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Attualità » Primo piano Assenza segnale Rai nella Valle del Niccone: il Comune di Umbertide chiede finanziamento a Regione

Il Comune di Umbertide ha presentato richiesta alla Regione dell’Umbria di un finanziamento pari a 25.000 euro al fine risolvere il problema dell’assenza del segnale Rai nella Valle del Niccone. E’ quanto dichiarato dall’assessore competente Raffaela Violini in risposta all’ordine del giorno presentato congiuntamente dai gruppi consiliari di Umbertide Cambia e del Partito Democratico, approvato all’unanimità nel corso della seduta di Consiglio Comunale di ieri, giovedì 27 novembre. Dal momento dello switch off, ovvero del passaggio della trasmissione dei programmi tv da analogica a digitale,  gli abitanti della Valle del Niccone non ricevono più il segnale Rai; di fronte a tale disservizio l’Amministrazione Comunale si è attivata mettendosi in contatto con gli uffici competenti ed adempiendo a quanto di sua competenza. Nonostante l’interessamento dell’Amministrazione, ad oggi la situazione è ancora in fase di stallo a causa di un rimpallo di competenze tra la Rai, che chiesto la concessione di nuove frequenze, e il Ministero dello Sviluppo Economico  - Dipartimento per le Comunicazioni, che ha negato tale concessione. Dal momento che il problema potrebbe essere risolto anche utilizzando la frequenza attuale a patto di sostituire le apparecchiature esistenti e che la Regione dell’Umbria dispone di fondi finalizzati proprio a risolvere eventuali assenze di copertura del segnale, l’Amministrazione Comunale di Umbertide ha richiesto all’ente regionale un finanziamento pari a 25.000 euro, che sarà trasferito alla Rai per effettuare i necessari interventi di adeguamento delle apparecchiature e ripristinare così il segnale.

28/11/2014 14:20:04

Attualità » Primo piano C. di Castello: arrestato dalla Polizia latitante tunisino

La Polizia di Città di Castello ha arrestato un pericoloso latitante extracomunitario di origine tunisina M.W. di anni 45. Gli agenti del Commissariato hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dalla Procura di Perugia. L’attività investigativa sempre dello stesso Commissariato, aveva posto l’extracomunitario al centro di una rete di spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nei confronti di ragazzi minorenni. Il tunisino, giunto in Città da circa un anno e mezzo, si era subito posto in posizione di supremazia rispetto ad altri spacciatori, anche connazionali, facendo uso di atti intimidatori violenti. Guadagnate alcune piazze di spaccio, si era reso protagonista anche di una serie di furti in abitazioni ed autovetture per finanziare la propria attività delittuosa. Le indagini lo avevano visto protagonista come spacciatore all’esterno di alcuni istituti scolastici sia di primo che di secondo grado nel centro abitato di Città di Castello. All’arrivo in città era stato da subito oggetto di attenzione investigativa da parte della Polizia, che nel giro di qualche mese, aveva richiesto l’arresto alla Procura. Con precedente penali di tutto rispetto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, ed una pena scontata per omicidio, il tunisino era da tempo osservato speciale. All’atto dell’arresto si era reso irreperibile; trascorrendo parte della latitanza in Olanda e Germania, si era allontanato da Città di Castello per qualche mese. Sicuri che sarebbe ritornato dalla madre e dalla sorella, ancora residenti in città, tradito dal desiderio di rivedere la famiglia, come nelle migliori tradizioni delinquenziali, gli agenti del Commissariato hanno controllato le abitazioni, sino a quando nella prima mattinata di ieri, l’uomo è comparso a casa della madre. Immediato l’arresto e la traduzione al carcere di Capanne. Al tunisino sono stati contestati altri reati, notificati atti amministrativi, tra cui il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno e la contestuale espulsione. Per tale motivo, espiata l’eventuale pena, verrà immediatamente espulso con accompagnamento coatto alla frontiera.

27/11/2014 10:56:25

Attualità » Primo piano Trasporto pubblico locale: il Comune di Umbertide scrive alla Regione

