Notizie » Economia Assenze per malattia in Umbria

lla Calabria spetta la maglia nera, mentre i lavoratori del Trentino Alto Adige si appuntano sul petto il distintivo di virtuosi. In mezzo, in tutti i sensi, c’è l’Umbria. Che però con i suoi 18,1 giorni medi di malattia ogni anno (fra colletti bianchi e dipendenti di aziende private) realizza una performance più vicina ai dati del Sud che del Nord Italia. Si sta più male I dati dell’Inps, Istituto nazionale di previdenza, elaborati dalla Cgia di Mestre dicono in generale che in Italia, nel 2013, i lavoratori si sono ammalati di più. E così il numero di certificati medici è “lievitato” del 3,4% (+1,1% nel settore privato, +9,2% nel pubblico) arrivando  oltre quota 17,8 milioni rispetto ai 17,2 milioni del 2012. La situazione in Umbria dice che il numero medio di giorni di malattia nel 2013 è stato 18,1, risultato del confronto tra 18,4 giorni del privato e 17,6 del pubblico. Nel settore pubblico, però, l’incremento dei giorni di malattia è stato dell’8,2% rispetto al 2012, mentre nel privato c’è stata una leggera flessione, pari a -0,6%. Andando a scandagliare gli «eventi di malattia di breve durata per Regione e settore», si scopre che (nel privato) una malattia su quattro (26,8%) ha una durata compresa fra due e tre giorni, mentre il 6,6% dei malanni si risolve nell’arco di ventiquattro ore. Nel settore pubblico, invece, un certificato su cinque (19,6%) copre malattie che durano un giorno, mentre il 35,6% coprono assenze da due a tre giorni. Perugia e Terni Questi stessi dati, calibrati su base provinciale, dicono che i dipendenti pubblici del Ternano sono più cagionevoli dei colleghi del Perugino: la durata media annua della malattia è di 18,4 giorni rispetto a 17,3. A Terni, un’assenza su cinque non sura più di un giorno. A Perugia il dato è pari al 19%. I numeri illustrano che l’Umbria “pubblica”, in quanto ad assenze, viaggia a metà classifica rispetto ad una media nazionale di 17,1 giorni e a una durata media dell’assenza che, una volta su quattro, non supera il giorno. I dati del settore privato fanno scendere il cuore verde d’Italia verso la parte bassa della graduatoria: la media nazionale di “mini” assenze è dell’11,9%, per una durata media di 18,3 giorni. A Terni l’incidenza di eventi di un giorno sulle assenze totali è del 6,9%, a Perugia del 6,5%. La durata media è compresa fra 6,5 (Perugia) e 6,9 (Terni) giorni. Promossi e bocciati È il Comune di Castiglione del Lago, tra gli enti umbri monitorati dal ministero per la Pubblica amministrazione, quello che presenta il minor numero di assenze per malattie nei primi 8 mesi del 2014 (i dati forniti dal Ministero sono aggiornati fino al mese di agosto e sono relativi a soli 30 Enti umbri, gli altri - con più di 50 dipendenti - non hanno fornito informazioni). Nello stesso periodo tra i dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Perugia il tasso di assenza per malattia è stato di 1,11 giorni medi mensili. Il Comune di Terni è il secondo più alto in assoluto con 1,06 giorni di assenza media mensile per malattia. Al terzo posto il Comune di Perugia (1,03 giorni al mese), quindi il Comune di Magione (0,92 giorni), i dipendenti della Regione (esclusi quelli del consiglio regionale) con 0,87 giorni, quelli del Comune di San Giustino (0,81 giorni), dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) con 0,77 giorni medi mensili e del Comune di Orvieto (0,72). I controlli Dal primo gennaio le visite fiscali hanno subito un irrigidimento per la fascia oraria di reperibilità, i giorni in cui è necessario farsi trovare in casa per le verifiche mediche e le sanzioni a carico di chi “sgarra”. I lavoratori pubblici avranno l’obbligo di reperibilità sette giorni su sette, compresi festivi e prefestivi. Le fasce orarie di reperibilità presso la residenza indicata nella documentazione medica saranno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Reperibilità sette giorni su sette anche per i lavoratori del settore privato, che dovranno però sottostare a fasce orarie meno estese: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

