Notizie » Politica Movimento 5 stelle: ''Il lento declino culturale di Umbertide''

Riceviamo e pubblichiamo IL LENTO DECLINO CULTURALE DI UMBERTIDE Si parla tanto in questi giorni della costruzione del nuovo centro culturale islamico, della moschea che tanta gente di fede islamica dovrebbe attirare ad Umbertide. Ma perché la costruzione di questo centro culturale, che dovrebbe essere considerato un fatto abbastanza normale vista la presenza massiccia nel nostro territorio di una comunità così importante, e viste le politiche che a partire dagli anni '80 hanno favorito se non incoraggiato questo genere di immigrazione, sta generando tanti dubbi e paura? Probabilmente tanta paura è generata dal fatto che a contrapporsi ad una così forte esigenza culturale, quella islamica, non ve ne è più una, la nostra, altrettanto decisa, certa, netta, propositiva. Le amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune di Umbertide da oramai una quindicina di anni ad oggi, non si sono per nulla occupate e preoccupate di proteggere ed investire sul tessuto socio-culturale del nostro paese . E' proprio a partire da quel periodo che sono stati messi in atto atteggiamenti sbagliati nei confronti della maggior parte delle iniziative culturali, che si sono riverberati alla base del tessuto politico, sociale e culturale, portandolo alla sua attuale disgregazione C’è stato un decennio, dal 1989 al 1999, che ad Umbertide si è assistito alla nascita di iniziative culturali di elevato livello artistico, basti ricordare i vari Festival di carattere musicale come Metronome, per la musica jazz, Percussionistica, per la musica etnica, Festival di Primavera, per la musica classica, ed inoltre Festin ValTiberina per la danza e gli spettacoli di strada; si è assistito alla nascita di compagnie Teatrali che nel corso del tempo sono cresciute conquistando spazi autonomi di elevato contenuto artistico, come la compagnia Argento Vivo, che insieme a quella dell'Accademia dei Riuniti ed a Oplas Teatro, si sono adoperate per diffondere il Teatro a tutti i livelli, professionali ed amatoriali. Tutte iniziative, queste, che in sinergia si adoperavano per contribuire a costruire, rinvigorire, arricchire il tessuto sociale locale. A questo fiorire, proliferare di iniziative, che facevano capo ad eccellenze del territorio nel campo della musica, della danza e del teatro, di contro, si è contrapposta l’incompetenza della classe politica che governava l’amministrazione comunale, affiancata da una classe dirigente non sempre all'altezza, che piano piano ha portato alla cancellazione, una ad una, di tutte queste iniziative. Dal 2004, si è arrivati ad oggi che la cultura ad Umbertide è praticamente sparita. Si contano sulle dita alcuni sporadici eventi, in occasione di ricorrenze comandate, che faticano ad avere visibilità proprio per il loro carattere di occasionalità, e che nulla o poco lasciano al fruitore distratto. La politica di oggi, molto concentrata su se stessa, si preoccupa più narcisisticamente ad autocelebrarsi con libri, piuttosto che sostenere quelle associazioni culturali che tanto fanno e farebbero per il paese. L’unico dibattito che la anima è quello della divisione al proprio interno delle varie fazioni, preoccupate solamente a trovare le strategie migliori a garantirsi la propria rielezione, di mandato in mandato. Intanto noi cittadini assistiamo inermi ad una desertificazione del tessuto sociale. Ne sono un ultimo e recente esempio la pubblicazione dei bandi pubblici per la gestione del Centro Musicale S. Francesco e del Teatro dei