Notizie » Politica M5S Umbertide: “un’area cani promessa è mai arrivata”

Riceviamo e pubblichiamo “Nella seduta del 11 giugno 2015 venne approvato all'unanimità in Consiglio comunale un ordine del giorno del Pd che prevedeva la realizzazione di un'area di sgambatura per cani. Nell'atto si chiedeva di individuare un'area nella zona del centro, dal momento che vi era una sola zona adibita alla sgambatura e posta nella pineta Ranieri. Nello stesso documento si chiedeva di valutare la possibilità di rimuovere il divieto di introdurre cani nel parco pubblico che si estende lungo il torrente Reggia. Si presume che sarebbe dovuta dunque essere questa la nuova area individuata dall'allora maggioranza Pd e giunta Locchi. Ancora oggi però non vi è traccia. Molti umbertidesi sentono la necessità di avere un'area adibita alla sgambatura dei cani, soprattutto dopo aver messo l'obbligo di condurre al guinzaglio i cani nella pineta Ranieri. Tra l'altro la pineta è stata anche presa di mira da delinquenti senza scrupoli, che hanno piazzato bocconi avvelenati in quell'area. . Il Pd non è riuscito a realizzare quanto proposto quando era al governo del paese e così lo stesso Locchi quando era Sindaco. L'ordine del giorno già è stato votato favorevolmente, così come altri già approvati e  purtroppo lasciati nel cassetto. Per troppo tempo si è governato pensando più al consenso elettorale che a mantenere quanto promesso. Peggio ancora quando le promesse vengono anche messe nero su bianco e poi puntualmente disattese. Il M5S chiede che quanto riportato nella delibera venga realizzato al più presto senza trovare scuse e pretesti. È ora che agli atti seguano i fatti togliendo la politica dalla sedia delle promesse non mantenute!”

03/02/2019 12:46:02 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide Cambia sull'ex Fcu 'ci preoccupano disfuzioni, lungaggini e strategie non sempre coerenti'

"Osserviamo con attenzione, ma anche con una certa preoccupazione, gli sviluppi della vicenda che riguarda la ex ferrovia centrale umbra. Abbiamo sempre espresso fiducia nella positiva soluzione di una questione complessa relativa a quella che per noi dovrebbe essere la spina dorsale del trasporto regionale, certamente per le persone, in prospettiva anche delle merci. Vorremmo vedere quindi un investimento concreto nel sistema ferroviario, ma ci preoccupano disfuzioni, lungaggini e strategie non sempre coerenti. Se infatti da una parte la tratta Ponte San Giovani / Terni verrà acquisita direttamente da RFI, il tronco Ponte San Giovanni / San Sepolcro dovrebbe andare solo in concessione al gestore nazionale. Fatto che evidenzia chiaramente una mancanza d’interesse, quindi una prospettiva incerta. “Con il ripristino del servizio ferroviario sulla tratta Città di Castello / Ponte San Giovanni e con i lavori di ristrutturazione eseguiti in tempi molto brevi – spiega il Presidente di Umbertide cambia Alessio Tardocchi - si pensava di dare risposte ai bisogni di mobilità di tanti cittadini. Quello che sembrava un lavoro eseguito in maniera scrupolosa e professionale, si sta rivelando invece l'ennesima beffa per gli utenti dell'alta valle del Tevere. Infatti il servizio è ripreso, ma i treni viaggiano a velocità di inizio 1900, costringendo gli utenti (pochi!!) a tempi di percorrenza molto lunghi. Questo perché non si è provveduto al montaggio dell'apparato di sicurezza per il controllo della marcia treno. Conseguentemente l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie ha imposto che i medesimi viaggiano ad una velocità ridotta (50km/h). Altro aspetto negativo che ci viene segnalato dai passeggeri – aggiunge Tarocchi - riguarda l'impostazione del nuovo orario non corrisponde nella gran parte dei casi agli orari d'ingresso di scuole, uffici, aziende. Inoltre, gli orari stessi non sono congrui con i treni interregionali per Roma, Firenze, Milano non rispettando le coincidenze come avveniva in passato. Ciò sancisce l'isolamento completo della nostra vallata e, peggio ancora, ha incentivato l'uso dei mezzi privati per gli spostamenti, contribuendo dunque a rendere Perugia una delle città più caotiche ed inquinate d'Italia.  Umbertide Cambia auspica quindi l'immediato passaggio alla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) della gestione dell'infrastruttura, portando così l'innalzamento della velocità a 70km/h con la conseguente rimodulazione dell'orario di servizio. Da parte sua RFI dovrà assolutamente evitare una nuova chiusura della tratta Città di Castello / Ponte San Giovanni, rischio prevedibile nel breve periodo se non si interviene celermente per stabilizzare il binario nuovo. In un’ottica di efficientemento del servizio sollecitiamo inoltre la previsione di alcune corse su Perugia Centrale (Fontivegge – stazione FS), fulcro del trasporto nel comune di Perugia in quanto collegata a minimetrò per il centro, bus per l'ospedale, centri commerciali. Chiediamo infine una parola chiara e definitiva circa il potenziamento dell’officina di Umbertide, anche in un’ottica di opportuna e necessaria valorizzazione della bretella fantasma di Pierantonio”. 

