Fatti non parole sulla mini Imu e sul bilancio

Il sondaggio da noi effettuato sulla responsabilità del pagamento della Tares ha dato un verdetto chiaro: i cittadini pensano che il costo elevato della Tares sia da addebitare all’Amministrazione.  Si tratta di un sondaggio, anche molto limitato e senza pretese di oggettività, ma percepisce uno stato d’animo. Tanto la precedente amministrazione quanto quella attuale vengono addebitate di oltre il 50%. Anche il governo, dallo stesso sondaggio, non la passa mica bene: siamo al 41%. Politicamente, però, andando alla sostanza delle cose, questo inchioda il partito di maggioranza nella giunta di Umbertide e nel governo centrale, il Pd, a delle enorme responsabilità. Per cui appare alquanto debole la difesa dell’attuale Amministrazione di Umbertide di scaricare sul governo (vds. articolo e comunicato del Comune sul sito), della quale è compartecipe, le responsabilità sull’Imu e la tassazione comunale. Abbiamo persino il deputato di Umbertide che sostiene il governo Letta-Alfano e lo ha votato. Dunque è bene non farsi male con le parole!

Le parole appunto. Non bastano ci vogliono i fatti. L’Amministrazione sostiene che, testualmente, “provvederà a far recuperare la Mini-Imu ai contribuenti al momento del pagamento della IUC 2014, la nuova Imposta Unica Comunale che ingloba tasse e tributi sulla casa (IMU) e produzione di rifiuti (EX TARES).  Bene, benissimo, ma dato che i cittadini sono come San Tommaso vorrebbero toccare con mano la realtà e non la sola promessa. Allora bisogna far chiarezza.

Intanto, per verità la Tasi ingloberà Imu e tassa rifiuti: per le prime case i cittadini pagheranno la Tari (che sostituisce la Tares e segue le stesse regole, tra cui quella della copertura integrale dei costi) e la Tasi. Per tutti gli altri immobili (seconde case, negozi, capannoni, terreni, ecc… ) si pagherà Imu, Tasi e Tari (questi tre tributi insieme formano la Iuc). Per cui la promessa della restituzione della mini Imu al momento della IUC 2014 sarà a giugno.

Dov’è - qui San Tommaso - la delibera della Giunta e del Consiglio (magari) che certifica questa eventuale manovra e sposta al 16 giugno 2014 il rimborso della mini Imu? La si può fare: la decisione può essere adottata in base all’art. 1 comma 728 della legge 147 del 27 dicembre 2013 nella quale si stabilisce “che non siano applicate sanzioni ed interessi nel caso di insufficiente pagamento della seconda rata dell’Imu”, qualora la differenza venga versata entro il 16 giugno insieme alla prima rata della nuova imposta comunale. Il rinvio del pagamento non arreca quindi alcun danno erariale. Poi, un’altra domanda-constatazione:  si va per compensazione? Su quale imposta si insiste? Altrimenti è una promessa elettorale per le vicinissime elezioni amministrative.

Ancora: non sarebbe meglio usare il fondo di riserva del bilancio come stanno facendo altri Comuni? Se non lo si può fare, ciò significa che il fondo di riserva non basta, non c’è e/o non è utilizzabile o è stato utilizzato? Domande pertinenti quanto scontate perché l’Amministrazione, testualmente, sostiene che “il bilancio in regola, certificato e sano”. Logica vorrebbe che la riserva di bilancio copra questo stato di necessità o forza maggiore per tutelare i cittadini. Sennò quando lo si usa?

I rimedi ci sarebbero, dunque, senza scomodare Tar del Lazio (come hanno fatto alcuni Comuni) o giustificazioni politiche che scaricano le responsabilità. Come San Tommaso si tratta di toccare con mano. Basta poco: una delibera.


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