Notizie » SLIDER Allarme furti: i provvedimenti dell'Amministrazione Comunale

Riceviamo e pubblichiamo dall'Amministrazione Comunale di Umbertide   L’Amministrazione Comunale di Umbertide, da sempre attenta alle problematiche della sicurezza tant’è che di recente è stato convocato ad Umbertide il tavolo delle forze di polizia, si ulteriormente attivata per rafforzare il sistema di sicurezza della città, dopo i furti verificatisi nei giorni scorsi. “Si tratta di un problema purtroppo diffuso, che sta interessando tutto il territorio del’Alta Valle del Tevere, di fronte al quale è necessario prendere tutti gli opportuni provvedimenti – hanno affermato il sindaco Marco Locchi e l’assessore con delega alla sicurezza Paolo Leonardi – Innanzitutto i sindaci dell’Alto Tevere hanno chiesto al Prefetto di Perugia la convocazione  immediata del Comitato per la  sicurezza del quale fanno parte tutte le forze di polizia; inoltre come Amministrazione Comunale abbiamo richiesto al consigliere provinciale Fratini e al Presidente della Provincia Mismetti un’ulteriore presenza delle guardie provinciali al fine di incrementare il pattugliamento sul territorio e a questo proposito domani, lunedì 17 novembre, si terrà un incontro per definire gli aspetti operativi, al quale seguirà un ulteriore incontro tra i Comuni dell’Anci e la Provincia di Perugia volto ad individuare le problematiche dei Comuni e le nuove misure che potranno essere messe a disposizione dall’ente provinciale. Entro la prossima settimana predisporremo inoltre uno specifico piano che garantisca una maggiore e continua presenza sul territorio dei vigili urbani, alla quale si integrerà la collaborazione già esistente con gli istituti di vigilanza privati nell’ambito del progetto “Mille occhi sulla città”. C’è poi da ricordare che il Comune è in attesa del finanziamento del progetto, che è già stato valutato positivamente dalla Regione dell’Umbria, per l’installazione di telecamere di videosorveglianza che consentiranno di monitorare 24 ore su 24 le principali vie di accesso alla città. L’Amministrazione Comunale sta quindi mettendo in atto tutte le misure necessarie per fronteggiare il problema che però riusciremo a combattere grazie alla collaborazione di tutti; per questo è indispensabile che ciascuno di noi svolga un ruolo di vigilanza sul territorio, segnalando immediatamente situazioni sospette al fine di favorire le forze di polizia nell’azione di prevenzione e contrasto del fenomeno dei furti”.

17/11/2014 10:28:22

Notizie » Politica M5S Umbertide: rifiuti in mano ai privati, aumento tasse in vista

