Notizie » Economia No a Gesenu sì a Sogepu a Umbertide: sentenza definitiva

Una mezza rivoluzione. Comunque si rovescia una situazione e si riparte con la gestione rifiuti. Si tratta della sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha stabilito l’inefficacia dell’atto di affidamento a Gesenu del servizio di igiene urbana e ha disposto l’aggiudicazione del servizio alla società Sogepu di Città di Castello.   Termina una dura battaglia legale che, prima ancora di essere tale, è politica e amministrativa e riguarda la politica unitaria dell’Alto Tevere. Infatti, solo Umbertide nel territorio aveva come gestore dell’igiene urbana la perugina Gesenu e non la tifernate Sogepu.  La storia iniziò con il bando pubblicato in data 2 ottobre 2010 da parte del Comune di Umbertide, per l’affidamento della gestione dei servizi di igiene urbana nell’area comunale, con sistema di aggiudicazione incentrato sull’offerta economicamente più vantaggiosa (di cui 40 punti per il prezzo, e 60 per l’offerta tecnica). La Sogepu risultò provvisoria aggiudicataria; in pendenza della fase di controllo il Comune di Umbertide le inviava una richiesta di informazioni, chiedendole di precisare l’esistenza in suo favore di affidamenti diretti. Tecnicamente, infatti, ciò rendeva preclusiva la sua partecipazione per avere affidamenti diretti in altri ambiti territoriali. Da qui la controversia sulla violazione, come sosteneva Sogepu contro il Comune di Umbertide e la controinteressata Gesenu, dell’art. 23 bis, comma 9, ultimo periodo, del d.l. n. 112 del 2008 (modificato dal “decreto Brunetta”), nella considerazione che Sogepu era stata esclusa ritenendosi preclusivo della sua partecipazione l’affidamento diretto in altri ambiti territoriali. La controversia, di difficilissima e complicatissima interpretazione giuridica, ebbe un punto a favore del Comune di Umbertide con la sentenza del Tar Umbria del 31.05.2011. Da qui l’appello di Sogepu al Consiglio di Stato che ha definitivamente annullato la gara e sostituito il gestore. Tocca ora a Sogepu. Questa la storia giudiziaria; dietro i perché politici e amministrativi. Il Comune di Città di Castello con il sindaco Bacchetta e l’assessore all’ambiente Luca Secondi cantano vittoria pensando alla gestione unitaria dell’Alta Umbria: “Esprimiamo grande soddisfazione - dicono entrambi - per un pronunciamento che testimonia in modo autorevole e inequivocabile come la nostra società partecipata Sogepu abbia tutte le credenziali per essere protagonista sul mercato degli appalti pubblici e possa affrontare con legittime ambizioni le importanti sfide del futuro legate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Alta Umbria” Bacchetta e Secondi precisano con puntualità e retropensiero:  “Crediamo che questa sia la migliore risposta a quanti per avere visibilità politica hanno strumentalizzato le vicende di Sogepu, una società con il bilancio in attivo, che gestisce servizi efficienti e ha ottime prospettive di crescita”. Per il presidente di Sogepu Cristian Goracci la sentenza “riconosce la legittima aspettativa dell’azienda di ricevere l’affidamento del servizio”. “Ci attiveremo, quindi – conclude Goracci - per rispettare quanto stabilito dal Consiglio di Stato”. Delle prospettive di Sogepu si parlerà in una conferenza stampa che il sindaco Bacchetta ha convocato per mercoledì 22 gennaio, alle ore 12, nella residenza municipale di Città di Castello. Per Umbertide si apre un nuovo capitolo sull’igiene ambientale, proprio nel momento delle contestazioni sulla sua gestione e sui suoi costi. Ma diventa anche un tema caldissimo, se non il tema, della prossima campagna elettorale amministrativa.  

