Notizie » SLIDER Moschea ad Umbertide: l'amministrazione Comunale risponde a Guasticchi

L'Amministrazione comunale di Umbertide risponde al Vicepresidente vicario del Consiglio Regionale dell'Umbria, nonchè concittadino umbertidese Marco Vinicio Guasticchi, in merito alle critiche sollevate da quest'ultimo riguardo la costruzione del nuovo centro culturale islamico nella zona industriale di Madonna del Moro. "Guasticchi dovrebbe sapere, essendo anch'egli umbertidese - viene detto - che in questa città il processo di integrazione ed accoglienza degli immigrati, valori fondanti della cultura di sinistra, si è sviluppato sin dagli anni Novanta ed è andato avanti positivamente, consentendo alla comunità musulmana si integrarsi nel territorio e alla nostra città di crescere. Sono infatti molte le imprese umbertidesi che producono e crescono grazie anche alla manodopera di immigrati e non sono poche le famiglie che affittano case a stranieri o che a loro stessi affidano la cura dei propri anziani e di questo la nostra comunità non può che esserne fiera. Dichiarazioni come quelle espresse dal vicepresidente Guasticchi, molto più vicine alla cultura di centrodestra che alla cultura del partito al quale dovrebbe avere l'onore di appartenere, non fanno altro che creare un clima ostile nei confronti degli immigrati, che però è totalmente estraneo alla cultura e alla storia della nostra città. Tutto questo con l'unico obbiettivo di denigrare l'operato, coerente e trasparente, di un'Amministrazione che lui stesso ha sostenuto alle elezioni amministrative del 2014 e alla quale invece oggi si oppone come la più critica delle opposizioni. E' inoltre patetico il riferimento che il vicepresidente Guasticchi fa ai valori del Cristianesimo, dal momento che, da buon cristiano come lui stesso si professa, non dovrebbe avere problemi ad accogliere e ad includere, così come a consentire lo svolgimento di culti diversi dal proprio credo. E per fare ancora più presa nel sentire comune, parla addirittura di moschea gigante, quando dei 1.300 mq circa della struttura, alla sala polivalente sono destinati circa 400 mq, pari alle tante altre sale polivalenti (circoli, centri culturali, cva) sparse sul territorio comunale, e comunque non certo “giganti”, soprattutto se rapportati al numero dei fedeli musulmani che nel nostro territorio raggiungono le 2.000 unità. Insomma, alla luce di tutto ciò, le dichiarazioni del vicepresidente Guasticchi sembrano soltanto polemiche strumentali e meschine, che cercano di far leva sulle paure della gente ma che, siamo convinti, non andranno ad intaccare quella cultura dell'accoglienza e dell'inclusione di cui la nostra comunità deve andare fiera e che questa Amministrazione continuerà a difendere strenuamente nell'interesse di tutti i cittadini umbertidesi".

05/04/2016 18:53:25

Notizie » SLIDER Il Tar blocca l'impianto a biomassa di Pian d'Assino. Vittoria del Comitato Verde

Riceviamo e pubblichiamo Con una propria sentenza  il Tar dell’Umbria blocca l’autorizzazione a costruire l’impianto a Biomassa in località Pian d’Assino. Questa è una grande vittoria della cittadinanza contro Comune, Provincia e Regione sordi alle vere necessità del territorio.  Per una volta assistiamo alla vittoria del buon senso contro le mille promesse mancate dell’amministrazione. Era il 30 maggio 2013 quando, dopo la notizia del progetto riguardante la costruzione di una centrale a biomassa nella zona industriale di Pian d'Assino, si costituì il Comitato Verde Pian d'Assino. Il comitato nasceva all’indomani di una riunione indetta dall’amministrazione comunale, con la quale si informavano i residenti della costruzione di un impianto a biomassa, che si sarebbe aggiunto alle altre industrie presenti in zona. Un sito quindi già fortemente provato. Da allora inizia la “battaglia” del comitato a difesa del proprio territorio, pronto a gridare le proprie ragioni con un susseguirsi di manifestazioni, di incontri e di assemblee pubbliche. La centrale avrebbe incrementato ulteriormente quelli che sono valori inquinanti nell'aria già oltre la norma, dannosissimi per la salute di tutta la popolazione di Umbertide e non solo. Nei prossimi giorni si terrà presso palazzo Cesaroni la conferenza stampa dove verranno approfonditi tutti gli aspetti inerenti alla vicenda. Comitato Verde Pian D’Assino

04/04/2016 12:27:31 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Moschea ad Umbertide Guasticchi attacca amministrazione