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle Umbertide Nella seduta dell’ultimo Consiglio Comunale è stato approvato con voto della maggioranza la deliberazione relativa all’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell’ATI 1 (l’ambito territoriale integrato è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, come quello dei rifiuti, e che vede partecipi diversi Comuni). Con questo nuovo piano l'Amministrazione Comunale di Umbertide si appresta, unitamente agli altri 13 Comuni appartenenti all' ATI 1, a dare avvio alle procedure di gara per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Le motivazioni addotte nella relazione dell'ATI 1 a favore dell' affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti ad operatori economici privati a scapito dell'affidamento diretto del servizio ad una società in house (cioè una società formata dagli stessi Comuni che hanno l’affidamento diretto del servizio) sono da imputare ad una incompatibilità dell'attuale situazione finanziaria degli Enti Locali, che li costringe a convivere “…con una ormai cronica crisi di liquidità…”  Il M5S è decisamente contrario a questa deliberazione. È ormai ampiamente dimostrato che gli appalti d’ambito (come quello che si appresta a fare l’Ati1) non sono assolutamente convenienti per i cittadini che quasi sempre si sono visti diminuire la qualità dei servizi con l’aumento della tassa sui rifiuti. Il motivo è semplice: alle gare si presenta un solo partecipante e non ci sono ribassi d’asta. Quelle poche volte che ci sono due o tre partecipanti molto spesso non sono idonei all’affidamento. La prova di queste affermazioni possiamo riscontrarla proprio in Umbria dove al Bando di gara dell’Ati2 ha partecipato solo Gest ed al bando di gara dell’Ati4 ha partecipato solo ASM. Il risultato è stato l’aumento delle bollette per i cittadini. Tanto per fare un esempio dopo l’ultimo bando (Ati4) alcuni comuni come Alviano, Porano, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e Castel Giorgio non intendono firmare un contratto così oneroso per i cittadini che li vincolerà a pagare quasi il doppio degli importi attuali. Nella delibera che la maggioranza Pd ha approvato si sostiene che: “l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ad operatori economici privati garantisce, come noto, livelli superiori di efficienza, efficacia ed economicità del servizio”. Niente di più falso. È l’esatto contrario. In Italia le migliori gestioni di rifiuti sono fatte da società interamente pubbliche con affidamento in House. Basti pensare al Consorzio Priula, il Consorzio Treviso Tre, Contarina, Bellunum, Ponte Servizi, Etra. Società interamente pubbliche che insieme servono più di un milione e duecentomila abitanti con risultati eccezionali: • Raccolta differenziata di poco inferiore all’80% • Residuo annuo pro capite di poco superiore agli 80 Kg • Produzione pro capite di rifiuti di 391 Kg • Costo medio per abitante 100,01 € Questo solo per citarne alcuni ma si potrebbe continuare con l’esperienza del Consorzio dei Comuni dei Navigli o altri ancora. Risulta pertanto evidente come l’affidamento in house sia l’unico percorribile in quanto offre un servizio efficiente e a minor costo. Basti pensare che la previsione è che nell’Ati 1 si pagherà 166,52 euro per abitante. Esattamente il 66% in più di quel milione e duecentomila persone che hanno la fortuna di essere servite da quelle public company di cui si parlava prima. Inoltre, secondo quanto riportato nella documentazione relativa all’ATI1, quando tale servizio avrà inizio si pagherà il 17% in più. Ĕ stato dunque approvato un provvedimento che sembrerebbe non migliorare i servizi, ma piuttosto portare ad una tassa sui rifiuti ancora più alta dell’attuale. E tutto ciò senza un percorso partecipativo della cittadinanza che alla fine dovrebbe avere sempre l’ultima parola.