19/01/2014 20:14:01

Notizie » SLIDER Comune di Umbertide: replica sul caso Sogepu

L’Amministrazione comunale di Umbertide intende informare i propri cittadini e l’opinione pubblica sulla notizia apparsa nei quotidiani di domenica riguardante la recente sentenza ( n. 191 del 17/01/2014) con la quale il Consiglio di Stato ha annullato l’aggiudicazione della gara indetta dal Comune di Umbertide per l’ appalto del servizio di igiene urbana alla GESENU S.p.A. per il periodo 2011-2015, accogliendo l’appello presentato dall’ ATI SOGEPU S.p.A e Ages S.p.A con sede in Castellamare del Golfo (TP), esclusa dalla gara con provvedimento dirigenziale perché ritenuta priva dei requisiti per partecipare. L’appalto venne affidato alla GESENU S.p.A., soltanto dopo la sentenza del TAR dell’Umbria che ha riconosciuto la legittima esclusione dalla gara dell’ATI. L’esclusione dalla gara venne decisa sulla base di una normativa di difficilissima comprensione ed interpretazione tant’è che nel primo grado di giudizio il TAR dell’Umbria respinse in toto il ricorso presentato dall’ATI SOGEPU e Ages S.p.A con sede in Castellamare del Golfo (TP) confermando le ragioni del Comune di Umbertide. Il Consiglio di Stato, invece, ha dato un’interpretazione diametralmente opposta riconoscendo tuttavia che “….il testo normativo dell’art. 23-bis, d.l. 112/2008, infatti, è stato oggetto a più riprese di molteplici interventi normativi, che non hanno contribuito a far sedimentare una chiara comprensione dello stesso in capo agli operatori del diritto……. La stessa giurisprudenza amministrativa, come testimoniato, peraltro, dallo stesso contrasto tra la presente pronuncia e quella appellata, solo a fatica e per successive approssimazioni, è venuta a capo di una trama normativa, che si distingue per la sua oscurità”. In conclusione il Consiglio di Stato, proprio per tali ragioni, non ha riconosciuto il diritto dell’ATI appellante al risarcimento del danno ed ha accolto l’appello soltanto parzialmente, tra l’altro, ravvisando “ nella particolare complessità delle questioni trattate, eccezionali ragioni per compensare le spese del doppio grado di giudizio “. L’Amministrazione comunale di Umbertide, riconfermando la piena fiducia sulla competenza serietà e correttezza della sua struttura tecnico-amministrativa, valuterà se ricorrere nel merito alla Corte Europea ma, nel contempo, intende rispettare appieno la sentenza. Di certo l'Amministrazione si adopererà per la tutela dei lavoratori e perchè la qualità del servizio non venga meno visto che, preme ricordare, il Comune di Umbertide è il primo comune umbro per la percentuale di raccolta differenziata.

19/01/2014 20:10:15

Notizie » Politica Umbertide Aperta: un'unica azienda pubblica per i rifiuti

Riceviamo da parte di "Umbertide Aperta" e pubblichiamo "Riportare l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti in un ambito di gestione pubblica ed in una dimensione territoriale ottimale che garantisca efficienza ed economicità. Umbertide Aperta pensa ad una unica azienda territoriale, partecipata dalle Amministrazioni Comunali, competitiva, in grado di gestire efficacemente il sistema rifiuti. La proposta, inserita nel programma del movimento, presentato nel giugno del 2013, assume significato ed importanza ancora maggiore dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha restituito l’appalto del servizio di igiene urbana e raccolta differenziata nel Comune di Umbertide alla Sogepu. “La decisione del Consiglio di Stato – affermano nel merito i coordinatori di Umbertide Aperta Roberto Tullini e Alessio Tardocchi – ha un grado di esplosività tale da far crollare il regime amministrativo che caratterizza la nostra realtà. E’ infatti paradossale che un Comune, all’epoca socio nella azienda che si è aggiudicata l’appalto (Sogepu), contesti l’esito della gara in luogo del concorrente diretto (Gesenu), spendendo molto di più”. “L’applicazione della Tares, non obbligatoria,  - aggiungono - è stata dunque un errore dal punto di vista delle scelte strategiche nella gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti prima ancora che giuridico e tecnico. Sarebbe stato infatti doveroso, da parte dell’Amministrazione comunale, prima di sostituire la tassa con la tariffa, visto che c’era tempo, ottimizzare l’organizzazione, prevedere un criterio premiante, ridurre, anziché aumentare, il costo del contratto di gestione. Sono state invece favorite soluzioni che hanno appesantito il sistema ed aumentato i costi, salvo poi scaricare l’onere sui bollettini di pagamento”. “Scelte giuridicamente sbagliate e politicamente colpevoli - sottolineano i coordinatori di Umbertide Aperta - si traducono di fatto in costi economicamente pesanti per i cittadini. Non bastano dunque interventi di restailing. E’ tempo di ripensare le politiche territoriali in materia di rifiuti costruendo una soluzione omogenea che coinvolga almeno tutti i comuni dell’Alto Tevere, uscendo da logiche municipalistiche e clientelari per favorire soluzioni che garantiscono efficienza e trasparenza, pensando appunto ad una società pubblica partecipata dai comuni interessati”.