15/01/2015 11:59:38

Notizie » Economia Pietramelina: Comune delocalizzare

Si è conclusa con due importanti novità l'iniziativa pubblica che si è tenuta mercoledì sera a Pierantonio per discutere del futuro di Pietramelina: la possibilità di realizzare un biodigestore verrà cancellata dall'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti e verrà avanzata da parte del Comune di Umbertide la richiesta di delocalizzare in altro sito l'impianto di compostaggio oggi esistente. E' quanto emerso nell'ambito dell'incontro, organizzato dal Comune di Umbertide insieme alla Regione dell'Umbria, che ha visto gli interventi del sindaco di Umbertide Marco Locchi e dell'assessore regionale all'Ambiente Silvano Rometti, moderati dal consigliere comunale Nicola Orsini (assenti invece il Comune di Perugia e Gesenu). Scopo dell'incontro fare chiarezza sul futuro della discarica di Pietramelina che, dopo la chiusura dello scorso giugno, ad oggi riceve soltanto la frazione umida che viene trattata nell'impianto di compostaggio esistente, non però senza disagi per i cittadini, costretti a subire i cattivi odori che derivano dallo stagnare dei rifiuti. Nel corso dell'incontro l'assessore Rometti ha illustrato le caratteristiche del nuovo Piano regionale dei rifiuti che non prevede la costruzione di termovalorizzatori - anche grazie al considerevole aumento della raccolta differenziata che oggi ha raggiunto il 55% a livello regionale - ma che si basa sulla realizzazione di biodigestori e di impianti di compostaggio. Il pubblico presente ha però subito manifestato la propria contrarietà sia alla realizzazione di un biodigestore che al potenziamento dell'impianto di compostaggio oggi esistente e l'assessore Rometti si è quindi impegnato a cancellare dall'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti la possibilità di costruire un biodigestore a Pietramelina. In merito all'impianto di compostaggio il sindaco Locchi, dopo aver ribadito che è interesse dell'Amministrazione Comunale tutelare la salute dei cittadini, ha comunicato che il Comune presenterà richiesta al Comune di Perugia e a Gesenu di delocalizzare l'impianto attualmente presente a Pietramelina. Come ribadito dal sindaco, i cittadini di Pierantonio hanno già subito notevoli disagi a causa della vicinanza alla discarica, pertanto verranno intraprese tutte le azioni necessarie affinché il biodigestore venga eliminato dal Piano Regionale dei rifiuti e l'impianto di compostaggio dislocato in altro sito. Nel caso in cui non fosse possibile dislocare il suddetto impianto, ha spiegato il primo cittadino, sarà allora necessario vigilare affinché il Comune di Perugia e Gesenu S.P.A. garantiscano l'adeguamento dell'impianto in termini di sicurezza e di trattamento della frazione organica, eliminando le emissioni meleodoranti e tutte le altre problematiche ambientali legate al trasporto e allo stoccaggio dei rifiuti . Il sindaco ha inoltre comunicato che questa proposta verrà portata anche in consiglio comunale con la discussione di un apposito ordine del giorno.

