Notizie » SLIDER Oltre 200 persone in marcia per dire no alla guerra

Oltre 200 persone hanno sfilato in marcia da San Faustino fino al cuore di Umbertide per dire “no” ad ogni forma di violenza, a cent'anni esatti dall'entrata in guerra dell'Italia. Domenica 24 maggio è stata infatti la data scelta dal Coordinamento per la pace Umbertide – Montone – Lisciano Niccone e dall'Anpi per dichiarare pace al mondo intero e per rendere omaggio ai tanti concittadini che persero la vita per colpa della guerra. La seconda edizione della Marcia per la pace “La memoria cammina con noi”, patrocinata da Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comuni di Umbertide, Montone, Lisciano Niccone e Pietralunga ed accreditata dalla Presidenza del Consiglio del Ministri – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale ed inserita quindi nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale, ha preso avvio da San Faustino, in ricordo dell'omonima brigata proletaria d'urto, per percorrere a piedi i circa 10 km lungo la provinciale 203 che conducono ad Umbertide, dove il corteo ha fatto il suo ingresso, simbolicamente, da via dei Patrioti per poi giungere al club Cremona e rendere omaggio agli umbertidesi che combatterono nel Gruppo Cremona. Tante le persone che non si sono fatte scoraggiare dalle nubi che minacciavano pioggia e che hanno colorato una giornata decisamente grigia facendo sventolare nell'aria le bandiere della pace; presenti i sindaci dei Comuni di Umbertide e Lisciano Niccone e il vicesindaco di Montone, accompagnati dai gonfaloni, presente anche Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace e organizzatore della Perugia-Assisi; in marcia anche una folta delegazione della comunità musulmana residente ad Umbertide. Dopo quasi dieci chilometri immersa nel verde intenso delle campagne di Umbertide e Pietralunga, la marcia, aperta da giovani e studenti dell'istituto “Leonardo Da Vinci”, ha fatto il suo ingresso in città dove ad aspettarla c'era, oltre a molti umbertidesi, anche la banda musicale cittadina diretta dal maestro Cerrini che l'ha accompagnata fino al club Cremona. Qui la responsabile del Coordinamento per la pace Giuseppina Gianfranceschi ha consegnato ai rappresentanti delle istituzioni presenti la dichiarazione di pace, scritta in bianco su foglio nero, che tutti i cittadini sono stati invitati a firmare e che verrà poi custodita presso l'archivio storico del Comune di Umbertide. Poi, dopo gli interventi dei sindaci, la parola è passata agli studenti del “Leonardo Da Vinci” che hanno letto alcuni pensieri e poesie sulla pace. Quindi è stata la volta dell'inaugurazione del parco Cremona, oggetto di un intervento di riqualificazione finanziato con fondi europei dal Gal Alta Umbria, e del monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, che riporta i nomi dei 268 umbertidesi che persero la vita a causa dell'inutile strage e che il Coordinamento per la pace ha voluto simbolicamente consegnare alle nuove generazioni per far sì che il ricordo di chi è morto per la libertà contribuisca a costruire un mondo di pace. Le celebrazioni sono poi proseguite nel pomeriggio con l'Amministrazione Comunale che ha consegnato una pergamena ai familiari dei 180 militari umbertidesi morti e dispersi durante il secondo conflitto mondiale.                    