Riuniti. La logica che sarebbe dovuta essere alla base della stesura dei Bandi gara, avrebbe dovuto privilegiare competenze, capacità organizzative gestionali e propositive, al fine di tenere alto il livello dell’offerta formativa e degli spettacoli ad essa correlati. Per esempio per quanto riguarda il centro musicale S. Francesco, si è ben pensato di costruire un bando che obbligasse alla gestione dello spazio musicale inserendoci obbligatoriamente anche quella del cinema. Ora anche il più sprovveduto e distratto dei lettori, potrebbe osservare, ma che “C’azzecca”, dal punto di vista gestionale, il cinema con l’attività didattica musicale???!! Probabilmente poco o nulla, ma ad Umbertide vi è una sola Associazione con le caratteristiche richieste dal bando, ovvero il requisito sine qua non della gestione del cinema. Il tutto a danno e detrimento delle Associazioni musicali, che sarebbero invece dovute essere le prime direttamente interessate, per statuto e competenze, all’assegnazione della gestione del Centro Musicale, e che, non avendo esperienze e forse nemmeno interesse a gestire il cinema, sono state escluse a priori da tale gara. Peggio sta accadendo per la gestione del Teatro dei Riuniti, dove dopo mesi e mesi di gestazione, l’Amministrazione comunale è riuscita a partorire un bando che, udite udite, riesce a scontentare tutti, sia la storica trentennale vecchia gestione, sia le forze nuove, rischiando che la gara di appalto vada deserta e che nessuno quindi si aggiudichi il bando, con buona pace dei cittadini di Umbertide, che per l’anno nuovo non potranno usufruire di nessuna stagione culturale e teatrale, come è invece nella normalità per ogni paese o città che si rispetti. L’Amministrazione si è impegnata per studiare un bando che le garantisca all’anno una congrua fetta, se non il totale dei ricavi derivanti dallo sbigliettamento degli spettacoli, come se la copertura economica per l’organizzazione degli stessi non si reggesse su quelle entrate. Inoltre a carico della “povera” compagnia che si aggiudicherà il bando gara, se una ve ne sarà, ricadono anche tutte le spese di gestione e delle utenze dello spazio teatrale. Insomma, una vera disgrazia per chi si farà avanti. Se poi volessimo leggere la vicenda da un altro punto di vista, si potrebbe anche sostenere che al cittadino umbertidese è stata imposta anche una nuova tassa: quella Culturale, visto che il ricavato del suo biglietto d’ingresso non andrebbe, come naturale, a sostegno dell’organizzazione dello spettacolo e alla compagnia, ma finirebbe direttamente nelle casse comunali, almeno per i primi 16.000 euro circa di incassi derivanti da sbigliettamento. Insomma un comune che si rispetti, visto che i cittadini le tasse già le pagano, dovrebbe favorire le iniziative culturali per i propri cittadini, e non adottare politiche che invece le affossino. La cultura arricchisce, chi la fa e chi ne usufruisce, educa, sensibilizza, combatte l’ignoranza, attira flussi turistici e di conseguenza ricchezza, ammoderna la coscienza di una comunità, la sua appartenenza, unisce e rinforza, e grazie a tutto questo non si avrebbe più paura della nascita di una Moschea, perchè forti sarebbero le armi ideologiche con cui accogliere ed educare il diverso e lo straniero. Forse è questa la paura che abbiamo più di tutto, quella di aver perso definitivamente la nostra identità politica culturale e sociale, e, di questo passo, sullo scaffale dell’unica biblioteca che rimarrà, quella della Moschea, un solo libro testimonierà la nostra storia, quello autocelebrativo.  

