Notizie » SLIDER Riapre il cinema Metropolis

Il cinema Metropolis riprende la sua programmazione. Giovedì 12 dicembre vede in cartellone Checco Zalone (“Sole a catinelle”) e giovedì 19 dicembre Leonardo Pieraccioni “Un fantastico via vai” . Dopo un lunga pausa forzata, dettata da alcune difficoltà sopraggiunte negli ultimi mesi a causa del passaggio dalla vecchia pellicola al digitale che hanno reso impossibile lo svolgimento della consueta arena estiva, fino a mettere in discussione la ripresa delle proiezioni all'interno della Fabbrica Moderna, la sala cinematografica di Umbertide gestita dall'associazione Effeto Cinema tornerà ad animare la città. La programmazione proseguirà poi con i nuovi film in cantiere; per il foyer anche un nuovo allestimento in collaborazione con il Museo del Giocattolo di Perugia che verrà inaugurato sabato 14 alle ore 17, la mostra "L'ho sentito alla radio" con le vecchie radio dagli anni '20 agli anni '50, bellissimi e rari apparecchi radio di forma ricercata e poco conosciuti. Da gennaio si ripartirà con due rassegne settimanali dedicate cartoni animati (i pomeriggi di sabato e domenica) e ai film d'autore (il mercoledì). Riconfermati anche due eventi molto speciali, che fondono l'esperienza del cinema con musica e letteratura: a fine gennaio si esibirà il duo reggiano CRIMEA X - DJ Rocca e Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò - che reinterpreta le musiche di alcuni capolavori di John Carpenter scelti ed editati dal regista Mateo Zoni: "Distretto 13, Le brigate della morte"; "1997 fuga da New York"; "Christine, la macchina infernale"; "The Fog" ed altri. L'8 febbraio sarà la volta di WU MING CONTINGENT, canzoni declamate dalla band formata da Wu Ming 2 e Wu Ming 5 (chitarrista, anche nei Nabat), me

12/12/2013 07:03:23

Notizie » SLIDER Peppe Cecchetti non è più con noi

Un uomo di mondo, ma profondamente legato alla sua città. Un osservatore della realtà che ha contribuito a farcela conoscere. Un riferimento per Umbertide: questo era Peppe Cecchetti; allo stesso tempo un promotore di cultura e un archivio della memoria. Beppe Cecchetti era nato ad Umbertide nel 1927; dal 1958 al 1975 ha vissuto a Parigi e lavorato nelle aziende dell'editore Cino del Duca, imprenditore marchigiano, dove ha scoperto, quasi per caso, la fotografia come sua vocazione professionale. Dopo un breve periodo trascorso come attore e fotografo di fotoromanzi, è diventato giornalista fotoreporter professionista, curando numerosi periodici di Del Duca e diventando uno dei fotografi più apprezzati di Parigi. Le sue foto sono apparse su Télé France, Télé Dernière, Tèlé Poche, "Modès de Paris", "Ciné Rivelation", "Paris Jour" e sulle più diffuse testate francesi, fra cui "Le Figaro", " Le Parisien Liberé", "Magazine Littéraire". Numerose sue foto sono state pubblicate anche su giornali e periodici italiani, quali "Historia", "Urbanistica", "Gente", "Gioia". Ha collaborato gratuitamente a "L'Eco d'Italia", giornale degli italiani all'estero. Nel 1975 Beppe Cecchetti era rientrato nella sua città natale dove aveva aperto un atelier fotografico con galleria d'arte, continuando ad esercitare la professione di fotografo. Sempre appassionato dell'obiettivo, ha ritratto la sua terra con molteplici e suggestive immagini, con le quali ha arricchito varie pubblicazioni, tra cui edizioni di pregio del Comune di Umbertide. Ha collaborato attivamente alla redazione di “Umbertide Cronache” e alla redazione del Calendario di Umbertide  per le cui edizioni ha spesso realizzato foto di grande valore artistico. Stava ultimando un lavoro sul 68 francese, che aveva vissuto da reporter nella sua Parigi e che aveva immortalato i foto diventate storiche.  

