Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA:’’MULTISERVICE: POCA TRASPARENZA’’

Riceviamo e pubblichiamo Il modo in cui si è affrontata da un punto di vista politico la modifica dello statuto di Multiservice è una ulteriore dimostrazione di come questa Amministrazione non abbia una visione generale sui problemi e non conosca il significato del termine “trasparenza”. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza (solo con i voti del PD) alcune modifiche allo statuto dell’Azienda servizi intercomunali - Multiservices s.r.l., apportate per effetto del D.Lgs.175/2016 (Riforma Madia), che prevedono la nomina di un amministratore unico (che sostituisce il consiglio di amministrazione) e di un unico revisore (al posto del collegio sindacale), ed istituiscono un’unità di controllo e di verifica sulla gestione e sull’amministrazione della società. “Intanto bisogna dire che la legge in materia di società a partecipazione pubblica – ha spiegato il Capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci - non avrebbe assolutamente reso obbligatoria, come l’Amministrazione insinuava, la vendita di AIMET, che dunque si è rivelato un grande errore dal punto di vista economico e strategico. Il voto contrario di Umbertide cambia – ha inoltre affermato Faloci – non si riferisce alle modifiche tecniche. È motivato dal fatto che, proprio in base alla norma richiamata, occorre sviluppare una riflessione complessiva sulle partecipate, e dunque, la modifica dello statuto di Multiservice non può essere fine a se stessa ma deve stare dentro un più generale ragionamento che ci porti a capire quali servizi debbano essere gestiti attraverso aziende pubbliche - per noi ad esempio i rifiuti, le reti e l’acqua - su quali basi, comunali o territoriali, e con quali forme, aziende totalmente pubbliche o con una partecipazione del privato. Ancora una volta si è rivelata la mancanza da parte dell’Amministrazione di una visione complessiva, che invece è assolutamente necessaria. C’è poi il fatto grave che la nomina del professionista esterno da inserire nell’unità di controllo sulle società partecipate è passata attraverso un avviso che definire “pubblico” è un parolone, visto che è stato reso noto solo attraverso l’albo pretorio del Comune, peraltro prima che la modifica passasse in Consiglio, e lì vi è rimasto solo 7 giorni. Un ulteriore schiaffo alla trasparenza che ci ha fatto avanzare la richiesta formale di annullare quell’avviso e riproporne un altro con criteri di pubblicità ben diversi”.                                                                                                                                                Umbertide cambia

28/07/2017 15:29:51 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Caso Calzolaro: intervento del sindaco di Città di Castello

Riceviamo e pubblichiamo In questi giorni abbiamo letto sugli organi di informazione, con stupore e poi con preoccupazione ed amarezza, alcune bizzarre prese di posizione di esponenti politici di Umbertide, di primo e secondo piano. C’e’ parso che il tentativo di trascinare l’amministrazione comunale di Città di Castello in una vicenda che è tutta ascrivibile a decisioni prese da altre amministrazioni, sia finalizzato a ricercare capri espiatori. Noi non intendiamo in alcun modo polemizzare, ma riteniamo che alcune puntualizzazioni siano d’obbligo anche per evitare la “disinformacija” di sovietica memoria. Intanto, verità vuole che si dica che il comune di Umbertide (e non quello di Città di Castello) ha conferito negli ultimi due anni, 4.073 tonnellate di “organico” a Calzolaro. Le autorizzazioni non sono mai state rilasciate dal comune di Città di Castello. Sogepu, nella sua autonomia, ha iniziato una trattativa con l’azienda Splendorini in relazione alla quale l’amministrazione comunale tifernate si riserverà di fare nel prossimo futuro le sue valutazioni tenendo conto di tutti gli elementi. Quello che possiamo garantire fin da ora è che Città di Castello non ha alcuna intenzione di complicare la vita ai cittadini di Calzolaro, ai quali va la nostra massima solidarietà e simpatia. Non è con gli “scaricabarile” e l’occultamento della storia che si risolvono i problemi. Quando il sindaco Giulietti decise di uscire da Sogepu e perseguire altre strade sulla politica dei rifiuti, alcune conseguenze apparivano già inevitabili: basta leggere e conoscere il costo delle utenze domestiche e confrontare i dati di Città di Castello e di Umbertide. I cittadini di Umbertide pagano cifre molto più alte dei tifernati (come si può evincere dalla tabella allegata). Il piano industriale di Sogepu è un’ipotesi aperta che andrà vagliata e approfondita: sarà chiesto anche il parere della Regione dell’Umbria. Il comune di Città di Castello non ha alcuna intenzione di tirare per la giacca chicchessia, ma credo sia ora di affrontare in maniera complessiva le problematiche sulle politiche dei rifiuti in ottica intercomprensoriale con la consapevolezza che ognuno deve rispondere delle proprie scelte. Da questo punto di vista ci sembrano interessanti alcune prese di posizione del gruppo consiliare “Umbertide Cambia”. Qualunque decisione finale rispetto ad un intervento di Sogepu, sarà condizionato da accurate verifiche tecniche e societarie che comunicheremo in modo totalmente trasparente, perché non siamo abituati “a tirare il sasso e nascondere la mano”.

28/07/2017 15:21:50 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA:''NECESSARIO PROMUOVERE POLITICHE TERRITORIALI PER USCIRE DALL’ISOLAMENTO''

Riceviamo e pubblichiamo Per Umbertide cambia è necessario uscire, da subito, dall’isolamento nel quale ci hanno cacciato le politiche localistiche di Giulietti e Locchi. La gestione dei rifiuti è la prova provata. Si tratta di unire le risorse amministrative e finanziarie dell’Alto Tevere per gestire, con aziende pubbliche di ambito, i servizi, la cultura e i marchi di qualità.  «Se c’è un definitivo insegnamento dall’ultimo caso di “Calzolaro” è il fallimento dell’autosufficienza di politiche locali basate su scontri municipali o solo personali e, al contrario, emerge la necessità di politiche territoriali ampie e coordinate, avendo riguardo all’intera Regione ma anche ai territori delle Regioni nostre confinanti». Gianni Codovini, presidente di Umbertide cambia, è al riguardo netto: «Si prenda la gestione dei rifiuti (ma potremmo dire la stessa cosa per la ferrovia) fatta dalla Giunta attuale e precedente: un vero fallimento perché prima essa ha allontanato Umbertide, per scelta dell’allora Sindaco Giulietti, dal proprio ambito territoriale, rompendo con tutti i Comuni dell’Alta Umbria uscendo da So.Ge.Pu.; poi il Sindaco Locchi si è chiuso nel localismo più trito tanto da subire la Conferenza dei Servizi che ha massacrato Calzolaro. Risultato: un conflitto perenne nel Pd tra sindaci, parlamentari e dirigenti che ha indebolito ancor più la città, un vaso di coccio tra due vasi di ferro, Città di Castello e la Regione. Chi ci ha rimesso? Gli umbertidesi che pagano le tariffe più alte e i cittadini di Calzolaro che subiscono una puzza terribile». Così Codovini, Conti, Faloci e Orazi di Umbertide cambia lanciano una sfida che era già nel programma e lo sarà in quello futuro: «Lo diciamo dalla nostra posizione di civici: il ruolo delle realtà locali non può essere di attesa delle decisioni altrui, ma per fare ciò c’è bisogno, soprattutto nella gestione dei servizi, di allearsi per abbattere costi e renderli più efficienti e qualitativi. Un esempio positivo c’è: l’unione della Zona sociale che dà ottimi risultati. Ma soprattutto c’è bisogno - e qui sfidiamo apertamente e sui contenuti Pd e M5S -  di un’azienda pubblica di ambito per la gestione dei rifiuti, un’azienda pubblica di ambito per gestione delle reti e un’altra che crei e gestisca quel “marchio” o brand dell’Alto Tevere che è il ricco giacimento culturale ed eno-grastronomico che caratterizza il nostro territorio, ma non ancora valorizzato dal punto di vista nazionale. Insomma incominciamo a pensare più in grande anche in termini di investimenti e a rendere concreta quell’Unione dei Comuni che è la prima sfida per la futura macroregione del Centro. Altrimenti Umbertide, da sola, si isolerà. Come è stato fatto con Locchi e Giulietti».                                                                                                           Umbertide cambia

27/07/2017 15:01:14 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Lega Nord Città di Castello:''L’integrazione è un’utopia, i fatti di cronaca lo dimostrano''

Riceviamo e pubblichiamo “Minacce a controllori ed autisti del treno, pretese di viaggiare gratuitamente e una rissa sfiorata: se ancora qualcuno crede nell’utopia dell’integrazione, legga i fatti di cronaca recentemente accaduti a Città di Castello”. Ad affermarlo la Lega Nord tifernate in una nota congiunta firmata dal segretario cittadino Nico Mazzoni assieme ai consiglieri comunali Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini. “La vicenda accaduta a Città di Castello è il drammatico quadro di un’Italia ormai allo sbando, dopo 5 anni di governi pseudo tecnici a marchio Pd. Quanto da noi denunciato anche all’interno dei consigli comunali si rivela essere verità. Riteniamo lesivo e a dir poco irrispettoso nei confronti dei tifernati e degli italiani, leggere di immigrati che bivaccano giornalmente, che offendono il lavoro delle nostre forze dell’ordine e che pretendono di viaggiare gratuitamente, mentre i nostri figli e i pendolari hanno l’obbligo di pagare un biglietto a dir poco salato considerato anche il servizio che ricevono in cambio. (pullman – treno, treno – pullman). C’è un problema di fondo dovuto al sistema per cui gli italiani avendo qualcosa da perdere sono costretti a rispettare le regole,  altrimenti scatta il pignoramento dei beni, mentre agli stranieri è permesso tutto.  Esprimiamo quindi – continua la nota – forte preoccupazione per quanto sta accadendo e chiediamo all’amministrazione comunale un maggior impiego della polizia municipale, la stessa che a nostro avviso doveva essere armata per fronteggiare simili emergenze. Boria, prepotenza e nessun rispetto per le regole verso il paese che li mantiene, questo l’effetto “integrazione” frutto di una politica dissennata a marchio Pd. Una falsa sinistra che si è dimenticata della situazione attuale  di moltissimi tifernati e quindi italiani, i quali hanno difficoltà a sopravvivere e sono diventati, a malincuore, assidui frequentatori  dei palazzi comunali o degli uffici dei Servizi Sociali nella speranza  di ricevere un assegno di supporto che quest'anno è stato tolto per mancanza di fondi, gli stessi fondi rimediati dal Pd per mantenere i richiedenti asilo.  Questo governo a trazione “Euro PD”  non ci rappresenta – conclude la nota -  farebbe meglio ad uscire dai palazzi e toccare con mano la situazione in cui vivono molte famiglie italiane, oltre al degrado e all’isolamento in cui ci hanno costretti a vivere, siamo stanchi si essere governati da chi salva le banche e non gli italiani, da chi è abile fautore di un’immigrazione incontrollata e dannosa in termini sociali, civili e di cronaca”  

27/07/2017 14:42:05 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide:''Sindaco Locchi, su Calzolaro basta chiacchiere''

Riceviamo e pubblichiamo Durante il Consiglio comunale di lunedì 24 Luglio, è stata discussa l'interrogazione urgente del Movimento 5 Stelle sui problemi inerenti la frazione di Calzolaro a seguito dello studio condotto da Arpa Umbria sugli sugli odori molesti presenti nella frazione. Nella lettera che accompagna questo studio si legge che il comune di Umbertide ed il responsabile delle Autorizzazioni ambientali Regione Umbria avevano già ricevuto una nota di Arpa Umbria nel marzo 2016 dove si chiedeva la modifica delle prescrizioni dell'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) rilasciata alla ditta Splendorini Molini Ecopartner. Arpa Umbria sostiene nella sua relazione conclusiva che si evidenziano numerosi eventi di cattivo odore e tutti i campioni d’interesse indicano concentrazioni di odore alte. Lo stesso personale di Arpa e quello della Polizia Municipale di Umbertide, ha in più di un'occasione, evidenziato un disturbo olfattivo conclamato e persistente evidenziando la presenza di odori disturbanti di difficile tollerabilità, ritenendo inoltre che il conferimento, stoccaggio e lavorazione della frazione organica umida siano significativamente coinvoltiin questi episodi di disturbo olfattivo. Viene inoltre sottolineato come con l’entrata di Sogepu nella soc. Molini Splendoridi Ecopartner sarà molto probabilmente implementata la lavorazione della frazione organica umida con conseguente peggioramento della qualità della vita degli abitanti della frazione. Abbiamo chiesto al Sindaco se avesse mai chiesto alla Regione le modifiche dell'autorizzazione, come chiedeva la nota Arpa già dal lontano marzo 2016 e se alla luce del nuovo studio chiedesse con forza la modifica di questa autorizzazione. Ci è stato risposto che giovedì 27 Luglio si terrà presso la Regione un incontro con Arpa, Asl, il Comune di Umbertide e l'azienda Splendorini, dove verrà discusso quanto emerso dallo studio condotto da Arpa. Il Sindaco ha poi affermato che sosterrà la richiesta di Arpa relativa alla modifica dell'autorizzazione. Purtroppo non c'è stata consegnata la risposta scritta alla nostra interrogazione, come avrebbero dovuto fare (a quanto pare non era al momento disponibile, mah!), pertanto abbiamo solo una dichiarazione verbale del Sindaco. Saranno le solite chiacchiere? Vedremo. Speriamo che tenga fede a quanto detto e non si comporti come in passato dove alle tante promesse fatte nelle settimane precedenti il rilascio dell'ultima autorizzazione è seguito un parere favorevole all'ampliamento durante la conferenza dei servizi. Noi comunque non molleremo affinché sia garantita e tutelata la salute dei cittadini di questa frazione, già fin troppo beffeggiata.

25/07/2017 12:47:35 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica MOSCHEA DI UMBERTIDE:''PRESENTATO UN ESPOSTO ALLA PROCURA'' MANCINI E FIORINI (LN):''SERVE CHIAREZZA PROCEDURALE E POLITICA''

Riceviamo e pubblichiamo In sintesi I consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, in una conferenza stampa hanno illustrato l'esposto sulla moschea di Umbertide presentato alla Procura della Repubblica di Perugia. L'atto chiede “l'immediata sospensione dei lavori; il sequestro del cantiere in attesa di controlli urbanistici e di sicurezza; verifiche sull'iter dell'alienazione dei terreni e sulla tracciabilità dei flussi finanziari”. Per Mancini serve “chiarezza sulle procedure, in particolare quelle edilizie, perché un minareto alto 13 metri non può essere considerato un 'vano tecnico'. Riporteremo in Aula la richiesta di moratoria alla costruzione di moschee su tutto il territorio regionale”.   (Acs) Perugia, 24 luglio 2017 – “Sulla moschea di Umbertide vogliamo chiarezza dal punto di vista procedurale e politico”. È quanto hanno chiesto i consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni. Insieme al vice segretario regionale Virginio Caparvi e all'avvocato Francesca Mele, i consiglieri della Lega Nord in Assemblea legislativa dell'Umbria hanno illustrato l'esposto presentato da Valerio Mancini alla Procura della Repubblica di Perugia con il quale si chiede “l'immediata sospensione dei lavori per la realizzazione del centro culturale islamico; il sequestro del cantiere in attesa dei controlli sulla conformità dell'intervento alla normativa urbanistica e a quella di ordine pubblico e sicurezza; verifiche sulla correttezza dell'iter dell'alienazione dei terreni del Comune al centro culturale islamico; indagini sulla tracciabilità dei flussi finanziari per il milione di euro destinati alla realizzazione dell'intervento, così da scongiurare l'ipotesi di infiltrazioni terroristiche” . Introducendo i lavori Valerio Mancini si è detto “orgoglioso di presentare un lavoro che la Lega sta portando avanti da un anno e mezzo. Adesso la Procura deve chiarire, una volta per tutte, se siamo davanti a procedure edilizie corrette perché quella che si sta realizzando ad Umbertide è una moschea e non un centro culturale. E che si tratta di moschea lo dicono pubblicamente tanto il sindaco Locchi, quanto l'imam di Umbertide. Ma il sindaco di Umbertide ha pubblicamente affermato che in quei lotti non può essere realizzato un luogo di culto perché non consentito dal punto di vista urbanistico: lì si può costruire solo un struttura ricreativo/culturale. Però è evidente che qualche problema c'è se un vero e proprio minareto, alto quasi 13 metri, viene presentato nel progetto come un 'vano tecnico'. Senza considerare l'enorme cupola moresca e la grandissima sala al piano terra, elementi che rendono poco credibili finalità meramente culturali. Serve trasparenza e confronto con i cittadini, non come fatto fino ad ora dall'Amministrazione di Umbertide, che in silenzio ha sottratto un terreno ad associazioni che svolgevano attività in favore di disabili, anche minori. Serve chiarezza sulle pratiche edilizie del Comune, perché quel terreno non si poteva vendere per fare una moschea. Ma la nostra battaglia non finisce qui: vogliamo che torni in Aula il documento, firmato insieme a Fiorini a gennaio 2016, per una moratoria sulla costruzione di moschee in Umbria fino alla stipula di un trattato tra Stato e religione islamica. L'atto non è stato ancora affrontato: lo porteremo in Assemblea e chiederemo un voto politico. Questo perché serve chiarezza. E serve anche sicurezza dal momento che in Umbria ultimamente sono stati espulsi 8 cittadini magrebini che facevano proselitismo terroristico. E di questo ringraziamo le Forze dell'ordine”. Emanuele Fiorini ha annunciato che la Lega chiederà “una mappatura precisa e puntuale di tutti i centri islamici in Umbria, e di sapere da chi sono finanziati. Si parla di una quarantina di moschee nel territorio umbro, ma di molti centri non sappiamo neanche l'esistenza. E dietro i centri islamici si nascondono spesso vere e proprie moschee. Noi dobbiamo sapere da chi sono frequentati e da chi sono finanziate”.   