10/02/2017 11:37:37

Notizie » Politica Lettera di un gruppo di iscritti del PD di Umbertide

Riceviamo  e pubblichiamo All'attenzione del segretario regionale Giacomo Leonelli del segretario provinciale Dante Andrea Rossi del segretario comunale Giovanni Valdambrini Scriviamo queste righe per porre all'attenzione un fatto recentemente avvenuto a Umbertide, che riguarda il nostro partito e certi modi di fare politica. In data 16 Dicembre  abbiamo organizzato un’iniziativa tramite il forum cultura dei giovani democratici della federazione di Perugia sul tema della valorizzazione dell'offerta culturale nel territorio, coinvolgendo nell'organizzazione un gruppo di iscritti al Partito democratico umbertidese e aprendo la discussione alle associazioni giovanili presenti nel territorio. Durante questa iniziativa, abbiamo invitato come esponente istituzionale il sindaco della città di Umbertide Marco Locchi e invitando, dato che era una iniziativa pubblica, chiunque avesse voglia di partecipare e esprimere la propria opinione su un tema storicamente importante per la città di Umbertide. La risposta, di fronte ad un modo libero, inclusivo e partecipativo di far politica è stata quella di allontanare alcuni degli organizzatori dalla segreteria dei giovani democratici di Umbertide, nella  quale ricoprivano un ruolo e dove  si sono sempre distinti per impegno e senso di appartenenza. La motivazione  utilizzata è stata la oramai solita frase, “mancanza del rapporto di fiducia”, già utilizzata, per cacciare un ex assessore che si era permesso di andare alla Leopolda ad ascoltare Renzi, e quindi diventato antipatico a una ristretta parte della classe dirigente del PD locale fortemente Bersaniana e poi folgoratamente convertita al renzismo. Scriviamo queste righe perché: Innanzitutto per porre questi fatti all’attenzione di chi ha, soprattutto nei confronti dei propri iscritti, un ruolo di responsabilità, ma soprattutto per sapere se il Pd, in tutti i suoi livelli, ritiene che questi comportamenti rientrino nella propria cultura e nel cambiamento che i nostri elettori ci chiedono. Ci chiediamo se i nostri iscritti, persone per bene, giovani e non, siano consapevoli della deriva al quale siamo arrivati a Umbertide. Chiediamo se un gruppo di giovani di “buona volontà”, che fanno politica per passione, liberamente, senza appartenere alla corrente locale possano essere allontanati da una comunità, alla quale appartengono e nella quale credono. Crediamo, e qui concludiamo, in un partito che dà cittadinanza a tutte le persone che ne vogliono fare parte, senza escluderle per la loro appartenenza, o in questo caso non appartenenza a ristrette e personalistiche correnti. Un modus operandi, questo, che nel caso di Umbertide , sta distruggendo la buona politica e la partecipazione  al quale bisogna tornare con uno spirito di rinnovamento e cambiamento. FORUM CULTURA DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI PERUGIA

10/02/2017 11:27:29

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: LETTERA APERTA DEL CAPOGRUPPO CLAUDIO FALOCI ALL'ON. GIULIETTI

Riceviamo e pubblichiamo In questi giorni le famiglie di Umbertide stanno ricevendo una nota inviata dall'On. Giulietti. Riguardo all'iniziativa politica dell'ex Sindaco di Umbertide interviene il capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci con una lettera aperta, che riportiamo di seguito.   “Egregio onorevole Giulietti, in questi giorni stiamo leggendo la lettera che lei ha scritto ai cittadini umbertidesi. Personalmente, pur non avendolo eletto, apprezzo l'impegno che dice di aver profuso in Parlamento. Noto però nelle sue parole un senso di rabbia misto a dispiacere per essere stato in questi ultimi anni oggetto di critiche, più o meno dure, da parte delle forze politiche di opposizione (e non solo) che oggi animano il dibattito politico umbertidese. Pur senza sentirmi chiamato in causa personalmente, in quanto la conosco solo di vista (e, tra l'altro, lei, da quando mi sono candidato, mi ha persino tolto il saluto, a proposito di una politica che coltiva il rancore...), ritengo opportuno precisare alcune questioni, soprattutto in merito all'impegno politico di chi lavora per fare qualcosa di utile per la propria città (che non è solo lei o il Partito Democratico). Quello che emerge dalle sue parole è un'assoluta mancanza di abitudine alla critica politica. Vede onorevole, oggi ad Umbertide c'è un dibattito politico più ricco che in passato ed io mi sento orgoglioso di condurre la mia battaglia insieme a tanta gente e colleghi di Consiglio Comunale che stimo. Persone che si impegnano senza nessun tornaconto personale o economico e che hanno anche subito una querela da parte sua. Umbertide Cambia ha sempre espresso in questa consiliatura le proprie opinioni senza mai offendere nessuno e con intenzioni costruttive. Abbiamo presentato molte proposte, di norma respinte dal suo partito, e quando approvate (pochissime volte), non è stata data una concreta applicazione dall'Amministrazione comunale. Questo, però, non ci scoraggia di certo e continueremo il nostro impegno con forza e determinazione, senza alcuna paura, non risparmiando mai critiche a nessuno (neanche a lei),  contribuendo, come abbiamo fatto finora, a migliorare con una azione concreta rivolta al bene comune la vita della nostra comunità. Come si dice: è la democrazia, bellezza!”.                                                                                  Claudio Faloci                                                                   Capogruppo di Umbertide Cambia

09/02/2017 15:10:58

Notizie » Politica GIULIETTI: ''IL PACCHETTO MIGRANTI DEL GOVERNO RISPONDE ALLA DOMANDA DI ACCOGLIENZA, SICUREZZA, UMANITA' E REGOLE CERTE''

Riceviamo e pubblichiamo “Il nuovo corso che si è aperto nella delicata e complessa gestione dell'emergenza migranti da parte del Ministero dell'Interno va salutato con grande favore perché risponde alla domanda sia di accoglienza che di sicurezza, ma anche di umanità e di regole certe”.  Così l'On. Giampiero Giulietti, membro della Commissione Politiche dell'Unione europea, ha commentato i tratti salienti del Pacchetto Immigrazione che il Ministro dell'Interno Minniti ha messo a punto e che ha presentato davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato, ribadendo la grande sinergia tra Stato e poteri locali sul terreno della sicurezza ed il ruolo dei Sindaci.  “Garantire la sicurezza ai nostri concittadini è un dovere dello Stato, così come lo è tenere insieme l'attività di intelligence e l'attività di controllo del territorio che necessitano dell'approvazione di misure per far sì che il contrasto all'immigrazione irregolare sia sempre più efficace ottenendo da una parte l'obiettivo di spegnere sul nascere derive razziste e omofobe e, dall'altra, far sì che chi cerca di lucrare sull'indigenza di questi disperati abbia vita sempre più dura. - ha affermato il deputato - Parallelamente va sostenuto il lavoro di dialogo e confronto con la diplomazia europea per incentivare accordi con i paesi di origine dei migranti ma anche incrementato e velocizzato il processo di espulsione di coloro che non hanno diritto a rimanere In Italia. Senza severità sul rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere, non ci può essere accoglienza. A mio avviso, il piano Minniti è ben strutturato, muovendosi sia nella direzione dei provvedimenti sull’immigrazione, che sul tema sempre caldo della sicurezza urbana che significa presidio del territorio, pattugliamento anche di notte, lotta al degrado, miglioramento dell'illuminazione pubblica e sviluppo urbanistico per il recupero delle periferie. Di certo si avvale di un sistema di sicurezza che funziona e che beneficia del contributo di tutti gli attori coinvolti".

08/02/2017 20:50:26

Notizie » Politica Movimento 5 Stelle Umbertide: ''Installare pannelli fonoassorbenti a Pierantonio''

Riceviamo e pubblichiamo Il Movimento 5 Stelle su segnalazione di alcuni abitanti della zona di Pierantonio ha sollecitato l'amministrazione comunale affinché vengano installati dei pannelli fonoassorbenti nei pressi della scuola elementare e di infanzia della frazione. Nel 2004 il Comune chiedeva ad ANAS un intervento per cercare di migliorare la condizione della zona visto che si evidenziavano già da allora situazioni di notevole impatto acustico con superamento dei limiti di legge derivanti dalla E45, come le analisi fatte documentano. A questa nota non è seguito alcun riscontro né alcun sollecito da parte del Comune, pertanto il M5S ha richiesto che venisse fatta ad ANAS una nuova istanza al fine di migliorare le condizioni acustiche dell'area, che ricordiamo è frequentata per lo più da bambini. Questo perché crediamo che il posto dove un bambino passa molto del suo tempo debba garantire benessere e comfort acustico. Infatti numerosi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra inquinamento acustico e difficoltà di apprendimento, alterazione della qualità delle comunicazioni verbali, generazione di ritardi nell’acquisizione della lingua, disturbi del linguaggio sia scritto che parlato ed una limitazione della ricchezza del vocabolario. Nell'attesa che ANAS risponda vorremo invitare il Comune a metter in atto qualsiasi strumento migliorativo.