14/11/2014 14:36:06

Notizie » Politica Umbertide cambia: un tradimento la vendita di AIMET

“La vendita dell’A.i.Met è un vero e proprio tradimento nei confronti dei cittadini”. Claudio Faloci, capo gruppo di Umbertide cambia è chiaro nella valutazione, come pure nelle argomentazioni che stanno alla base del voto contrario di Umbertide cambia sulla delibera che prevede le dismissioni delle quote A.i.Met. di proprietà dei Comuni di Umbertide, Montone e San Giustino. “Proviamo a rispondere ad alcune domande”, afferma Faloci. “Perché è nata A.i.Met.? L’azienda è un patrimonio di tutta una comunità e di una Amministrazione comunale che, già 40 anni fa, ha saputo precorrere i tempi investendo nella rete di distribuzione e nella gestione diretta del servizio. A.i.Met. è dunque nata per dare un servizio primario alla comunità, per tutelare i cittadini, evitando speculazioni. Gli stessi vertici dell'Azienda spiegano come l'obiettivo sia l'approvvigionamento per i privati, le piccole e medie imprese, le comunità, che spesso non vengono prese in considerazione dalle grandi società per mancanza di convenienza. L’obiettivo dovrebbe essere allora quello di aumentare la competitività dell’azienda, la sua efficacia, appunto a garanzia della comunità locale. Non vendere. Tanto più se questa attività commerciale si integra in maniera virtuosa al possesso ed alla gestione delle reti di distribuzione, che per 10 anni saranno ancora affidate in convenzione alla Multiservice, azienda a totale partecipazione pubblica. Insomma un modello di gestione all’avanguardia, che, anche grazie all’impegno dei dipendenti ed alla capacità manageriale del socio privato, funziona”. Perché dunque vendere, a maggior ragione,sottolinea il capo gruppo di Umbertide cambia, se non c'è un obbligo? “Perché, ci si dice, una strategia commerciale espansiva comporta investimenti ed un rischio d’impresa che una pubblica amministrazione non si può permettere. Ma una strategia commerciale si può condividere. Può coinvolgere altri Comuni. Si possono stabilire intese commerciali piuttosto che acquisizioni. Oppure la società privata che partecipa A.i.Met., se vuole, può attuarla autonomamente”.   “E' dunque prima di tutto una scelta politica e strategica che questa Amministrazione avrebbe dovuto fare prima di attivare il percorso di dismissione. Emerge invece – spiega Faloci - una volontà di disfarsi di quella che la stessa perizia di stima definisce una società sana. Una società strategica, che si vorrebbe mettere sul mercato senza un’esatta cognizione di quelle che saranno poi le future politiche aziendali, sia per quanto riguarda il personale, sia per quanto riguarda le conseguenze sull’utenza stessa. Quello che chiediamo, prima di procedere a dismissioni affrettate, è la presentazione e la discussione di un serio programma che affronti la questione analizzando, oltre al dato normativo vigente, anche gli scenari futuri e le vere esigenze di Umbertide, sia in termini finanziari che di politiche economiche e di sviluppo locale. Tenendo conto dell’intero portafoglio di partecipazioni in possesso dell’Amministrazione e dei servizi produttivi (Multiservice, Prosperius, farmacie, centrale idroelettrica), evidenziando in modo trasparente una visione politica d’insieme sull’argomento.  Emerge, invece, la volontà di disfarsi di quello che è un gioiello di famiglia in modo affrettato e poco convincente, quasi che le necessità sempre più stringenti di bilancio, che trovano ulteriore conferma nella recente, rinnovata richiesta di anticipazione di cassa per il 2015 non diano spazio ad altre soluzioni”     Umbertide cambia      

13/11/2014 16:31:55

Notizie » Politica Umbertide Cambia interviene sulla vendita dell'ex mattatoio

“Nel momento in cui vende A.i.Met, con un argomentato voto contrario di Umbertide cambia, il Comune decidere di svendere all’A.i.Met. la palazzina ex mattatoio, un altro pezzo di patrimonio che appartiene ai cittadini di Umbertide, peraltro sede di fondamentali servizi difficilmente ricollocabili. Spiegateci la logica di questa operazione”, chiede il Consigliere comunale di Umbertide cambia Stefano Conti. “Anche in questo caso, come per la dismissione delle quote A.i.Met.  – aggiunge Conti – il motivo non può che essere la necessità di fare in fretta cassa per salvare il bilancio. La vendita della palazzina è infatti prevista nel piano delle alienazioni per un importo pari a 650.000 euro, anche se l’Amministrazione aveva assicurato in Consiglio che in realtà non c’era questa volontà. A distanza di pochi mesi invece si vende ed in base ad una stima di 536.841 euro, dunque inferiore alla previsione. Cosa sta succedendo?”. Ma c’è un altro punto di domanda che pone Umbertide cambia. “Nel mentre si decide di vendere non si dice dove saranno collocati i servizi che attualmente vi operano: assistenti sociali, informagiovani, ufficio immigrazione, sportelli per il consumatore e per l’imprenditoria giovanile. Un pool di servizi che solo nel 2012 avevano trovato una loro collocazione strategica sia dal punto di vista dell’integrazione operativa che logistica, data l’immediata accessibilità dell’edificio, sede anche di alcune associazioni cittadine. E non si dica che la cosa è stata discussa, perché – conclude il Consigliere Conti – a quanto ci risulta della svendita non erano al corrente nemmeno gli operatori. Una bella forma di rispetto. Del resto questa logica di svendita e privatizzazione è coerente con quella della passata amministrazione, che ha dismesso la palazzina del Centro salute, vendendola all’Asl”. 