31/01/2019 16:52:40 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide Partecipa: il punto sulla sanità umbertidese

Recentemente è tornata a riunirsi la commissione sanità dell'Associazione Umbertide Partecipa coordinata dalla Dott.ssa Franca Sonaglia, per discutere delle questioni riguardanti la sanità locale. Questo il resoconto della situazione attuale della sanità umbertidese secondo Umbertide Partecipa: "Nel corso di questi ultimi anni si è fatto molto per il nostro ospedale, ma rimane ancora molto da fare sia sotto il profilo organizzativo, sia dal punto di vista della dotazione del personale medico, infermieristico e OSS che ancora oggi risulta essere carente soprattutto in alcuni reparti. La Commissione valuta positivamente il completamento delle attività di restyling e di messa a norma dall’impiantistica presso la radiologia dell’ospedale: interventi iniziati oltre un paio di anni fa in quanto  diventati non più rinviabili. Un punto di forte criticità è  il Pronto soccorso che necessita di interventi strutturali pianificati da tanto tempo, ma ancora oggi non realizzati: servono ambienti più adeguati alla accoglienza dei pazienti e un  incremento del personale infermieristico oberato da estenuanti turnazioni. Resta ancora inevasa la richiesta di una reperibilità almeno diurna di un  cardiologo la cui assenza comporta disagi insopportabili e tempi di risposta anche per il semplice esame di un ECG troppo lunghi ed inaccettabili in un settore dove la tempestività può fare la differenza nel salvare le vite umane. Si ribadisce ancora una volta la necessità di una seconda ambulanza in dotazione del 118 dovendo intervenire in un interland vastissimo che è rischioso coprire con una sola ambulanza. Così come è indispensabile, per la salvagurdia del nostro Ospedale e per la qualità delle prestazioni,  la reperibilità h 24 di un anestesista in forza alla chirurgia per assistere il paziente post chirurgico ricordando che il reparto, in forma programmata, esegue più di 3000 prestazioni tra piccoli e grandi interventi ed è una eccellenza per la regione e fuori regione garantendo così alla USL  un notevole introito anche in termini economici. Resta ancora sospesa e non risolta la questione di ripristinare presso l'ambulatorio oncologico  la somministrazione di farmaci ai pazienti. In questa battaglia siamo da anni a fianco dell’ AUCC la quale aveva dichiarato da tempo la disponibilità con propri operatori a ritirare i farmaci a Città di castello per somministrarli nel nostro ambulatorio oncologico già  adeguato a suo tempo a questa funzione. Rispetto al nuovo centro di eccellenza per i disturbi del comportamento alimentare (DCA), realizzato in questi anni,  servono nuovi spazi ed in particolare una cucina al fine di poter preparare  adeguatamente dei pasti per i pazienti della DCA. Continuano a restare inevase le richieste di incremento del personale infermieristico ed OSS in medicina che determina un sovraccarico di lavoro per il personale presente con ripercussioni negative anche sul servizio. Rispetto alla specialistica ambulatoriale si rilevano difficoltà per  le specialità più richieste il che comporta allungamento dei tempi delle liste d'attesa  che delle volti diventano inaccettabili. Quindi complessivamente si può  dire che il livello dei nostri servizi  sanitari è buono anche se dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare alcune carenze ed evitare soprattutto  il depotenziamento del nostro ospedale.  Umbertide Partecipa che ha fatto della questione sanità e sociale uno dei propri cavalli di battaglia anche in campagna elettorale continuerà a tenere alta la guardia, portando anche in consiglio comunale uno specifico ordine del giorno con l’obiettivo di chiedere al Sindaco e alla Giunta un impegno preciso in merito e tempi certi per la soluzione delle problematiche evidenziate."