25/05/2015 14:26:23

Notizie » SLIDER Prima Guerra Mondiale: il sacrificio degli umbertidesi

di Francesco Cucchiarini Il 24 maggio 1915, l’Italia entrava in guerra contro l’Austria, a fianco dell’Intesa: Regno Unito, Francia e Russia. La dichiarazione di guerra fu diramata il 23 maggio. Iniziò così la Grande Guerra anche per l’Italia. Il conflitto portò al massacro 651mila soldati italiani, tra questi c’erano anche 268 umbertidesi.  A cento anni di distanza, vogliamo rendere omaggio a quanti partirono dalla nostra cittadina per servire la Patria, molti dei quali non fecero più ritorno. Alunni Andrea, di Luigi, di anni 24. Soldato del 241° Fanteria, deceduto il 22 maggio 1918 a Umbertide per malattia. Alunni Giovanni, di Giuseppe, di anni 23. Soldato del 20° Fanteria, deceduto il 17 agosto 1916 nell’ospedale da campo n. 76 per “ferita da pallottola di fucile all’addome penetrante in cavità”, riportata sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sepolto a Romans. Alunni Nazzareno, di Giuseppe, di anni 35. Soldato del 20° Fanteria, deceduto il 15 aprile 1917 nell’ospedale da campo n. 75 per “ferita da scheggia al torace destro penetrante in cavità” riportata a Castagnevizza (Carso). Sepolto a Sagrado. Alunni Paolo, di Giuseppe, di anni 22. Carabiniere, deceduto il 16 luglio 1918 a Bracciano per “postumi di ferite”.  Alunni Pasquale, di Luigi, di anni 20. Soldato del 132° Fanteria, caduto il 23 ottobre 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo).  Alunni Tullini Amedeo, di Domenico, di anni 26. Soldato del 213° Fanteria, disperso il 27 giugno 1916 sull’Altopiano di Asiago in combattimento. Alunni Tullini Ernesto, di Nazzareno, di anni 20. Soldato del 213° Fanteria, caduto il 10 giugno 1917 sul Monte Forno per ferite riportate in combattimento (Altopiano di Asiago). Alunno Anacleto, di anni 22. Soldato del 37° Fanteria, caduto il 13 ottobre 1914 a Zuetina (Bengasi) per “ferite d’arma da fuoco” subite nel combattimento in località Sidi Faragi. Sepolto a Zuetina. Alunno Arcangelo, di Pancrazio, di anni 20. Soldato del 6° Alpini, disperso il 25 giugno 1917 sul Monte Ortigara (Altopiano di Asiago) Amantini Genesio, di anni 27, colono. Soldato, deceduto il 1° maggio 1916 a Umbertide per malattia. Ambrosi Domenico, di anni 34. Soldato del 1° Genio, deceduto il 17 novembre 1918 a Perugia per malattia. Aranci Roberto, di anni 26. Soldato del 226° Fanteria, disperso il 15 luglio 1916 sul Monte Zebio (Altopiano di Asiago). Baffetta Guglielmo, di anni 23. Soldato del 6° Bersaglieri, deceduto il 17 settembre 1918 a Passignano per malattia. Bagianti Michele, di anni 20, di Verna. Soldato del 213° Fanteria, deceduto il 1° luglio 1916 sull’ospedale da campo n. 0104 per “ferita d’arma da fuoco penetrante all’addome”, riportata sull’Altopiano di Asiago. Sepolto a Dueville (VI). Ritratto ne “Il Dovere”, 23 luglio 1916.  Baldacci Francesco, di anni 26. Soldato del 132° Fanteria, caduto il 3 novembre 1916 a Opacchiasella (Carso) per “ferite multiple da granata alla coscia destra, al torace e al gomito destro”. Sepolto a Dolina della Madonna, “sulla strada per Vizintini”. Baldassarri Emilio, di anni 23. Soldato del 139° Fanteria, caduto il 19 agosto 1917 sull’Altopiano del Carso, a quota 219, per “ferite da pallottole di mitragliatrice”. Sepolto sul posto. Baldelli Giuseppe, di anni 26. Soldato del 129° Fanteria, caduto il 6 luglio 1915 sul Monte Podgora (Medio Isonzo). Balsami Armando, di anni 20. Caporale del 76° Fanteria, caduto il 22 novembre 1915 per “ferita da scheggia alla gamba destra con frattura e ferite multiple” subite a Ronchi (Basso Isonzo). Sepolto sul posto. Bambini Angiolo, di anni 34. Soldato della 153ª Batteria Bombardieri, deceduto il 2 marzo 1918 in prigionia per “catarro agli apici polmonari”. Sepolto a Wolynaski (Russia). Barberi Federico, di Tommaso, di anni 28. Soldato del 21° Fanteria, deceduto il 24 gennaio 1916 a Carrara per malattia. Barberi Giovanni, di Ventura, di anni 23. Soldato del 158° Fanteria, deceduto il 19 gennaio 1918 nell’ospedale da campo n. 165 per “vasta ferita al gomito, all’avambraccio, coscia e ginocchio sinistro, con frattura delle ossa”, riportata in Val Frenzela (Altopiano di Asiago). Sepolto a Conco. Barberi Vincenzo, di Pasquale, di anni 22. Soldato del 22° Fanteria, disperso il 16 novembre 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Bassetti Eugenio, di anni 31. Soldato del 26° Fanteria, deceduto il 17 agosto 1918 in prigionia. Battazzi Silvio, di anni 19. Soldato del 56° Fanteria, disperso il 24 agosto 1917 nel Medio Isonzo. Beacci Giuseppe, di anni 27. Soldato della 105ª Compagnia Mitraglieri, travolto il 20 settembre 1916 da una valanga “che lo precipitò nel sottostante burrone”, in località Passo della Vena (Monte Pasubio, Trentino). Becchetti Giuseppe, di anni 22. Soldato del 223° Fanteria, deceduto il 19 gennaio 1919 a Monza per malattia. Belardinelli Egidio, di anni 27. Soldato del 129° Fanteria, caduto il 13 dicembre 1915 sul Monte San Michele  (Basso Isonzo) per “frattura alla base del cranio”. Sepolto a Sagrado. Belia Giuseppe, di anni 27. Soldato del 3° Bersaglieri, deceduto il 16 luglio 1915 nella 18ª Sezione Sanità per “ferita d’arma da fuoco” riportata sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Sepolto ad Andraz. Bellezzi Altobrando, di anni 29. Soldato del 51° Fanteria, caduto il 15 agosto 1918 a Reims (Francia). Bernardi Basilio, di anni 19. Soldato del 126° Fanteria, disperso il 12 ottobre 1916 nei combattimenti alla “Trincea Zero” del Monte Pecinka (Carso). Bernardini Gildo, di anni 20. Soldato del 63° Fanteria, caduto il 2 luglio 1915 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo). Berti Giuseppe, di anni 36. Soldato del 15° Fanteria, deceduto il 17 gennaio 1919 sulla nave “Italia” per malattia. Biancalana Giuliano, di anni 40. Soldato della Centuria Lavoratori, deceduto il 24 agosto 1918 a Verona per malattia. Biccini Alessandro, di anni 39. Soldato del 17° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 5 gennaio 1918 nell’ospedale da campo n. 0107 per malattia. Bigerno Egidio, di Luigi, di anni 27. Soldato della 313ª Compagnia Mitraglieri, caduto l’8 settembre 1917 sull’Altopiano del Carso. Bigerno Raffaele, di Luigi, di anni 21. Soldato del 30° Fanteria, deceduto il 14 settembre 1915 a Ravenna per malattia. Birri Francesco, di anni 20. Caporale del 135° fanteria, caduto il 24 gennaio 1916 a Oslavia (Medio Isonzo) per “scoppio di granata nemica”. Sepolto sul posto. Biti Gettulio, di anni 19. Soldato della 651ª Compagnia Mitraglieri, caduto il 5 agosto 1918 alle Fornaci di Monastier (Piave) per “ferite da pallottole di mitragliatrice al torace, all’addome e al braccio destro”. Sepolto nel cimitero di Monastier. Boldrini Ginesio, di anni 25. Soldato del 125° Fanteria, disperso il 1° novembre 1915 sul Monte Kuk (Medio Isonzo). Borchiellini Stefano, di anni 30. Soldato del 6° Bersaglieri, disperso il 18 settembre 1915 nella Conca di Plezzo (Alto Isonzo) Brachini Silvio, di anni 25. Soldato del 63° Fanteria, deceduto il 21 luglio 1917 nella 21ª Sezione Sanità a Sukodol (Macedonia) per ferite. Bracci Quintilio, di anni 27. Soldato del 129° Fanteria, deceduto il 14 dicembre 1915 nell’ospedale da campo n. 63 per “gangrena gassosa consecutiva a ferite al braccio sinistro con frattura dell’omero, lesioni vascolari” riportate sulle pendici nord del Monte San Michele, località Rocce Rosse (Basso Isonzo). Sepolto “sulla strada per Udine”. Brachelente Dante, nato il 18 marzo 1898. Soldato del 257° Fanteria, scomparso in prigionia. Briganti Filippo, di Giacomo, di anni 33. Soldato del 214° Fanteria, caduto il 19 giugno 1917 sul Monte Forno (Altopiano di Asiago) per “ferita d’arma da fuoco”. Briganti Francesco, di Vincenzo, di anni 42. Sergente del 237° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 3 novembre 1918 a Città di Castello per malattia. Briganti Giuseppe, di Guglielmo, di anni 22. Soldato del 92° Fanteria, deceduto il 16 ottobre 1915 nell’ospedale da campo n. 044 per “meningite cerebro-spinale”. Sepolto a Forno di Zoldo (Belluno). Bruschi Rinaldo, di anni 32. Soldato del 27° Fanteria, deceduto il 13 novembre 1915 nell’ospedale da campo n. 230 per “enterite specifica” contratta sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Cormons. Bugiardini Aroldo, di Francesco, di anni 22. Caporale del 14° Fanteria, caduto il 25 novembre 1916 a Volkovnjak, quota 126 (Carso), per “scoppio di granata nemica”.  