Notizie » Politica Orazi (Umb. Ca.):''Ex tabacchi opera mostruosa voluta da Giulietti''

Riceviamo e pubblichiamo   Fattoria ex tabacchi opera mostruosa voluta con forza e prepotenza dall'allora sindaco Giulietti. Oggi può essere definita come realismo sovietico o moscovita,e come ogni opera pubblica sovietica ha bisogno della propria pista di pattinaggio. Di certo, quella che avrebbe dovuto essere nel progetto e nelle intenzioni, oggi proprio non è. Da spazio polifunzionale per 800 persone si è derubricata ad un anello di pista (con tutto il rispetto per il pattinaggio), ma i soldi per la sua definizione continuano a moltiplicarsi. Per gli smemorati di oggi e ieri, ricordiamo che alcuni anni fa con sindaco Giuletti viene votata in Consiglio comunale la vendita del palazzo di proprietà del Comune ex poste e sede dei partiti, per poi acquistare la vecchia Fattoria ex tabacchi per costruire appunto una sala polifunzionale per circa 800 persone . Venne avviato un percorso partecipativo per definire l’utilizzo della struttura, al quale parteciparono decine di cittadini ed associazioni culturali, il tutto non gradito dal sindaco Giulietti, che cestinò ogni proposta . Si realizzò invece una struttura rovinando uno spazio (CHE DOVREBBE ESSERE POLIFUNZIONALE) occupato per la metà con servizi igienici e centrale elettrica. La struttura venne terminata e ne uscì fuori una sala che ad oggi può ospitare massimo 200 persone, non considerando che ad Umbertide già esistono spazi simili, come ad esempio il Teatro dei Riuniti (180 persone), il Centro S. Francesco (100), S. Croce (90), il Cinema Metropolis (99), Sala Balducci (50). Si è realizzata una struttura che ogni volta allestita per uno spettacolo dovrà essere certificata, in quanto non esiste né un palco né strutture per impianti luci, né camerini ne locali destinati a magazzino. Si è creata una struttura non utilizzabile, poiché l'acustica ne impedisce l'uso. Oggi si chiede alla popolazione cosa ne vorrebbero fare,. Tuttavia ora come allora dobbiamo sottolineare come un intervento utile e necessario venga negativamente condizionato da una mancanza di chiarezza e di vera progettualità, oltretutto e realizzato senza tener conto delle proposte dei cittadini e senza verificare le reali esigenze della comunità. Come sono stati applicate in questi casi i principi di trasparenza e partecipazione? E soprattutto, con quali criteri si sono spesi soldi dei cittadini? Sono stati spesi tantissimi soldi di noi cittadini umbertidesi e ancora oggi si parla di investire altri 500.000 euro per una struttura completamente compromessa e inutilizzabile. Si parla di costruire una cucina, creare una insonorizzazione, una piazza ecc. Caro Sindaco e Giunta avanzo un consiglio: state fermi, così come avete fatto fino ad oggi, e cerchiamo di arrivare salvi a fino legislatura, cercando di non moltiplicare i danni fatti dalla precedente amministrazione.

12/01/2017 19:00:24

Notizie » Politica Termosifoni bloccati e bambini rimandati a casa, Lega Nord:''Situazione che poteva essere evitata''

Riceviamo e pubblichiamo BLOCCO DEI TERMOSIFONI. LE TEMPERATURE SFIORANO I 5 GRADI NELLE AULE. BAMBINI TIFERNATI RIMANDATI A CASA. LEGA NORD “UNA SITUAZIONE CHE POTEVA ESSERE EVITATA. IL COMUNE CHIEDA ALL’AZIENDA APPALTATRICE LA RIDUZIONE DEL CANONE DI SERVIZIO” “Bambini rimandati a casa perché i termosifoni non partono e le temperature in aula non superano i 5° gradi. L’amministrazione comunale prenda iniziative a sua tutela chiedendo una riduzione della quota del canone di servizio”. A denunciare il fatto i consiglieri comunali Lega Nord, Riccardo A. Marchetti e Valerio Mancini i quali, sollecitati da alcuni genitori, si sono recati presso la scuola d’infanzia di “La Tina” (secondo circolo) e hanno potuto constatare il fatto. “ Questa mattina – spiegano i due leghisti - 115 bambini sono dovuti tornare a casa perché nel plesso scolastico “La Tina” i termosifoni hanno subìto un blocco e le temperature erano fin troppo rigide. Considerata la totale ripresa lavorativa di molti genitori, i disagi creati da una mancata vigilanza sul funzionamento dell’impianto termico, sono evidenti e riscontrabili per tanto è notevole il danno di immagine creato all’amministrazione comunale. Crediamo che una situazione simile potesse essere evitata se gestita meglio: dopo 18 giorni di chiusura del plesso, un’ordinanza comunale predisposta e le temperature rigide di questi giorni, i tecnici dell’azienda appaltatrice avrebbero dovuto verificarne il regolare funzionamento. Pur consapevoli che l’amministrazione comunale, almeno in questo caso, non ha responsabilità vista l’ordinanza con la quale si predisponeva l’accensione degli stessi sin da domenica 8 Gennaio – spiegano i due consiglieri – annunciamo comunque un’interrogazione nella quale si chiede all’assessore Cestini di conoscere chi è l’azienda appaltatrice, sperando che non sia l’ennesima avente sede fuori regione, quali siano le dinamiche contrattuali stipulate e soprattutto di sapere le eventuali clausole che riguardano il risarcimento danni causato da un mancato servizio”.    

10/01/2017 10:13:33

Notizie » Politica LEGA NORD CITTA' DI CASTELLO: ''I TIFERNATI NON CREDONO NEL FUTURO''

Riceviamo e pubblichiamo I TIFERNATI NON CREDONO NEL FUTURO: POCHE NASCITE A CAUSA DI UNA POLITICA POCO PRESENTE AI PROBLEMI DEI CITTADINI Lega Nord: ”Alloggi ad immigrati e grosse perdite di lavoro. I tifernati non fanno figli. L’amministrazione comunale prenda coscienza di certi fallimenti” “Poche nascite a fronte dei troppi decessi. A Città di Castello è emergenza demografica”. Secondo i dati diffusi dall’ufficio anagrafe tifernate, che la Lega Nord ringrazia per il lavoro svolto, nel 2016 sarebbero state 299 le nascite, 465 i decessi: i cittadini del capoluogo altotiberino privi di un lavoro e di un alloggio non fanno figli, la politica locale ne prenda atto. “ Il 2016 – chiosano i consiglieri Mancini e Marchetti – non è stato un anno proficuo per Città di Castello in termini di nascite, troppo poche rispetto ai decessi, ma non c’è da sorprendersi visto le scelte politiche dell’amministrazione comunale che non ha mosso un dito per impedire il trasferimento di una nota azienda locale in Toscana, che si è genuflessa alla politica regionale del PD per quanto riguarda la questione FCU. Città di Castello un territorio appiattito su una monocultura agricola che è stato capace di perdere importanti stabilimenti di multinazionali e nascoste sotto il tappeto giacciono ancora questioni importanti come l’ambiente e la salute. Inevitabile la perdita di lavoratori e turisti. Una famiglia tifernate media, come fa a programmare le nascite se per prima non riceve sostegni anche dal proprio comune? Purtroppo non c’è una prospettiva di lavoro, tantomeno edilizia, manca, al vertice, una programmazione sociale seria che tenda una mano ai tifernati ancor prima degli immigrati fin troppo sponsorizzati con i contributi asili, mensa, trasporto ed alloggi. Basta con i voucher e gli stage renziani che producono solo precariato e salari bassissimi, una vera vergogna nazionale. Dagli scranni del consiglio comunale più volte abbiamo lanciato proposte che potessero agire sull’ economia locale, incentivando quella che è la microeconomia del centro storico, ma non siamo mai stati ascoltati. Così pure con gli alloggi popolari dove chiedemmo equità nella corsa al bando tra italiani e stranieri, ma anche questo è rimasto inascoltato. Un’amministrazione locale seria dovrebbe governare a fianco dei cittadini, aiutare il proprio territorio a crescere non solo in termini demografici, che già sarebbe una conquista, ma anche in campi importanti come quello economico. Le previsioni future non sono delle più rosee. Se non interveniamo, con questi dati Città di Castello potrebbe perdere, nel tempo, la sua identità: meno nascite, più decessi e più immigrati, l’equazione è presto risolta. Purtroppo concludono i due consiglieri – soluzioni al problema non ne vediamo, o meglio, noi le proponiamo, è l’amministrazione comunale che non le ascolta”

09/01/2017 11:47:01

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