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Attualità » Primo piano Umbertide piange la scomparsa dell'imprenditore Giuseppe Codovini

L’imprenditore umbertidese Giuseppe Codovini è deceduto la notte scorsa in un tragico incidente stradale. Codovini era azionista e dg della Tiberina Holding, importante azienda del settore automotive con sede ad Umbertide. Grazie al lavoro di Giuseppe Codovini e degli altri soci dell’azienda, la Tiberina Group è diventata, nel corso degli anni, una delle aziende italiane con il maggior incremento di lavoratori. La nostra cittadina piange la scomparsa di un uomo che ha dato ad Umbertide la possibilità di diventare una capitale industriale. Nel 2016 Giuseppe Codovini aveva ricevuto il prestigioso premio ‘’Imprenditore dell’anno’’, conferitogli dalla Ernst&Young. Di seguito il comunicato riguardante il riconoscimento ricevuto da Codovini.   L’Umbria è capitale della produzione industriale per il 2016, grazie alla Tiberina Holding con sede ad Umbertide. Il riconoscimento è avvenuto durante la premiazione “Imprenditore dell’anno” promosso da Ernst&Young a Milano. Mentre il premio generale è andato, giovedì scorso, a Federico Marchetti di Yoox Net a Porter, è con Giuseppe Codovini, azionista e dg di Tiberina Holding, che l’Umbria si è distinta nella più importante categoria Industrial Products. La Tiberina Holding di Umbertide, nata come Metalmeccanica Tiberina nel 1961 e basata sull’azionariato di tre gruppi familiari, oggi fattura oltre 750 milioni di euro con un attivo di 982 milioni, occupa 3mila persone ed ha ormai una vocazione globale, così come richiesto dal partner principale FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Del resto la motivazione dell’importante premio ha sottolineato che la Tiberina Holding ha appunto “creato un’azienda globale attraverso una strategia che ha saputo anticipare la concorrenza e capire e soddisfare appieno i bisogni dei clienti, una strategia basata sulla prossimità al cliente e sull’innovazione costante, attraverso impianti altamente tecnologici e all’avanguardia”. Il costante e progressivo consolidamento del gruppo Tiberina - che fornisce oltre FCA anche BMW e Daimler - come leader nelle lavorazioni meccaniche di estrusi e getti in metallo per il settore automotive è frutto di un’etica del lavoro che ha come fondamenti l’organizzazione aziendale e la capacità di confrontarsi con il cambiamento tecnologico, senza dimenticare l’attenzione al capitale umano. Giuseppe Codovini ripete spesso: “ il mondo è pieno di opportunità, le cose basta vederle e non semplicemente guardarle”. Così, una volta consolidata la propria posizione in Italia, grazie alla strategia di operare in prossimità degli stabilimenti Fiat, con le aziende di Torino, Pomigliano, Melfi, Cassino, Val di Sangro e di Suzzara, nei primi anni 2000 inizia per il Gruppo Tiberina la fase di internazionalizzazione. La prima nazione estera dove si espande il Gruppo Tiberina è la Turchia, iniziativa nata per sostituire Magneti Merelli; nel 2007 Giuseppe Codovini si rende conto che il Gruppo dipende troppo dal mercato italiano e da FIAT (circa il 90%). Pertanto nel 2008 in piena crisi del settore decide di acquisire da una società quotata in USA, che si trovava prossima al fallimento, i plants che questa aveva sia in Germania che in Repubblica Ceca. Questa operazione consente al Gruppo di diversificare ulteriormente non solo i clienti, ma anche di acquisire tecnologie e competenze complementari, che consentono l’inizio di nuova configurazione strategica a livello europeo. Le sfide però, per chi sa che coraggio e razionalità imprenditoriale convivono insieme, non si giocano solo nel perimetro di casa. L’America latina diventa in tal modo il nuovo target di espansione per la Tiberina Holding. Tra il 2012 e il 2014, Giuseppe Codovini e il gruppo dirigente di Tiberina decidono di aprire uno stabilimento in Brasile di fronte a quello dell’IVECO, un altro con alto contenuto di innovazione dei processi a Cordoba in Argentina, vicino a quelli di General Motor, FCA e Volkswagen. Lo stesso successo e logica organizzativa vengono trasferiti in Brasile nello Stato di Minas Gerais e successivamente in Pernambuco presso il Jeep Supplier Park. In 4 anni Tiberina ha in tal modo configurato una forte Manufacturing Footprint. Al centro del prodotto/processo - incentrato nella ricerca e applicazione di nuovi materiali - sta dunque, per usare le parole dello stesso Codovini, la “cultura dell’innovazione permanente”, ma anche la velocità di azione-organizzazione, riconosciuta dalla stessa Fca con il premio FCA Partner of the Year 2015. Informazione Locale con il suo editore, il direttore e la redazione, si stringono attorno alla famiglia di Giuseppe Codovini, in questo momento di grande dolore per l’intera cittadina di Umbertide.  