13/11/2014 10:42:03

Notizie » SLIDER L'on Giulietti querela per diffamazione un articolo di Umbertide Cambia

Questa mattina, durante la seduta del Consiglio Comunale, il consigliere Stefano Conti, ha informato l'assemblea di essere indagato per una querela sporta dall'onorevole Giampiero Giulietti, in qualità di ex sindaco di Umbertide, per un comunicato stampa di Umbertide Cambia pubblicato il 7 maggio scorso dal sito www.informazionelocale.it . A tal riguardo, anche al nostro direttore Giovanni Codovini è stato notificato un avviso di garanzia. Per completezza d'informazione, di seguito riportiamo l'intervento svolto stamani dal consigliere Conti: "Sono stato formalmente informato dalla Procura della Repubblica di Perugia, in qualità di indagato, di una querela per diffamazione che Giampiero Giulietti, in qualità di ex Sindaco di Umbertide, ha presentato in merito ad un articolo di Umbertide cambia, inerente le vicende relative all'affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nel quale si evidenziano alcune contraddizioni dell’Amministrazione Comunale in ordine alla vicenda Gesenu-Sogepu. Articolo redatto in piena campagna elettorale, pubblicato, tra gli altri organi di stampa, in data 7 maggio sul sito di Informazione locale, il cui direttore Prof. Giovanni Codovini, peraltro magistrato onorario, è parimenti indagato. Articolo che pone delle domande di natura politica, rispetto al quale non è pervenuta alcuna riposta né richiesta di rettifica, come garantisce la legge sulla stampa e come di prassi solitamente avviene. Essendo stato io individuato, tra altri, quale possibile responsabile in qualità di componente della Lista elettorale Umbertide cambia, ed essendo sostanzialmente l'articolo stesso una espressione politica della Lista, è evidente come l'iniziativa giudiziaria di Giulietti si rivolga contro una parte politica, ora anche presente in Consiglio Comunale. Fatto, questo, che riteniamo molto grave e che rischia di condizionare pesantemente la normale dialettica politica ed istituzionale. Per questo abbiamo ritenuto necessario portare formalmente a conoscenza della vicenda politico / giudiziaria l'organo consiliare, oltre che la cittadinanza. La querela nei confronti delle affermazioni contenute in un comunicato stampa di una Lista elettorale non può infatti essere derubricata a fatto meramente personale. Trova piuttosto fondamento nella tutela della libertà di espressione politica e della libertà di stampa, diritti di natura costituzionale. Ci troviamo dunque “querelati” per aver espresso una critica riguardante una vicenda chiusa in modo definitivo sul piano giuridico dalla sentenza del Consiglio di Stato, ma che sul piano politico abbiamo e stiamo tuttora cercando di approfondire, distinguendo nettamente, noi, l'aspetto giudiziario da quello dell'opportunità e del merito. Umbertide cambia è nata infatti per contribuire a realizzare una buona amministrazione, fondata sulla verità, la trasparenza, il confronto e la partecipazione. Lontana da logiche di potere e di controllo. Questo atto mi spinge e spinge Umbertide cambia a continuare con determinazione, coraggio, serenità, senza alcun bavaglio e con maggior energia questa azione politica. D'altra parte, l’azione penale posta in essere ci offre la possibilità di rinnovare e specificare ulteriormente nel merito la definizione della vicenda, rimettendoci totalmente e con fiducia all’operato della Magistratura. Il Gruppo Umbertide cambia chiede che la presente comunicazione, consegnata al Presidente del Consiglio Dott. Giovanni Natale, sia diffusa a tutti i Consiglieri Comunali, auspicando la solidarietà dell'intero Consiglio, e posta a verbale".                                                                                                                              Stefano Conti                                                                                                        Consigliere Comunale Umbertide cambia