11/12/2013 19:50:59

Notizie » SLIDER Una Tantum: orchestra nazionale

Un’orchestra non di paese. Un’orchestra ormai nazionale. Questa è Una Tantum, gruppo del nostra città e del nostro territorio. L’avventura inizia nell’anno 2000 quando dalla fusioni di due orchestre, "I Champagne" e i "Tandem", nasce l’orchestra Una Tantum. Di quella fusione resta solo il leader del gruppo, Fausto Gillosi, che ha attraversato, con grande spirito di sacrificio, i numerosi cambiamenti avvenuti nel corso degli anni. L’attuale formazione è in pianta stabile da alcuni anni e questo ha fatto sì che l'orchestra goda di buona stima da parte di comitati, organizzatori di eventi e impresari. È composta da Fausto Gillosi, Gianluca Renzini, Daniele Boncompagni , Angelo  Materazzi, Francesco Cozzari , Matteo Fiorucci, Gabriele Renzini, Paola Spaccino, Lucia Moriconi. Autista Galeano Pierini…. L’ottima struttura live gli ha permesso, nel corso degli anni, di lavorare al fianco di artisti  di fama nazionale come Carmine Faraco (zelig) Sergio Sgrilli (zelig), Dado (zelig, I migliori anni ecc..) e l’attore/comico Marco Marzocca (distretto di polizia, Zelig). Negli ultimi tempi l’orchestra Una Tantum ha rappresentato il nostro territorio nel panorama nazionale, con le sue esibizione nelle varie Regioni Centrali (Marche,Tosc ana, Lazio,Abruzzo,Molise ed Emilia Romagna). Poi nelle varie trasmissioni televisive come Canale Italia, come orchestra  base alla trasmissione Cantando Ballando in onda sul canale 83 del digitale terrestre e su Sky. Da ricordare infine l’ultimo successo, "L’Infermiera", un moderato che nel giro di poco tempo è diventato una hit per i ballerini delle balere.

11/12/2013 19:42:07

Notizie » Società Civile Cure palliative: assistenza domiciliare nel territorio

Una prima risposta, solo sui dati, è arrivata sulla questione cure palliative. Ma rimane ancora tutto da capire perché un centro di hospice non si realizzi, vista le buone pratiche già messe in campo. La realtà sanitaria italiana evidenzia, come in zone territoriali adeguatamente dotate di strutture sanitarie domiciliari, la percentuale di decessi a domicilio tra i pazienti si è ormai saldamente stabilizzata nell'ordine dell'85%, mentre in territori ove non sono presenti Unità di Cure Palliative e Assistenza Domiciliare, la percentuale di pazienti oncologici che decedono a domicilio è pari al 44%. Umbertide e l'Alta Valle del Tevere vantano una spiccata cultura nelle Cure Palliative, l'insieme degli interventi terapeutici e assistenziali rivolti ai malati terminali e alle loro famiglie. Lo dimostrano i numeri dell'attività svolta dal Servizio di Assistenza domiciliare del Centro Salute di Umbertide, in collaborazione convenzionata con i professionisti messi a disposizione dal Comitato locale AUCC, infermieri, psico-oncologi, addetti al trasporto dei pazienti oncologici presso i centri di diagnosi e terapia, che offrono assistenza domiciliare gratuita 24 ore su 24 7 giorni su 7, festivi compresi. 365 giorni l’anno un punto di riferimento fondamentale per i malati di cancro e le loro famiglie nei quattro comuni ricadenti nell’area del Centro Salute. Un’integrazione totale tra pubblico e privato che consente di assistere i pazienti con patologia oncologica in sinergia con i medici di famiglia e con i sanitari del Centro Salute. Dal 1° gennaio al 15 novembre 2013 sono stati 47 i pazienti terminali presi in carico dall'equipe dell'assistenza domiciliare, composta da infermieri, medico palliativista del Servizio di Assistenza domiciliare del Centro Salute, dal personale Aucc e medico di medicina generale. Si tratta della quasi totalità dei malati terminali, stimati, sulla popolazione coperta dal servizio, intorno alle 50-60 unità all'anno. 41 sono i pazienti deceduti, di cui 37 al proprio domicilio, pari al 90,25%, indicatore di un'eccellente assistenza al malato e di un'ottima assistenza/supporto ai familiari durante tutta la fase della terminalità. Per giungere a questi significativi risultati, l'impegno nell'individuazione e nella gestione dei bisogni del malato terminale è stato, nel corso degli anni, continuo e non privo di difficoltà. Il progetto di offrire assistenza domiciliare alle persone malate di cancro in fase avanzata è nato, grazie all’apporto sinergico tra volontariato e sistema sanitario, da un'attenta analisi dei problemi legati alla malattia oncologica terminale e al suo impatto umano, oltre che medico. La ricerca della qualità dell'intervento ha assunto sempre maggiore importanza divenendo prioritaria rispetto al criterio quantitativo: si è compreso il limite implicito nel perseguire a qualunque costo, fisico, psichico e morale, la sopravvivenza del paziente. Prendersi cura della persona, prima ancora che del malato, e dei suoi sintomi; privilegiare la qualità della sua vita nei giorni della sofferenza è diventato, nella professione degli operatori sanitari a domicilio, un dovere e un obiettivo per ottimizzare il proprio lavoro. Per raggiungere questo obiettivo l'equipe procede ad una presa in carico globale del malato fin dall’inizio del percorso di malattia, mediante un approccio multidisciplinare realizzato attraverso la collaborazione fra operatori sanitari, paziente e familiari. In questa prospettiva, l’equipe di Assistenza Domiciliare dall’inizio dell’anno ad oggi, ha gestito oltre 140 pazienti. Tutto ciò è stato possibile ed è possibile grazie all’importante contributo economico che ha fornito e fornisce l’Aucc Comitato di Umbertide con quattro infermieri e i mezzi messi a loro disposizione.  