31/01/2019 16:07:31 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide Cambia: con l'affidamento a Sogepu del serivizio rifiuti si apre una pagina nuova nella politica territoriale

Umbertide Cambia si esprime sul nuovo affidamento a Sogepu del servizio rifiuti: "L’assegnazione a SoGePu della gestione dei rifiuti in Alta Umbria assume in sé diversi aspetti particolarmente positivi. Rende autonomo il nostro territorio e aggiunge risorse. Potrà concretamente consentire per i cittadini di Umbertide un risparmio sulla TARI, la tariffa che si paga appunto sul servizio di smaltimento dei rifiuti urbani. Applica un modello di controllo pubblico in un settore particolarmente delicato. Dimostra come una azienda a totale partecipazione pubblica possa garantire qualità nella proposta progettuale, efficienza ed efficacia nella gestione. “Per Umbertide cambia – sottolinea il presidente dell’Associazione Alessio Tarocchi - tutto ciò rappresenta la concretizzazione di una strategia da sempre coerentemente perseguita. Per la nostra città significa invece aver subito per anni un maggiore costo del servizio e rivela con evidenza almeno una miopia politica delle precedenti amministrazioni, considerata la scelta non certo lungimirante del nostro comune di uscire nel 2013 dalla compagine sociale dell’azienda. Nel particolare, significa aver rinunciato all’unica possibilità di risolvere nel breve periodo la situazione ambientale di Calzolaro”. “Il modello inaugurato da SoGePu – aggiunge il capogruppo consiliare di Umbertide cambia Gianni Codovini - spinge inoltre ad una più ampia strategia territoriale, che riguarda altri beni pubblici, come le reti del metano e l’acqua, nonché a politiche integrate nell’ambiente, nel trasporto, sanità, scuola, sociale. Soprattutto rinforza quel soggetto territoriale che è l’Alta Umbria, motore dell’intera regione, e nel quale Umbertide potrà trovare un nuovo protagonismo ed uscire dall’isolamento in cui ci ha cacciato l’ex sindaco Locchi e l’attuale Giunta di destra. Insomma: più integrazione territoriale, più servizi. Ci auguriamo dunque che SoGePu porti a compimento coerentemente quello che può essere considerato momento fondamentale di una  più ampia strategia, per arrivare ad un modello e ad un piano di sviluppo territoriale in grado di superare confini ed interessi particolari, guardando appunto all’interesse generale”.  

