Notizie » Politica Comunicato del Fronte Nazionale Umbertide in merito ai volantini razzisti

Riceviamo e pubblichiamo IL FRONTE NAZIONALE CONDANNA FORTEMENTE IL GRAVISSIMO ATTO XENOFOBO AI DANNI DEL CENTRO CULTURALE ISLAMICO IN COSTRUZIONE AD UMBERTIDE. Dice Castelli responsabile del fronte nazionale in Umbria, che l'autore del vile gesto venga al più presto identificato dalle forze dell'ordine e perseguito a norma di legge per tutti quei reati che l'autorità giudiziaria ravviserà nei suoi confronti. La nostra raccolta firme ribadisce Castelli è solo ed esclusivamente per dire no ad un centro culturale che non vorrà dialogare con la cittadinanza soprattutto per le attività che si svolgeranno, che prendono le distanze e condannano i crimini che commettono gli integralisti, la trasparenza, la possibilità di vigilare, e che ci sia rispetto del nostro stile di vita ma soprattutto che segnalino lì dove ci fossero eventuali mele marce dandone immediata notizia alle autorità competenti. Continua Castelli che è disponibile ad un incontro con il presidente del suddetto centro Chafig El Oquayly, da parte nostra continueremo in modo democratico la raccolta firme. Conclude Castelli noi segnaleremo immediatamente eventuali xenofobi che il Fronte Nazionale verrà a conoscenza. Porgo distinti saluti a sopra citato presidente del centro islamico ribadendo che la nostra raccolta firme non è una questione etnica o di religione, ci interessa solo ed esclusivamente la sicurezza. Conclude dice sempre Castelli, come detto prima è disponibile ad un incontro. Il Fronte Nazionale non accetta che il fronte antirazzista collochi eventuali nostri banchetti come istigazione all'odio etnico e religioso in quanto non è una cosa che ci riguarda. Nei nostri volantini non parliamo ne di odio etnico né di odio religioso, tutto è documentabile, così come documentabile quanto comunicato alla stampa.

14/07/2016 19:10:37

Notizie » Politica Comunicato del consigliere comunale di Umbertide Cambia, Luigino Orazi

Riceviamo e pubblichiamo COMUNICATO STAMA – LUIGINO ORAZI   «Il silenzio dell’Amministrazione, in Consiglio e sulla stampa, sulle questioni che cittadini e opposizioni sollevano è la prova dell’afasia in cui essa si trova. Come un naufrago, l’Amministrazione Locchi non ha più risorse, fantasia e idee. È praticamente affondata.». Così dichiara Luigino Orazi di Umbertide cambia, che rilancia su alcuni problemi e domanda: « Come mai questa Amministrazione rimane completamente immobile di fronte anche alla gestione quotidiana e a quella più elementare? Per esempio, il degrado urbano della città. Parliamo dei giardinetti pubblici lasciati nell’incuria più totale, dove le erbacce la fanno da padrone. Mancano i cassonetti, si vedono rifiuti per terra, il Parco della Reggia è completamente abbandonato, gli alberi in Via Unità d’Italia da anni non più curati. Lo scorcio del Tevere, sotto il ponte a fianco del lido, è considerato uno dei posti più belli e caratteristici del centro storico. Vederlo in queste condizioni è una indecenza e una vergogna considerando tutti i soldi pubblici già spesi per questa opera. Lasciamo perdere il degrado dell’ecomostro della ex Fornace, che ormai è l’immagine plastica dell’Amministrazione che non sa trovare una soluzione. Ancora. Mi giungono lamentele da parte di cittadini residenti nelle frazioni che si sentono abbandonati: lì il verde è completamente incustodito. Gli operai del Comune fanno quello che possono con le poche risorse a  disposizione. Caro sindaco - afferma Orazi - io mi aspetto che a queste semplici domande mi dia una risposta, anche per dare un segnale che il Palazzo non è completamente vuoto.».  