Bugiardini Giuseppe, di Cesare, di anni 25. Soldato del 129° Fanteria, caduto il 23 ottobre 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Bulagna Giulio, di anni 31, nato a Perugia il 19 aprile 1886. Soldato del 25° Fanteria, caduto il 13 luglio 1917 a Vertojba inferiore (Basso Isonzo) “per sfracellamento del cranio da bombarda”. Sepolto sul posto. Bussotti Ippolito Leopoldo, di Francesco, di anni 26. Soldato del 129° Fanteria, deceduto il 2 novembre 1915 nell’ospedale da campo n. 98 per “ferite d’arma da fuoco con frattura del cranio” subite nelle trincee di Peteano (Basso Isonzo). Sepolto a Romans. Bussotti Lazzaro, di Camillo, di anni 26. Soldato del 51° Fanteria, caduto il 3 agosto 1916 sul Monte Mesola, “Rocce nord” (Dolomiti), per “ferite multiple da scheggia di granata”. Cagnini Annibale, di anni 42. Soldato del 200° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 24 dicembre 1917 a Umbertide per malattia. Calbocci Giuseppe, di anni 21. Caporale del 22° Fanteria, caduto il 30 agosto 1917 sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo) per “ferita da pallottola esplosiva all’emitorace sinistro”. Sepolto sul posto. Caldari Domenico, di anni 36. Soldato del 17° Fanteria, deceduto il 13 novembre 1917 ad Ascoli Piceno per “ustioni gravi e diffuse”. Camelia Nello, di anni 21. Soldato dell’ 8° Bersaglieri, deceduto il 2 maggio 1920 a Bastia per malattia. Cantarelli Domenico, di Giovanni, di anni 31. Soldato del 202° Fanteria, caduto il 1° novembre 1916 a Opacchiasella (Carso). Sepolto sul posto. Cantarelli Sante, di Domenico, di anni 23. Soldato del 29° Fanteria, deceduto il 21 febbraio 1916 a Potenza per malattia. Cantarini Angelo, di anni 31. Soldato del 212° Fanteria, caduto il 28 agosto 1917 sull’Altopiano della Bainsizza, “località Zavarck” (Medio Isonzo), per “scoppio di granata”. Sepolto sul posto. Capaccioni Nazzareno, di anni 20. Soldato del 6° Alpini, caduto il 19 giugno 1917 sul Monte Ortigara (Altopiano di Asiago). Caprini Angelo, di anni 26. Soldato del 3° Bersaglieri, deceduto il 23 ottobre 1915 nell’ospedale da campo n. 51 per “ferita d’arma da fuoco trasfossa al cranio”, riportata sul Monte Colbricon (Dolomiti). Caprini Giovanni, di David, di anni 21. Soldato dell’8° Alpini, caduto il 26 ottobre 1918 sul Monte Solarolo (Massiccio del Grappa) per “ferita d’arma da fuoco all’addome” Sepolto in Val Calcina. Caprini Mariano, di Antonio, di anni 37. Soldato del 46° Fanteria, deceduto il 19 dicembre 1918 a Umbertide per malattia. Caprini Santino, di David, di anni 22. Soldato del 29° Fanteria, deceduto il 15 gennaio 1916 nella 22ª Sezione Sanità per “ferita d’artiglieria penetrante la cavità cranica” subita sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Caproni Costantino, di anni 35. Soldato della 847ª Compagnia Mitraglieri, caduto il 19 agosto 1917 sul Monte Santo (Medio Isonzo). Caracchini Ferdinando, di Antonio, di anni 21. Caporale del 2° Genio, caduto il 22 agosto 1917 sul Carso. Caracchini Giuseppe, di Antonio, di anni 29. Soldato del 50° Fanteria, caduto il agosto 1916 sul Monte Forame (Val Boite, Dolomiti). Cardinali Americo, di anni 34. Soldato del 151° Fanteria, deceduto il 2 gennaio 1916 nell’ospedale da campo n. 053 per “gastroenterite clinicamente specifica” contratta sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Ruda. Carlini Attilio, di anni 25. Soldato del 6° Bersaglieri, deceduto l’11 novembre 1917 a Lugo per ferite subite sul Tagliamento. Cartucci Luigi, di anni 31. Soldato del 4° Bersaglieri, deceduto il 13 novembre 1915 nell’ospedale da campo n. 069 per “gastroenterite” contratta sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Russiz. Caseti Angelo, di anni 19. Soldato del 94° Fanteria, deceduto il 22 settembre 1917 a Gubbio per malattia. Cavalaglio Secondo, di anni 20. Soldato del 134° Fanteria, disperso il 15 luglio 1915 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo). Ceccagnoli Vittorio, di anni 27. Sergente del Reggimento Lancieri, caduto il 19 giugno 1918 a Monastier (Piave) per “ferita d’arma da fuoco alla testa”. Sepolto a San Pietro Novello. Medaglia di bronzo al valor militare. Ceccarelli Nazzareno, di David, di anni 28. Soldato della Compagnia di Sussistenza, deceduto il 30 giugno 1919 a Roma per malattia. Ceccarelli Salvatore, di Pasquale, di anni 30. Soldato del 26° Fanteria, caduto il 24 maggio 1917 a quota 144 di Monte Debeli (Carso). Ceccarini Silvio, di anni 20. Soldato del 6° Alpini, disperso il 15 novembre 1917 sull’Altopiano di Asiago. Cecchetti Augusto, di Nazzareno, di anni 29. Soldato del 25° Fanteria, caduto il 26 settembre 1916 a Santa Maria di Tolmino (Alto Isonzo). Cecchetti Gualtiero, di Giuseppe, di anni 38. Soldato del 18° Fanteria, deceduto il 4 giugno 1917 a Ferrara per “postumi di ferite”. Cecchetti Simone, di Antonio, di anni 32. Caporalmaggiore del 47° Fanteria, caduto il 14 settembre 1916 a Opacchiasella (Carso). Sepolto sul posto. Cecconi Bartolomeo, di anni 23. Soldato del 15° Fanteria, disperso il 23 agosto 1918 a Levani (Albania). Cenerini Giulio, di anni 35. Soldato del 54° Fanteria, caduto il 24 dicembre 1917 sul Monte Medata (Massiccio del Grappa) per “ferite da pallottole di mitragliatrice”. Sepolto sul posto. Centovalli Angelo, di anni 21. Soldato del 51° Fanteria, caduto l’8 marzo 1916 sepolto da valanga sul Monte Col di Lana, località Casera del Lago (Dolomiti). Sepolto a Tabia Palazze. Ceppitelli Enrico, di anni 31. Soldato del 111° Fanteria, disperso il 24 ottobre 1917 sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo). Cerbella Luigi, di anni 22. Soldato del 59° Fanteria, disperso il 9 dicembre 1915 sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Chiavarini Angelo, di anni 22. Caporale ciclista del 30° Fanteria, caduto il 14 maggio 1917 a Volkovnjak (Carso) , “colpito mentre portava ordini”. Medaglia di bronzo al valor militare. Ritratto ne “Il Dovere”, 1° luglio 1917. Ciammarughi Alfredo, di Nazzareno, di anni 19. Soldato del 40° Fanteria, caduto il 25 giugno 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo) per “ferita al petto da scheggia di granata”. Ciammarughi Romualdo, di Adelmo, di anni 23. Soldato del 33° Fanteria, deceduto il 13 marzo 1918 a Umbertide per malattia. Citti Nazzareno, di anni 37. Soldato della 7ª Compagnia di Sanità, deceduto il 18 giugno 1918 nell’ospedale chirurgico mobile per “ferite multiple da pallottole di shrapnel alla regione dorso lombare, con lesione della colonna vertebrale e lesioni multiple”. Sepolto a Casa Fratta. Ciocchetti Olinto, di Giovan Battista, di anni 21. Soldato del 92° Fanteria, caduto l’11 giugno 1916 a Croda d’Ancona “in seguito a ferita alla schiena”. Sepolto “alle pendici di Croda d’Ancona”. Ciucci Alunni Agostino, di anni 20. Soldato del 6° Bersaglieri, caduto il 20 settembre 1915 sul Monte Nero (Alto Isonzo). Sepolto sul posto. Ciuchi Agostino, di Carlo, di anni 29. Soldato del Reggimento Cavalleria, deceduto il 28 gennaio 1919 a Roma per malattia. Ciuchi Azelio, di Pietro, di anni 34. Soldato del 125° Fanteria, deceduto il 10 settembre 1917 nell’ospedale mobile per “ferita d’arma da fuoco trasfossa all’addome penetrante in cavità”. Sepolto a Mulini di Klink (Cividale). Coletti Vittorio, di anni 25. Soldato del 22° Fanteria, caduto il 15 giugno 1916 a Monfalcone. Contadini Andrea, di Luigi, di anni 32. Soldato della 75ª Compagnia Mitraglieri, deceduto il 7 agosto 1918 nell’ospedale da campo n. 71 per “ittero infettivo”. Sepolto a Nogara di Verona. Contadini Giuseppe, di Vincenzo, di anni 34. Soldato del 200° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 19 luglio 1915 a Umbertide per malattia. Conti Domenico, di anni 20. Soldato del 2° Bersaglieri, deceduto l’11 dicembre 1917 in prigionia a Holzminden (Germania) per “peritonite”. Sepolto a Minden, tomba 491. Corbezzoli Giuseppe, di anni 39. Soldato del 160° Fanteria, deceduto il 22 luglio 1918 in prigionia per malattia. Corbucci Alberto, di Andrea, di anni 23. Sergente del 6° Bersaglieri, caduto il 21 novembre 1915 sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo). Corbucci Antonio, di Pietro, di anni 23. Sergente del 134° Fanteria, caduto il 17 giugno 1916 sul Monte Colombara (Altopiano di Asiago) per “ferita d’arma da fuoco”. Sepolto sul campo. Corbucci Gioacchino, di Andrea, di anni 36. Soldato del 36° Fanteria, deceduto il 5 settembre 1917 nell’ospedale da campo n. 057 per “ferite alla regione occipitale con spappolamento cerebrale” subite a Hudi Log (Carso). Corbucci Giovanni, di Andrea, di anni 38. Soldato del 17° Fanteria, deceduto il 4 maggio 1917 ad Ascoli Piceno per malattia. Cozzari Angelo, di Leopoldo, di anni 21. Caporale del 225° Fanteria, disperso il 10 ottobre 1916 a Monfalcone. Cozzari Giuseppe, di Guido, di anni 20. Soldato del 30° Fanteria, caduto il 26 luglio 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Cozzari Luigi, di Annibale, di anni 21. Soldato del 1° Genio, deceduto il 