Notizie » Gusto La ricetta del lievito di birra fatto in casa

In questo periodo di quarantena, Il lievito di birra inizia a scarseggiare nei supermercati. Gli italiani, sia per trascorrere il tempo che per evitare di usicre di casa ad acquistarli, si stanno dilettando a preparare in casa prodotti da forno, come pane e pizza e perchè no, la nostra amata torta di pasqua al formaggio. Per ovviare alla carenza sugli scaffali di panetti di lievito fresco o di bustine di quello istantaneo, ci siamo affidati alla ricetta collaudata di Denise, mamma umbertidese, amante della cucina fatta in casa, per la creazione di un lievito madre "homemade" di veloce realizzazione (4 giorni). "Unica pecca del procedimento - come ci spiega Denise - è che dovrete partire da 50g di impasto con lievito di birra, quindi all'inizio dovrete averne almeno un cubetto o una bustina di quello liofilizzato". Giorno 1 mettere 50g di impasto (per pizza pane o focaccia, fatto con acqua, farina e lievito di birra) in un contenitore ermetico.   Giorno 2 direttamente nel contenitore aggiungere 20g di acqua tiepida e mescolare fino a fare una cremina, aggiungere 30g di farina, mescolare e richiudere.   Giorno 3 aggiungere 40g di acqua tiepida e 60g di farina seguendo il procedimento del giorno precedente.   Giorno 4 aggiungere 80g di acqua tiepida e 120g di farina, mettere il composto in un barattolo di vetro coprirlo con la pellicola lasciando una piccola apertura, lasciarlo a temperatura ambiente per 4 ore, se in questo lasso di tempo avrà raddoppiato di volume sarà pronto per essere utilizzato o riposto in frigo, ben chiuso, si conserva in frigo per 7giorni, dopodiché dovrete rinfrescarlo; e cioè con lo stesso procedimento del giorno 2 prendere solo 200g di lievito (quello che avanza potete utilizzarlo come volete) e aggiungere 20g di acqua e 120g di farina. Rimettere nel barattolo, aspettare fuori dal frigo 4h il raddoppio e solo dopo metterlo in frigo.

29/03/2020 15:11:09 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Economia L'analisi del Prof. Bollino: la decisione dei paesi del Nord Europa equivale ad un atto di guerra nei confronti dell'Italia