14/07/2016 15:31:51

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: IL LAVORO E' UN DIRITTO E NON UNA RACCOMANDAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo “Il lavoro è un diritto e non una raccomandazione”. Umbertide cambia rilancia, con questa affermazione, la proposta di costituire nel bilancio comunale un fondo per incentivare l'occupazione di persone in condizioni di svantaggio. “L'ordinamento giuridico italiano riconosce e tutela il diritto al lavoro come diritto della persona e promuove le condizioni per renderlo effettivo. In teoria.  Nella pratica quotidiana – afferma Stefano Conti, consigliere comunale di Umbertide cambia - esistono difficoltà enormi nel rendere concreto questo fondamentale principio, soprattutto per le persone considerate marginali rispetto al mercato del lavoro, cioè quelle che nessuno vuole assumere. Prevale così nella pratica la cultura della raccomandazione su quella del diritto, e si produce una lotta tra “poveri” che nega, al di fuori dei circuiti clientelari, anche una minima e doverosa opportunità. Il problema si riflette anche sui giovani, per i quali pensiamo a specifiche politiche attive, mentre per altri target di lavoratori occorrono interventi tempestivi e diretti. E' vero, leggi di settore prevedono specifiche agevolazioni – spiega Conti -  ma di fatto non c'è l'obbligo per le aziende di tenere conto della condizione dei lavoratori. E nemmeno bisognerebbe arrivare a ciò. Nella nostra proposta, che avanziamo da anni, pensiamo infatti di applicare il sostanziale principio della responsabilità sociale d'impresa, tenendo insieme capacità progettuale, risorse pubbliche e la volontà del tessuto produttivo locale di sostenere le persone in condizione di marginalità lavorativa. In questo senso pensiamo ad un protocollo d'intesa tra Amministrazione Comunale, imprese del territorio, servizio pubblico per l'impiego utile a definire, attraverso adeguati criteri, un elenco di persone in condizioni di svantaggio che dovrebbero accedere, anche a tempo determinato, ai posti di lavoro messi a disposizione dalle aziende, a loro volta supportate da un contributo che si cumula alle stesse agevolazioni. Si tratta in pratica di dare una risposta concreta, anche se locale, ad una forma di disoccupazione che colpisce ad esempio lavoratori sopra i 50 anni, donne, persone con disabilità, tipologie troppo spesso abbandonate da un sistema che tende legittimamente a massimizzare la produttività e diminuire il costo del lavoro, ma non tiene conto del diritto di ognuno ad avere una vita dignitosa, dal punto di vista professionale, familiare, economico. La competitività – conclude Conti – è un obiettivo che può e deve essere coniugato con le esigenze della persona. A questo serve la buona politica”.                                                                                                                                                                Umbertide cambia     Il lavoro nella Costituzione Italiana: prima di cambiarla, applichiamola !!!   Principi fondamentali Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.   Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.   Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.   Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.       Il lavoro è considerato valore fondativo della Repubblica (art. 1 Cost.), nonché status attraverso il quale si realizza la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, co. 2 Cost.).   Alla persona che presta il lavoro la Repubblica italiana riconosce e garantisce diritti inviolabili, anche e soprattutto nella dimensione lavorativa (art. 2 Cost.).   La carta costituzionale riconosce inoltre nel lavoro un «diritto», da un lato, e un «dovere», dall’altro; la Repubblica si impegna, infatti, a promuovere le condizioni di effettività del «diritto al lavoro», che riconosce a tutti i cittadini (art. 4, co. 1, Cost.), ma al contempo, cristallizza il lavoro come un «dovere», di scegliere e svolgere un’attività o una funzione, concorrendo così al progresso materiale e spirituale della società secondo le proprie possibilità (art. 4, 2° co., Cost.).   La Costituzione contiene altresì un gruppo di norme dei rapporti economici, collocate nel titolo III, concernenti la disciplina di interessi ed esigenze dei lavoratori ritenuti di particolare rilevanza. L’art. 35 attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, di curare la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori, di promuovere gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. L’art. 36 stabilisce una norma di importanza fondamentale nella disciplina lavoristica in genere, fissando i principi di sufficienza e proporzionalità della retribuzione, e riconosce altresì al lavoratore il diritto irrinunciabile al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite. L’art. 37 accorda alle lavoratrici gli stessi diritti dei lavoratori dell’altro sesso – sottolineando anche l’esigenza di far sì che possano attendere alle funzioni famigliari, di mogli e di madri – e rinvia alla legge la fissazione dell’età minima per il lavoro salariato, nonché il compito di tutelare «il lavoro dei minori con speciali norme e garantire ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione». L’art. 38 concerne gli istituti e i diritti all’assistenza e alla previdenza dei cittadini inabili al lavoro e sprovvisti di mezzi e in particolare dei lavoratori colpiti da eventi che fanno cessare la possibilità di svolgere attività retribuita. Di importanza particolare in materia lavoristica e ancor più sindacale, sono gli art. 39 e 40, che fissano i principi della libertà sindacale e del diritto allo sciopero. La disposizione sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (art. 46) è di fatto rimasta sulla carta, non essendo state mai emanate le leggi che avrebbero dovuto stabilire «i modi» e «i limiti» di tale partecipazione, fatta eccezione per alcuni diritti sindacali in materia di informazione e consultazione (per es., per il trasferimento di azienda e per il licenziamento collettivo), riconosciuti però ai sindacati e non ai lavoratori (come prescrive la norma costituzionale).  