04/02/2017 12:12:37

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: LETTERA APERTA AL SINDACO SULLA MOSCHEA

Riceviamo e pubblichiamo   La posizione di Umbertide cambia in merito alla questione Moschea-Centro Islamico è chiara e scritta, sintetizzata nell’ordine del giorno “Percorsi di integrazioni e cittadinanza” presentato in Consiglio Comunale nel settembre 2016, votato solo da Umbertide cambia. Il documento, unico in materia visto che nessuna altra forza politica ne ha proposti, e nemmeno l’Amministrazione comunale, è frutto, appunto, di un percorso, iniziato nel 2015 con un documento discusso in Consiglio Comunale, bocciato dal PD, e partecipato attraverso una assemblea pubblica tenuta il 30 marzo 2016. Tutto questo, riteniamo, legittima la nostra risposta al Sindaco di Umbertide.   “Alle volte il Sindaco  - e ci dispiace - sembra farsi male da solo, come nell’ultima nota di replica pubblicata nel sito del Comune (a proposito: qui i Gruppi consiliari non hanno diritto di rappresentare la propria opinione?). Egli testualmente afferma: “non  dobbiamo preoccuparci della costruzione di un Centro Culturale Islamico, tenuto conto che già oggi esiste un luogo (poco dignitoso) dove la comunità musulmana locale si ritrova da anni.” Bene ma non spiega, se non c’è preoccupazione, perché Lei abbia allora scritto una lettera al Ministro degli Interni rappresentando invece le preoccupazioni della cittadinanza. C’è o non c’è preoccupazione? Doppiezza del Sindaco. E si fa male. Si fa più male ancora: dice di aver spiegato le ragioni fin dal Consiglio del 22 settembre e nella successiva Commissione. Signor Sindaco: Lei non ha portato alcun documento e proposta sul Centro islamico; semmai l’unica proposta fu la nostra, basata sugli argomenti che oggi Lei dice di sostenere. Bene. Ma la verità è un’altra: Lei, il Pd e il gruppo M5S votaste contro il nostro odg su tracciabilità, sicurezza e convenzione con la comunità islamica (non solo con il Centro). Doppiezza del Sindaco. E si male. Ancor più esplicitamente: ci dica dov’è uno straccio di documento o Convenzione o Patto di cittadinanza sul quale discutere e confrontarci. Lei afferma che è da più di un anno che ci lavora. Un parto difficile, comunque fuori dalla trasparenza e partecipazione che Ella richiama. E si fa male. Dopo la stesura del Patto nazionale del 1 febbraio 2017 diventa urgente sapere con quali rappresentanze del Patto qui ad Umbertide è possibile interloquire. Le ricordiamo che scegliere una parte nell’islamismo è questione delicatissima; una non rappresenta la totalità, ma sceglierne una equivale a schierarsi con un certo tipo di islam. Capisce da solo che un Comune non può sostenere una linea piuttosto che un’altra: si ficcherebbe in un ginepraio e si farebbe male, appunto. Signor Sindaco: sia ecumenico con le comunità islamiche. Poi: Ella (e il suo partito) ancora nulla ha detto circa il ruolo che l’Associazione culturale islamica di Umbertide possa assumere nella sicurezza del territorio e il grado di collaborazione con le forze dell’Ordine; nulla ha detto circa i modi di rappresentanza dell’islam in città; nulla ha detto su come garantire i diritti delle donne islamiche e dei minori qui ad Umbertide. Qualche parola definitiva (magari scritta) sulla costruzione del cimitero islamico, da ultimo, dovrà pur pronunciarla. Noi le proposte le abbiamo fatte anche in Consiglio, ma Lei le ha bocciate. È arrivato il tempo di conoscere finalmente la Sua unica (non doppia) Verità.  Guardi, signor Sindaco: che il Patto nazionale è solo la cornice generale su cui muoversi, perché le azioni concrete e specifiche esso le lascia alle singole amministrazioni. Le azioni, appunto; non le parole che, Lei sa bene, sono come pietre. Ci si può far male”.    Associazione e Gruppo Consiliare Umbertide cambia   