Analisi, attenta e precisa, dell'attuale momento economico. E' quella che ci ha concesso il Prof. Carlo Andrea Bollino, professore ordinario del Dipartimento di Economia dell'Università di Perugia e professore di economia dell'Energia all'Università LUISS Guido Carli di Roma.     Di fronte all'emergenza assolutamente eccezionale che ha colpito e sta colpendo tutti i Paesi del mondo nello stesso modo e cioè: stress del sistema sanitario, restrizioni da parte dei Governi per limitare la mobilità personale, riduzione delle attività produttive, possiamo tranquillamente affermare dal punto di vista - asettico ovviamente della teoria economica - che siamo di fronte a uno shock simmetrico. Cos'è lo shock simmetrico? È un colpo esogeno, non previsto, inaspettato che colpisce tutti i paesi nello stesso modo. Questo differisce dallo shock asimmetrico che si verifica quando i paesi sono colpiti in maniera diversa. Faccio l'esempio più banale: un aumento del prezzo del petrolio colpisce in maniera negativa un Paese consumatore e in maniera positiva un Paese produttore. Ma una invasione delle locuste colpisce allo stesso modo in maniera negativa tutti i Paesi che hanno una produzione agricola.   Detto questo - come conferma la marcia indietro del primo ministro inglese, che aveva tirato fuori la infelice gaffe della “immunità di gregge” cioè:  “contagiatevi tutti il più in fretta possibile, chi morirà, morirà, e ne usciremo il più presto possibile”, e che si è poi allineato al resto dell'Europa - è innegabile in conclusione che lo shock che ci ha colpito ha natura di shock simmetrico.   Ora, i libri di testo di macroeconomia dicono che il modo più efficace per contrastare uno shock simmetrico è quello di agire in maniera unitaria e coordinata: “Nel caso di shock simmetrici la politica monetaria comune basterebbe a stabilizzare tutte le varie economie”. In questo caso la efficacia della politica monetaria può essere massima, sempre naturalmente soggetta al limite dello zero-lower-bound effect. Cioè la politica monetaria ovviamente non è più efficace quando riduce i tassi di interesse a 0 perché sotto lo 0 non può andare. Ma senza un intervento immediato, lo shock simmetrico rischia di trasformarsi in uno shock asimmetrico: l'arresto della attività economica rischia di produrre per una considerevole parte produttiva di ogni Paese - altro punto da libro di testo - lo scattare della così cosiddetta condizione di chiusura.   Si sa che quando il prezzo di vendita del prodotto cala al di sotto del costo medio variabile di produzione è meglio chiudere: ma la chiusura da libro di testo di microeconomia si trasforma dal punto di vista del codice civile molto presto in fallimento. Una volta che l'attività produttiva è stata abbandonata abbiamo perso l'avviamento, l'investimento, la capacità di fare reddito dei lavoratori associati alle imprese che chiudono, ovvero la tipica recessione che abbiamo già sperimentato nella Grande depressione del 1929 con effetto domino in tutta l'economia.   Peraltro, visto che siamo in un'epoca di outsourcing e globalizzazione con sofisticate catene e filiere produttive che hanno spezzettato la produzione dei componenti che devono viaggiare, per alimentare le operazioni industriali di “just in time”, non c'è neanche più la scusa di dire che chiudendo la fabbrica “fordista e mettendo in cassa integrazione gli operai abbiamo salvato l'azienda. Basta che uno dei settori cruciali nella filiera produttiva sia stato arrestato dai decreti amministrativi di chiusura che tutta la struttura produttiva a valle ne risente per mancanza di forniture e trasporti e quindi le conseguenze della riduzione della produzione saranno sicuramente superiori a quelle contabilizzate dai politici.   Ora la proposta attendista, al ribasso e di compromesso dei Paesi del Nord Europa di attivare soltanto le risorse di tipo MES o condizionali o comunque di finanziare parzialmente e in maniera riottosa - vista la gaffe del presidente della Banca Centrale Europea - gli eventuali debiti pubblici che sfonderanno il patto di stabilità, avrà l'effetto di trasformare lo shock simmetrico in uno shock asimmetrico e strutturale a svantaggio dell'Italia.   Quindi logica vuole che la decisione di non voler agire come dice la teoria economica è una decisione politica sbagliata, se non subdola.   Alla ripresa del post-emergenza, il debito pubblico di un Paese come l'Italia andrà, se aumenta di 10 punti, dal 134 al 144% e allo stesso modo il debito pubblico dei Paesi come la Germania andrà dal 62 al 72%. Quindi lo spread aumenterà e così le condizioni di svantaggio per la nostra economia saranno aumentate perché i soliti noti e cioè le agenzie di rating, i soliti mercati considereranno il rischio del debito italiano superiore a prima, quindi con un aggravio delle condizioni di interesse cioè lo spread per il finanziamento del nostro sistema produttivo. In questo senso, quindi, dilazionare le decisioni e non consentire alla monetizzazione del debito è un atto di guerra da parte dei paesi del nord nei confronti del nostro Paese.   Vedo già l'industria tedesca a sfregarsi le mani di soddisfazione pensando che alla ripresa avranno dato un altro colpo alla economia italiana. Questo atteggiamento è di per sè ottuso e odioso: il moralismo del Nord Europa riguardo al nostro debito è un problema del passato, che in questa fase dovrebbe essere congelato. Ecco perché occorrono quindi misure eccezionali e generose con uno spirito di collaborazione e di cooperazione internazionale. Eppure, in passato i tedeschi nel gennaio 1962, guidati da Konrad Adenauer, aderirono al GAB (deciso dal Gruppo dei Dieci e istituito con decisione del Consiglio Direttivo del FMI), un istituto finanziario eccezionale per aiutare Paesi che da poco erano entrati nel sistema di Bretton Woods, ma che avevano problemi di restrizione dei flussi di capitale e, quindi, appunto di insufficiente finanziamento dell'investimento produttivo o delle esportazioni. Eppure, in passato, a proposito di solidarietà internazionale, nel giugno del 1963, i tedeschi hanno ascoltato, Kennedy dire: ‘Io sono un berlinese”. L'ultima offerta ai tedeschi per assicurare la pace e per salvare l'Unione Europea deve essere forte e chiara. Niente eurobond, niente coronabond e niente MES. Occorre, invece, istituire uno strumento finanziario eccezionale, alla americana, qui e subito. I piani nazionali di sostegno varati dai singoli Governi per far fronte alla emergenza (sostegno di liquidità ai redditi individuali, sostegno alle piccole imprese, alle grandi imprese, compagnie aeree e di trasporto, ospedali e istruzione, alle imprese del terzo settore, ecc) vengono finanziati da emissioni speciali nazionali di titoli riservati alla ECB. I titoli hanno 99 anni di scadenza e lo 0,01 percento di interesse. Sono garantiti dalla firma politica del Consiglio Europeo che - ex art. 15 del Trattato - dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali. Come Kennedy allora, come sarebbe bello sentire oggi il Cancelliere tedesco dire a un ammalato in un ospedale spagnolo o italiano o francese: “Ich bin Europäer”!    