2 ottobre 1917 nella 22ª Sezione Sanità per “ferite d’artiglieria con spappolamento della guancia e dell’occhio destri penetrante”. Sepolto a Pisino. Distrutti Andrea, di anni 21. Soldato del 31° Fanteria, deceduto il 24 giugno 1915 nella 19ª Sezione Sanità per ferite. Medaglia di bronzo al valor militare. Donini Oscar, di anni 26. Soldato dell’85° Fanteria, deceduto il 29 giugno 1916 nell’ospedale da campo n. 213 per “ferita da fucile alla testa” riportata sul Monte Pasubio (Trentino). Sepolto a Vicenza. Epifani Costanzo, di anni 36. Maresciallo carabiniere, deceduto il 4 settembre 1918 a Umbertide per malattia. Erasmi Samuele, di anni 22. Soldato del 51° Fanteria, caduto il 21 ottobre 1915 sul Monte Mesola (Col di Lana, località Pescoi, Dolomiti) per “ferite da mitragliatrice”. Sepolto sul posto. Fabbri Emilio, di anni 20. Soldato del 156° Fanteria, disperso il 23 ottobre 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Falcini Riccardo, di anni 19. Soldato del 1° Genio, deceduto il 7 settembre 1917 nell’ambulanza chirurgica n. 6 per “peritonite acuta da ferita penetrante in cavità addominale”. Sepolto nel cimitero n. 1 di Vermegliano. Faloci Alberto, di Pasquale, di anni 23. Caporalmaggiore del 41° Fanteria, disperso il 19 agosto 1917 a Vertojba (Basso Isonzo). Faloci Giuseppe, di Bernardo, di anni 21. Soldato del 1° Genio, deceduto il 18 giugno 1917 a Umbertide per malattia. Faloci Vittorio, di Florido, di anni 38, sarto. Soldato del 257° Fanteria, caduto il 1° ottobre 1917 sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo). Feligioni Giovanni, di anni 25. Soldato del 51° Fanteria, travolto da valanga il 9 marzo 1916  sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Fernambuco Domenico, di anni 23. Soldato del 138° Fanteria, caduto il 1° gennaio 1916 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo) per “ferita d’arma da fuoco”. Sepolto a Redipuglia. Fiorucci Domenico, di anni 35. Soldato del 27° Fanteria, caduto il 21 novembre 1915 a Oslavia (Medio Isonzo) per “ferite d’arma da fuoco”. Sepolto a Vallone di Oslavia. Floridi Domenico, di anni 21. Sottotenente del 10° Fanteria, deceduto il 13 agosto 1916 nell’ospedale da campo n. 76 per “ferita da fucile nell’arto inferiore destro e gangrena settica” subita nel Basso Isonzo. Sepolto a Romans. Medaglia d’argento al valore militare. Flussi Lazzaro, di anni 38. Soldato del 120° Fanteria, deceduto il 21 marzo 1919 a Magione per malattia. Forti Domenico, di anni 19. Soldato del 253° Fanteria, deceduto il 14 ottobre 1918 nell’ospedale da campo n. 013 per “broncopolmonite influenzale con ittero emolitico”. Sepolto a Villafranca Padovana. Fracassini Ottavio, di anni 29. Soldato della 31ª Compagnia Presidiaria, deceduto il 23 ottobre 1918 a Cortona per malattia. Gabbolini Simone, di anni 38. Soldato del 275° Fanteria, deceduto il 17 giugno 1918 in prigionia a Königsbrück(Germania) per “pleurite”. Sepolto nella tomba n. 115. Gagliardini Giuseppe, di anni 42. Soldato del 215° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 26 settembre 1917 a Umbertide per malattia. Gallicchi Giuseppe, di anni 34. Soldato del 5° Bersaglieri, deceduto il 22 gennaio 1917 a Perugia per “ferita penetrante all’addome che egli stesso si procurò con un colpo di rasoio”. Galmacci Annibale, di Silvestro, di anni 20. Caporalmaggiore del 69° Fanteria, caduto il 13 settembre 1916 sul Monte Corno (Altopiano di Asiago) per “ferita di proiettile al petto”. Sepolto sul posto. Galmacci Luigi, di Cesare, di anni 27. Soldato del 52° Fanteria, deceduto l’11 novembre 1917 sul Piave, località Polazzo Paccagnella, per “ferita di granata”. Sepolto nel cimitero di Ciano. Galmacci Pietro, di Giuseppe, di anni 19. Soldato del 4° Fanteria, deceduto il 5 luglio 1918 nell’ambulanza chirurgica d’armata n. 4 per “ferite d’arma da fuoco” subite a Falzè (Piave). Sepolto a Trevignano. Ritratto ne “Il Dovere”, 8 settembre 1918. Gatti Eugenio, di anni 24. Soldato del 20° Fanteria, deceduto il 29 luglio 1916 nella 22ª Sezione Sanità per “asfissia da gas” sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sepolto a Sagrado. Giammarioli Gettulio, di Nazzareno, di anni 20. Soldato del 213° Fanteria, caduto il 27 giugno 1916 a Camporovere (Altopiano di Asiago) per “ferita all’addome”. Sepolto sul posto. Giammarioli Giuseppe, di Anacleto, di anni 19. Soldato del 1° Genio, deceduto il 9 settembre 1917 nella 51ª Sezione Sanità per “ferita penetrante da granata alla regione occipitale, con fuoriuscita di materia cerebrale”. Sepolto a Boneti 3. Giannelli Nazzareno, di anni 28. Soldato del 210° Fanteria, caduto il 19 giugno 1918 nel caposaldo di Cà Bosco (Capo Sile, Piave) per “ferita da mitragliatrice al petto e da un colpo di clava al cranio”. Sepolto a Case Gravenigo. Gillosi Ferdinando, di anni 30. Soldato del 75° Fanteria, deceduto il 29 giugno 1916 nella 14ª Sezione Sanità per ferite subite a Monfalcone. Giovannini Emilio, di anni 21. Soldato del 16° Bersaglieri, caduto il 1° settembre 1916 sul Monte Pal Piccolo (Carnia) per “ferita d’arma da fuoco”. Sepolto nel cimitero di Pal Piccolo, è stato successivamente traslato nel Sacrario di Timau. Decorato di medaglia di bronzo (ringrazio per le informazioni Gianmarco Artico). Giulietti Giuseppe, di anni 33. Soldato del 27° Fanteria, deceduto il 19 gennaio 1916 nell’ospedale da campo n. 104 per “broncopolmonite” contratta sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Cormons. Gnagnetti Luigi, di anni 22. Soldato del 135° Fanteria, trombettiere, caduto il 1° novembre 1915 a Korada nelle trincee Sperone di Lazic. Sepolto a Vastacca. Goracci Domenico, di Giovanni, di anni 19. Soldato del 1° Artiglieria pesante, deceduto il 19 ottobre 1917 nell’ospedale da campo n. 246 per “polmonite e tossemia in soggetto pernicioso malarico”, malattie contratte sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Percoto (Udine). Goracci Luigi, di Domenico, di anni 24. Soldato del 69° Fanteria, caduto il 12 ottobre 1916 sul Monte Spil (Trentino) per “ferita di proiettile di fucile al capo”. Sepolto sul posto. Grafiti Odone, di anni 26. Soldato del 79° Fanteria, caduto il 2 luglio 1916 sul Monte Maio (Altopiano di Asiago)  per “scoppio di granata nemica”. Sepolto sul posto. Guancioli Giuseppe, di anni 22. Soldato dell’84° Fanteria, deceduto l’ 8 marzo 1917 a Umbertide per malattia. Guastalvino Mariano, nato il 31 maggio 1889. Soldato dell’82° Fanteria, scomparso in prigionia. Guasticchi Augusto, di anni 21. Caporale del 132° Fanteria, caduto il 25 febbraio 1916 a Opacchiasella (Carso) per “ferita alla fronte”. Medaglia di bronzo al valor militare. Ritratto ne “Il Dovere”, 23 aprile 1916. Guardabassi Spartaco, di anni 24. Tenente della Regia Marina, deceduto il 19 marzo 1917 nell’ospedale militare di Taranto per malattia. Lorenzi Tommaso, di anni 19. Soldato del 4° Bersaglieri, disperso il 4 dicembre 1917 sul Monte Tonderecar (Altopiano di Asiago). Luchetti Angelo, di anni 41. Soldato della 166ª Centuria Lavoratori, deceduto il 29 ottobre 1918 a Umbertide per malattia. Maccarelli Luigi, di anni 32. Soldato del 214° Fanteria, caduto il 19 giugno 1917 sul Monte Forno (Altopiano di Asiago) per “ferite di proiettili di mitragliatrice all’addome”. Medaglia di bronzo al valore militare. Magnamano Angelo, di anni 31. Soldato del 13° Bersaglieri, deceduto il 14 novembre 1916 nell’81ª Sezione Sanità per “ferita penetrante all’ipocondrio e scapola sinistra” riportata sul Monte Busa Alta (Dolomiti). Sepolto a Caoria. Mambrucchi Giovanni, di Fiorenzo, di anni 21. Soldato del 241° Fanteria, caduto l’ 8 giugno 1917 in località Sella di Monte Vodice (Medio Isonzo). Mambrucchi Villelmo, di Paolo, di anni 22. Soldato del 134° Fanteria, caduto il 25 luglio 1915 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo).  