28/01/2019 10:57:27 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Marchetti e Mancini (Lega) su interruzione E45

Riceviamo e pubblichiamo - Marchetti - “Un danno non quantificabile per residenti e attività produttive. Mi sto già attivando per capire quali iniziative saranno intraprese da parte di Anas e quali siano i tempi ipotizzati per una risoluzione di questo grave problema che ereditiamo dal passato”. L’on. Riccardo Augusto Marchetti (Lega) commenta così la chiusura dell’E45 tra Canili e Valsavignone, nelle province di Forlì-Cesena e Arezzo, decisa dalla Procura della Repubblica di Arezzo. “L’E45, arteria strategica per la direttrice centro-nord, è vitale per l’area dell’Alto Tevere umbro, al confine tra Marche, Toscana e Emilia-Romagna, con Città di Castello al centro, una zona produttiva già penalizzata dalla chiusura dell’altra arteria utile, la statale 73 di Bocca Trabaria, per una frana, su cui ho presentato un’interrogazione e i cui lavori di ripristino dovrebbero ripartire a breve. Il disagio è pesante anche  a causa dalla mancanza di una rete ferroviaria moderna e funzionale, vecchio problema della carente programmazione infrastrutturale portata avanti dalle amministrazioni Pd che hanno sempre visto il Nord dell'Umbria come un bacino elettorale da cui prendere senza mai dare niente in cambio, le opere nel corso degli anni infatti si sono concentrate sempre su altre zone della Regione Umbria, per fortuna quei tempi stanno per finire”. - Mancini -  “L’Alta valle del Tevere isolata: dopo la chiusura della statale 73 bis Bocca Trabaria, chiusa dal 15 marzo 2018 per un dissesto franoso e mai riaperta, in questi giorni si aggiunge un’altra tegola alla compromessa viabilità della Valtiberina, dopo il sequestro da parte della Procura di Arezzo del viadotto Puleto sulla E45. Per tutta quella parte di territorio, ma in generale per tutta l’Umbria, non sarà quindi possibile, e chissà fino a quando, avere uno sbocco a nord, se non attraverso l’innesto sull’A1 direzione Bologna o sulla trasversale adriatica che da Gubbio arriva fino a Fano, restano i tradizionali percorsi come Via Maggio o l’Apecchiese che, però, non sono in grado di sopportare molto traffico. Di fatto, il sequestro del viadotto Puleto recide l’unica facile via di comunicazione in direzione nord e nello stesso tempo impedisce al traffico proveniente dal Nord di venire in Umbria”: lo affermano i consiglieri della Lega, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini. “I cittadini devono sapere – afferma Mancini - dove sono le responsabilità, perché non si tratta di sfortuna ma di cattiva programmazione degli amministratori regionali e della dirigenza Anas che non ha vigilato né garantito manutenzioni adeguate in tutte le più importanti vie di comunicazione della Valtiberina. In particolare i lavori, come comunicato in Aula dall’assessore Chianella ad una interrogazione risalente ad aprile 2018, avrebbero dovuto portare alla riapertura della strada nel mese di luglio 2018, ma siamo già a gennaio 2019 e quella strada oggi chiusa, se aperta, sarebbe stata un’opportunità per le attività economiche e produttive e di spostamento dei cittadini che invece viene negata perché qualcuno dorme, sia nella manutenzione che nella programmazione. Cosa ancor più drammatica sulla E 45 dove insistono diverse indagini giudiziarie per appalti e lavori male eseguiti, rifiuti ritrovati e cantieri infiniti, che nulla risolvono sulla qualità della struttura, che resta pessima. C’è voluto un cercatore di tartufi per segnalare quello che i cittadini e forze politiche come la Lega hanno fatto da anni, denunciando sperperi di denaro e disservizi a tutta la cittadinanza. Bene l’intervento della magistratura, che faccia luce e attribuisca le evidenti responsabilità che non possono che essere attribuite a chi ha la gestione e il mantenimento della struttura. Oltre alle richieste di audizioni e interrogazioni, lancio una proposta alla Giunta: la Regione Umbria si costituisca parte civile nei confronti di Anas o di altri responsabili della gestione stradale e invitiamo anche tutte le associazioni di categoria, commercianti, artigiani e industriali a fare altrettanto”. “Da questa regione – conclude Mancini - spariscono treni, non arrivano aerei e a questo punto viene a mancare anche la viabilità ordinaria: siamo in guerra oppure veniamo amministrati come sudditi, utili solo a pagare le tasse e i balzelli?”.  

17/01/2019 17:48:07 Scritto da: Eva Giacchè

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