19/01/2014 19:56:44

Notizie » Società Civile Wireless per le scuole. 8000 euro per il Campus Da Vinci di Umbertide

Il Ministero dell'Istruzione ha pubblicato la graduatoria delle scuole che hanno ottenuto finanziamenti per il progetto "Wireless per le scuole", istituito con decreto del MIUR lo scorso ottobre. L'Istituto Superiore di Umbertide è la prima scuola della Regione Umbria che compare nell'elenco nazionale di ben 957 scuole finanziate (ambito B) ed ha ottenuto la significativa cifra di 8.000 euro, disponibile subito, per potenziare la rete wireless già esistente nell'Istituto e sviluppare l'utilizzo della didattica digitale. I progetti approvati dal MIUR, in totale (ambito A, B, C), sono 1.554 su 2.074 presentati e quelli finanziati con i fondi disponibili da subito (annualità 2013) sono i primi 620 della graduatoria mentre gli altri 934 saranno finanziati con i fondi del 2014. Un altro importante riconoscimento per il Campus " Leonardo da Vinci"  di Umbertide, che in quanto a capacità di reperire fondi non sembra secondo a nessuno. "Da tempo abbiamo avviato la trasformazione del nostro Istituto in una realtà tecnologicamente avanzata, dotata di strumenti didattici all’avanguardia che tengano conto della nuove modalità di comunicazione e di apprendimento dei giovani. – ha affermato la prof.ssa Burzigotti -  E' necessario, per non restare indietro rispetto all’Europa, investire su efficienti connessioni a banda larga che consentano ai nostri studenti di studiare in contesti ad alta intensità ITC".  Gli 8.000 euro serviranno, quindi, per ampliare le infrastrutture di rete dell'Istituto superiore umbertidese con l'obiettivo principale di incrementare l'uso di contenuti digitali in aula da parte degli insegnanti e degli studenti, migliorare la fruizione degli stessi e sviluppare, da parte dei docenti, strategie didattiche innovative ed efficaci per l'apprendimento. Il progetto prevede anche di favorire l'accesso di  studenti e docenti  a  risorse digitali in classe, nei laboratori, in biblioteca e anche nei luoghi  informali dell'apprendimento a scuola (spazi verdi esterni, piazzale, terrazzi…) oltre che sviluppare la progettualità di tutti gli attori della scuola (dirigente scolastico, docenti , personale ATA, studenti, genitori) anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati (Comune, associazioni, etc…) L'impianto strutturale del progetto presentato dal Campus "L. da Vinci" è stato premiato dal Ministero dell'Istruzione anche perché ha scelto una soluzione di connettività wireless professionale che offre tutte le garanzie richieste per l’uso educational, sia di performance (la rete è in grado di sostenere centinaia di utenti contemporanei distribuendo automaticamente il carico tra i vari access point), sia di affidabilità  (il sistema è in grado di reagire al guasto di un access point modificando la configurazione della rete per garantire comunque la copertura del segnale wireless), sia di sicurezza (il sistema permette di gestire regole di accesso avanzate in base alla tipologia di utente che chiede l’accesso al servizio, docenti e allievi avranno restrizioni di accesso differenti), sia di protezione contro gli accessi abusivi (i sistemi di monitoraggio continuo rilevano in tempo reale eventuali tentativi di accesso fraudolento bloccandoli sul nascere).

