dallo stesso contrasto tra la presente pronuncia e quella appellata, solo a fatica e per successive approssimazioni, è venuta a capo di una trama normativa, che si distingue per la sua oscurità”. In conclusione il Consiglio di Stato, proprio per tali ragioni, non ha riconosciuto il diritto dell’ATI appellante al risarcimento del danno ed ha accolto l’appello soltanto parzialmente, tra l’altro, ravvisando “ nella particolare complessità delle questioni trattate, eccezionali ragioni per compensare le spese del doppio grado di giudizio “. L’Amministrazione comunale di Umbertide, riconfermando la piena fiducia sulla competenza serietà e correttezza della sua struttura tecnico-amministrativa, valuterà se ricorrere nel merito alla Corte Europea ma, nel contempo, intende rispettare appieno la sentenza. Di certo l'Amministrazione si adopererà per la tutela dei lavoratori e perchè la qualità del servizio non venga meno visto che, preme ricordare, il Comune di Umbertide è il primo comune umbro per la percentuale di raccolta differenziata.

19/01/2014 20:10:15

Notizie » SLIDER Mini Imu: il Comune di Umbertide restituirà i pagamenti

L’amministrazione di Umbertide prende una posizione sulla mini-Imu e polemizza con l’opposizione. Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Comune di Umbertide: "In merito alla mini-Imu, come già ampliamente discusso e approvato in sede di Consiglio Comunale - si legge in una nota - l’amministrazione provvederà a rimborsare l’importo che i cittadini dovranno, per legge, versare entro il 24 gennaio. Diversamente dalle menzogne scritte sulla stampa da parte del capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale Giovanna Monni - prosegue la nota - non è stato fatto alcun passo indietro e non c’è stato alcun ripensamento. In sede di Consiglio Comunale, in data 29 novembre, è stata costituito un fondo specifico di tutela dell'Imu inserendo a bilancio un’apposita voce di spesa relativa ai contributi per la prima casa che consente al Comune di riconoscere ai cittadini un contributo per far fronte al peso economico determinato dalla mancata copertura da parte dello Stato dell’aumento dell’aliquota Imu. Pur ribadendo che sarebbe opportuno che fosse lo Stato a coprire per intero l’Imu non venendo meno agli impegni presi con i cittadini e con i Comuni, l’amministrazione non nascondendo niente né tanto meno dando fregature, ribadisce che la tassa non graverà sugli umbertidesi". "Occorre però sottolineare che è un dovere pagare la mini-Imu entro il 24 gennaio - conlcude l'amministrazione - non farlo significherebbe per i cittadini compiere un atto illegale e per il Comune incorrere in un danno erariale. Si precisa inoltre che, al fine di ridurre al minimo i disagi ai contribuenti, l’amministrazione ha organizzato un incontro con commercialisti, tributaristi e tutti coloro che si occupano della predisposizione dei modelli per il versamento dei tributi locali, per fornire loro tutte le informazioni necessarie. Detto questo, si ribadisce ancora una volta che la mini Imu verrà rimborsata e in questi giorni gli uffici stanno valutando dal punto di vista tecnico la modalità più idonea per procedere, confermando quindi l’impegno precedentemente preso".

12/01/2014 09:23:03

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