17/09/2017 12:29:41 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: rumeno arrestato per sequestro di persona e tentata violenza sessuale

A dare l’allarme è stato il marito che si è presentato alle tre del mattino del 12 settembre scorso in Questura a Perugia e ancora sotto shock, ha riferito ai poliziotti che la moglie era stata rapita. Un romeno del 1991, raccontava che mentre si trovava nel parco Chico Mendez, nel capoluogo umbro, con la coniuge, un parente, unitamente ai suoi due figli di 22 e 14 anni, aveva afferrato la donna costringendola con la forza a salire su un’auto. Il 40enne infatti, guadagnatosi con la forza il ruolo di capofamiglia, già da tempo aveva obbligato il 26enne e la moglie a prestargli dei servigi tra cui la consegna di danaro. Da ultimo voleva che il 26enne apponesse delle firme per avviare una pratica di sinistro stradale con feriti relativo ad una vettura intestata alla moglie del 40enne, facendo dichiarare falsamente a quest’ultimo di essere stato alla guida del mezzo coinvolto nell’incidente per ottenere la liquidazione di un indennizzo dall’assicurazione. Ciò anche perché tale dichiarazione non sarebbe potuta essere fatta dallo stesso rapitore poiché privo di patente di guida. Data la situazione e ricevute indicazioni dall’uomo sul luogo nel quale si sarebbe potuta trovare la moglie, i poliziotti si recavano immediatamente nell’appartamento ove risiede il 40enne in zona strada Eugubina. Dopo aver più volte intimato di aprire la porta, i poliziotti riuscivano ad accedere all’abitazione ove identificavano altri soggetti, tutti romeni, appartenenti al nucleo familiare del 40enne. In cucina, isolata dal gruppo, gli agenti trovavano la donna visibilmente terrorizzata e che, a stento, riusciva a spiegare agli operatori l’accaduto, confermando la versione del marito e la partecipazione al rapimento anche dei due figli dell’uomo. La donna, però, raccontava altresì che nel momento in cui era stata afferrata dal 40enne, prima di essere costretta a salire in macchina, quest’ultimo aveva tentato di costringerla ad un rapporto orale picchiandola per vincere la sua resistenza. Per le percosse subite veniva condotta in ospedale dal quale, ricevute le cure del caso, veniva dimessa con prognosi di 5 giorni. Il 40enne ed i due figli venivano condotti in Questura e compiutamente identificati: a carico di tutti emergevano reati contro il patrimonio e la persona. Padre e figlio maggiore risultavano, altresì gravati da numerosi fogli di via da altrettanti comuni sparsi su ampia parte del territorio nazionale. Gli approfondimenti investigativi confermavano la sussistenza di una pratica di sinistro per la quale era stato indicato quale conducente del veicolo proprio il marito della rapita e che risultava in attesa di essere trattata, verosimilmente, proprio per la mancanza della firma di quest’ultimo. Per il 40enne ed il 22enne è scattato l’arresto: per entrambi il reato contestato è concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione e, per il solo padre, anche tentata violenza sessuale. Il figlio 14enne, invece, è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione ed affidato alla madre.

14/09/2017 19:01:20 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: Carabinieri arrestano due spacciatori vicino la stazione di Sant’Anna

Nella serata di ieri, i Carabinieri di Perugia hanno inferto un altro colpo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti del capoluogo umbro. I militari delle stazioni di Perugia e Perugia Fortebraccio, nel corso di un mirato servizio finalizzato al contrasto del traffico di droga nelle zone della città considerate più a rischio, grazie anche alla fattiva collaborazione di alcuni residenti che hanno segnalato al 112 anomali “movimenti” di giovani tossicodipendenti, hanno tratto in arresto due cittadini tunisini, entrambi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’anonima segnalazione al 112 non dava adito a dubbie interpretazioni: “due ragazzi stranieri stanno spacciando nei pressi della Stazione ferroviaria di Sant’Anna”. Immediato l’intervento dei Carabinieri che, entrati in azione, hanno neutralizzato i due magrebini, mentre erano intenti a contabilizzare i guadagni della loro fiorente attività. I due individui, vistisi scoperti, al fine di eludere il controllo e sottrarsi alle proprie responsabilità, hanno tentato la fuga in direzioni opposte, sperando di farla franca e ignari del fatto che le pattuglie avevano loro bloccato ogni percorso. Mentre uno dei fuggitivi si è arreso all’evidenza, consegnandosi spontaneamente, l’altro, più giovane d’età, non si è rassegnato, scaraventandosi contro i militari che gli sbarravano il passaggio. Ne scaturiva una colluttazione, al termine della quale i Carabinieri, sebbene feriti, sono riusciti ad ammanettarlo. A seguito delle perquisizioni personali effettuate sul posto, i due sono stati trovati in possesso: il più giovane, di due involucri di cocaina, del peso complessivo di circa un grammo, di tre telefoni cellulari e della somma di 1.103 euro, suddivisa in banconote di vario taglio; l’altro, di 24 bustine termosaldate, contenenti complessivamente 14 grammi circa di eroina, 12 stecche di hashish del peso di 25 grammi circa e della somma di 82 euro. Gli arrestati sono stati tradotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il più giovane dovrà anche rispondere del reato di lesioni, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale. Infatti, per due dei Carabinieri intervenuti è stato necessario fare ricorso alle cure mediche, in conseguenza della colluttazione, riportando una prognosi rispettivamente di 30 e 7 giorni.

14/09/2017 12:19:43 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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