L’Amministrazione Comunale di Umbertide ha inviato una lettera al presidente della III Commissione consiliare regionale Gianfranco Chiacchieroni contenente valutazioni ed osservazioni in merito al piano di bacino del trasporto pubblico locale, in fase di discussione, e al progetto Metrobus. La lettera sottolinea l’importanza del trasporto ferroviario per il territorio umbertidese e la conseguente necessità di valorizzare ed implementare il trasporto su ferro e i servizi accessori che l’Officina di Umbertide, già polo manutentivo dei mezzi della FCU, è in grado di offrire e di sviluppare anche in relazione ai mezzi delle Ferrovie dello Stato. Per l’Amministrazione Comunale è indispensabile integrare i servizi ferro –gomma; rendere più veloci le corse nelle tratte lunghe e più frequenti le corse nelle percorrenze brevi; rimettere in funzione della galleria di Acquasparta, al fine di ripristinare il collegamento su ferro tra l’Alta Valle del Tevere e Terni senza gravare sulla viabilità stradale; potenziare il trasporto merci su ferro nell’ottica del completamento della bretella ferroviaria di Pierantonio; riqualificare le principali stazioni rendendole moderne ed accoglienti. Tali obiettivi necessitano di investimenti sul trasporto ferroviario e sui servizi collegati e il riferimento va in primo luogo al servizio Metrobus previsto nel nuovo piano di bacino unico e alle varie possibilità di individuazione dei fruitori dei mezzi pubblici spesso residenti a notevoli distanze dalla stazione ferroviaria o dai principali collegamenti stradali. Inoltre l’Amministrazione Comunale ha proposto anche una rimodulazione del trasporto urbano, esteso anche alle frazioni e ai Comuni limitrofi, al fine di incrementare l’utenza e al contempo contenere i costi. Nel ribadire l’importanza del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico su gomma per i cittadini del Comune di Umbertide e dei territori limitrofi, l’Amministrazione Comunale ha inoltre manifestato la disponibilità a collaborare nella programmazione del nuovo piano di bacino del trasporto pubblico locale.

27/11/2014 10:48:04

Attualità » Primo piano San Giustino: arrestato dai Carabinieri spacciatore 17enne

I Carabinieri della Stazione San Giustino, nell’ambito dell’attività di contrasto al consumo ed allo spaccio di stupefacenti, un paio di giorni fa hanno portato a termine l’ennesima indagine lampo. A finire nel mirino dei militari questa volta è stato un ragazzo italiano di 17 anni residente in Alto Tevere. I Carabinieri lo avevano attenzionato da alcuni giorni poiché sospettato di detenere un ingente quantitativo di droga. Alla prima favorevole occasione, dopo aver effettuato alcuni pedinamenti e servizi di osservazione, i militari lo hanno fermato e sottoposto a perquisizione domiciliare. In casa, nascosti in vari luoghi, i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato circa 80 grammi di marijuana, suddivisi in alcuni involucri, nonché un bilancino elettronico di precisione.   Al termine delle formalità di rito, d’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia, il 17enne è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti e tradotto presso il centro d’accoglienza per minori di Firenze. L’arresto è stato successivamente convalidato. Dopo due giorni di detenzione il giudice ha quindi disposto la scarcerazione con l’obbligo di non lasciare la propria abitazione se non per recarsi a scuola. Lo stupefacente sequestrato è stato sottoposto alle analisi di rito. Sarebbe bastato per ricavare oltre 400 singole dosi.

25/11/2014 12:41:48

Attualità » Primo piano Altro caso di maltrattamenti familiari in Alto Tevere

Ancora un caso di violenze e maltrattamenti familiari denunciati, nei confronti dei quali la Polizia di Città di Castello sta svolgendo accertamenti ed attività investigativa. B.F. quarantenne di origine marocchina, ha denunciato soprusi e violenze da parte del marito. Racconta alla Responsabile dell’Ufficio Denunce del Commissariato, una serie interminabile di episodi caratterizzati da violenza fisica del tutto gratuita; azioni di sudditanza psicologica messe in atto anche alla presenza dello loro piccola figlia. Picchiata con sistematicità, privata di ogni mezzo di sostentamento ed umiliata davanti alla figlia, la donna diventa l’ennesima moglie posta in condizione di schiavitù. Intimorita dalla possibilità che il marito possa allontanare la bambina dal suo affetto, B.F. anche  per evitare il continuo impietoso spettacolo di violenza alla bambina, decide di portare sua figlia in Marocco presso la nonna materna. Ciò le consentirebbe di evitarle ulteriori disagi  psicologici, forse non più recuperabile, e nel contempo di poter lavorare per sostenere il ristretto nucleo familiare. Il marito della donna marocchina, dopo aver appreso il fatto, all’insaputa della moglie si reca dalla suocera e con la scusa di far rivedere il nonno paterno in fin di vita, sottrae la bambina conducendola in Tunisia. Da quel momento alla mamma verrà consentito di parlare solo telefonicamente con la figlia, privandola di qualsiasi altro ulteriore rapporto genitoriale. Il silenzio della donna si protrae per cinque anni; poi complice il fatto di non ricevere  più notizie e non riuscire a parlare con la figlia, la convince a denunciare l’accaduto. L’attività della Polizia, permette di appurare e constatare la veridicità di ogni affermazione della donna. B.R. quarantenne tunisino e marito della donna, è denunciato alla competente A.G. per atti persecutori, molestie, maltrattamenti familiari, violazione degli obblighi di mantenimento,  riduzione in schiavitù e sottrazione di minore.

18/11/2014 15:44:28

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