Notizie » Società Civile Torna nel centro di Umbertide l'appuntamento col teatro dialettale

Torna anche quest’anno “Comoedia”, la rassegna di teatro comico dialettale promossa dal Comune di Umbertide e dall’Accademia dei Riuniti che animerà il centro storico cittadino nelle serate estive. Due gli appuntamenti in programma: venerdì 25 luglio alle ore 21,15 in piazza Matteotti con la commedia “Una domenica tranquilla” messa in scena dall’Accademia dei Riuniti e giovedì 7 agosto sempre alle ore 21,15 in piazza del Mercato con la Filodrammatica di Apecchio che presenterà “Lo zio d’America”.  “Una domenica tranquilla”, tratto dalla commedia di Samy Fayed “Il settimo si riposò” e reinterpretata in chiave umbertidese per la regia di Achille Roselletti, racconta quella che dovrebbe essere una giornata di riposo, di tranquillità e di voglia di far niente, ma che, inevitabilmente, si trasforma in una giornata ricca di guai ed imprevisti che iniziano quando qualcuno suona alla porta per poi susseguirsi inarrestabili. Sul palco un cast di giovanissimi attori, alcuni anche alle prime armi: Rebecca Bottaccioli, Rita Mommi, Christian Paolucci, Emilio Moro, Elisabetta Fruttini, Barbara Golini, Riccardo Locchi e Marina Pierucci. “Una domenica tranquilla” verrà proposta anche giovedì 24 luglio a Preggio nella piazza centrale. “Lo zio d’America” è invece una commedia brillante in due atti scritta da Luciano Granci, che vedrà salire sul palco Luciano Granci “Boni”, Sonia Granci, Patrizia Rebiscini, Filippo Martinelli, Massimo Valentini, Manuela Bondi, Maurizio Caselli e Giorgio Granci. L’ingresso agli spettacoli è gratuito. 

15/07/2014 12:45:27

Notizie » Società Civile Banda cittadina: patrimonio culturale

Riceviamo e pubblichiamo. La banda musicale mi ha sempre attratto, sin da quando ero bambina, allorché passava per le strade per seguire una processione o in altre circostanze. La festa cittadina è il punto centrale di questa tradizione: la banda risponde ad un’esigenza musicale popolare, quale quella di accompagnare solennemente la celebrazione del santo patrono, o altre ricorrenze sentite dalla comunità, e di scandire i vari momenti della festa. Lo stretto rapporto con la piazza e con l’uomo della strada, del quale soddisfa il bisogno di canto e di gioia, dà il senso del suo valore umano, sociale e culturale. Dovunque andasse, la banda porta allegria, diretta espressione dello spirito vivo dei suonatori, di gente che affronta i disagi. Esserci, essere fra la gente, essere presenti ai momenti salienti che scandiscono il vivere di una collettività, incrementare una tradizione che continua, dare significato vero al proprio volontariato, contribuire alla coesione della comunità, condividere il proprio tempo con quello degli altri, creare legami con realtà vicine e lontane rappresenta un valore di testimonianza civile e culturale insostituibile. Il provenire da una stessa comunità, l'incontrarsi con i coetanei o con gli amici più grandi, lo stare insieme di generazioni differenti, il recarsi in un luogo comune, la passione per la musica, il rendersi conto dell'importanza che il gruppo svolge a livello locale, l'essere utili agli altri, alle istituzioni, al Comune come alla Parrocchia, tutto questo crea nei partecipanti al gruppo bandistico un orgoglio di appartenenza, sano, propulsivo, profondamente ricco di senso. Con stima, Danila Sorci

09/07/2014 06:54:24

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