La ricchezza ad Umbertide

Dalla radiografia finanziaria del Comune alla radiografia della ricchezza ad Umbertide. Oggi ci concentriamo su alcuni dati fondamentali per capire la situazione economica ad Umbertide e nel territorio, sperando che anche questi dati non vengano letti con gli occhiali dell’ideologia, come è stato fatto per la passata analisi statistica (comunque grazie veramente per la vivace e produttiva discussione). Qui non c’entra alcunché la politica o l’amministrazione. Se forniamo i dati è solo per offrire basi concrete di discussione e interpretazione.

Come si fa capire se un Comune produce più ricchezza di un altro? Uno dei tanti parametri - anche questo opinabile - è di analizzare i redditi di autonomi e di imprenditori. La classifica regionale in base ai dati 2013 (anno d’imposta 2012) ci restituisce una interessante radiografia dell’Umbria e del nostro territorio. La statistica che proponiamo distingue tra imprenditori e autonomi; meglio ancora tra imprenditori in contabilità ordinaria (normalmente imprese più strutturate) e imprenditori in contabilità semplificata (possono scegliere tale forma, le persone fisiche le società di persone che esercitano attività con ricavi non superiori a 400mila euro se esercenti attività di prestazione di servizi e a 700mila euro se esercenti attività di cessione di beni).

Fin qui la tecnicalità: vediamo i numeri, che assicurano Umbertide come una città ricca, o meglio, anche onesta nei confronti del fisco. Per meglio dire: quella che produce più ricchezza. Infatti, la nostra città, se prendiamo gli imprenditori in contabilità ordinaria, si piazza in Umbria al terzo/quarto posto regionale con reddito medio Irpef di 35.155 euro, dietro solo a Castel Ritaldi, Otricoli ed, ex equo, Baschi. Ma, se scegliamo, come abbiamo fatto la scorsa volta, il criterio dell’omogeneità territoriale (comuni superiori a 15.000 abitanti), Umbertide si piazza nettamente al primo posto in Umbria. Non c’è storia. Nel nostro territorio (altro criterio di analisi), Città di Castello è staccata in modo marcato (25.319 euro) e San Giustino si blocca a 16.089.  Addirittura, rispetto al capoluogo, Perugia, i nostri imprenditori e lavoratori autonomi fanno la differenza: Perugia dichiara 23.650. Nemmeno la ricca Bastia, Comune su per giù paragonabile al nostro, deve renderci l’onore delle armi: dichiara 16.197 euro.

Tuttavia, nella contabilità semplificata qualcosa cambia, ma i numeri confermano la posizione di eccellenza di Umbertide, che si attesta a 14.462 euro. Città di Castello ci supera con 16.123 e lo stesso fa San Giustino con 17.195. Ma non siamo gli ultimi, siamo a metà della classifica regionale. In una media generale rimaniamo il Paese più ricco.

Ovviamente si tratta di dichiarazione dei redditi e, magari, non è detto che lavoratori autonomi e imprenditori che in un Comune risultano più benestanti rispetto a quelli di un altro lo siano per davvero. Di certo sono semplicemente più onesti. Ma questo dato ci dice la cultura civica e l’etica della responsabilità degli umbertidesi, che hanno un rapporto di correttezza con le istituzioni.

Per questo ci fa specie e la dice lunga un altro dato. Se confrontiamo le entrate addizionali Irpef nei Comuni, tra il 2102 e il 2103, risulta che Umbertide ha avuto un aumento del 6,3%, passando da 800mila euro a 850mila euro.

Lo merita con quanto abbiamo detto sopra?


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