14/07/2016 15:28:40

Notizie » Politica Fronte Nazionale Umbertide: raccolta firme contro centro islamico

Riceviamo e pubblichiamo Sabato ad Umbertide il Fronte Nazionale locale, diretto dal suo seg. Gloria Volpi e con la presenza del responsabile regionale del partito Giuseppe Castelli e due rappresentanti giunti da Roma, è partita la raccolta firme per dire no ad un centro culturale islamico che non vorrà dialogare con la cittadinanza soprattutto per le attività che svolgeranno,  prendere le distanze condannando i crimini che commettono gli integralisti in nome dell'islam, la trasparenza, possibilità di vigilare, che rispetteranno i nostri usi e costumi, ma soprattutto che segnalano alle autorità le mele marce lì dove ci fossero. Primo giorno di raccolta firme riuscitissimo, la richiesta di una parte dei cittadini di Umbertide che ci sollecitava questo evento in quanto condanna una politica poco trasparente e poco rispettosa dei propri cittadini che si sono sentiti messi da parte nel momento in cui i politici locali del centrosinistra avevano deciso il "SI" alla costruzione del centro in questione. Anche molti residenti dei Comuni a ridosso di Umbertide si affiancano nel dire no, perché entrambi temono venga meno la  sicurezza visto che in questo centro arriveranno anche da fuori regione. Chi vigilerà sulla sicurezza, forse i politici che hanno voluto allora e quelli che voglio adesso questo centro islamico? Prima uscita con successo, molte le firme raccolte, soprattutto da parte del gentil sesso e ciò vuole dire qualcosa. Il Fronte Nazionale, è disponibile per un colloquio sul tema sicurezza e sul rispetto del nostro stile di vita, con il presidente del centro culturale islamico Chafiq El Oqayly. Il Fronte Nazionale vigilerà sul suo operato e quello dei suoi frequentatori. Ai cittadini noi diciamo che qualunque cosa si costruisce può essere demolita, legalmente parlando. Adesso sul territorio è presente il Fronte Nazionale dice sempre il segretario del Fronte Nazionale per l'Umbria, noi non scendiamo a compromessi specie con coloro che non avranno rispetto dei propri cittadini. Senza contare che accerteremo se l'intera operazione ha rispettato quei criteri che hanno portato ad iniziare i lavori del centro culturale. Mercoledì 20 luglio si replica nei pressi del mercato. (comunicato a cura dell'ufficio stampa del Fronte Nazionale segreteria Regionale).

11/07/2016 18:14:50

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