03/02/2017 08:35:45

Notizie » Politica Precisazioni del Sindaco Locchi riguardo comunicati delle opposizioni in merito al centro islamico

Riceviamo e pubblichiamo In risposta agli articoli di stampa da parte delle forze politiche di opposizione sulla questione del centro culturale islamico e della lettera che il sindaco Marco Locchi ha fatto pervenire al Ministro degli Interni Marco Minniti, il Sindaco intende fare alcune precisazioni. “Sembra che le forze di opposizione facciano finta di non capire e si meraviglino per le iniziative che l’Amministrazione comunale prende nell’interesse della collettività. Le posizioni espresse nella lettera al Ministro non sono posizioni dell’ultim’ora e scopiazzate da quelle dei partiti di opposizioni. Come essi sanno, anche se fanno finta di non saperlo, fin dall’inizio l’Amministrazione Comunale si è posta il problema di una corretta gestione del centro per togliere qualsiasi ombra che arrecasse preoccupazione tra la popolazione. E’ da più di un anno che è stata posta la questione di una convenzione, o meglio di un “Patto di cittadinanza”,  tra l’Amministrazione Comunale e la comunità islamica; sono state numerose le occasioni nel corso delle quali se ne è parlato, in ultimo nella commissione consiliare appositamente convocata  e precedentemente nel consiglio comunale del 22 settembre scorso, dove, in risposta ad una interrogazione, il Sindaco faceva presente che era necessario continuare il percorso già intrapreso che prevede  momenti  di dialogo con la comunità musulmana, le associazioni del territorio, i cittadini, i consigli di quartiere.  Partendo da una base già discussa oltre un anno fa con la Comunità Islamica per arrivare alla definizione di un patto, come già fatto da altri  comuni, i quali lo hanno sottoscritto da tempo  per stabilire i rapporti tra le comunità islamiche e l’amministrazione,  anche su punti fondamentali quali la lingua da utilizzare nei sermoni, la provenienza dei fondi, ecc.. Si ribadisce che tutto questo era stato detto dal Sindaco nel consiglio comunale del 22 settembre e successivamente nella commissione consiliare  anche se le opposizioni fanno orecchie da mercante, facendo finta di non aver sentito, o giocando su una errata interpretazione  dei titoli di giornale. Questa era e resta la nostra linea. Non c’è nessuna ambiguità né incertezza nel nostro comportamento. Abbiamo sempre detto che per dare più forza al Patto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti più delicati come la tracciabilità finanziaria dei contributi e i sermoni in lingua italiana, sarebbe stato importante che fossero stabilite ufficialmente delle linee guida a livello nazionale. Per questo il Sindaco ha  scritto al Ministro che poi ha incontrato personalmente; e anche per ribadire  che la nostra è una realtà che ha saputo gestire sempre bene le questioni della immigrazione e della integrazione e quindi non  dobbiamo preoccuparci della costruzione di un Centro Culturale Islamico, tenuto conto che già oggi esiste un luogo (poco dignitoso) dove la comunità musulmana locale si ritrova da anni. Questo nuovo centro dovrà  essere gestito bene, stabilendo criteri chiari e condivisi e soprattutto con tanta trasparenza e partecipazione. E quindi  la sottoscrizione del  Patto a livello nazionale fra le associazioni del tavolo islamico e il Ministero degli Interni,  finalmente avvenuta  nella giornata del 31 gennaio 2017,  che richiama prima di tutto il principio supremo di laicità dello Stato quale  “garanzia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale”, rappresenta un punto di svolta fondamentale. Il Ministro ha dichiarato: "Abbiamo firmato con le associazioni del tavolo islamico italiano un importantissimo documento, cruciale, che riguarda il presente e il futuro dell'Italia attraverso il dialogo interreligioso". Un patto che si basa su numerosi articoli della nostra costituzione e che verrà interamente recepito all’interno del nostro Patto di Cittadinanza.  Il patto nazionale prevede, fra l’altro,   agli art. 8,9,10 di rendere pubblici i nomi e i recapiti degli Imam, di adoperarsi  affinchè il sermone  del  venerdì sia svolto o tradotto in italiano, di assicurare la massima trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti ricevuti dall’ Italia e dall’ Estero e di proseguire nell’azione di contrasto dei fenomeni di radicalismo religioso.  Il Patto prevede inoltre tutta una serie di azioni volte a favorire  incontri e dibattiti  pubblici  tra le istituzioni e i musulmani in tema di cittadinanza attiva, dialogo interculturale e contrasto all’islamofobia, al fondamentalismo, ecc. Concetti questi che non sono appannaggio delle opposizioni, le quali oggi  provano a rivendicare, in modo totalmente strumentale, concetti  alla base di un percorso  condiviso fra le associazioni islamiche e lo Stato italiano e che hanno trovato conferma nel patto. Concetti, come già detto,  emersi già in altre occasioni: consigli comunali, commissione dove si è discusso, prendendolo ad esempio,  del Patto di cittadinanza di Firenze dove alcuni di questi  concetti sono presenti  e ben rimarcati.