12/12/2014 12:43:45

Notizie » Economia La stampa bianco su nero: Intervista a Lorenzo Lepri

In un nostro precedente articolo abbiamo parlato del concetto di innovazione, e di come questa significhi essenzialmente “introdurre qualcosa di nuovo”. La maggior parte delle idee innovative migliorano qualcosa di già esistente,  partono dalla semplice domanda: “esiste un modo migliore?”. Sebbene solo grandi aziende possono permettersi di investire in ricerca e sviluppo, la crescente facilità di accesso alle informazioni ha reso possibile anche alle piccole realtà la realizzazione di idee dai contenuti altamente innovativi. E’ il caso di MC System, una azienda presente sul nostro territorio da trent’anni, che si appresta a presentare una stampante modificata da un progetto del giovane responsabile tecnico Lorenzo Lepri. Lo abbiamo intervistato chiedendogli di parlarci di questo prodotto. R: Allora Lorenzo, parlaci di questa idea. Qual è l’idea? L: L’idea è quella di riuscire a stampare il bianco come colore. In digitale fino ad oggi non era possibile stampare il bianco come colore perché come sappiamo la combinazione fra ciano giallo, magenta e nero non dà come risultato il bianco. Con questa tecnologia riusciamo a stampare su supporti diversi a stampare su carta colorata, carta scura, carta nera riuscendo a mantenere i colori con la stessa tonalità rispetto alla carta bianca. L’altra applicazione invece è la stampa dei transfer, ossia quei supporti che tramite l’ausilio di una pressa consentono di personalizzare praticamente qualsiasi materiale, dalle magliette nere, quindi riusciremo a fare delle magliette nere “autoscontornate”, quindi non abbiamo più la classica tecnologia transfer su supporti neri dove c’è un “bocchio” centrale con all’interno c’è l’ immagine,  ma riusciremo ad avere una maglietta nera con effetto serigrafico. R: Come ti è venuta l’ispirazione? L: l’ispirazione mi è stata data da alcuni nostri clienti che lavorano molto tramite la serigrafia e a volte però c’è bisogno di fare pochi pezzi di un determinato prodotto. In serigrafia il vantaggio ce l’hai in realtà quando tu riesci a stampare almeno un centinaio di pezzi. Tramite questa tecnologia di stampa in toner bianco in digitale tu puoi cmq fare pochi pezzi senza dover per forza avere un numero minimo di stampe, ma puoi dare effettivamente un servizio di stampa su richiesta. Quindi se un cliente ti chiede anche solo 20 magliette le puoi fare tranquillamente perché non hai più i costi di impianto che avresti nella serigrafia. R: Qual è la difficoltà il problema più grande che hai dovuto superare? L: Il problema più grande è stato nel trovare un supporto transfer adatto alla nostra macchina e soprattutto con il toner bianco. Non è stato facile perché non esisteva un supporto che funzionasse perfettamente con questa tecnologia. R: E quindi come hai fatto a superare questa cosa? L: Siamo entrati in contatto con un’ azienda italiana che produce transfer la Shockline,  grazie al loro aiuto, ci siamo visti diverse volte, alla fine siamo riusciti a sviluppare un tipo di transfer che fosse perfettamente compatibile con la nostra tecnologia di stampa. L’altro grosso problema era come riuscire a controllare la giusta quantità di bianco da mettere all’interno delle varie stampe. Per riuscire a fare questo siamo entrati in contatto con una software house sempre italiana, tramite loro abbiamo sviluppato un software in grado di controllare esattamente le quantità di colore e di toner bianco da applicare sul supporto. R: Mi sembra di capire che non hai fatto tutto da solo.. L: Assolutamente no, è stata una sinergia di forze a partire dalla nostra azienda dove il marketing mi ha dato un grosso supporto con la creazione del logo Bianco Digitale, anche la proprietà poi sicuramente mi ha aiutato molto in questo progetto e anche la casa madre Xerox ci è venuta dietro senza nessun problema, anzi ci ha aiutato e ci ha dato dei consigli. R: Quindi Lorenzo siamo pronti per il lancio! L: Si, presenteremo il nostro prodotto dal 16 al 18 ottobre alla fiera di Milano dove ci sarà la Mostra Internazionale di Comunicazione Visiva, il VISCOM. Qui presenteremo in anteprima le nostre 2 stampanti quella per i transfer e quella per la carta scura e quindi avremo la possibilità di farla provare ai nostri clienti e anche ai rivenditori. Attualmente esiste solo una altro modello di stampante, prodotto dalla multinazionale OKI, in grado di stampare bianco digitale su transfer mentre non esiste un modello A4 sulla stessa categoria di prezzo capace di produrre stampe di tipo bianco digitale o colori su carte colorate. Gli ingredienti ci sono tutti: il print on demand rappresenta uno dei mercati in maggior crescita, il prodotto risolve in maniera nuova un problema effettivo, la soluzione è realizzata coinvolgendo diversi soggetti e diverse aree aziendali. Questa è la dimostrazione pratica che la capacità di innovare dipende, oggi più che mai, dalla mentalità.

13/10/2014 10:11:53

Notizie » Economia Birra artigianale: da prodotto a moda

La produzione di birra artigianale nasce, o meglio rinasce,  negli Stati Uniti degli anni ottanta, nel periodo della cosiddetta “Reinassance Americana”, durante la quale molti immigrati europei riescono a tener vivi alcuni prodotti del vecchio continente che altrimenti sarebbero andati perduti.  Si differenzia essenzialmente dalla birra prodotta con tecniche industriali, nel processo di produzione in quanto prodotto non pastorizzato e generalmente, non filtrato.  Vengono utilizzati il più possibile ingredienti naturali, pure utilizzando prodotti provenienti dai differenti territori d’appartenenza. Il fenomeno dei birrifici artigianali si ripropose poi col passare degli anni pure in Europa ed Italia, tornando di prepotenza nelle idee e nei progetti di cittadini ambiziosi e “commercialmente attivi”;  un po’ quello che accaduto ai gestori del “Birrificio Artigianale Fortebraccio”, con sede a Montone, dei fratelli Alessio, Donatello e Paolo Pacini.  La loro è un’attività da poco avviata, frutto delle idee di tre ragazzi intraprendenti e con tanta voglia di fare, spinti dalla passione e dalla curiosità di confrontarsi con un settore fino a pochi mesi fa estremamente lontano dalla loro quotidianità. «A dire il vero non è stato un vero e proprio lampo di genio, in quanto da tempo quest’idea vagava nelle nostre menti. E’ un po’ una passione coltivata nel tempo che con l’età adulta si è trasformata in realtà »Un’iniziativa questa, come affermato dai gestori del birrificio, in grado di regalare enormi soddisfazioni sia su un piano economico che morale; prodotti sempre di prima qualità e autenticità. L’avventura è partita lo scorso Ottobre con l’esordio pubblico durante  “La festa del bosco di Montone”, offrendo ai clienti e ai tanti visitatori birre tipiche, tra le quali, la  “Birra alle Castagne”, ma ancora oggi non si può definire un progetto stabile, ma in continuo movimento. Infatti, come pure confermato dai tre fratelli, quello della birra artigianale è un mercato in continua espansione, che vede di giorno in giorno, di mese in mese, un incremento delle nascite di piccoli birrifici e quindi di concorrenza e che spinge i vari produttori a mettersi in gioco continuamente e cercare nuove soluzioni;  non a caso si parla di questo settore come una tendenza, una moda. «E’ vero, tanti altri birrifici artigianali sono presenti in zona e non rappresentiamo più una novità, non siamo più una mosca bianca. Sappiamo quindi di  dover confrontarci con un mercato arduo, che richiede acume e pure fantasia». Quella fantasia mostrata, ad esempio, al Birra Show di Bastia lo scorso Novembre, alla quale si presentarono alla manifestazione proponendo un’originalissima“cassa da birra”. Una bara funebre  contenente varie tipologie di birra, dalla chiara alla rossa, dalla nera alla blanche, dalla speziata alla cruda (o a bassa fermentazione).  «Pensiamo che buone idee e trovate interessanti possano permetterci e garantirci un futuro ambizioso. Un futuro commerciale pure fuori dai confini umbri, che riesca a mettere alla prova le nostre qualità e  possibilità, magari pure esaltandole. Non ci precludiamo alcuna strada» Tale espansione deve passare  in particolar modo attraverso la riconoscibilità del marchio, che, in questo caso fa leva sull’immagine bella e affascinante di uno dei borghi più belli d’Italia. Infatti il birrificio prende il nome dal capitano di Ventura braccio Fortebraccio da Montone, come testimoniato dal retro bottiglia d’ogni loro prodotto “Il Birrificio Fortebraccio nasce della terra che fu di Braccio da Montone, capitano di ventura tra storia e leggenda. Le sue imprese lo resero famoso e temibile tra il 1368 e il 1424, anno della sua morte. Oggi la storia ne riscopre la gloria” che sottolinea il forte attaccamento alle origini e alle tradizioni del posto  . Ma qual è l’ingrediente per riuscire in queste attività?  Alla base di queste realtà ci sono tanto coraggio ed intraprendenza. Delle qualità morali importanti, che ti aiutano a tener botta ad un mercato duro ed in continuo aumento, e riescono a fare di idee nuove e fuori dal comune un vero e proprio motore, dando alla società linfa vitale e freschezza, in un momento nel quale ne si avverte estrema necessità. David Gonfia

13/09/2014 20:44:41

Notizie » Economia Umbertide: approvato il rendiconto di gestione 2013

Il Consiglio Comunale ha approvato questa mattina a maggioranza (con i voti contrari di Monni, Molinari, Zurino e Orazi) il rendiconto di gestione 2013. Nonostante l’Amministrazione Comunale abbia dovuto confrontarsi con il perdurare della crisi economica mondiale, con il blocco della già parziale autonomia fiscale e con la stringente normativa sul patto di stabilità, grazie ad una accorta ed efficiente programmazione dell’uso delle risorse, è stato possibile raggiungere standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni e dei servizi resi alla cittadinanza e rispettare la normativa sul patto di stabilità. Il bilancio 2013 si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 666.557,58 euro, determinato per 499.000 euro da un contributo regionale erogato il 27 dicembre 2013 per i lavori di completamento presso il PUC 2 area ex tabacchi il cui importo sarà applicato una volta approvato il bilancio di previsione 2014. Anche per il 2013 è stato inoltre possibile rispettare il patto di stabilità evitando così le gravi sanzioni previste dalla normativa che avrebbero, fra l’altro, comportato tagli alla spesa corrente per il bilancio 2014 con gravi ricadute in termini di minori servizi e  prestazioni sociali rese. Nel 2013 è stata poi raggiunta un’elevata percentuale di realizzazione degli obbiettivi individuati in sede previsionale che si attesta intorno al 71,62% con una ottima corrispondenza tra quanto stanziato e liquidato (72,04%); a tal fine le fatture sono state liquidate a 47 giorni data di registrazione. Con riferimento alla gestione delle entrate, è stato riscontrato un elevato indice d’accertamento delle entrate correnti, condizione indispensabile per garantire il pareggio di bilancio della gestione ordinaria. Per quanto riguarda i servizi a rilevanza economica c’è stato un buon trend delle farmacie comunali e soprattutto della centrale idroelettrica sul fiume Tevere raggiungendo un fatturato di 610.905,32 euro. I servizi a domanda individuale, cioè quelli che non sono dovuti per obbligo istituzionale che sono utilizzati a richiesta dell’utente e che non sono erogati a titolo gratuito per legge, il rendiconto 2013 mostra una percentuale di copertura delle spese con le corrispondenti entrate pari al 68,42%. L’assessore competente ha inoltre sottolineato che i 175.000 euro incassati per la mini Imu sono stati messi a bilancio in una specifica voce che impegna la futura Amministrazione a prevedere una detrazione sulla nuova Tasi, nel rispetto dell’impegno preso con i cittadino il 30 novembre 2013.   Nel corso della seduta sono stati infine approvati a maggioranza (contrari Monni, Molinari, Zurino e Orazi) il numero e le scadenze delle rate della Tari, la tassa sui rifiuti che da quest’anno sostituirà la Tares e che è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E’ stato quindi deliberato che la Tari verrà pagata in tre rate, con scadenza il 16 luglio 2014, il 16 ottobre 2014 e il 16 gennaio 2015, senza sovrapporsi con le scadenze di altri tributi (in particolare l’Imu). 

01/05/2014 14:31:03

Notizie » Economia Studio CNA: Umbertide comune virtuoso

Riceviamo e pubblichiamo dall'Ammistrazione comunale di Umbertide: "Grazie alle politiche fiscali adottate dall’Amministrazione Comunale, sempre molto attenta a contenere la pressione fiscale e, nonostante i continui tagli ai trasferimenti statali, a non gravare in maniera eccessiva sulle tasche dei cittadini, garantendo al contempo servizi di qualità, il Comune di Umbertide risulta tra i Comuni più virtuosi dell’Umbria in materia di fiscalità locale. Lo dimostra uno studio realizzato per conto della Cna Umbria che ha analizzato i dati 2013 della fiscalità locale dei 18 maggiori comuni della regione, studio che è stato pubblicato sulla stampa ed è consultabile sul sito internet della stessa associazione. Umbertide risulta quindi, dopo Terni, il Comune con la fiscalità più bassa della regione, che corrisponde a 484 euro per abitante. In merito alle singole entrate tributarie, il Comune di Umbertide si attesta come quarto comune con l’indice più basso sia per l’Imu, che incide per 226 euro per abitante, che per l’addizionale Irpef, pari a 52 euro per abitante. Per quanto riguarda invece le spese correnti, Umbertide ha registrato un aumento rispetto al 2012 piuttosto contenuto, pari al 5,2%, che corrisponde a 893 euro per abitante, classificandosi tra i sette comuni umbri con la più bassa incidenza per abitante. Sono invece aumentate del 131% le spese in conto capitale, all’interno delle quali figurano le uscite per gli investimenti pubblici, ma, nonostante questo, tale voce pesa su ogni singolo abitante solo per 125 euro, secondo migliore risultato dell’Umbria. Le spese per il personale si sono invece mantenute pressoché costanti rispetto al 2012 (+0,3%), con un’incidenza pari a 225 euro per abitante."

09/04/2014 15:08:47

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