24/07/2017 16:35:58 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide:''L’Amministrazione continua con la cultura del silenzio''

Riceviamo e pubblichiamo IL DIALOGO: il grande sconosciuto dall’amministrazione di Umbertide! LA TRASPARENZA: la grande assente! L’amministrazione di Umbertide continua con la cultura del “silenzio”! Un silenzio nel quale trovano riparo molti aspetti che attengono al costruendo centro culturale islamico, aspetti che sono definibili non chiari e per questo noi diciamo basta a questo atteggiamento. Alcune settimane fa abbiamo inviato all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Corte dei Conti un esposto per far luce su tutto l’iter tecnico- amministrativo che ha preceduto l’assegnazione del suolo e l’autorizzazione alla costruzione del centro culturale. Un atto doveroso verso la città e i cittadini. Una città che meritava più amore e più rispetto da parte di chi l’ha governata nell’ultimo decennio, ma purtroppo così non è stato, tutto è stato calato dall’alto negando qualsiasi relazione tra i cittadini e l’amministrazione. Hanno preferito ignorare il fatto che con i cittadini si può “anche dialogare”, mentre sarebbe stato più semplice fare le cose con trasparenza e stabilendo un dialogo con una forte tensione verso la pluralità e la multiculturalità. Un dialogo capace di mettere in ascolto fra loro tutte le diversità, capace di riconoscere chi veramente vuole integrarsi e chi no. Noi, per quanto ci riguarda, non siamo protesi né verso l’ateo, né verso il cristiano, né l’induista e né il musulmano, per noi i segni distintivi delle persone sono i valori etici-morali. Ciò che ci preme mettere in evidenza è il modo “nascosto”, quasi segreto, con cui è stato trattato il capitolo moschea. Perché non fare le cose alla luce del sole così da evitare nel cittadino sospetti e dicerie? Speriamo in un cambiamento che inauguri un ritorno della TRASPARENZA e del DIALOGO nel nostro paese, ma per arrivare a questo serve memoria e coraggio. Coraggio nel voler cambiare, memoria nel ricordare come si è stati trattati.

24/07/2017 16:28:58 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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