12/11/2014 15:54:53

Notizie » SLIDER Umbertide: il resoconto del Consiglio Comunale

E’ tornato a riunirsi ieri mattina il Consiglio Comunale di Umbertide. Dopo la discussione di ordini del giorno ed interpellanze, l’assise ha deliberato in merito alla dismissione della partecipazione del Comune in A.I.Met. - Azienda Intercomunale Metano Servizi Vendita srl per alienazione delle quote possedute. Come è stato illustrato dall’assessore Raffaella Violini, in considerazione delle attuali condizioni di finanza pubblica, la partecipazione del Comune di Umbertide, così come quella dei Comuni di San Giustino e Montone, non risulta strettamente necessaria al conseguimento delle finalità istituzionali dei suddetti Enti, pertanto si è deciso di procedere alla cessione delle quote in mano pubblica, pari al 60%, con un’unica vendita sul mercato mediante gara ad evidenza pubblica. In base alla perizia di stima, le quote possedute dal Comune di Umbertide, pari al 31,69%, sono risultate avere un valore pari a 808.146 euro. Il punto è stato approvato a maggioranza. Via libera del Consiglio Comunale anche all’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATI n. 1, illustrato dall’assessore Maria Chiara Ferrazzano. Con deliberazione n. 8 del 24 settembre 2014 l’assemblea dei rappresentanti dell’Ati n. 1 aveva disposto l’avvio delle procedure di gara per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti e ieri mattina il consiglio comunale, a maggioranza, ha preso atto di suddetta deliberazione, conferendo incarico ai competenti organi ed uffici dell’Ati n. 1 a provvedere tutto quanto necessario al fine della celebrazione della gara per la selezione dell’affidatario del servizio. Nel corso della seduta di ieri il Consiglio Comunale ha inoltre provveduto a nominare i componenti della Commissione Pari Opportunità: la maggioranza ha proposto Elvira Lepri, Eleonora Giannelli, Elisa Boldrini, Giada Biccheri e Gessica Merli, l’opposizione Alessio Tardocchi, Barbara Castelletti e Silvia Orticagli. Tali membri, la cui nomina è stata approvata all’unanimità, vanno ad aggiungersi ai 13 componenti già nominati dalla Giunta comunale in base alle indicazioni pervenute dalle associazioni del territorio, vale a dire Marina Alessandro, Stefania Bagnini, Emanuela Becchetti, Muriel Coletti, Lucia Filippi, Elisa Minchielli, Barbara Mischianti, Ivana Mastriforti, Pamela Pippolini, Agnese Romeggini, Debora Simoncelli, Antonietta Norgiolini e Valentina Tosti. 