06/12/2013 15:10:18

Notizie » Economia Carlo Andrea Bollino: il Prof. della Green Economy

Il Professor Bollino vive ad Umbertide ed è docente di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Perugia.   Lei è uno dei massimi studiosi dei sistemi energetici e dello sviluppo economico sostenibile. Sintetizzando: dove e come è possibile indirizzare investimento e risparmio per lo sviluppo sostenibile? «“Sviluppo sostenibile” significa avere un sistema energetico riproducibile nel tempo senza compromettere l’ambiente. Per fare ciò abbiamo tre opzioni: risparmio energetico - consumare grazie a nuovi macchinari meno energia per i nostri fabbisogni - promozione delle fonti rinnovabili - consumare l’energia che viene prodotta in sistemi che non contribuiscono all’effetto serra - sviluppo e innovazione tecnologica - trovare nuove soluzioni energetiche. Ciò premesso, in questo momento il problema dello sviluppo sostenibile, contrariamente a quanto sostenuto da molti, non è solo di prezzo, ma di disponibilità. Ad oggi il 5% dell’energia che utilizziamo proviene da nuove fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico e biomasse), il 15% è dato dall’idroelettrico e il restante 80% dalle fonti fossili tradizionali. Per avere uno sviluppo sostenibile tutte le fonti rinnovabili dovrebbero contribuire al 100%. Per fare ciò abbiamo bisogno di supporti che siano innanzitutto disponibili nell’arco delle 24 ore, e per il momento tecnologicamente il vento a volte c’è a volte no e il sole, come noto, c’è di giorno ma non di notte. Quindi, queste fonti rinnovabili non possono contribuire a soddisfare completamente il fabbisogno del nostro sistema industriale». Dal globale al locale. L’Umbria ha molto investito sulla green economy, basta leggere il Documento Annuale di Programmazione. Quali sono i punti forti e critici sulla green economy umbra? «Uno dei nostri punti di forza, essendo l’Umbria al primo posto in Italia in percentuale in questo settore, è la cogenerazione. Abbiamo impianti di cogenerazione che sono modi intelligenti per sfruttare l’energia producendo sia elettricità che calore – che può essere utilizzato a sua volta per altri usi umani - contribuendo a migliorare il coefficiente d utilizzo di energia, per esempio per il riscaldamento. Abbiamo poi sviluppato il fotovoltaico secondo il trend nazionale. C’è molta attenzione nella politica energetica della regione, ma ci sono ancora punti controversi, ad esempio nell’utilizzo delle biomasse. La dimensione del territorio è limitata, e se si dedicano delle colture alle biomasse si sottrae terreno per utilizzi agricoli. Questo è il punto irrisolto in tutta Italia e quindi critico anche in Umbria». Anche nel nostro territorio, ultimamente, si sono verificate polemiche per la costruzione di impianti per biomasse. I casi di Ospedalicchio, di Piandassino e di Bonsciano di Trestina hanno sollevato dubbi sulla loro utilità. Lei pensa che per Umbertide e il suo territorio gli impianti a biomasse possano portare un valore aggiunto? È d’accordo sulla loro costruzione? «Non posso rispondere direttamente perché l’informazione dal punto di vista tecnologico e ambientale non è completa. Posso dire che il percorso giusto da fare, come per tutti gli impianti, è quello di coinvolgere le amministrazioni e la popolazione con la consultazione, perché si genera un impatto sul territorio. Impatto non necessariamente in senso negativo, ma che va valutato caso per caso. È chiaro che un impianto a biomasse può essere perfettamente compatibile con un territorio – ad esempio in una zona industriale importante contribuisce al disinquinamento - ma se situato in una zona turistica produce un’ impatto che potrebbe compromettere la vocazione turistica. Pertanto occorre valutare attentamente le problematiche di impatto prima di prendere una decisione. La cosa migliore è che ci sia un’analisi congiunta fra le amministrazioni e i cittadini: questa è la via maestra per risolvere qualsiasi problema». Un’ultima considerazione. Le utilities locali, per la loro dimensione e massa critica, hanno ancora la capacità di competere, dal punto di vista economico e dell’efficienza-efficacia del servizio, con le grandi aggregazioni interregionali e nazionali, peraltro quotate in Borsa, che abbiamo alle porte del nostro territorio? «Io sarei piuttosto scettico. Ovviamente si tratta di salvaguardare le specificità dei territori, ma il problema è simile a quello degli ospedali: un cittadino ha il diritto di essere curato sul territorio ma la frammentazione ospedaliera è stata superata con nuove regole di efficienza. La stessa cosa per le utilities locali: essere “colonizzati” dall’esterno perché siamo troppo piccoli sicuramente no, ma insistere sulla frammentazione locale soltanto per mantenere piccoli posti produce privilegi più per chi siede nelle poltrone che per i cittadini. E lo dico da presidente di una società del comune di Perugia, Sienergia, per la quale ho per tutto il mandato triennale rinunciato al compenso di presidente proprio perché a livello locale si possa dare un contributo all’utilizzo di queste forme societarie per il beneficio della collettività e non per farne reddito. Questa è la mia esperienza messa al servizio del territorio».

04/12/2013 17:45:47

Notizie » SLIDER To Lose La Trak: riconoscimento nazionale

L'etichetta discografica indipendente "To Lose La Track" di Umbertide, si aggiudica il premio Mei - Pimi - Premio italiano per la Musica indipendente - come migliore etichetta indipendente. A ritirare il premio per “To Lose La Track” c'era il fondatore dell'etichetta Luca Benni. Sabato 23 novembre, presso il Teatro Bolognini di Pistoia, sono stati consegnati i premi del Mei, nell'ambito della nuova edizione di PoPistoia, presentati da Cristina Zoppa di Web Radio Rai e Federico Guglielmi, presidente della giuria del Pimi. Il comunicato del Mei, relativamente alla motivazione, recita: "To Lose La Track, faro della scena post-hardcore che da sempre presta grande attenzione al vinile", citando appunto la provenienza umbra e quindi Umbertide. Durante la stessa serata sono stati premiati anche i correggesi Gazebo Penguins, una delle band dell'etichetta, per il premio come miglior live 2013 con il disco "Raudo", sempre uscito per “To Lose La Track” a maggio del 2013. Il premio in passato è stato assegnato ad etichette indipendenti del calibro di 42 Records, La Tempesta, Trovarobato, Santeria e Homesleep fra gli altri. Per l’occasione ripubblichiamo un’intervista fatta per il Informazione Locale del mese di settembre a Luca Benni. Ha funzionato l’augurio. «Ho deciso di iniziare a pubblicare dischi quando mi sono stufato di sentire ottimi gruppi con ottime canzoni rimanere confinati nella sala prove». È stata questa la spinta che in Luca Benni, 38enne umbertidese, ha fatto nascere l’idea. L’etichetta To Lose La Track vive da otto anni grazie alla passione e dedizione del suo fondatore che se ne occupa nel tempo libero, permettendo così anche l’esistenza nel nostro territorio di un interessante aspetto del panorama musicale, quello della produzione di dischi. Luca, raccontaci storia e organizzazione della tua casa discografica: «nei primi mesi del 2005 ho deciso di provare con l'autoproduzione di alcune band locali: gli umbertidesi Dummo, i folignati Tiger! Shit! Tiger! Tiger!. L’etichetta in toto è portata avanti da me medesimo che curo ordini e spedizioni, la promozione su Internet, i social network. Mio padre, in pensione, mi aiuta a volte nella confezione dei packaging, mia sorella per le spedizioni in posta. To Lose La Track è quindi un’etichetta artigiana che si occupa di stampare musica su formati che vanno dal vinile, al cd, alla cassetta, e curare la distribuzione di questi prodotti musicali per farli arrivare nei (pochi) negozi di dischi rimasti, nei cataloghi musicali, nei siti internet specializzati e anche nei canali della musica digitale quali iTunes, Spotify e altri. A settembre arriveremo a quota 57 produzioni in vari formati, tutti dalla grafica e dal packaging curatissimi che sono anche veri e propri prodotti di design». E a cosa si deve questo curioso nome? «Oltre al gioco di parole con il cognome del pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec, il nome dell'etichetta contiene in sé il riferimento alla musica (track) e quello ai loser, ‘perdenti’, in perfetta rispondenza con un certo immaginario punk adolescenziale». Quindi quali generi di musica e quali gruppi scegli di produrre?