Notizie » Editoriale Umbertide: il futuro nel 25 aprile 1944

Per gli umbertidesi e per la storia della città, il XXV Aprile rappresenta il DNA; l’Evento del 1944 è stato infatti una frattura radicale e ha diviso un prima e un dopo della nostra Storia. Per questo la bellissima e commovente rievocazione storica del bombardamento di Borgo San Giovanni, dal titolo “L’ultima ora”, a cura degli alunni delle scuole umbertidesi (regia di Giampiero Frondini), già rappresentata ieri sera, cementa ancor più il senso della comunità. Fuori da ogni retorica, questi due giorni di ricordo e memoria, a settant’anni dalla tragedia, stabiliscono quel “patto generazionale”, di cui tutti parlano ma nessuno riesce a dare un contento. Ecco: oggi, invece, il patto si è realizzato, Bambini e ragazzi a cui la vita si è ormai aperta nella sua completezza si sono stretti intorno alla memoria della città e l’hanno rafforzata. Per sempre.  Il racconto di quell’ora fatale che spezza il cuore dice più di qualsiasi altra analisi sui valori che fondano Umbertide. Ragazze e ragazzi che si immedesimano, come in una nostra locale Spoon River, con le vittime del bombardamento e ridanno voce alle speranze annichilite dalla barbarie, ci restituiscono un futuro ricco di possibilità. Umbertide ha una ricchezza di valori, sensibilità e solidarietà che è il suo vero patrimonio. Per questo il 25 aprile 1945 e il 25 aprile 2014 sono, per l’Italia e per Umbertide, la Rinascita. Viva la Repubblica, viva Umbertide.  