12/11/2014 14:58:05

Notizie » Politica M5S: no alla vendita di AIMET

Riceviamo e pubblichiamo Nel Consiglio Comunale di oggi, 11 novembre, si è decretata la dismissione della partecipazione del Comune in Aimet attraverso procedura di vendita delle quote possedute. Il voto contrario della minoranza non è bastato ad arrestare questo processo di privatizzazione, già palesato nello scorso Consiglio Comunale quando venne modificato lo statuto della società.  Tra le motivazioni addotte dall’Amministrazione vi è quella che, in un’ottica di espansione della società, la parte pubblica, non sarà in grado di garantire investimenti che invece il privato potrà effettuare pertanto con le dismissioni si darà modo all’azienda di muoversi in totale autonomia. Una via, a quanto dicono, già indicata dalla legge di stabilità anche se nessuna delibera o normativa obblighi a dismettere le quote di una partecipata. Infatti la dismissione viene giustificata  in previsione di un futuro e  possibile  obbligo da parte del governo centrale. Quindi lo si fa per anticipare future scelte governative,  e, in questa prospettiva, dovremmo aspettarci allora la privatizzazione di tutte le partecipate: questa è la volta del gas, molto presto saranno privatizzate acqua, farmacie e altre società pubbliche locali.  D’altronde se il criterio è quello dell’anticipare in vista di certe previsioni piuttosto che mantenere  viene da chiedersi, sempre ragionando in termini di previsione, e se anche per il futuro nessun patto di stabilità obbligasse la vendita delle partecipate, come fino ad oggi è accaduto? Ci ritroveremmo con una partecipata in meno, che produceva degli utili: è fondamentale ricordare che Aimet ha un risultato di bilancio positivo, che è una società pubblica locale a rilevanza economica e proprio per questo i costi aziendali sono sostenuti direttamente o indirettamente dagli utenti tramite il pagamento di una tariffa. La stessa relazione del perito, chiamato dal Comune a redigere una perizia per la valutazione dell’azienda, afferma che Aimet è una società sana, destinata a rimanere in vita nel tempo. Allora perché vendere? Sarebbe stato meglio sentire che si vende per avere risorse disponibili. E’ tutta colpa del Patto di stabilità dietro al quale l’Amministrazione si nasconde o piuttosto di una gestione  poco lungimirante che ha indebolito le casse comunali?  Ci dispiace constatare che il Sindaco e tutta la maggioranza  non stiano a contestare le scelte di politica economica che arrivano dal Governo. Vendere i beni comuni non è la soluzione, nessuna Amministrazione dovrebbe arrivare a valutare una simile possibilità.  La vendita dei  beni comuni, siano essi immobili o quote societarie, ci renderanno sempre più poveri, si apra invece un dibattito con il governo  attraverso ANCI, di  cui il nostro Sindaco è  vicepresidente dell’area Umbria,   per chiedere un impegno concreto e reale e fare in modo che non ci si trovi più di fronte a scelte insensate come questa. Quando una legge non è valida va combattuta con  tutti i mezzi consentiti. Più volte è stato ribadito da questa Amministrazione  il carattere non commerciale che ha un ente pubblico, ma Aimet è un servizio che il nostro Comune offre e proprio per questo ha ottenuto credibilità tra i cittadini. Privatizzare un’azienda a carattere pubblico non porterà vantaggi, perché se è vero, come la stessa Amministrazione afferma, che sia meglio vendere ora che non vi è obbligo piuttosto che aspettare quando e se vi sarà perché poi sarà il mercato ad imporre il prezzo, è indubbio che una volta privatizzato sarà il privato a dettare le regole e si perderà la garanzia che solo il pubblico dà. Aimet nasce essenzialmente per tutelare i cittadini ed evitare speculazioni,  come ricorda una nota della stessa società pubblicata nel sito del Comune nell’aprile 2010, dove tra i vantaggi di essere clienti Aimet viene ricordato  il fatto che gli utili della società vanno ai Comuni, e cioè ai cittadini; utili che i Comuni reinvestono in opere pubbliche e servizi per la collettività, e grazie a questi utili i Comuni possono contenere le tassazioni, i costi dei servizi e migliorare le strutture cittadine. Ricordiamo che le società pubbliche sono gestite dall’Amministrazione Comunale, e che i  Cittadini sono i legittimi proprietari. Per qualsiasi eventuale cessione di proprietà pubbliche  ogni Amministrazione Comunale  che si rispetti dovrebbe chiedere espressamente il parere vincolante dei cittadini attraverso un referendum consultivo, proprio perché compito delle Amministrazioni è quello di tutelare l'interesse collettivo. Non possiamo che essere contrari a questa vendita. È proprio vero con la cessione di Aimet finisce un’epoca: quella della centralità del cittadino. Movimento 5 Stelle Umbertide  

11/11/2014 17:45:43

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