L'ultimo presidente della Provincia di Perugia prima della riforma, l'umbertidese Marco Vinicio Guasticchi, attuale Vicepresidente vicario del Consiglio Regionale umbro,renziano della prima ora, esponente cattolico del Partito Democratico, attacca l'operato dell'amministrazione Locchi, in merito alla costruzione ad Umbertide di un centro culturale islamico di notevoli dimensioni. Guasticchi dichiara in una nota:   “La vicenda della moschea ha di nuovo messo in evidenza l’arroganza di una parte di dirigenza politica e amministrativa del Pd umbertidese. Si è fatta una scelta sopra la testa dei cittadini, considerati poco o nulla nelle scelte politico-amministrative della nostra comunità. Una moschea di oltre mille metri quadrati con tanto di minareto per scandire le ore di preghiera. Uno schiaffo alla nostra cultura cattolica e alla nostra storia, caratterizzata sempre da un atteggiamento accogliente e di apertura, ma stavolta si è veramente passato il segno”. Un cambio di destinazione urbanistica effettuato nel 2012 ha trasformato questa area ad hoc. Destinazione per attività culturali e ricreative. Forse la numerosa comunità islamica umbertidese  interessa troppo ai suddetti politici locali. Sicuramente tutte le procedure sono state regolari sia nel vendere il terreno che per dare la concessione, ma un’amministrazione oculata deve anche preoccuparsi delle tensioni sociali che certe iniziative innescano. La politica dello struzzo non è più praticabile a Umbertide e i cittadini, che tutto sono tranne che razzisti, oggi si sentono presi in giro da coloro di cui si fidavano. Non è normale costruire una gigantesca moschea in una cittadina di poco meno di ventimila abitanti”.

03/04/2016 13:24:31

Notizie » Società Civile Gatti di Canoscio: è polemica sullo spostamento del rifugio

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo amaro di una volontaria del Rifugio Enpa di Canoscio « La storia dei gatti di Canoscio è la seguente: Credo che la colonia sia nata circa 25anni fa, quando, nella casa più’ vicina al santuario abitava un’anziana donna, ormai sola, che aveva cani e gatti. Quando in relazione alla sua perdita di autonomia dovette andare al Muzi Betti, nota istituzione cittadina, chiese aiuto per i suoi animali.  I cani furono adottati, i gatti ovviamente rimasero li e si moltiplicarono. I parroci che si sono susseguiti nel tempo furono sempre molto tolleranti: la zona e’ vasta e verde, c’è posto per tutti. Uno  dei parroci diede il permesso ai volontari Enpa di costruire un rifugio per i mici, molto razionale, situato nella scarpata a destra, venendo dal parcheggio, ben nascosto dalle siepi, esposto al sole, sicuro e pulito. Furono costruite scalette per accedervi. Io ho visto questa bella struttura 5 anni fa circa, passando per caso durante una passeggiata, ho capito che i frati che gestivano allora il santuario, molto poveri, non si occupavano dei gatti e ho iniziato a portare cibo con regolarità, avendo così modo di conoscere un’ altra volontaria che da tempo si occupava dei mici. Negli anni ci siamo organizzate in modo che ai mici non mancasse mai il necessario e siamo riuscite a fare sterilizzare 2 gatte, a curare un micino malato e darlo in adozione. Altri volontari hanno dato il loro importante contributo. Tre anni fa circa il rettore del santuario ha ipotizzato uno spostamento del rifugio, in previsione della costruzione di un orto. Ci siamo incontrati, abbiamo prospettato  insieme uno spostamento di circa 100 metri in direzione della cosidetta casa del tesoro, sempre nella stessa scarpata, area attigua al rifugio, ben esposta al sole, vicina alla zona che per i mici era familiare e dove si sarebbero potuti adattare . Non se ne fece nulla, i frati si resero conto che gatti e orto non erano incompatibili. Arrivando al presente, giunge il nuovo prete e da subito, la prima cosa che si viene a sapere è che non vuole i gatti, con tutti i problemi della diocesi, appare subito evidente che questa ossessione per lui è prioritaria. Ci poniamo in un atteggiamento non aggressivo, ma di attesa e disponibilità, vigilando comunque. Negli ultimi due giorni veniamo a sapere con orrore che la colonia è stata spostata, senza chiedere niente a nessuno, senza rispetto per i gatti e per le persone che per anni li hanno seguiti e curati. I gatti si sono trovati privi dei loro rifugi, di quella che era stata la loro casetta da sempre, disperati e piangenti. Mani estranee hanno preso le loro-nostre cose, le cucce , i contenitori per il cibo e li hanno trasferiti dalla parte opposta della collina di Canoscio, verso nord, un luogo esposto a venti e brina, umido, lontano e sconosciuto, un luogo dove non andranno mai. Intanto i gatti si sono dispersi, lo scopo del buon parroco è stato raggiunto, non dovrà più sostenere l’orrore di incontrare una decina di poveri gatti all’uscita della sua vuota canonica di 500 metri quadri, dove vivono in due. Questa è la storia, fino ad ora, vedremo cosa si può fare per rimediare a questo scempio. Intanto il prete cerca di cavalcare i media locali affermando che non ha distrutto il rifugio dei gatti ma lo ha solo spostato. Per quello che mi riguarda continuerò a portare i crocchi come facevo prima e se necessario li metterò nella riproduzione della grotta di Lourdes, così gatti e cibo saranno al riparo. La Madonna capirà, non è una donna di potere.»   Marcella Chialli  

02/04/2016 10:28:22 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide Cambia: proposte che presenteremo in Consiglio Comunale