02/02/2017 17:23:39

Notizie » Politica Firma accordo tra Ministro Minniti e associazioni islamiche, Sindaco Locchi esprime soddisfazione

Il Sindaco di Umbertide Marco Locchi mostra soddisfazione per la firma dell'accordo fra il Ministro dell'Interno Marco Minniti e le associazioni islamiche italiane. Sul gruppo Facebook ''UmbertidePartecipa'' il primo cittadino umbertidese ha affermato: ‘’Oggi credo che sia una giornata molto importante riguardo al centro culturale islamico. No, no per tutto quello che è uscito sulla stampa locale che mi importa poco. Vedete amici del gruppo a me interessa solo una cosa: fare l'interesse dei nostri concittadini. E cosi' quando oggi pomeriggio mi hanno chiamato per dirmi che OGGI stesso è stato firmato l' accordo fra il Ministro Minniti e le associazioni islamiche italiane che comprende tutta una serie di punti che da mesi stiamo dicendo e che volevamo inserire nel nostro patto di cittadinanza locale, sono rimasto molto contento per tutti noi’’. ‘’Ringrazio il Ministro Minniti (certo non voglio dire che è stato sottoscritto perchè domenica l'ho sollecitato con la mia lettera...), - prosegue Locchi- ma lo ringrazio perchè sta affrontando con capacità e determinazione questo problema, cosi' come tutto il problema della immigrazione. Il patto, del quale ho una copia e che immagino domani uscirà su tutti i giornali, contiene tutta una serie di punti che riguardano il sermone in italiano, la tracciabilità dei flussi finanziari, l'organizzazione di eventi e di iniziative culturali’’. ‘’Un ottimo supporto sulla base del quale potremo sottoscrivere un patto locale tra noi e l' associazione islamica che – conclude il Sindaco - continuerà a garantire pacifica convivenza e una sempre maggiore integrazione con la nostra comunità musulmana oramai da anni inserita nel nostro tessuto locale. A breve presenteremo il tutto in una specifica assemblea. Ho chiesto inoltre al nostro parlamentare On. Giulietti di darci una mano ad organizzare l' assemblea con l' On. Minniti’’.

02/02/2017 12:31:46

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