25/04/2014 09:52:35

Notizie » Società Civile Supporters Fratta: una passione che dura da dieci anni

Tante sono le ragioni della straordinaria stagione di Acqua&Sapone Umbertide, il rendimento costantemente a livelli eccellenti delle giocatrici, le alchimie tattiche di coach Serventi che meriterebbe quant’altri mai il riconoscimento di allenatore dell’anno, la competenza della dirigenza nell’allestire il gruppo. Ma tra tutti questi motivi non è certo secondario il ruolo della tifoseria, che ha trascinato e si è fatta trascinare dalle prestazioni della squadra, alimentando un circolo virtuoso che ha reso il PalaMorandi un fortino inespugnabile per oltre cinque mesi, dal quale sono riuscite ad uscire con la vittoria solamente Schio e Ragusa e sempre con estrema difficoltà. Gara-1 di semifinale con le siciliane in questo senso è un esempio lampante dell’apporto che può arrivare dagli spalti. E il cuore pulsante della tifoseria umbertidese è rappresentato senza dubbio dai Supporters Fratta, il gruppo organizzato che proprio quest’anno festeggia il decennale della sua formazione e che da allora rappresenta quello che, con locuzione spesso abusata ma in questo caso assai pertinente, può definirsi sesto uomo in campo. L’esordio risale all’ottobre 2004, la squadra militava ancora in serie B d’eccellenza e si chiamava Ciao Motori: in occasione del match contro la Civitanovese sugli spalti apparve per la prima volta lo striscione ufficiale del gruppo. Da allora sono cambiate tantissime cose, il nome della squadra, le giocatrici, la serie e il contesto, ma quello che è rimasto invariato è la passione di questi ragazzi nel supportare la formazione umbertidese in tutti i palazzetti d’Italia. Per questo, non poteva esserci maniera migliore di una stagione speciale come quella appena conclusa per festeggiare degnamente l’importante ricorrenza. Per rievocare questa storia lunga ormai un decennio e parlare anche d’attualità, abbiamo incontrato due dei membri del gruppo, Lorenzo Giulietti e Giacomo Landini, una chiacchierata condotta tra aneddoti, ricordi, speranze e un occhio buttato su gara-1 di finale scudetto e sulla lezione piuttosto pesante inflitta da Ragusa a Schio. “Cominciamo con il ricordare il gruppo storico dei fondatori dei Supporter: Antonio Cecilia, che tuttora è il capo, Iacopo Gianfranceschi alias “fettina”, Tiziano Montanucci, Camillo Chiesi e Luciano Cirimbilli che però da qualche anno ha dovuto abbandonare per motivi personali. La prima trasferta ufficiale del gruppo fu a Cagliari”. Lorenzo Giulietti ricorda anche il suo esordio ufficiale “in gara-3 di semifinale play-off di serie B con Ancona, l’anno della promozione in A2 nel 2005. Fu quasi per caso perché vidi tanta gente e tante macchine al palazzetto e da allora non ho più perso una partita”. Il primo anno in seconda serie fu difficile, “la squadra non era molto competitiva, infatti non c’erano grandi aspettative e arrivò una sofferta salvezza all’ultima giornata”. Tutto diverso lo scenario della seconda stagione, quando il roster era ritenuto da tutti molto forte e c’erano grandi speranze. Infatti la squadra seppe arrivare fino alla finale promozione contro Pozzuoli, “ma l’epilogo fu tragico, perché arrivò una sconfitta di 1 punto dopo aver avuto negli ultimi 3 secondi la palla per vincere l’incontro”. La stagione 2007-08, quella della storica promozione in serie A1, fu paradossalmente una delle più tribolate. “Il clima non era stato dei migliori fin dall’estate. L’inizio di campionato non fu dei migliori, tanto che ci fu l’esonero di Marco Staccini, sostituito da Giovanni Scaramuccia che però dopo sole due partite con Siena e Porto S. Elpidio diede le dimissioni. Arrivò allora in panchina Contu, che poi era il vice di Staccini, e arrivarono 6 vittorie consecutive nelle ultime giornate di campionato, che consentirono a quella che allora si chiamava Liomatic Fratta, di agganciare in extremis il quarto posto valido per i play-off, superando Livorno per pochi punti di differenza canestri”. Dopo la vittoria in semifinale con Ancona, si arrivò quindi alla finale contro Chieti. Gara-1 si giocò in terra abruzzese e vide un vero e proprio esodo umbertidese in terra teatina “Più di 400 tifosi assistettero alla vittoria fuori casa e al PalaMorandi per gara-2 c’erano circa 2000 spettatori. La partita non ebbe storia e da lì cominciò la festa con caroselli fino a tarda notte che nessuno ancora ha dimenticato”. Nel 2008 quindi inizia l’avventura di quella che nel frattempo era diventata Liomatic Umbertide nella massima serie del basket femminile italiano. Lo storico esordio avviene il 12 ottobre, nell’opening day disputato al PalaTiziano di Roma. Non possono ovviamente mancare sugli spalti i Supporter, arrivati nella capitale un paio d’ore prima della palla a due. Questa fu l’occasione di conoscenza con i tifosi di Taranto, dalla quale nacque il gemellaggio con le Brigate Rossoblu che tuttora è attivo, nonostante la sparizione della storica società pugliese la scorsa estate, con continui scambi di messaggi e notizie, rafforzatosi anche grazie a trasferte a supporto della Cras Basket, per esempio nella Final Four di Faenza del 2009. Quel giorno a Roma l’avversaria era Napoli e arrivò una vittoria nettissima per 71-48. L’impatto con la categoria maggiore ovviamente non fu sempre così semplice per una realtà come Umbertide, “la squadra era stata costruita senza conoscere il mondo della serie A1, quindi non si sapeva bene cosa aspettarsi e non c’erano aspettative particolari”. Invece a fine anno arrivò la salvezza dopo il play-out contro Ribera e da quella stagione è iniziato il cammino di Umbertide verso l’élite del basket femminile italiano. Il 2008 è stato però anche l’anno dell’arrivo in panchina di Lorenzo Serventi, una figura che rappresenta molto più di un semplice allenatore. È davvero raro infatti, almeno nello sport italiano, che si crei una simbiosi tale tra un tecnico, una tifoseria e una città come avvenuto in questa situazione. E le parole dei tifosi lo confermano: “Definire Lollo è impossibile, è attualmente il miglior allenatore d’Italia, ormai è diventato uno di famiglia, il rapporto con i tifosi è quello di un amico con il quale quando lo incontri per strada puoi parlare di qualsiasi argomento, non crediamo da altre parti esista qualcosa del genere”. Intanto stagione dopo stagione Umbertide prende sempre più le misure alla serie A1, il roster continua a consolidarsi e così crescono i risultati. Nel 2010 arriva la prima qualificazione ai play-off, ma è nel 2011 “che davvero, senza gli infortuni a Robert nell’ultima partita di Priolo, ininfluente per la classifica, e di Ballardini alla vigilia della semifinale con Schio, si sarebbe potuto sognare”. Nonostante le tante assenze, le semifinali furono combattute, ma alla fine videro le scledensi imporsi per 3-0. A quella stagione è però legato un altro dei ricordi più belli della storia dei Supporter, la Final Four di Coppa Italia organizzata a Perugia, con la finale conquistata vincendo con Venezia e “oltre 2000 umbertidesi presenti sulla tribune e una grande coreografia organizzata per l’occasione”. Se questa è stata un’annata indimenticabile, quella successiva viene forse considerata la peggiore. L’inizio fu eccezionale, con un girone d’andata da 9 vittorie in 11 partite, al quale seguì però “una lunga serie di sconfitte che fece precipitare la squadra al quinto posto, con eliminazione immediata ai play-off contro Lucca per 2-0. Quello è stato sicuramente il momento più basso delle stagioni in A1, tanto che ci fu anche contestazione con tanto di striscioni”. La stagione appena consegnata agli archivi è stata invece secondo Giulietti “la più bella in assoluto”, più cauto il giudizio di Landini che ricorda altri momenti davvero importanti, però concorda nell’affermare che “il gruppo che si era creato quest’anno non si cambierebbe con nessun altro, inoltre si era creato un affiatamento tra squadra e città che non si era mai visto, tutti erano coinvolti dall’entusiasmo, si vedeva anche nella vita quotidiana, parlando per strada o al bar quando tutti chiedevano informazioni sul basket o dal clima durante i play-off, con l’iniziativa delle rotonde ed altre che hanno contribuito ad avvicinare molte più persone. L’umore era quello di una formazione che avesse vinto il campionato”. Un esempio di questa splendida atmosfera è stata la cena organizzata il 14 marzo a Corlo proprio per festeggiare i dieci anni dei Supporter, con la partecipazione di Serventi, di tutte le giocatrici e di un pubblico davvero numeroso. È stata una serata davvero speciale, all’insegna del divertimento e dei ricordi. Ma tra tante giocatrici passate in questi anni ad Umbertide, ce n’è stata una che i tifosi ricordano con particolare affetto? Menzione d’obbligo per capitan Consolini, ma tra quelle che non indossano più la canotta della Fratta, il pensiero va subito a “Sabrina Cinili, che arrivò proveniente dalla serie A2 nel 2009 e noi tifosi non la vedevamo un granché. Poi però con il suo lavoro e con quello di coach Serventi è migliorata tantissimo e già due anni dopo era diventata il capitano della squadra”. In conclusione, “rivolto un ringraziamento speciale ad Andrea Centogambe in arte Ulisse, che ha aiutato a far conoscere meglio il basket femminile tramite UmbriaTv”, l’appuntamento è per la stagione 2014-15, più vicina di quanto sembri nonostante ancora non sia finita quella attuale, visto che già il mercato sembra entrato nel vivo, con un saluto e un auspicio: “Arrivederci al prossimo anno, con la speranza di proseguire il nostro sogno”.   Matteo Romanelli

25/04/2014 09:19:34

Notizie » Politica Umbertide Cambia chiede chiarimenti su alcune dichiarazioni

Riceviamo e pubblichiamo "E’ giunto all’orecchio di alcuni componenti della nostra lista di come nel corso di un consesso di un nostro “competitor” al quale avrebbero partecipato numerose persone, sarebbero state espresse alcune “valutazioni” e “promesse” (la virgolettatura è d’obbligo) sia nei confronti di Umbertide Cambia, sia nei confronti dei suoi candidati. Siccome le “valutazioni” e “promesse” in questione, ove confermate, costituirebbero comportamento illecito sotto vari profili, stiamo acquisendo debite informazioni in merito, ovviamente nell’ambito della più rigorosa legalità. Tuttavia, seppur in attesa delle (in)auspicate conferme, non vogliamo credere a queste voci, poiché riportano valutazioni sulla lista e sui candidati di Umbertide Cambia che nulla hanno a che fare con la politica, che la decenza e la buona educazione ci impediscono di riportare. Ma d’altra parte, se così fosse, non si potrebbe non dire come ogni botte dia il vino che contiene. Non vogliamo nemmeno credere che ci si sia spinti al punto da “avvertire” che dopo il 26 maggio si sarebbero fatti i conti perché, sempre secondo quanto ci è giunto all’orecchio, "li conosciamo uno a uno". Rimarcando ancora come il tutto dovrà eventualmente essere confermato, la dignità, il buon gusto e la lealtà che ci contraddistinguono, ci impongono di tacere ogni commento. Ma non possiamo esimerci dall’osservare come le “valutazioni” e “promesse” espresse sarebbero estremamente gravi. Gravi perché dimostrerebbero quanto sia dura a morire una mentalità ancorata ad un’ideologia e ad una modalità di attrarre il consenso degna dei più illiberali sistemi autoritari; ideologia che per quanto ci riguarda è morta e sepolta da tempo. Ma al tempo stesso non vogliamo che essa resusciti, anche se certi personaggi, pur dichiarando di volerla combattere, ne sono in fondo i principali mentori. Ribadiamo: non vogliamo credere si sia potuti scendere così in basso e sicuramente e non ci abbasseremo allo stesso livello rispondendo ad una bieca e turpe provocazione. La nostra "Forza" non viene certo dallo scontro verbale caro ad altri, ma dal vero rinnovamento che proponiamo, dal programma presentato, da Claudio Faloci e da tutti i candidati della lista, da quella che gli elettori siamo certi ci daranno, oltre che dalla "tranquilla" serenità che accompagna il nostro agire. In ogni caso, proprio perché non crediamo che quanto si vocifera sia accaduto, chi potrà e vorrà sarà certamente in grado di smentire".

22/04/2014 19:42:34

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