Lettera dei ragazzi dei Lavori Estivi ai vandali del passaggio pedonale della stazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta dai ragazzi del progetto Lavori estivi del Comune di Umbertide, dopo l'atto vandalico ai danni del passaggio pedonale della stazione

“Noi ragazzi del Progetto Lavori estivi del Comune di Umbertide abbiamo deciso di rispondere civilmente, usando le pagine di un giornale, a voi che incivilmente avete usato un muro bianco, frutto del nostro impegno e delle nostre fatiche, per lanciare un “messaggio”. Ci riferiamo ai vandali che hanno imbrattato il sottopasso ferroviario.

A livello umano, per noi l'esperienza dei lavori estivi guidati, oltre che comportare il sacrificio di svegliarci tutte le mattine alle 7.00, ci ha permesso di fare nuove conoscenze con coetanei, di stringere relazioni con loro, di fare nuove esperienze come quella di avvicinarci al mondo del lavoro.

Non tutti abbiamo lavorato all' imbiancatura del sottopasso ferroviario, ma tutti abbiamo lavorato per rendere migliore la città e occuparci di  “beni comuni”. Alcuni di noi si svegliavano presto la mattina per andare a ripulire il Parco Ranieri, altri si impegnavano in una doppia turnazione per ripulire le aule dei centri estivi comunali dove i bambini passavano la loro estate e altri appunto si occupavano di scartavetrare e rimbiancare il sottopasso. Nel corso dei nostri lavori abbiamo incontrato cittadini del nostro piccolo paese che ci hanno incoraggiato a lavorare per Umbertide. Non era raro sentire persone che passeggiando per il sottopasso ci dicevano “Bravi ragazzi!Fate bene! Era ora che qualcuno lo ripulisse”. Allo stesso tempo alcuni passanti ci avevano “avvertito” con un “prima o poi qualche cretino ve lo ri-sporca!”. Ma ciò nonostante noi ci abbiamo creduto e abbiamo lavorato.

Di certo questi gesti non ci lasciano indifferenti ma suscitano in noi sdegno, il danno fatto non è solo ad un “muro” ma è un danno a noi, alla collettività. Quello che ci “sconvolge” di più è pensare che tutto ciò sia potuto accadere in pieno giorno. Senza che nessuno si accorgesse di nulla. Non si tratta di avere o non avere telecamere. Si tratta invece di spronare le persone a denunciare episodi come questo. Se fosse stato il muro di casa vostra? Il nostro appello è rivolto ai cittadini, a quelli che Umbertide la sentono propria. Non chiudete gli occhi davanti a questi atti, ma teneteli aperti e usate la vostra voce per rompere questi silenzi”.


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