L’ESPLORATORE DELLA NOSTRA STORIA

“Chiediamolo a Renato Codovini”, è stata la soluzione costante per chiunque si fosse posta una qualsiasi domanda sul passato della nostra comunità: un luogo, un personaggio, una catastrofe, una moneta, un’arte, una costruzione … Continuerà per molto tempo a spuntare la stessa domanda istintiva, fino a quando non ci saremo resi conto che la risposta non potrà più essere fornita dalla voce di Renato; dovremo cercarcela fra le sue pagine, distillate dai tanti documenti che ha scovato per decenni, con infinita pazienza, passione ed acume, nei libri e negli archivi, dove era di casa: a Umbertide, Gubbio, Perugia, Roma, Città del Vaticano, Venezia. Alla ricerca di aghi nei pagliai, come sono le tracce del passato di piccoli paesi, la cui silenziosa normalità non alimenta i libri di storia.

La sua casa al centro storico di Umbertide – e non poteva essere altrove – pullula di libri, manoscritti, disegni, piante, immagini; allineate negli scaffali, in ordine apparentemente casuale, su cui solo lui è riuscito a districarsi all’istante; alcune impilate sul suo tavolo da lavoro, di fronte al finestrone della terrazza sulla piazza; fogli freschi di scrittura, accanto alla fida vecchia macchina da scrivere, che lo ha affiancato per mezzo secolo: per ogni pagina ha battuto quattro fogli, intercalati da altrettanti strati di carta carbone, per compilare quattro testi destinati al suo archivio, ai due figli e alla biblioteca del Comune, perché fossero a disposizione di tutti. Una gomma microscopica per le cancellature.

Sono state la curiosità della scoperta, l’affetto filiale per il suo paese e la soddisfazione di offrire conoscenza, le molle della sua missione al servizio dei concittadini; raramente ricambiato con altrettanta generosità.

Oltre alla miniera d’informazioni, Renato ci è stato maestro nel rigore della ricerca, mai incline a forzature verso soluzioni precostituite, per la smania narcisistica della notizia sensazionale o della tesi preferita; è stato esemplare nel metodo, nel rigore e nell’acume della logica, in grado di correlare fatti diversi per risalire alle cause e per dedurne gli effetti.

Sicuramente non ha potuto trasmettere il talento irripetibile nel sorridere sotto i baffi , di fronte alle debolezze degli uomini che si ripetono immutabili nel tempo: un humour sottile, insospettabile in un carattere apparentemente spigoloso, che consente al lettore parentesi deliziose fra tante pagine impegnative.

Impensierito per la mancanza del suo serale pellegrinaggio dalla casa al bar, con passi sempre più lenti, ricurvo sul bastone istoriato, ho suonato più volte inutilmente al suo campanello. Finalmente si è aperto il portone e Renato è comparso in cima alle scale, per capire chi fosse il visitatore. Mi ha accolto nel suo studio aggiornandomi sul lavoro in corso: un manoscritto del 1381, del notaio Ser Giacomo di Giovanni da Parma per conto del Podestà di Fratta Bartolomeo di Giovanni di Mascolo, che lui aveva fatto restaurare per bloccarne l’estremo stato di degrado. Una scrittura incomprensibile su residui fogli, della quale è riuscito a interpretare il senso e qualche parola. Si tratta di verbali di processi contro nostri antenati bestemmiatori, dai quali ha giocato ad elaborare statistiche sulla frequenza delle divinità e dei santi destinatari delle ingiurie: 80% Sancta Clara, 20% Deo, nessuna bestemmia contro San Francesco. Dopo aver suggerito l’esperta cui commissionare la trascrizione completa, ha riposto il fascicolo di fotocopie nello scaffale, indicandomi il punto. Mi ha mostrato anche la dispensa della tesi di Gemma Di Pietro, architetto di Pescara che ha svolto una tesi sulla chiesa di Santa Croce, che avevamo ipotizzato di pubblicare per darla in dotazione al Museo.

Al momento di salutarci, mi ha avvertito di un imminente ricovero all’ospedale.

Scendendo le scale ho intuito che non si era trattato di una visita qualsiasi. Ho appuntato tutto quello che mi ha detto, convinto che debba essere il bandolo del lavoro che ci aspetta per la valorizzazione del suo impegno. Per sdebitarci e arricchire il tessuto sociale della nostra comunità.

Di Mario Tosti.


Commenti

Inserisci un nuovo commento

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy