Notizie » Politica Umbertide Cambia: no a E45 autostrada

Riceviamo e pubblichiamo da Umbertide Cambia Con un ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale, respinto a causa del voto contrario di PD e centro destra, Umbertide Cambia ha inteso aprire una riflessione sulla possibile trasformazione in autostrada della superstrada E45, motivando la sua contrarietà in quanto progetto insostenibile da un punto di vista non solo ambientale, ma anche umano e sociale. Considerata la mancanza di chiarezza che circonda il progetto, Umbertide cambia ha chiesto di promuovere una audizione con gli organi competenti della Regione, per dare ai cittadini una informazione trasparente, nonchè di avviare una riflessione partecipato utile a ripensare il sistema dei trasporti nella sua globalità puntando in particolare ad un concreto e prioritario investimento sulla ferrovia (ma la proposta del cosiddetto “metrobus” sembra andare nella direzione opposta). Sollecitando una immediata manutenzione della mulattiera E45. Quella di Umbertide cambia, che sta anche raccogliendo firme a sostegno del no alla trasformazione, non è dunque una chiusura pregiudiziale, puramente conservatrice, ma una posizione responsabile coerente con una certa idea di sviluppo sostenibile, fondata su ragioni concrete e conseguente a una assoluta mancanza di precisi impegni. Eppure, l’ordine del giorno, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, è stato bocciato, in virtù del voto contrario del PD e del centro destra. “Se molti politici, di destra e di sinistra, dicono si a prescindere – ha affermato Alessia Bartolini, Consigliere Comunale di Umbertide cambia, presentatrice del documento - Umbertide cambia cerca invece di capire cosa può significare quest’opera per l’ambiente, la società, la cittadinanza e per lo stesso sviluppo del territorio. Il nostro no è fondato su motivi chiari. Non altrettanto evidenti ci sembrano i motivi del si. Per questo chiediamo un confronto che possa farci ragionare in maniera consapevole sulla questione”. Secondo Umbertide cambia, infatti, è tutto da dimostrare che la E45, con una adeguata e necessaria manutenzione, possa garantire una viabilità funzionale. E’ invece certo che, a fronte di una mancanza di vantaggi oggettivi per la collettività la costruzione dell’autostrada Orte-Mestre genererà problemi ambientali, quali l'ulteriore consumo e distruzione di territorio e paesaggio, danni per la salute e il peggioramento della qualità della vita, oltre che un significativo aggravio economico per i residenti, a causa della introduzione del pedaggio autostradale. Problemi e pedaggio certi, vantaggi da dimostrare “La trasformazione delle E45 in autostrada – ha aggiunto Bartolini – determinerà un cambiamento significativo della qualità della vita degli umbri, anche in termini economici. Quello che per noi è sempre stato gratuito diventerà a pagamento. Mi riferisco alle centinaia e centinaia di famiglie con un pendolare o con un figlio all'università e a tutti coloro che, dovendo andare a Perugia si troveranno costretti a pagare un ticket. Si stimano circa 150 euro mensili per famiglia in più. L’autostrada sarà un salasso per l’economia locale perchè il pedaggio sarà inevitabile per tutti. Ciò è inscritto nella logica stessa del project financing, la formula finanziaria con cui è stato presentato il progetto di autostrada Orte-Mestre, ossia un progetto finanziato da privati che prevede, però, un ritorno economico nelle tasche del finanziatore, in questo caso attraverso il pedaggio e la defiscalizzazione. Quindi se è vero che lo stato pagherà relativamente poco per realizzare quest’opera, solo 1.4 miliardi, perchè 8.6 miliardi saranno anticipati dal finanziatore, è altrettanto vero che  l’opera sarà comunque pagata dai cittadini. “L’unica alternativa al pedaggio – ha concluso la consigliera di Umbertide cambia - sarebbe tornare a circolare nelle strade statali interne, visto che la scelta del mezzo ferroviario non è attualmente praticabile, per orari, condizioni logistiche, ma soprattutto per la mancanza di un reale investimento sulla funzionalità del mezzo di trasporto su rotaia. Le strade statali sarebbero, pertanto, particolarmente sollecitate, considerato anche che a fronte della trasformazione della E45 in autostrada saranno inevitabilmente chiusi molti svincoli che collegano l’arteria con le frazioni e i Paesi con un significativo aumento del traffico sulle strade interne, con un conseguente aumento dei costi di manutenzione a carico delle amministrazioni regionali e comunali. Per non parlare degli enormi disagi che l’ingente afflusso di traffico, leggero e pesante,  in transito sulle nostre città potrà arrecare ai residenti e all’alta pericolosità e al rischio di incidenti ad esso collegati”. Valutazioni oggettive, sulle quali non ci sono risposte. Ordine del giorno bocciato! Perchè Forse gli accordi di potere sono più forti delle argomentazioni. E dell’interesse delle comunità amministrate.

29/07/2014 15:04:52

Notizie » SLIDER Fornace: degrado senza fine

Vetri rotti, porte divelte, muri imbrattati, sporcizia e degrado. Molti la chiamano l’ “ecomostro”, altri invece fanno riferimento ad essa col suo nome di sempre: la Fornace. Un posto abbandonato a se stesso, dove la sporcizia e l’incuria regnano sovrane; un luogo che aveva la vocazione di diventare una nuova zona residenziale di Umbertide con appartamenti, villette a schiera ed esercizi commerciali, ma che nel corso degli anni ha preso sempre più la forma di una città fantasma, conquistata da gruppi di vandali che ne hanno fatto il proprio feudo, aggredendola come un animale indifeso, imbrattandola con bombolette spray e “violentandola” all’interno e all’esterno distruggendo ogni cosa che capitasse loro sotto mano. Del resto, l’allarmante degrado del comparto, è stato recentemente ( giovedì 24 luglio) verificato e ammesso da una ispezione amministrativa promossa dal Comune e coadiuvata dalla locale Arma dei Carabinieri. Nel suo comunicato, il Comune ha espressamente citato il degrado che si è sviluppato all’interno della Fornace, tuttavia non ha parlato né ritenuto opportuno di emettere un’ordinanza a tutela dell’ordine pubblico.  Ma c’è di più. Dietro questi atti vandalici, che non si possono leggere come delle mere bravate, si nasconde anche un odio etnico e razziale. Ebbene sì, l’antisemitismo è sbarcato anche ad Umbertide. Basta vedere le foto ( inviateci in redazione e al direttore da diversi cittadini) per capire come tali fatti non vadano presi sotto gamba; anche questo aspetto xenofobo va combattuto, che sia ignoranza incoscienza o vero e proprio odio. Ed ora, lì, dove avrebbero dovuto risiedere delle famiglie, alcuni come clochard, persone disagiate e senza fissa dimora l’adoperano per passare la notte al sicuro, vivendo al suo interno in condizioni di estremo disagio, senza luce ed acqua. All’ingresso della grande “cattedrale” abbandonata, il benvenuto viene dato ai visitatori da una data, il 2009, che doveva segnare l’anno della fine dei lavori, partiti nel 2005 con una spesa totale di 10 milioni di euro, e dell’avvio delle attività. Il progetto di riqualificazione della ex Fornace, promosso da Regione Umbria e Comune di Umbertide, era diviso in due parti: un blocco faceva capo ad un’iniziativa pubblico- privata, mentre il secondo stralcio (quello esclusivamente di carattere residenziale) era esclusivamente di carattere privato. Veniamo ora ai fatti. Come mai al giorno d’oggi i lavori di costruzione del complesso sono fermi? Semplice: una parte degli imprenditori incaricati per riqualificare l’area hanno avuto guai con la giustizia e per questo i lavori non sono mai stati ultimati. Infatti, come spiega il giornalista umbertidese Riccardo Milletti in un suo reportage, colui che fu il primo proprietario del terreno, Gabrio Caraffini, è stato arrestato nel 2011 per bancarotta fraudolenta poiché avrebbe rilevato con fondi illeciti l’amministrazione straordinaria di due società piemontesi. Il secondo imprenditore finito in guai giudiziari è Raffaele Di Mario, imprenditore molisano che fu scelto da Caraffini per la costruzione del complesso e che in seguito è diventato proprietario dell’area, ma che nel 2008 fece passare la proprietà  e i permessi di costruzione alla Diaphora 1, un fondo immobiliare gestito dalla Sgr Raetia. Nel 2011 la Dima costruzioni, l’azienda di Di Mario, fu dichiarata fallita dal Tribunale di Roma dopo aver contratto debiti per 500 milioni di euro con istituti bancari e nell’aprile dello stesso anno l’imprenditore molisano è finito in manette per bancarotta fraudolenta, reati finanziari, false fatturazioni, per il fallimento della società controllata Nicodemi e per la vendita del centro commerciale romano Dima Shopping Bufalotta a Banca Italease. Dopo il fallimento dell’impresa di Di Mario, Reatia affida i lavori, arrivati quasi al termine (visto che manca solo la costruzione dell’edificio dove una volta sorgeva la storica fornace), all’imprenditore Cosimo De Rosa e alla sua ditta di costruzioni.  Questo è ciò che ha portato all’attuale situazione. Cosa si potrebbe fare per liberare l’intera struttura dallo stato di degrado in cui versa? Quali azioni potranno essere prese per far vedere la luce ad un progetto, quasi naufragato,  che “offende” il centro storico della nostra città e il verde che lo circonda?  Alla politica le risposte, ma dai cittadini arrivano due inviti: non far peggiorare ancora di più la situazione in cui versa l’intero complesso, evitando allarmi sociali per non farlo diventare una zona “off limits”; e che gli umbertidesi possano finalmente usufruirne,magari con una riconversione pubblica che privilegi le finalità sociali e comunitarie. Alessandro MInestrini    