Mancini Ferdinando, di Ubaldo, di anni 36. Soldato del 97° Fanteria, deceduto il 20 marzo 1918 in prigionia per malattia. Mancini Nazzareno, di Mattia, di anni 22. Soldato del 77° Fanteria travolto da valanga il 24 febbraio 1916 in Val Giudicarie (Trentino). Medaglia di bronzo al valore militare. Manni Primo, di anni 23. Cannoniere scelto, deceduto il 3 luglio 1916 a La Spezia per infortunio. Medaglia di bronzo al valore militare. Marchesi Marino, di anni 21. Soldato del 42° Fanteria, disperso il 28 ottobre 1915 sul Monte Nero (Alto Isonzo). Marcucci Florido, di Giuseppe, di anni 31. Soldato del 37° Fanteria, deceduto il 27 agosto 1917 nell’ambulanza chirurgica n. 8 per ferite subite sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo). Marcucci Nazzareno, di Giuseppe, di anni 35. Soldato del 79° Fanteria, deceduto il 14 febbraio 1918 in prigionia per malattia. Mariani Icilio, di anni 20. Soldato del 129° Fanteria, caduto il 5 novembre 1915 sul Monte San Michele  (Basso Isonzo) per “ferita penetrante all’addome”. Sepolto a Sagrado. Marinelli Antonio, di anni 21. Soldato del 30° Fanteria, deceduto il 30 giugno 1916 nell’ospedale da campo n. 236 vittima di gas asfissianti sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Mariucci Giuseppe, di Davide, di anni 33. Soldato del 1° Cavalleria, deceduto il 20 maggio 1917 a Perugia per malattia. Mariucci Tommaso, di Antonio, di anni 29. Carabiniere, deceduto il 20 novembre 1918 a Talla per malattia. Martinelli Osvaldo, di anni 21. Soldato della 2ª Batteria Bombardieri, deceduto il 15 maggio 1918 per malattia. Massini Pietro, di anni 24. Soldato del 1° Granatieri, deceduto il 22 marzo 1916 nell’ospedale da campo n. 219 per “tifo addominale e paralisi cardiaca”. Sepolto a Cormons. Mastriforti Raffaele, di anni 33. Caporale del 205° Fanteria, caduto il 6 agosto 1916 a Castagnevizza (Carso), quota 188, “colpito da schegge di granata”. Sepolto sul posto. Matteucci Giuseppe, di Ferdinando, di anni 30. Soldato del 129° Fanteria, caduto il 24 dicembre 1917 sul Monte Valbella (Altopiano di Asiago). Matteucci Giuseppe, di Gaetano, di anni 31. Soldato del 149° Fanteria, caduto il 10 giugno 1917 sul Monte Debeli Vrh (Carso). Mattioli Ermenegildo, di anni 21. Soldato del 63° Fanteria, caduto il 5 luglio 1915 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo). Medici Astorre, di anni 36. Soldato del Battaglione Tracomatosi, deceduto il 30 ottobre 1918 a Roma per malattia. Medici Ferdinando, di Saul, di anni 19. Caporale del 9° Artiglieria da Fortezza, deceduto il 12 marzo 1918 nell’ambulanza chirurgica n. 3 per “ferita lacero contusa al cuoio cappelluto, sezione parietale sinistra, commozione cerebrale, frattura vertebre cervicali”. Sepolto a Bassano. Medici Francesco, di Giovanni, di anni 19. Soldato del 26° Fanteria, deceduto il 24 ottobre 1918 nell’ospedale da campo n. 73 per “febbre tifoidea e broncopolmonite diffusa”. Sepolto a Marostica. Mencarelli Giovanni, di anni 24. Caporalmaggiore del 213° Fanteria, caduto il 4 settembre 1917 sul Monte San Gabriele (Medio Isonzo) per “pallottola di mitragliatrice”. Merciari Pietro, di anni 29. Soldato del 9° Artiglieria da Fortezza, deceduto il 28 agosto 1918 a Peschiera per “infortunio (caduto nel fiume Mincio)”. Sepolto a Peschiera. Micucci Geremia, di anni 30. Soldato del 77° Fanteria, caduto il 24 dicembre 1917 sul Monte Valbella. Migilla Federico, di anni 23. Soldato del 14° Bersaglieri, caduto il 4 giugno 1916 sul Monte Cimone (Altopiano di Asiago). Migliorati Silvio, di Gaetano, di anni 27. Soldato del 3° Artiglieria da Fortezza, caduto il 22 dicembre 1917 a Caniezza di Cavaso (Piave) per “scoppio di granata nemica”. Sepolto nel cimitero di Cavaso. Medaglia d’argento al valor militare. Migliorati Umberto, di Giovanni, di anni 18. Soldato del 93° Fanteria, deceduto il 6 novembre 1918 a Recanati per malattia. Mondani Alunno, di anni 25. Soldato del 123° Fanteria, disperso il 16 settembre 1916 a Doberdò (Carso). Moni Felice, di anni 41. Soldato del 6° Artiglieria da Fortezza, deceduto il 16 ottobre 1919 a Città di Castello per malattia. Montanucci Luigi, di anni 32. Soldato del 98° Fanteria, disperso il 25 ottobre 1917 sul Tagliamento. Morelli Angelo, di anni 23. Soldato del 214° Fanteria, deceduto il 18 novembre 1918 in Germania per “‘spagnola’ e polmonite”. Sepolto a Bautzen , tomba 31. Moscatelli Alfredo, di anni 28. Soldato del 52° Fanteria, caduto il 15 luglio 1918 nelle Argonne (Francia) vittima di gas asfissianti. Sepolto a Epernay. Moscini Nazzareno, di anni 21. Soldato del 16° Fanteria, caduto il 21 ottobre 1915 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo) per “ferite d’arma da fuoco al capo”. Sepolto sul posto. Moscioni Pietro, di anni 27. Caporale del 59° Fanteria, caduto il 5 agosto 1916 sul Monte Colbricon (Dolomiti). Naftalini Giovanni, di anni 23. Soldato del 15° Bersaglieri, caduto il 13 agosto 1916 a Doberdò (Carso) per “ferita da bomba a mano alla coscia sinistra”. Sepolto sul posto. Nardini Astorre, di anni 26. Soldato del 35° Fanteria, deceduto il 5 novembre 1918 in Francia per malattia. Naticchioni Achille, di anni 33. Soldato dell’89° Fanteria, caduto il 21 aprile 1917 a Doberdò (Carso). Nickil Quintino, di anni 27. Soldato del 122° Fanteria, caduto il 16 settembre 1916 a Ronchi, quota 208 (Basso Isonzo), per “ferite multiple da scheggia di granata”. Sepolto nel cimitero di Ronchi. Nocetti Pietro, di anni 25. Soldato del 152° Fanteria, caduto il 21 agosto 1915 sul Monte San Michele, località Bosco Cappuccio (Basso Isonzo). Sepolto sul posto. Olmi Giuseppe, di anni 21. Soldato del 136° Fanteria, trombettiere, caduto il 19 luglio 1915 alla Cave di Selz (Basso Isonzo). Orselli Giuseppe, di anni 20. Soldato del 48° Fanteria, deceduto il 29 settembre 1917 nella 36ª Sezione Sanità per ferite subite sul Monte San Gabriele (Medio Isonzo). Paccavia Cinzio, di anni 25. Soldato del 233° Fanteria, deceduto il 29 giugno 1917 nell’ospedale da campo n. 0122 per “ileo tifo” contratta sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Mereto di Capitolo (frazione di Santa Maria La Longa). Pacchini Astorre, di anni 25. Soldato del 15° Fanteria, deceduto il 5 luglio 1915 nella 20ª Sezione Sanità per ferite subite a Polazzo (Basso Isonzo). Sepolto a San Pier d’Isonzo. Palazzoli Francesco, di anni 28. Soldato del 51° Fanteria, travolto da valanga il 9 marzo 1916 sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Sepolto a Tabia Palazze. Panfili Annibale, di anni 33. Soldato del 151° Fanteria, deceduto il 30 giugno 1916 nell’8ª Sezione Sanità per “ferita a canale regione inguinale sinistra” riportata sul Monte Zebio (Altopiano di Asiago). Sepolto a Croce Sant’Antonio. Pannacci Sante, di anni 23. Soldato del 47° Fanteria, caduto il 16 settembre 1916 a Opacchiasella (Carso). Pasquini Ubaldo, di anni 22. Soldato del 6° Bersaglieri, deceduto il 7 novembre 1915 nell’ospedale militare di Fossano per ferite subite sul Monte Versic (Trincea dei Morti, Carso). Pellegrini Napoleone, di Agostino, di anni 24. Caporale del 51° Fanteria, caduto il 15 luglio 1918 a Coutron (Argonne) per “ferita di granata”. Sepolto a Bois de Coutron (Bligny). Pellegrini Vittorio, di Tommaso, di anni 22. Soldato del 6° Alpini, deceduto il 3 gennaio 1920 a Verona per malattia. Pelliccia Giuseppe, di anni 26. Soldato del 129° Fanteria, deceduto il 5 ottobre 1918 a Umbertide per malattia. Pelosi Pietro, di anni 21- Soldato del 51° Fanteria, caduto il 22 ottobre 1915 sul Monte Mesola (Dolomiti). Pierangeli Giuseppe, di Mattia, di anni 33. Soldato del 225° Fanteria, caduto il 31 maggio 1917 a Monfalcone, quota 77. Sepolto sul posto. Pierangeli Luigi, di Mattia, di anni 36. Soldato della 591ª Compagnia Mitraglieri, deceduto il 15 gennaio 1918 nella 18ª Sezione Sanità per “ferite multiple al dorso e all’addome”. Sepolto a Valpiana. Pierini Pasquale, di anni 21, Soldato del 17° Fanteria, deceduto il 19 agosto 1917 nella 14ª Sezione Sanità per “ferite da scheggia di granata, con frattura al braccio sinistro e spappolamento dei tessuti ossei” riportate a Podkoriti Pieroni Guido, di anni 21, Soldato del 40° Fanteria, caduto il 5 luglio 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Pinzaglia Valentino, di anni 29. Soldato del 123° Fanteria, caduto il 16 settembre 1916 a Polazzo (Basso Isonzo). Piselli Evaristo, di anni 24. Soldato del 44° Fanteria, deceduto il 10 marzo 1919 in Libia per malattia. Polimanti Astorre, di anni 23. Soldato del 90° Fanteria, deceduto il 25 marzo 1918 in prigionia per “edema”. Sepolto a Milowitz, tomba 104 B6 Polveroni Gaetano, di anni 23. Sergente del 12° Bersaglieri, caduto il 16 giugno 1918 a Ponte di Piave. Sepolto a Saletto. Medaglia di bronzo al valore militare. Porrozzi Ciro, di anni 21. Caporalmaggiore del 19° Artiglieria da Campagna, deceduto il 19 dicembre 1917 nell’ospedale da campo n. 064 per ferite. Medaglia di bronzo al valore militare. Pulcinella Mansueto, di anni 21. Caporale del 129° Fanteria, caduto il 28 dicembre 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Raffaelli Eugenio, di anni 24. Soldato del 45° Fanteria, deceduto il 9 agosto 1917 nell’ospedale da campo n. 0150 per “infezione intestinale”. Ragni Salvatore, di Valentino, di anni 42. Soldato del 231° Battaglione Milizia Territoriale, deceduto il 31 ottobre 1918 a Napoli per malattia. Ragni Serafino, di Agostino, di anni 35. Soldato del 275° Fanteria, deceduto il 27 dicembre 1917 in prigionia per “polmonite grippe”. Sepolto a Sigmundsherberg (Austria). Ramagli Eugenio, di anni 31. Soldato del 25° Fanteria, deceduto il 13 maggio 1917 nell’ospedale da campo