19/01/2014 19:50:55

Notizie » Economia Imprese commerciali a Umbertide: misure concrete

Comunicato stampa del Comune di Umbertide Si è svolta lunedì 20 gennaio la tavola rotonda “Imprese commerciali: misure concrete per la riqualificazione e lo sviluppo del settore” voluta dall'Amministrazione Comunale di Umbertide per riunire attorno allo stesso tavolo Istituzioni, associazioni di categoria e Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e riflettere insieme sulle possibili misure da mettere in atto per il rilancio di un settore cruciale per l'economia umbertidese ma che soffre gli effetti nefasti di una crisi senza precedenti. All'iniziativa, che è stata anche accreditata dall'Ordine dei Commercialisti, hanno partecipato il sindaco Marco Locchi, l'assessore comunale al Commercio Marcia Chiara Ferrazzano, l'assessore regionale al Commercio, all'Urbanistica e ai Centri Storici Fabio Paparelli, Alessandra Stoppini, delegata alla finanza agevolata dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Perugia, Federico Fiorucci, coordinatore regionale Confcommercio Umbria, Amedeo Fiorucci, responsabile fiscale Confesercenti Umbria ed Enrico Ceccarelli, presidente CNA Umbertide. “Quello di oggi vuole essere soltanto il primo di una serie di incontri periodici per elaborare insieme idee, proposte e suggerimenti per lo sviluppo e il rilancio del commercio ad Umbertide – ha affermato il sindaco Locchi – al fine di trovare soluzioni concrete alla crisi, perché chi sta in prima linea come gli amministratori locali avverte distintamente una crescente situazione di difficoltà”. “Ci aspetta una sfida difficile che dobbiamo vincere tutti insieme”, ha aggiunto l'assessore Ferrazzano che nel suo intervento ha sottolineato le difficoltà in cui versa il settore, che ad Umbertide conta circa 500 esercizi, tra crollo dei consumi e forte turn over, accentuato anche dalla liberalizzazione che ha spinto molti ad improvvisarsi commercianti, dando vita ad attività che hanno aperto e chiuso nel giro di un anno. Inoltre l'assessore Ferrazzano ha sottolineato la costante collaborazione tra Amministrazione e commercianti e illustrato le misure di sostegno messe in campo dal Comune attraverso due bandi relativi all'assunzione e stabilizzazione di personale e alla nascita di nuove imprese e sviluppo di imprese esistenti.   Quindi è stata la volta della dott.ssa Stoppini che ha parlato del contributo del dottore commercialista nell'utilizzo dei fondi europei, sottolineando come l’Italia contribuisca al bilancio generale dell’Unione Europea per il 14% ottenendo però solo un 8% in termini di fondi che, per giunta, non riesce a spendere tanto che al 31 dicembre 2013 è stato certificato alla Commissione solo il 52,7%; a questo proposito è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione Umbria, Guardia di Finanza e Dottori Commercialisti ed esperti contabili degli ordini di Perugia e Terni al fine di favorire l’informazione, l’orientamento, la conoscenza e l’assistenza per facilitare l’accesso e il più efficace impiego dei fondi pubblici. La parola è quindi passata alle associazioni di categoria con Federico Fiorucci di Confcommercio che ha parlato delle smart city, ovvero le città intelligenti, che poggiano su tre fattori principali: la necessità per le imprese di aggregarsi e fare rete, l'esigenza di innovare che per il commercio significa puntare su information tecnology e marketing, l'importanza del Quadro Strategico di Valorizzazione che costituisce una nuova visione delle nostre città. La tavola rotonda è poi proseguita con l'intervento di Amedeo Fiorucci di Confesercenti che ha parlato dell'eccessiva tassazione che grava sulle imprese commerciali rimarcando la necessità di ricreare il circolo della moneta per fare in modo che la gente torni a fare acquisti. Al suo intervento si è aggiunto quello di Enrico Ceccarelli di Cna che ha fatto il punto sulla difficoltà di accesso al credito, lanciando la proposta di costituire un unico confidi regionale intersettoriale.   A concludere la tavola rotonda l'assessore regionale Fabio Paparelli che ha illustrato il bando regionale in scadenza il 31 gennaio per la riqualificazione delle imprese commerciali dell'Umbria previste nei Quadri Strategici di Valorizzazione e localizzate nei centri storici, per il quale sono stati stanziati 1,1 milioni di euro che la Regione intende incrementare nel corso dell'anno; il bando prevede un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 60% dell'investimento ammesso, semplificazione e sburocratizzazione delle procedure e tempi celeri (entro 6 mesi) per l'erogazione delle agevolazioni. A questo proposito è stato sottoscritto anche un accordo tra Regione, Gepafin e alcune banche del territorio per facilitare l'accesso alle agevolazioni finanziarie da parte delle imprese. Inoltre l'assessore Paparelli ha annunciato che è in fase di realizzazione un secondo bando volto a riqualificare i pubblici esercizi e le attività di ristorazione che investono in innovazione e nella valorizzazione dei prodotti del territorio; sono poi in programma misure di sostegno dei negozi “storici” mentre partirà dai capoluoghi di provincia la sperimentazione dei cosiddetti centri commerciali naturali. Infine è in fase di emanazione il nuovo Testo unico del commercio, finalizzato ad una forte sburocratizzazione, ed è prevista anche una normativa regionale specifica per le sagre.

18/01/2014 16:09:49

Notizie » Editoriale Fatti non parole sulla mini Imu e sul bilancio

Il sondaggio da noi effettuato sulla responsabilità del pagamento della Tares ha dato un verdetto chiaro: i cittadini pensano che il costo elevato della Tares sia da addebitare all’Amministrazione.  Si tratta di un sondaggio, anche molto limitato e senza pretese di oggettività, ma percepisce uno stato d’animo. Tanto la precedente amministrazione quanto quella attuale vengono addebitate di oltre il 50%. Anche il governo, dallo stesso sondaggio, non la passa mica bene: siamo al 41%. Politicamente, però, andando alla sostanza delle cose, questo inchioda il partito di maggioranza nella giunta di Umbertide e nel governo centrale, il Pd, a delle enorme responsabilità. Per cui appare alquanto debole la difesa dell’attuale Amministrazione di Umbertide di scaricare sul governo (vds. articolo e comunicato del Comune sul sito), della quale è compartecipe, le responsabilità sull’Imu e la tassazione comunale. Abbiamo persino il deputato di Umbertide che sostiene il governo Letta-Alfano e lo ha votato. Dunque è bene non farsi male con le parole! Le parole appunto. Non bastano ci vogliono i fatti. L’Amministrazione sostiene che, testualmente, “provvederà a far recuperare la Mini-Imu ai contribuenti al momento del pagamento della IUC 2014, la nuova Imposta Unica Comunale che ingloba tasse e tributi sulla casa (IMU) e produzione di rifiuti (EX TARES).”  Bene, benissimo, ma dato che i cittadini sono come San Tommaso vorrebbero toccare con mano la realtà e non la sola promessa. Allora bisogna far chiarezza. Intanto, per verità la Tasi ingloberà Imu e tassa rifiuti: per le prime case i cittadini pagheranno la Tari (che sostituisce la Tares e segue le stesse regole, tra cui quella della copertura integrale dei costi) e la Tasi. Per tutti gli altri immobili (seconde case, negozi, capannoni, terreni, ecc… ) si pagherà Imu, Tasi e Tari (questi tre tributi insieme formano la Iuc). Per cui la promessa della restituzione della mini Imu al momento della IUC 2014 sarà a giugno. Dov’è - qui San Tommaso - la delibera della Giunta e del Consiglio (magari) che certifica questa eventuale manovra e sposta al 16 giugno 2014 il rimborso della mini Imu? La si può fare: la decisione può essere adottata in base all’art. 1 comma 728 della legge 147 del 27 dicembre 2013 nella quale si stabilisce “che non siano applicate sanzioni ed interessi nel caso di insufficiente pagamento della seconda rata dell’Imu”, qualora la differenza venga versata entro il 16 giugno insieme alla prima rata della nuova imposta comunale. Il rinvio del pagamento non arreca quindi alcun danno erariale. Poi, un’altra domanda-constatazione:  si va per compensazione? Su quale imposta si insiste? Altrimenti è una promessa elettorale per le vicinissime elezioni amministrative. Ancora: non sarebbe meglio usare il fondo di riserva del bilancio come stanno facendo altri Comuni? Se non lo si può fare, ciò significa che il fondo di riserva non basta, non c’è e/o non è utilizzabile o è stato utilizzato? Domande pertinenti quanto scontate perché l’Amministrazione, testualmente, sostiene che “il bilancio in regola, certificato e sano”. Logica vorrebbe che la riserva di bilancio copra questo stato di necessità o forza maggiore per tutelare i cittadini. Sennò quando lo si usa? I rimedi ci sarebbero, dunque, senza scomodare Tar del Lazio (come hanno fatto alcuni Comuni) o giustificazioni politiche che scaricano le responsabilità. Come San Tommaso si tratta di toccare con mano. Basta poco: una delibera.

18/01/2014 09:33:09

Notizie » Economia Accordo alla ex Piselli di Pierantonio

L'accordo è stato raggiunto. Positivamente. Si tratta della stabilizzazione occupazionale nella fabbrica ex Piselli di Pierantonio, dove è stato compiuto un passo importante per la salvaguardia del sito industriale e il futuro di 70 lavoratori La Rsu aziendale, assistita dalla Segreteria di Flai-Cgil e Fai Cisl, alla presenza di Confindustria e di Felice Moretti, ha siglato il verbale di accordo, che porta una boccata di ossigeno tra gli operai dell'ex Piselli, dopo l'esito negativo del concordato. Lunedì 16 luglio, infatti, il tribunale di Perugia aveva emesso la sua sentenza: la storica azienda alimentare perugina Industrie Dolciarie Piselli era fallita. Tuttavia c'è stato l'impegno delle parti nel dare continuità produttiva e occupazionale a questa importante realtà del settore alimentare. Nell'incontro sono state evidenziate le necessità di segnali concreti e forti che diano il senso di un impegno altrettanto rilevante. «Investimenti, qualità e sicurezza oggi devono, come sempre auspichiamo - dicono i sindacati - caratterizzare questo nuovo corso; i lavoratori, la Rsu e le Segreterie sono pronte a impegnarsi con la loro massima disponibilità in questa ulteriore sfida. Nelle assemblee immediatamente tenute dopo la firma del verbale i lavoratori hanno apprezzato l'impegno preso e il risultato ottenuto, ora, però, nessuno intende cullarsi su quanto ottenuto. E' necessario proseguire il confronto nel merito degli impegni, verificando giorno dopo giorno l'evolversi delle situazioni sotto tutti i punti di vista per dare corpo e sostanza a questo accordo». AL CURATORE fallimentare la Flai Cgil aveva chiesto di tenere ben presente, nel massimo rispetto delle procedure e delle regole, che c'erano oltre 70 famiglie che dipendono dalla continuità dell'attività produttiva di Pierantonio. A tale scopo, il sindacato aveva spinto per ottenere un incontro specifico su questo tema. «Siamo ad un punto di svolta in questa lunga e travagliata vertenza - aveva dichiarato Sara Palazzoli, segretaria generale della Flai Cgil - ma questo è il momento più delicato, in cui tutti i soggetti in causa, privati e pubblici, in primis Regione, Sviluppumbria e Confindustria, devono lavorare in sinergia con il sindacato e le Rsu, per individuare il percorso migliore per uscire dal pantano in cui al momento in cui siamo bloccati». Michele Greco, segretario Flai Cgil, ritiene l’accordo “un passo importante, anche frutto del lavoro sinergico con le istituzioni locali. Un contratto a tempo indeterminato che deprecarizza 25 lavoratori e impegna la nuova proprietà ad investire e a sviluppare il sito di Pierantonio. Si delinea da oggi – prosegue Greco - una nuova azienda, la Tedesco srl, che con il ramo pasticceria, si avvia a rivestire un ruolo cruciale per tutto il territorio perugino. Dopo questo accordo ci aspettiamo che si definisca la questione aperta del fallimento Piselli che rappresenta una sorta di spada di Damocle. Agli inizi di marzo incombe l’asta per la vendita degli immobili. Siamo in attesa della riconvocazione di Sviluppumbria dopo l’incontro di dicembre. Insieme ai lavoratori – conclude Greco - auspichiamo che si facciano gli interessi della realtà industriale per avviare finalmente un periodo si stabilita e di certezze per tutti”. Infine, Eros Mincigrucci per la Fai Cisl ritiene punto cruciale “mettere a verifica questo percorso vincolandolo ai potenziali aumenti di volumi”. Con la firma dell'accordo sulla stabilizzazione occupazionale all'ex Piselli, l'obiettivo è stato centrato.