Riceviamo e pubblichiamo il documento proposto nell'Assemblea pubblica tenutasi nella serata di mercoledì 30 marzo, che Umbertide Cambia presenterà in Consiglio Comunale come ordine del giorno   «Premessa Il progetto che proponiamo implica due condizioni che, peraltro, si richiamano a vicenda: agire dentro la lealtà costituzionale, assumendo come punto di osservazione il solo piano politico; garantire la disponibilità all’integrazione.   Questione specifica Centro islamico-Moschea. Data la reale situazione (compravendita del terreno avvenuta, inizio dei lavori, ecc.) si tratta ora di contemperare le diverse esigenze e la reciprocità dei diritti. In questo senso proponiamo: se il Centro islamico, come sostiene la stessa Amministrazione, ha pari dignità del Centro culturale San Francesco, analogamente a questo ci sembra opportuna la costituzione di un Comitato di garanzia e scientifico, terzo e neutro, che insieme agli organi del Centro Islamico definiscano eventi, progetti, percorsi ecc., in modo da cementare l’incontro di cittadinanza tra privato (il Centro islamico) e pubblico. Richiesta all’Amministrazione e al Centro islamico, constata la difficoltà finanziaria del Centro e la lunghezza del completamento dei lavori (si parla di tre anni), di una riduzione del progetto, salvaguardando tutti i diritti acquisiti. Nelle more si auspica il trasferimento dell’attuale Centro di Via Battisti in un luogo più consono e adeguato. La possibilità da parte del Centro islamico di far conoscere e far partecipare alla cittadinanza il contenuto della Khūtba – Sermone del venerdì – così da stabilire un dialogo aperto e significativo.   Potenziamento dei diritti della comunità musulmana. Nel percorso di reciproco riconoscimento, verso una concreta integrazione e lungi dall’idea di assimilazione dell’Altro, proponiamo alcuni percorsi pubblici che stano dentro la legalità costituzionale e la moltiplicazione dei diritti: costituire, sollecitando l’Amministrazione comunale, un luogo specifico per la sepoltura dei cittadini di religione islamica, da gestire autonomamente da parte della comunità musulmana. Avendo riguardo alla distinzione tra libertà religiosa e libertà di culto, ex art. 19 Costituzionale e 9 della CEDU, invitare le mense delle scuole (perché non vi è alcun obbligo in questo senso) alla distribuzione di carne e cibo halal , modalità e costi da definire con la comunità islamica. Supportare la mobilità sociale della nuove generazioni con specifici interventi a sostegno dello studio, unico strumento di reale emancipazione.   Impegni e doveri del Centro islamico e della comunità musulmana nei confronti della legalità costituzionale. Consapevoli che l’esercizio della religione islamica fuori dal Paese di origine è sostanzialmente differente da quello nei Paesi europei, nonché prendendo atto che ancora nella cultura e religione musulmana rimangono delle diseguaglianze e discriminazioni rispetto alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e alla nostra Costituzione - come quella tra uomo e donna e quella tra musulmano e non musulmano – si indicano alcuni concreti percorsi di riconoscimento, di legalità e cittadinanza: Partecipazione di alcuni rappresentanti del Centro islamico, in particolare donne, al Centro pari opportunità e al Centro antiviolenza di Umbertide, con incontri periodici sullo status dei diritti della donna all’interno della comunità islamica umbertidese. Definizione di un seminario annuale, a cura dei Servizi sociali di Umbertide (e della Zona sociale) sullo status dei diritti dei minori e del diritto allo studio dei giovani cittadini di matrice musulmana. Partecipazione e contributo del Centro islamico di Umbertide alle manifestazioni per il Giorno della memoria (27 gennaio) in ricordo della Shoah, al fine di rafforzare la lotta all’antisemitismo e per fugare dubbi su ogni discriminazione razziale. Organizzare un autonomo forum-incontro annuale, senza intervento dell’Amministrazione o di altri organi statuali, delle associazioni religiose ad Umbertide che, come il Centro islamico, operano nel volontariato e nel Terzo settore.   Percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione Dal punto di vista politico-istituzionale, si tratta di rafforzare le rappresentanze delle diverse comunità ed etnie con un processo dal basso che trovi sbocco, però, negli organi decisori. Visto il sostanziale fallimento della Consulta degli stranieri e prendendo atto dei cambiamenti sociali dovuti ai processi in atto, si propone: di creare un Consiglio cittadino delle comunità diverse dall’italiana con rappresentanti eletti democraticamente e autonomamente dalle stesse comunità (uno per comunità), che possa servire anche come organo di interfaccia informativo per la sicurezza e l’ordine pubblico, oltre che avere sostanza politica. Stabilire un dialogo aperto e continuo con le Forze dell’ordine da parte del Centro Islamico per facilitare e rafforzare la politica della prevenzione Istituire il Consigliere aggiunto nel Consiglio comunale di Umbertide. »     Associazione culturale Umbertide cambia Gruppo consiliare Umbertide cambia  

31/03/2016 15:27:35 Scritto da: Eva Giacchè

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