29/03/2020 14:44:55 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide: le opposizioni chiedono la convocazione del consiglio comunale su Covid-19

Riceviamo e pubblichiamo Richiesta da parte delle opposizioni del Consiglio comunale sul Covid19. Sempre più uniti per l’emergenza e per azioni comuni presenti e future. «Nel momento più alto dell’emergenza Coranovirus, le opposizioni fanno quadrato per l’unità di azione, convocando il Consiglio comunale. Si tratta - dice il consigliere Codovini - di assumere unitariamente provvedimenti ora e per domani, bisogna anche ricominciare e dare qualche indicazione di prospettiva». Umbertide cambia, insieme al M5S e il Pd, nella richiesta di convocazione del Consiglio comunale indicano anche alcuni punti all’Ordine del giorno: oltre sull’aggiornata situazione dei dati epidemiologici si insiste sull’attenzione massima alle strutture sanitarie, residenziali e medico ospedaliere per una eventuale azione di isolamento, salvaguardando pazienti, ospiti e personale addetto. In questa prospettiva diventa necessaria l’individuazione anche di una struttura idonea, nel Comune di Umbertide, atta ad ospitare persone in sorveglianza sanitaria, isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, come prevede il Decreto Cura Italia. Per il presente e per il futuro, le opposizioni pongono l’attenzione sull’eventuale sospensione, per la durata dell’emergenza, di tutte le tariffe comunali e anche dell’eventuale congelamento dell’addizionale Irpef, cercando di assicurare i cittadini sui pagamenti. I servizi a domanda individuale, come rette per l’asilo e i trasporti, evidentemente vanno sospesi: è un atto dovuto, dal momento che il servizio non è erogato.         

28/03/2020 11:39:39 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide, PD: “Servono più tamponi, non abbandoniamo chi lavora”

Riceviamo e pubblichiamo   “Vanno fatti più tamponi”, inizia così la nota stampa del Partito Democratico di Umbertide. “Come ha affermato il direttore Oms qualche giorno fa, “servono più tamponi, perché altrimenti non possiamo combattere il Covid-19 se non sappiamo chi è infetto.” Inoltre, quello che viene ribadito è che “è eticamente doveroso, indispensabile e urgentissimo proteggere gli operatori sanitari, facendo in modo che lavorino in sicurezza per sé e per gli altri”. Oggi più che mai vogliamo ribadire questo concetto, unendoci al grido di protesta e al tanto duro quanto giusto atto d’accusa che i lavoratori della sanità lanciano alla Giunta regionale e alla Direzione ospedaliera. C’è ancora una grave carenza di protezioni, nessun controllo preventivo sugli operatori sanitari e lavoratori che non vengono messi in quarantena ma continuano a lavorare. Ci riferiamo soprattutto al nostro ospedale, e diciamo chiaramente che “non servono parole ma fatti”. Occorre fare tamponi a tutto il personale sanitario – ribadisce il pd umbertidese -, a tutti i ricoverati nelle strutture sanitarie e socio sanitarie, a tutte le famiglie di chi è risultato positivo. Concludiamo col dire che “siamo in emergenza sanitaria ormai da giorni e gli umbertidesi stanno facendo la loro parte restando a casa così come tanti altri si trovano a fronteggiare l’emergenza Coronavirus nel proprio posto di lavoro. Che siano operatori sanitari, cassieri dei supermercati, benzinai, farmacisti e operai a tutti loro va il nostro grazie! – scrivono dal PD umbertidese – Il momento richiede il massimo sforzo, la massima coesione anche e soprattutto istituzionale perché la cosa più importante è la salute dei nostri concittadini.”                 RispondiInoltra

27/03/2020 20:49:21 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Montone: Coronavirus, le Associazioni del territorio scendono in campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria

L’emergenza coronavirus non ferma la solidarietà delle associazioni montonesi.  Sono molte, infatti, le realtà del territorio che si sono mobilitate per sostenere chi ogni giorno s’impegna nella comunità per limitare il contagio del virus. Proprio per questo, il Comune di Montone ha pensato di attivare una raccolta fondi per fronteggiare la difficile situazione sanitaria dovuta al Covid-19. I fondi raccolti saranno destinati, sentite le istituzioni sovracomunali e l'Usl competente, nella struttura che avrà più bisogno di aiuto. Nel frattempo il Vespa Club di Montone ha effettuato una importante donazione di mascherine al servizio Associato di Polizia Locale Umbertide – Montone - Lisciano Niccone e Monte S. M. Tiberina, come riconoscenza per il duro lavoro che, in questi giorni particolarmente faticosi, è tenuto a svolgere. La prima donazione, già arrivata, è dell' Associazione Giovani Montone, che ha versato 300 euro alla raccolta fondi comunale e 200 destinati al gruppo di Protezione Civile. Altre importanti donazioni sono state attivate dal mondo dello sport, precisamente da ACD Montone e da A.s.d. Calcio Faldo che hanno donato alla Protezione Civile, rispettivamente, 500 e 200 euro, a sostegno dell’attività svolta nell’emergenza, in particolare di consegna farmaci e generi alimentari di prima necessità per persone impossibilitate e prive di rete familiare, che verranno anche utilizzati per l’acquisto dei relativi D.P.I.. Da segnalare anche il contributo di Federcaccia e del Gruppo Cinofilo, che hanno raccolto 400 euro per l'ospedale di Umbertide per l'acquisto di mascherine per gli operatori sanitari. “Sono gesti di grande valore quelli delle associazioni del territorio – riferisce l’assessore comunale Sara Volpi -. Come amministrazione desideriamo ringraziare tutte le persone che si stanno impegnando, ognuno con i propri mezzi, per vincere questa dura battaglia. La solidarietà, che da sempre caratterizza la nostra comunità, ora più che mai può essere un prezioso aiuto”. Per tutti gli interessati a contribuire alla raccolta fondi di seguito le modalità per farlo: - BONIFICO BANCARIO: Banca d'Appoggio: Poste Italiane IBAN: IT85U0760103200001048537144 CAUSALE: Donazione per Emergenza Coronavirus - VERSAMENTO CON BOLLETTINO POSTALE C/C 001048537144 INTESTATO A : COMUNE DI MONTONE CAUSALE: Donazione per Emergenza Coronavirus  

27/03/2020 17:55:15 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Economia Oltre 670mila euro ai comuni per i “morosi incolpevoli”. Per Umbertide previsiti 20mila euro

Su proposta dell’assessore regionale alle politiche abitative Enrico Melasecche, la Giunta regionale, nella seduta di oggi, mercoledì 25 marzo, ha provveduto ad assegnare ai comuni ad alta tensione abitativa (tra cui anche Umbertide) oltre 670mila euro che potranno essere destinati a favore degli inquilini “morosi incolpevoli”. “Era un provvedimento molto atteso nei dodici comuni umbri che sono alle prese con questi casi così delicati – ha affermato l’assessore Melasecche -. Si tratta di un fondo destinato a coloro che sono locatari di immobili di proprietà privata e che, successivamente alla stipula del contratto di locazione, si sono trovati in una condizione di impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, a causa della perdita o di una consistente riduzione della capacità reddituale dovuta a licenziamento, escluso quello per giustificato motivo soggettivo e per dimissioni volontarie; accordi sindacali o aziendali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;  collocazione in stato di mobilità; cessazione di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da causa di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o invalidità di uno dei componenti il nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche o assistenziali ed infine  decesso o trasferimento per separazione legale del componente il nucleo familiare unico percettore di reddito.  Le risorse assegnate alla Regione Umbria per il 2019 ammontano a complessivi 670.791,29 euro - ha sottolineato l’assessore - che abbiamo ripartito in proporzione rispetto alla popolazione residente, tra i dodici Comuni che hanno problemi di alta tensione abitativa. Adesso ovviamente i Comuni - ha concluso Melasecche -, con le procedure previste dalla Legge, potranno individuare i nuclei familiari ai quali destinare questi contributi e dare così un sostegno importante, soprattutto in un momento  di crisi così difficile come è quello che stiamo vivendo”.

25/03/2020 17:38:34 Scritto da: Eva Giacchè

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