18/01/2014 08:33:49

Notizie » Altotevere Progetto

Un milione di euro di finanziamento. Questo il premio che si è aggiudicato il comune di Pietralunga, arrivato addirittura in prima posizione nella graduatoria nazionale del Progetto "6000 Campanili". Un "concorso", organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aperto a tutti i comuni italiani con meno di 5000 abitanti, finalizzato alla distribuzione di un fondo totale di 100 milioni di euro, stanziati per la realizzazione di piccole opere di pubblica utilità. Davvero un grande aiuto in questo periodo di crisi economica che ha però alzato un polverone di polemiche da parte dei Comuni che non sono arrivati in tempo. Sotto accusa, principalmente, il metodo utilizzato per l'assegnazione del premio: il "click day". Un meccanismo basato esclusivamente sull'orario di arrivo delle richieste, fatte attraverso posta elettronica certificata. In poche parole, a partire dalle 9 in punto dello scorso 24 ottobre occorreva inviare una Pec a Roma presentando la domanda di ammissione al bando. E Pietralunga ha anticipato tutti, presentando la domanda addirittura un secondo prima dell'orario di apertura del concorso. Un'anticipazione ammessa dal decreto ministeriale del 2 novembre 2005 che stabilisce una tolleranza del 10% sui tempi d'invio. Il Sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci, ha sottolineato come sia stato agevolato in quest'operazione grazie alla sua professione di avvocato, che lo aveva portato ad utilizzare il sistema del "click day" già in altre occasioni. Ma questo non è bastato a spegnere le polemiche. Dopo la lettera, indirizzata al Governo, inviata dai sindaci di Montone, Citerna e Santa Maria Tiberina sulle modalità del progetto, è arrivata anche un'interrogazione parlamentare a risposta urgente. Richiesta sottoscritta proprio dall'on. Giampiero Giulietti che invita il Governo a rimodulare le risorse del programma "6000 campanili", ritenendo sbagliata la procedura che attribuisce le risorse sulla base dell'ordine di presentazione delle domande, invece, di tenere conto del merito del progetto. Abbiamo, quindi, chiesto, proprio al Sindaco di Pietralunga di commentare l'iniziativa dell'on.Giulietti. Qui di seguito le sue parole: "I parlamentari hanno la facoltà e sono legittimatI a presentare qualsivoglia interrogazione. Ad ogni modo ritengo che si vogliono creare polemiche inutili. Come ho già dichiarato nei giorni scorsi, a mio sommesso avviso, ritengo che queste prese di posizione di parlamentari e colleghi sindaci fossero più opportune prima dell'inizio della partita e non dopo averla giocata. Ho sentito parlare di merito ma credo che il mio progetto non sia meno meritevole di altri ed inoltre ritengo anche che prima di polemizzare sarebbe utile informarsi in che cosa consistesse realmente il progetto da un milione di euro del comune di pietralunga! ..e nessuno lo ha fatto! Mi sarebbe piaciuto che la stessa sensibilità - nei confronti della procedura del click day -  fosse stata dimostrata sulla questione dei decreti flussi per l'ottenimento del permesso di soggiorno dei cittadini extracomunitari, (che seguo come avvocato). Una questione che riguardava la dignità umana delle persone e delle famiglie italiane che avevano assoluta necessità di regolarizzare le badanti. Vorrei infine concludere, che la presente legge è molto meglio della famosa "legge mancia", attraverso cui negli ultimi anni (fatto salvo il 2012 e 2013) sono stati distribuiti centinaia di milioni di euro. Questo per due semplici motivi: - innanzitutto perché la legge 6.000 campanili è rivolta soltanto ai piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre la legge mancia era rivolta a tutti i comuni ed anche alle associazioni e simili; - in secondo luogo perché nella legge 6.000 campanili tutti partono con la stessa probabilità di risultato e nessuno è favorito rispetto agli altri; mentre nella legge mancia, se non erro, era a discrezione dei parlamentari indicare i progetti meritevoli di finanziamento."

17/01/2014 18:11:01

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