«Dal rock- strumentale o cantato in italiano e in inglese, punk, hardcore e così via- alla musica elettronica- dalla musica 8 bit, realizzata con vecchie console e giocattoli ai SURVIVE, una band del Texas, che suona con 4 vecchi sintetizzatori impolverati, per fare un esempio-. Fra i gruppi più conosciuti: Gazebo Penguins (Correggio), Fast Animals And Slow Kids (Perugia), Minnie's(Milano), Fuzz Orchestra (Milano), Altro (Pesaro), Girless And The Orphan (Rimini),Crash Of Rhinos (Manchester,UK)».Concentrandoci sul  nostro territorio, come pensi sia la realtà musicale umbertidese? Credi che l’etichetta aiuti a tenerla viva assieme alle altre attività collegate, tipo l’Italian Party? «Nel nostro territorio, oggi come in passato, c'è molta omologazione perché spesso manca nei ragazzi la curiosità di mettere il naso fuori dagli schemi, di andare oltre quello che propinano le radio e i canali musicali tradizionali. Io e gli altri ragazzi con cui organizziamo eventi contribuiamo sicuramente a tenere Umbertide su una mappa italiana fatta di concerti musicali ed eventi culturali importanti. Da 10 anni a questa parte abbiamo contribuito a portare in loco musicisti di respiro internazionale. Quest'anno alla tredicesima edizione dell'Italian Party, l'annuale festival dell'etichetta, al parco Ranieri c'era come sempre gente venuta da tutta Italia e un po' di ragazzi da fuori confine. Ma si sa, noi umbertidesi siamo un po' lenti a recepire quello che di buono abbiamo in casa». Sei un’occasione per avere una testimonianza su difficoltà e soddisfazioni di una casa discografica nell’era della musica scaricata da internet: «investire dei soldi nella musica oggi è molto complicato, visto che la vendita dei supporti fisici è crollata. Noi ci rivolgiamo però agli appassionati di musica, non agli ascoltatori casuali. Persone che capiscono l'importanza di supportare una band e un’etichetta anche acquistando il prodotto musicale. Anche perché l'obiettivo è sempre quello di pareggiare le spese affrontate per la stampa di un disco in modo da poter reinvestire su altra buona musica. Oltretutto molti dei nostri dischi sono ascoltabili e scaricabili gratuitamente in MP3 dal sito www.toloselatrack.org». Prossimi progetti? «A fine settembre arriveranno in Italia per 5 date gli inglesi Crash of Rhinos con i quali abbiamo lavorato per la realizzazione del secondo album Knots: sono una band che merita davvero. Poi a ottobre uscirà il nuovo album dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! con i quali contiamo di tornare in tour negli USA a primavera del 2014!».   Cristina Caponeri  

01/12/2013 21:21:05

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