n. 45 per “spappolamento dell’avambraccio sinistro, ampia ferita alla coscia con frattura del femore da scheggia di bombarda”, ferite subite sul fronte dell’Isonzo. Sepolto a Fiumicello (Udine). Raschi Ivo, di anni 25. Soldato del 268° Fanteria, caduto il 15 maggio 1918 a Candelù (Piave) per “ferita da pallottola di fucile”. Renzacci Olinto, di anni 26. Caporale del 162° Fanteria, caduto il 31 agosto 1917 a Dova Tepé (Macedonia). Rinaldi Vincenzo, di anni 21. Soldato del 64° Fanteria, caduto il 2 novembre 1915 a San Pier d’Isonzo (Basso Isonzo) per “ferita d’arma da fuoco”. Sepolto sul posto. Rinchi Gustavo, di Angelo, di anni 20. Soldato del 228° Fanteria, caduto il 16 ottobre 1916 a Vertojba (Basso Isonzo) per “ferita da scoppio di granata”. Sepolto a Sober. Rinchi Valentino, di Angelo, di anni 24. Soldato della 247ª Compagnia Mitraglieri, caduto il 16 settembre 1916 sull’altopiano carsico. Romani Angelo, di anni 27. Soldato del 51° Fanteria, caduto il 28 febbraio 1916 sulla Marmolada (Dolomiti) per “ferita d’arma da fuoco al cranio”. Romeggini Eugenio, di anni 21. Soldato del 14° Bersaglieri, deceduto il 5 maggio 1918 in prigionia per “catarro bronchiale”. Sepolto a Kleinmünchen (Austria), tomba 3941. Rondini Emilio, di Valentino, di anni 24. Soldato del 144° Fanteria, caduto il 18 giugno 1916 sul Monte Zovetto (Altopiano di Asiago). Sepolto dal nemico in località Busibollo, fossa comune 1200, quota nord 1278. Rondini Ruggero, di Valentino, di anni 21. Soldato del 136° Fanteria, deceduto il 19 agosto 1915 nell’ospedale da campo n. 014 per “colera” contratto sul fronte dell’Isonzo. Rosignoli Giuseppe, di anni 31. Soldato del 144° Fanteria, deceduto il 15 agosto 1916 nell’ospedale da campo n. 026 per “ferita da fucile alla regione iliaca sinistra” riportata sul Monte Sabotino (Medio Isonzo). Sepolto a Cormons. Rosini Giovanni, di anni 20. Sottotenente del 2° Granatieri, caduto il 2 settembre 1916 a San Grado di Merna (Basso Isonzo) per “ferita d’arma da fuoco penetrante in cavità e ledente il cuore”. Rossetti Achille, di anni 26. Soldato del 20° Fanteria, caduto il 29 giugno 1916 sul Monte San Michele  (Basso Isonzo) vittima di gas asfissianti. Sepolto a Sdraussina. Rossi Dionisio, di Giuseppe, di anni 18. Soldato del 260° Fanteria, deceduto il 9 dicembre 1917 nella 77ª Sezione Sanità per “polmonite bilaterale”. Rossi Eugenio, di Mattia, di anni 25. Soldato del 29° Fanteria, deceduto il 10 giugno 1917 a Città di Castello per malattia. Rossi Giuseppe, di Giovan Battista, di anni 36. Soldato della 9ª Compagnia di Sanità, caduto il 27 ottobre 1917 durante la rotta di Caporetto. Rossi Pasquale, di Vincenzo, di anni 42. Soldato della 1034ª Centuria Lavoratori, deceduto il 19 agosto 1918 a Perugia per “postumi di ferite”. Rotini Primo, di anni 20. Soldato del 79° Fanteria, deceduto il 20 luglio 1916 a Schio per malattia. Saba Ezio, di anni 25. Soldato del 152° Fanteria, caduto il 26 agosto 1915 sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sabatini Armando, di anni 28. Soldato del 28° Fanteria, deceduto il 13 dicembre 1918 in prigionia per malattia. Santarelli Anacleto, di Domenico, di anni 19. Soldato del 1° Genio, caduto il 28 dicembre 1917 sul Monte Grappa. Santarelli David, di Domenico, nato il 1° ottobre 1886, Soldato del 26° Fanteria, scomparso in prigionia. Santarelli Nazzareno, di Domenico, di anni 33. Soldato del 31° Fanteria, caduto l’ 11 luglio 1917 a Doberdò (Carso). Santolo Stefano, di anni 20. Soldato del 30° Fanteria, deceduto il 3 giugno 1915 a Mestre per ferite subite sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sberna Giuseppe, di anni 25. Soldato del 33° Fanteria, deceduto il 18 novembre 1918 a Magione per malattia. Scalseggi Federico, di Biagio, di anni 20. Soldato del 16° Fanteria, caduto il 23 luglio 1915 a Polazzo, quota 109 (Basso Isonzo). Scalseggi Pietro, di Giuseppe, di anni 24. Sergente del 51° Fanteria, deceduto l’8 marzo 1916 per “lesioni multiple e asfissia”, riportate “per essere rimasto sepolto da valanga” sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Sepolto a Tabia Palazze. Severi Arturo, di anni 28. Caporalmaggiore del 3° Bersaglieri, deceduto il 31 ottobre 1918 nell’ospedale da campo n. 79 per “paralisi cardiaca consecutiva a vasta ferita di granata, secondo spazio intercostale destro, contusione polmonare e ferite multiple al volto”, riportate a Fagarè (Piave). Sepolto a Treviso. Sommaco Simone, di anni 31. Soldato della 261ª Compagnia Mitraglieri, deceduto il 22 dicembre 1918 a Roma per malattia. Sonaglia Giuseppe, di Salvatore, di anni 21. Soldato del 30° Fanteria, deceduto il 29 giugno 1916 nella 22ª Sezione Sanità vittima di gas asfissianti sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sonaglia Vittorio, di Reginico, di anni 25. Caporale del 51° Fanteria, deceduto il 9 marzo 1916 per “lesioni multiple ed asfissia”, riportate “per essere rimasto sepolto da valanga” sul Monte Col di Lana (Dolomiti). Sepolto a Tabia Palazze. Sottili Giuseppe, di anni 31. Soldato del 124° Fanteria, caduto il 10 maggio 1918 in località Monte dei Pini delle Valli Giudicarie (Trentino). Spinalbelli Achille, di anni 25. Caporale del 1° Fanteria, caduto il 3 novembre 1915 sul Monte Podgora (Medio Isonzo)  per “ferita penetrante al petto”. Splendorini Luigi, di Angelo, di anni 25. Soldato della 1362ª Compagnia Mitraglieri, deceduto il 15 febbraio 1918 in prigionia per “dissenteria”. Sepolto a Saarbrücken (Germania), tomba 57. Splendorini Sante, di Angelo, di anni 21. Soldato del 12° Fanteria, caduto il 10 ottobre 1916 a Vertojba inferiore (Basso Isonzo). Stinchi Leonardo, di anni 23. Soldato del 15° Fanteria, caduto il 1° luglio 1915 a Polazzo (Basso Isonzo). Suvieri Biagio, di Giovanni, di anni 21. Soldato del 22° Fanteria, deceduto il 18 novembre 1918 a Livorno per malattia. Suvieri Giuseppe, di Tommaso, di anni 23. Soldato del 41° Fanteria, caduto il 26 luglio 1916 in Val Canaglia, Casara Magnaboschi (Altopiano di Asiago), per “ferite multiple di scoppio di granata”. Sepolto sul posto. Taschini Vittorio, di anni 25. Soldato del 51° Fanteria, caduto il 22 ottobre 1915 sul Monte Col di Lana, quota 2249 (Dolomiti), per “ferita d’arma da fuoco al petto”. Sepolto sul posto. Tavernelli Domenico, di anni 24. Soldato del 279° Fanteria, caduto il 1° settembre 1917 sull’Altopiano della Bainsizza (Medio Isonzo) per “ferita da scheggia penetrante il torace”. Sepolto a Conca Raverliar. Tempobuono Giulio, di anni 25. Soldato dell’85° Fanteria, caduto il 27 giugno 1916 sul Monte Pasubio (Trentino).  Tirimagni Anacleto, di anni 36. Soldato del 1° Granatieri, deceduto il 4 dicembre 1918 a Finale Emilia per malattia. Traversini Reale, di anni 22. Soldato del 60° Fanteria, caduto il 23 luglio 1916 sul Monte Colbricon (Dolomiti). Trentini Francesco, di anni 20. Caporale del 126° Fanteria, caduto il 6 settembre 1917 nelle trincee di San Daniele (Tolmino, Alto Isonzo) per “scoppio di shrapnel”. Sepolto a Cigini di Volzana. Trifogli Teofilo, di anni 27. Soldato del 48° Fanteria, caduto il 29 giugno 1916 vittima di gas asfissianti sul Monte San Michele (Basso Isonzo). Sepolto a Sdraussina. Trinari Pietro, di anni 27. Soldato del 99° Fanteria, deceduto il 5 gennaio 1919 a Mantova per malattia. Trottolini Mario, di anni 23. Soldato della 1494ª Compagnia Mitraglieri, deceduto il 15 dicembre 1917 nell’ospedale da campo n. 238 per “peritonite conseguente a scheggia di granata penetrante in addome ed apertura della vescica”, ferita subita sul fronte del Piave. Sepolto a Noale. Ugolini Lazzaro, di anni 38. Caporale del 271° Fanteria, deceduto il 6 settembre 1917 nell’ospedale da campo n. 104 per ferite subite sul Veliki Vrh (Medio Isonzo). Valeri Giuseppe, di anni 36. Soldato del 1° Genio, deceduto il 2 marzo 1917 nell’ospedale da campo n. 99 per “emorragia cerebrale”. Sepolto a Breganze. Vergoni Gustavo, di anni 29. Soldato del 118° Fanteria, caduto il 31 maggio 1916 a Passo Buole (Trentino). Vinti Giacomo, di anni 42. Soldato del 231° Fanteria, deceduto il 20 aprile 1918 nell’ospedale di Brach Rivalquida (Ungheria) per “polmonite”. Zandrini Adolfo, di anni 21. Soldato del 19° Fanteria, caduto il 15 maggio 1916 sul Monte San Michele  (Basso Isonzo) per “scoppio di granata”. Sepolto a Sella San Martino. Zandrini Domenico di Nazzareno, di anni 25. Soldato del 138° Fanteria, caduto il 1° gennaio 1916 sul Monte Sei Busi (Basso Isonzo). Zandrini Domenico di Pietro, di anni 29. Soldato del 25° Fanteria, deceduto il 10 agosto 1916 a Cividale del Friuli per malattia. Zucchetti Florido, di anni 29. Soldato del 52° Fanteria, caduto il 30 ottobre 1915 sul Monte Mesola (Dolomiti) per “ferita d’arma da fuoco”. Sepolto a Soura Sas. 