29/07/2014 14:43:31

Notizie » Politica Ufficio informazioni turistiche: chiuso per ferie

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del M5S L’Ufficio di Informazioni Turistiche è rimasto chiuso per ferie, non si è provveduto alla sostituzione temporanea della responsabile, giustamente in vacanza. Siamo al paradosso. L’attuale amministrazione, che in campagna elettorale riteneva necessario distinguersi ponendo particolare attenzione ai servizi che costituiscono dei fattori attrattivi per il turismo, oggi è testimone consapevole di questa mancanza. Sarebbe necessario potenziare l’ufficio di informazioni turistiche, che dovrebbe essere più visibile ed efficiente e soprattutto aperto nei giorni di maggiore affluenza turistica, domeniche e festività varie, anziché lasciarlo chiuso nel periodo estivo quando è notevole l’afflusso turistico per Umbertide.  La pressoché inesistente determinazione di far risorgere il centro storico nonché l’assenza di una progettualità organizzativa da parte della nostra Amministrazione sono state e sono ben evidenti; forse si riteneva che mettendo dei pannelli informativi e rinnovare le targhe delle vie fosse la soluzione ai problemi. Le premesse non sono delle migliori.  Vorremo sapere dall’Assessore al Turismo come intende migliorare l’efficienza del servizio di informazioni turistiche e, soprattutto, quale progetto intende presentare agli operatori del settore per incentivare la domanda turistica sul nostro territorio. C’è tanto da fare, servono idee, energie e sinergie che convergano verso un unico obbiettivo, il tutto corredato da competenze ed iniziative concrete. Il paese non ha bisogno di spot e false vittorie, i teatrini della politica per la promozione della figura del politico di turno sono finiti, è ora di portare a casa risultati non personali, ma per Umbertide.    Movimento 5 Stelle Umbertide

28/07/2014 16:17:29

Notizie » Politica Umbertide Cambia: maggioranza chiusa

Riceviamo e pubblichiamo da Umbertide Cambia Le iniziative della Amministrazione Comunale di Umbertide ed i primi Consigli Comunali disegnano un quadro preciso della situazione politico-amministrativa che si sta delineando e che evidenzia chiaramente cinque aspetti distintivi: primo, una Amministrazione che non cambia passo in tema di partecipazione e trasparenza; secondo, una Amministrazione che si nega al confronto, sottovalutando e marginalizzando il ruolo del Consiglio Comunale: vedi la necessità di chiederne la convocazione da parte delle opposizioni per discutere ordini del giorno ed interrogazioni e l’incontro con i sindacati che anticipa decisioni di competenza del Consiglio stesso, dando per scontate le “proposte” dalla Giunta prima della discussione consiliare; terzo, una chiusura pregiudiziale ed ostile del PD sulle proposte delle opposizioni; quarto, il tentativo della stessa maggioranza di praticare un giochino politicamente scorretto, non votare gli ordini del giorno delle opposizioni per poi presentare un proprio documento sulla stessa materia e sostanzialmente con le stesse proposte, come a dire, non è importante ciò che si dice, ma chi lo dice; quinto, il comportamento responsabile e la risposta matura delle opposizioni che agiscono attraverso proposte concrete e non cadono nella provocazione accettando costruttivamente il confronto, guardando all’interesse della comunità. Lo dicono i fatti. Sono ben 8 gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni negli ultimi due Consigli, e su tutti la maggioranza ha pregiudizialmente votato contro. Mentre Umbertide Cambia e Movimento 5 Stelle, pur non condividendone appieno il contenuto, hanno votato a favore dell’unico documento presentato dal gruppo PD, avente per oggetto la raccolta differenziata dei rifiuti. “Votiamo l’ordine del giorno del PD, seppur generico e per certi aspetti contraddittorio – hanno dichiarato in Consiglio i gruppi di Umbertide cambia e Movimento 5 Stelle – perché comunque impegna l’Amministrazione con soluzioni che noi avevamo già avanzato e che vanno nell’interesse dei cittadini”. Cinque, invece, i voti contrari della maggioranza in occasione dell’ultimo Consiglio (il primo convocato si specifica richiesta dell’opposizione): sul “no” al progetto di trasformazione della E45 in autostrada (Umbertide cambia), sulla costituzione di un fondo per sostenere il diritto allo studio di studenti universitari meritevoli in difficoltà economica, finanziato anche con i compensi spettanti agli amministratori per le attività istituzionali e nominati nelle partecipate (Umbertide cambia), sulla richiesta di una azione ancora più incisiva in materia di trasparenza e lotta alla corruzione (Umbertide cambia), sulla previsione di esenzioni per famiglie in condizioni di disagio economico nella applicazione della nuova TASI (tassa sui servizi indivisibili) e della TARI (tassa sui rifiuti), richieste dal Movimento 5 Stelle con due distinti documenti. Questi “no” si aggiungono ai tre già sentenziati in occasione della seduta precedente (2 luglio): introduzione della tariffa puntuale nel sistema di tassazione relativo alla raccolta dei rifiuti, presentato dal Movimento 5 Stelle; previsione di nuovi elementi di partecipazione nei lavori delle Commissioni (membri esterni, audizioni, possibilità di intervento di soggetti che hanno un interesse legittimo o diffuso), proposto dal gruppo Umbertide cambia; preciso impegno nel contenimento della imposizione fiscale complessiva avanzato da Umbertide viva (la lista di centro destra presente in Consiglio). “Le motivazioni che giustificano le posizioni dell’Amministrazione e della maggioranza – ha dichiarato il capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci - sono spesso tecniche e difensive, aggrappate ad un formalismo che toglie il respiro alla costruzione di un nuovo confronto e di un nuovo orizzonte politico di cui invece la città ha bisogno. Se questa Amministrazione vuole marcare, come ha più volte affermato, una discontinuità rispetto alle stagioni precedenti è necessario che cambi atteggiamento, rispettando tutti e tenendo conto delle proposte che vengono avanzate dai diversi gruppi consiliari. Lo dico pensando alla prossima discussione sul bilancio e sui nuovi tributi comunali, materie sulle quali vogliamo dire la nostra in Consiglio. Per questo ci è sembrato almeno poco educato, ma è più corretto dire irrispettoso, non tanto l’incontro con i sindacati, necessario, quanto l’aver dato pubblicamente per scontate prima ancora che fosse convocata addirittura la Commissione consiliare, decisioni che sono tecnicamente proposte della Giunta, ma che competono al Consiglio Comunale. Qualcuno dirà che è una formalità. Noi riteniamo sia una mancanza di rispetto delle Istituzioni, che la dice lunga su quanto l’Amministrazione creda nel confronto consiliare”.

25/07/2014 12:00:58

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