24/05/2015 15:59:43

Notizie » Politica Umbertide Cambia: Alessia Bartolini si dimette dal Consiglio Comunale

Riceviamo e pubblichiamo da Umbertide Cambia Alessia Bartolini, Consigliere Comunale di Umbertide cambia, lascia lo scranno consiliare per una incompatibilità sopravvenuta a fronte di un nuovo incarico professionale. Al suo posto subentra Luigino Orazi, primo dei non eletti della lista civica. “Alessia resta un punto di riferimento fondamentale per Umbertide cambia – afferma Gianni Codovini, presidente dell'Associazione – proprio perché incarna la novità, i valori, gli obiettivi della nostra azione civica, politica e culturale. Le auguriamo una fertile ed altrettanto intensa esperienza umana e professionale”. Alessia Bartolini ha formalmente rassegnato le proprie dimissioni con una lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Natale. “Sono stata onorata della fiducia che i miei concittadini mi hanno accordato nella scorsa tornata elettorale – scrive - e sono orgogliosa di aver ricoperto la carica di consigliere nel Comune di Umbertide, che ho portato avanti con passione, dedizione, trasparenza, profondo rispetto della legalità e spirito di servizio, caratteristiche che sono all'apice dei valori della lista civica "Umbertide cambia", cercando di apportare il massimo contributo a questa assemblea elettiva”. “Naturalmente – sottolinea Alessia Bartolini - non verrà meno il mio impegno civico per la comunità all'interno dell'Associazione culturale “Umbertide cambia”, per quell'idea di politica intesa come esercizio di responsabilità civica e di servizio alla comunità, nella quale credo fortemente. Ringrazio e saluto innanzi tutto i miei colleghi di lista ai quali mi lega un sentimento di profonda stima e amicizia, tutti i componenti del Consiglio, i dipendenti comunali, il cui lavoro è una vera risorsa per la comunità”.

22/05/2015 14:28:18

Notizie » Società Civile Lavori estivi per ragazzi: pubblicato il bando

E' stato pubblicato il bando per partecipare ai lavori estivi, progetto promosso dall’Amministrazione comunale di Umbertide, in collaborazione con le cooperative Asad, Galassia Down, Cassiopea e Sole Verde, che costituisce un'importante opportunità per i giovani di avvicinarsi al mondo del lavoro in maniera protetta. Sono in tutto 23 i posti disponibili, riservati a ragazzi e ragazze dai 16 ai 20 anni residenti nel Comune di Umbertide.  I giovani saranno impegnati per circa 30 ore ciascuno, per un totale di tre settimane per lo svolgimento di attività quali la pulizia e la gestione di parchi, aree verdi e centri estivi e percepiranno un rimborso spese di circa 150 euro, oltre all'attestazione per il rilascio dei crediti formativi scolastici. Gli interessati dovranno presentare l'apposito modello di domanda, scaricabile dal sito dell’Informagiovani del Comune di Umbertide www.informagiovaniumbertide.it e disponibile presso l’ufficio Informagiovani, corredato dalla copia del documento di identità, presso l'ufficio Informagiovani in via Magi Spinetti entro le ore 12,30 di lunedì 1° giugno.  I ragazzi in possesso dei requisiti richiesti saranno poi convocati per un colloquio per valutare motivazione, attitudine e disponibilità, in base al quale verrà stilata la graduatoria. L’Informagiovani è aperto nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30, martedì dalle 16 alle 18, mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle ore 18.

20/05/2015 19:51:04

Notizie » Società Civile OpeN AIR:una serata per la fibrosi cistica

Riceviamo e pubblichiamo La fibrosi cistica (abbreviata spesso come FC, detta anche mucoviscidosi o malattia fibrocistica del pancreas) è la malattia genetica rara più diffusa in Italia e colpisce 1 neonato su 2.500 – 2.700; il 4% della popolazione ne è portatore sano e si registrano circa 200 nuovi casi all’anno. Ad ora non esistono cure risolutive per questa malattia ma l’utilizzo di alcuni approcci terapeutici è utile per garantire uno standard di vita quasi normale. Un malato di FC ha una speranza di vita di circa 40 anni. La Fibrosi Cistica è una patologia multiorgano, ma colpisce soprattutto l’apparato digerente e i polmoni. È congenita, cioè presente sin dalla nascita, ereditata da entrambi i genitori, che sono portatori sani di un gene difettoso; si dice che ha una “ereditarietà autosomica recessiva”: se nel momento del concepimento i genitori trasmettono entrambi il proprio gene difettoso (questo accade in maniera del tutto casuale), il figlio eredita due geni difettosi, che insieme impediscono la produzione di una normale proteina, chiamata CFTR. Questa è presente nella membrana esterna di molte cellule dell’organismo, e con la sua struttura di canale assicura la giusta concentrazione di sali e di acqua nelle secrezioni corporee (lacrime, sudore, muco nasale, bronchiale e intestinale, bile, succo pancreatico, liquido seminale, ecc.). Se la proteina è alterata o assente, le secrezioni sono più dense e non scorrono, alterando, alla lunga, la struttura e la funzione degli organi interessati. Tale alterazione porta alla secrezione di muco molto denso e viscoso e quindi poco scorrevole. La conseguente ostruzione dei dotti principali. I sintomi più comuni sono: Tosse persistente con muco denso, respiro sibilante e mancanza di fiato, infezioni polmonari frequenti, che possono includere la polmonite, disturbi intestinali, come ostruzione intestinale e feci oleose, perdita di peso o mancato aumento di peso, nonostante l’aumento dell’appetito, sudore salato e infertilità (uomini) e diminuzione della fertilità (donne) Questi sintomi non sono specifici della fibrosi cistica, per questo spesso viene confusa con altre malattie. Vi sono grandi differenze da caso a caso nel livello di interessamento dei vari organi e nell'evoluzione della malattia e quindi nell'entità dei sintomi e nell'età della loro insorgenza, in dipendenza dal tipo di mutazioni del gene CFTR ma anche dall'effetto dei geni modificatori, nonché dallo stile di vita, dalla precocità o meno delle cure e dal grado di aderenza ad esse. Ad ora un malato di FC deve affrontare quotidianamente: una fisioterapia respiratoria per rendere più fluide le secrezioni bronchiali, la maggior parte dei pazienti ricorre con efficacia alla somministrazione di Rh DNase per via aerosolica ; una terapia antibiotica dato che i muchi che ostruiscono le vie respiratorie favoriscono spesso la nascita di batteri, l’antibioticoterapia (meglio se per via aerosolica) è molto importante nel controllo delle infezioni oltre che la somministrazione di enzimi per l’insufficienza pancreatica. Nella malattia polmonare avanzata, il trapianto bilaterale di polmoni offre la possibilità di allungare l’aspettativa di vita. Grazie ai progressi della ricerca e delle cure, i bambini che nascono oggi con questa malattia hanno un'aspettativa media di vita di 40 anni ed oltre, mentre non superavano l'infanzia cinquanta anni fa, quando la malattia fu scoperta e si cominciò a curarla. La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus è una organizzazione di utilità sociale senza scopo di lucro. Essa promuove e finanzia progetti innovativi di ricerca sulla fibrosi cistica; sostiene la formazione di giovani ricercatori ed operatori sanitari, informa ed aggiorna operatori sanitari e popolazione sui problemi della fibrosi cistica. Ha bisogno per questo della solidarietà e del contributo di tutti. La Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica è nata nel 1997 ed è la prima realtà italiana dedicata agli studi per nuove cure della malattia. Ha la propria sede a Verona, ma si avvale del lavoro di oltre 100 delegazioni e gruppi di sostegno distribuiti in tutte le regioni italiane, con più di 5.000 volontari che raccolgono fondi e fanno informazione sulla malattia. Missione della Fondazione è di promuovere e finanziare la ricerca scientifica sulla fibrosi cistica; formare giovani ricercatori e personale sanitario; diffondere la conoscenza della malattia tra la popolazione. La ricerca scientifica è impegnata in tre direzioni: migliorare la qualità di vita dei pazienti; accrescerne la durata; trovare la cura definitiva e sconfiggere la malattia. Per maggiori informazioni www.fibrosicisticaricerca.it In Umbria esiste un solo gruppo di sostegno alla Fondazione ed è il “Il Gruppo di sostegno Fibrosi Cistica di Città di Castello” gruppo umbro nato nel 2008 (http://fccittadicastello.altervista.org) Una piccola parte in confronto ai tanti gruppi e delegazioni della Fondazione Fibrosi Cistica e Ricerca di Verona ma che a piccoli passi sta cercando di crescere come speriamo cresca la speranza nel trovare una cura per questa terribile malattia genetica. La volontà del gruppo nasce non solo dalla voglia di aiutare a sensibilizzare verso la malattia ad oggi ancora purtroppo poco conosciuta, ma anche perché data la scarsa disinformazione non tutte le persone sanno di essere portatori sani del gene e trasmetterlo quindi ai figli inconsapevolmente. Il gruppo è alla ricerca costante di nuovi volontari per arricchire la propria presenza in tutta la regione e ampliare numero di stand per la raccolta fondi durante le manifestazioni ideate a livello nazionale e locale. Ogni anno il gruppo è attivo principalmente in tre campagne di sensibilizzazione a livello nazionale: ad ottobre con la vendita dei ciclamini, a Natale con i torroncini “Vorrei” e a Pasqua con le uova e gli animaletti di cioccolato. Oltre a questi eventi “nazionali” si adopera nell’organizzazione di eventi a carattere locale per aumentare l’informazione e la conoscenza circa la fibrosi cistica e in fase di organizzazione proprio per questo giugno un importante evento benefico “OpeN AIR”   “OpeN AIR” si svolgerà sabato 20 giugno 2015 a partire dalle ore 18,30 nel centro storico di Umbertide . La serata, organizzata dal Gruppo di sostegno per la ricerca sulla fibrosi cistica di Umbertide e Città di Castello insieme all’associazione culturale Insight  (che tra l’altro sarà presente anche quest’anno con RoccInsight in data 05.06.2015 con la 4° edizione della manifestazione ai piedi della Rocca portando in passerella “Pagelli”) e con la collaborazione della Croce Rossa Italiana e con il patrocinio del Comune di Umbertide, è destinata a sensibilizzare e informare su questa malattia genetica, oltre che a raccogliere fondi a favore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica Nazionale. L’intero ricavato della serata sarà infatti devoluto in toto a quest’ultima. L'idea da cui nasce questa manifestazione è quella di coniugare momenti di informazione e riflessione, con altri di svago, in cui la musica e cibo saranno i protagonisti. La serata avrà inizio alle ore 18 e 30 con interventi informativi da parte di medici e ricercatori sulla patologia e la sintomatologia della fibrosi cistica, per arrivare a parlare poi delle terapie e degli sviluppi della ricerca. Seguirà un aperitivo, realizzato grazie alla cortese collaborazione dei ristoratori del centro storico di Umbertide e non solo e destinato alla raccolta fondi accompagnato dalla musica del gruppo OroNero Zucchero Tribute band . Sarà possibile partecipare all'aperitivo e al buffet acquistando il voucher che sarà messo in prevendita presso l’Antico Bar Giardino di Umbertide e il Baraja - Centro Commerciale “La Fratta” ad Umbertide o acquistandolo la sera stessa presso lo stand del Gruppo di sostegno che sarà allestito in piazza e dove i volontari saranno a disposizione per qualunque informazione. Il costo del Voucher sarà di 10 euro.   Il gruppo ha voluto coinvolgere anche le scuole medie di Umbertide che parteciperanno con la lettura da parte di cinque ragazzi di alcune testimonianze di malati di fibrosi cistica che hanno accettato di condividere con coloro che parteciperanno le loro esperienze e le loro vite. La serata si concluderà con il concerto del gruppo locale Malavida Negrita cover band. Ma ci saranno anche altre sorprese che per ora non sveleremo. VI ASPETTIAMO! 

20/05/2015 17:50:39

Notizie » SLIDER Presentata la seconda edizione della Marcia per la Pace

E' stata presentata la seconda edizione della Marcia per la pace “La memoria cammina con noi” che si terrà domenica 24 maggio per dire “basta” ad ogni forma di violenza, a cent'anni esatti dall'entrata in guerra dell'Italia. L'iniziativa è promossa dal Coordinamento per la pace Umbertide – Montone – Lisciano Niccone e dall'Anpi, con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comuni di Umbertide, Montone, Lisciano Niccone e Pietralunga; è stata inoltre accreditata dalla Presidenza del Consiglio del Ministri – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale ed inserita nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale. Dopo la prima edizione da Serra Partucci a Penetola, quest'anno la marcia muoverà da San Faustino fino al Club Cremona, passando per via dei Patrioti, commemorando tutti coloro che combatterono durante le due guerre mondiali e gli umbertidesi che persero la vita in difesa della libertà. “Quest'anno abbiamo voluto unire con la marcia i luoghi simbolo della Resistenza umbertidese, San Faustino, in omaggio all'omonima Brigata proletaria d'urto, e il Club Cremona, in ricordo dei combattenti del Gruppo Cremona, ma vogliamo ricordare anche i 268 concittadini morti durante la prima guerra mondiale, a cui sarà dedicata la lapide che inaugureremo nel parco Cremona, al termine della marcia. - ha spiegato Giuseppina Gianfranceschi del Coordinamento per la pace che, insieme ad Arnaldo Pucci dell'Anpi e alla presenza dei sindaci di Umbertide e Lisciano Niccone, ha illustrato l'edizione 2015 della marcia – Faremo tutto questo camminando perché, come ci ha insegnato Capitini, camminare insieme ad altri ci permette di dialogare, di confrontarci, di condividere il nostro messaggio di pace. Inoltre durante la marcia distribuiremo la Dichiarazione di pace dell'Europa al mondo intero per impegnarci tutti insieme a scrivere una nuova pagina della nostra storia”. L'appuntamento è domenica 24 maggio alle ore 9 presso l'abbazia di San Faustino, che potrà essere raggiunta anche usufruendo delle navette in partenza da piazza Caduti del lavoro alle ore 8; dopo l'intervento dei promotori della marcia, il corteo si muoverà lungo la strada provinciale 203 di San Benedetto per un percorso di 9,6 km fino a raggiungere Umbertide da via Dei Patrioti, dove ad aspettare i partecipanti ci sarà la banda musicale cittadina che allieterà l'ultimo tratto della marcia fino all'arrivo al Club Cremona intorno alle ore 12. Qui verrà inaugurata la lapide in memoria dei caduti umbertidesi della prima guerra mondiale, che riporta la frase “La guerra è una follia, la pace è responsabilità di tutti e di ciascuno” realizzato grazie al contributo e all'impegno dell'intera città di Umbertide e le conclusioni saranno affidate ai sindaci di Umbertide, Montone e Lisciano Niccone e agli studenti dell'Istituto “Da Vinci” che proporranno alcune riflessioni sulla guerra e sulla pace. Le iniziative proseguiranno anche nel pomeriggio, quando dalle ore 16 e fino a mezzanotte al Club Cremona si terrà “Musica per la pace”, concerti non stop dei gruppi “I Briganti” di Pietralunga, “Malavidas” di Umbertide e “Street Band” di Città di Castello. Alle ore 17,30 poi sempre al club Cremona l'Amministrazione Comunale di Umbertide consegnerà delle pergamene ai familiari dei 168 militari umbertidesi che persero la vita durante la seconda guerra mondiale. Anche quest'anno poi i partecipanti alla marcia potranno pranzare al prezzo convenzionato di 15 euro in uno dei ristoranti della città che hanno aderito all'iniziativa. Durante la giornata sarà inoltre possibile acquistare al costo di 10 euro le magliette della marcia con il logo realizzato da Tommaso Renzini; il ricavato servirà per finanziare le attività del Coordinamento per la pace di Umbertide- Montone – Lisciano Niccone. 

20/05/2015 14:32:34

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