Notizie » Altotevere Progetto

Un milione di euro di finanziamento. Questo il premio che si è aggiudicato il comune di Pietralunga, arrivato addirittura in prima posizione nella graduatoria nazionale del Progetto "6000 Campanili". Un "concorso", organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aperto a tutti i comuni italiani con meno di 5000 abitanti, finalizzato alla distribuzione di un fondo totale di 100 milioni di euro, stanziati per la realizzazione di piccole opere di pubblica utilità. Davvero un grande aiuto in questo periodo di crisi economica che ha però alzato un polverone di polemiche da parte dei Comuni che non sono arrivati in tempo. Sotto accusa, principalmente, il metodo utilizzato per l'assegnazione del premio: il "click day". Un meccanismo basato esclusivamente sull'orario di arrivo delle richieste, fatte attraverso posta elettronica certificata. In poche parole, a partire dalle 9 in punto dello scorso 24 ottobre occorreva inviare una Pec a Roma presentando la domanda di ammissione al bando. E Pietralunga ha anticipato tutti, presentando la domanda addirittura un secondo prima dell'orario di apertura del concorso. Un'anticipazione ammessa dal decreto ministeriale del 2 novembre 2005 che stabilisce una tolleranza del 10% sui tempi d'invio. Il Sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci, ha sottolineato come sia stato agevolato in quest'operazione grazie alla sua professione di avvocato, che lo aveva portato ad utilizzare il sistema del "click day" già in altre occasioni. Ma questo non è bastato a spegnere le polemiche. Dopo la lettera, indirizzata al Governo, inviata dai sindaci di Montone, Citerna e Santa Maria Tiberina sulle modalità del progetto, è arrivata anche un'interrogazione parlamentare a risposta urgente. Richiesta sottoscritta proprio dall'on. Giampiero Giulietti che invita il Governo a rimodulare le risorse del programma "6000 campanili", ritenendo sbagliata la procedura che attribuisce le risorse sulla base dell'ordine di presentazione delle domande, invece, di tenere conto del merito del progetto. Abbiamo, quindi, chiesto, proprio al Sindaco di Pietralunga di commentare l'iniziativa dell'on.Giulietti. Qui di seguito le sue parole: "I parlamentari hanno la facoltà e sono legittimatI a presentare qualsivoglia interrogazione. Ad ogni modo ritengo che si vogliono creare polemiche inutili. Come ho già dichiarato nei giorni scorsi, a mio sommesso avviso, ritengo che queste prese di posizione di parlamentari e colleghi sindaci fossero più opportune prima dell'inizio della partita e non dopo averla giocata. Ho sentito parlare di merito ma credo che il mio progetto non sia meno meritevole di altri ed inoltre ritengo anche che prima di polemizzare sarebbe utile informarsi in che cosa consistesse realmente il progetto da un milione di euro del comune di pietralunga! ..e nessuno lo ha fatto! Mi sarebbe piaciuto che la stessa sensibilità - nei confronti della procedura del click day -  fosse stata dimostrata sulla questione dei decreti flussi per l'ottenimento del permesso di soggiorno dei cittadini extracomunitari, (che seguo come avvocato). Una questione che riguardava la dignità umana delle persone e delle famiglie italiane che avevano assoluta necessità di regolarizzare le badanti. Vorrei infine concludere, che la presente legge è molto meglio della famosa "legge mancia", attraverso cui negli ultimi anni (fatto salvo il 2012 e 2013) sono stati distribuiti centinaia di milioni di euro. Questo per due semplici motivi: - innanzitutto perché la legge 6.000 campanili è rivolta soltanto ai piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre la legge mancia era rivolta a tutti i comuni ed anche alle associazioni e simili; - in secondo luogo perché nella legge 6.000 campanili tutti partono con la stessa probabilità di risultato e nessuno è favorito rispetto agli altri; mentre nella legge mancia, se non erro, era a discrezione dei parlamentari indicare i progetti meritevoli di finanziamento."

17/01/2014 18:11:01

Notizie » Altotevere Progetto 6000 campanili: polemica

Si trtta di difendere un brand: quelo dei piccoli Comuni dell'Alta valle del tevere. Così, i sindaci di MOntone, Citerna e Santa Maria Tiberina hanno preso carte e penna per scrivere, giustamente, al governo e ai parlamentari locali di riferimento sulle modalità del Progetto 6000 campanili. Riportiamo di seguito, senza commento, la lettera. Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Maurizio Lupi - Al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, On. Graziano Delrio - Agli Onorevoli Anna Ascani, Giampiero Giulietti,Walter Verini - Al Presidente dell’A.N.C.I. Nazionale, Piero Fassino - Al Presidente dell’ A.N.C.I. Umbria, Wladimiro Boccali Onorevoli Ministri, Onorevoli Parlamentari Umbri, Pregiatissimi Presidenti, a nome degli Enti Locali che rappresentiamo manifestiamo con sommo sconcerto il nostro più totale disappunto al “quiz a premi”, ci sia consentito di chiamarlo così, del progetto “6000 campanili” a cui, ovviamente, hanno preso parte anche i nostri Comuni di Montone, Citerna e Monte Santa Maria Tiberina. Indubbiamente ci troviamo di fronte a una lodevole iniziativa legislativa che, parafrasando quello che ha detto Lei Onorevole Ministro Lupi, rappresenta un piccolo passo nella giusta direzione per portare l’Italia fuori dalla crisi, sennonché vanificata, purtroppo, dal metodo utilizzato per concorrervi. Ahinoi ci è stato fatto dono di un giro sulla ruota della fortuna con in palio ben un milione di euro da impiegare per realizzare opere di riqualificazione del territorio, ma senza criteri, senza regole. In un periodo come questo attuale di persistente scarsezza di risorse pubbliche, la possibilità di partecipare a questo piano ci è sembrato, per usare un’espressione biblica, come manna piovuta dal cielo. I nostri Comuni quotidianamente, e lo diciamo senza alcuna presunzione, si trovano ad affrontare problematiche di diversa natura e profonda complessità, contando esclusivamente sulle forze di pochi dipendenti per ogni ufficio, ma con un gruppo di persone coeso, efficiente, competitivo, pieno di energie e, soprattutto, qualificato. Facciamo del nostro meglio per amministrare la cosa pubblica e nessuno, nelle proprie mansioni, si risparmia, cercando di raggiungere ogni obiettivo prefissato senza crucciarsi se qualcuno più meritevole di noi ci ha superato. Nelle rare occasioni in cui accade questo siamo consapevoli di aver dato il meglio di noi stessi, individuando, attraverso una sana e responsabile autocritica, di capire cosa non ha funzionato, imparando dagli eventuali errori commessi. Soprattutto questa volta, dove la posta in gioco era altissima, la più alta – per alcuni di noi – per la quale ci fosse mai capitato di competere, abbiamo spinto sull’acceleratore, curando ogni minimo dettaglio, nella convinzione di potercela fare anche questa volta. “Abbiamo le credenziali giuste” ci siamo detti, “ne abbiamo dato prova tante volte”. L’entusiasmo con cui abbiamo affrontato questa importante occasione si è letteralmente dissolto appena ci è stata resa nota la graduatoria dei Comuni ammessi. Ci siamo scontrati con la realtà dei fatti: non servono competenze, non ci sono norme da interpretare, soluzioni da trovare. Con il progetto “6000 campanili” non c’è meritocrazia vince soltanto chi arriva primo, non perché è più bravo, ma perché la propria connessione internet è stata più veloce. Questa volta è mancato, permetteteci di esprimerlo in questo modo, quel pizzico di fortuna, quel fattore X per dirla alla talent show, viste le modalità stile “ruota della fortuna” con cui sono state concepite le regole di gara. Non fosse stato altro che per la responsabilità che nutriamo nei confronti dei nostri abitanti e del territorio che amministriamo il 24 ottobre abbiamo partecipato al “click day”. Abbiamo riposto nelle mani della dea bendata le sorti delle nostre rinsecchite casse comunali, confidando in un qualcosa di imperscrutabile e certi che intanto il tempo irreparabilmente fuggiva, lasciandoci nell’animo il sapore di una ingiusta sconfitta. Questo procedimento iniquo di rimettersi inspiegabilmente alla casualità, a circostanze imprevedibili, va fortemente stigmatizzato. Se non altro lo impone il senso comune. Relegare la figura dei Sindaci a meri giocatori d’azzardo e lo Stato a squallido croupier non è tollerabile. Il progetto “6000 campanili” è un insulto all’intelligenza! Il marchingegno del “click day”, contrario a ogni principio di ragionevolezza, non tiene conto della sconsolata realtà a cui devono far fronte i piccoli Comuni come i nostri. L’unica magra consolazione è che sicuramente le risorse destinate ai Comuni più fortunati, non certamente più virtuosi dei nostri, non saranno sprecate, come da altre parti, ma impiegate per effettuare lavori importanti e necessari per lo sviluppo delle comunità interessate. Auspichiamo che simili iniziative, le quali correrebbero il serio rischio di trasformarsi “in una guerra tra poveri”, non si ripetano più. Speriamo, visti gli interessi coinvolti – su tutti quello delle ricadute occupazionali – che il Governo sappia cogliere l’opportunità per trovare, su base pluriennale, risorse capaci di finanziare tutte le domande presentate e rimaste fuori graduatoria, cosicché in un’unica soluzione si garantirebbero interventi di messa in sicurezza del territorio e per opere strettamente necessarie con sostanzioso aumento del PIL e riduzione del numero dei disoccupati. Amiamo il servizio per cui siamo stati eletti, proprio per questo abbiamo deciso di far sentire la nostra decisa opinione. Con deferenza. I Sindaci dei Comuni di Montone, Citerna e Monte Santa Maria Tiberina Mariano Tirimagni Giuliana Falaschi Letizia Michelini

10/01/2014 15:13:59

Notizie » Altotevere L'Altotevere ricorda Montedoglio

Qual è la situazione a tre anni dal disastro? A fondo valle chi ha subito danni a fondi, laboratori e quant’altro per l’alluvione del Tevere a causa del fallimento del collaudo della diga di Montedoglio con il crollo di parte del muro di sfioro il 29 dicembre 2010 attende ancora il risarcimento. . Come quelli di Viaio di Anghiari una parte di cittadini di Santa Fiora a Sansepolcro furono costretti a sloggiare in gran fretta dalle loro abitazioni la notte del crollo e dell’alluvione, quella che si leva in questi giorni, peraltro di pioggia che innalza il livello della diga, anche a fronte di dichiarazioni dei responsabili locali di ritardi e inadempienze, è un’onda di indignazione "Tre anni trascorsi senza che le istituzioni abbiano mosso una foglia per andare incontro con chiarezza alle esigenze di sicurezza fortemente sollevate dai cittadini” afferma in proposito il presidente della proloco di Santa Fiora, Cesare Farinelli, attraverso anche un esposto alla Magistratura con un'azione collettiva appoggiata e firmata da centinaia di persone che abitano in zone a rischio”. Farinelli fa un bilancio della situazione riferendosi all’operato dell’Eaut, della politica, delle istituzioni nel lasso di tempo trascorso dal tragico evento che precipitò nel panico gli abitanti della Valtiberina per i quali il ricordo è più che mai vivo “Se la politica istituzionale spera che il tempo che passa serva da forte anestetico per far dimenticare i problemi, questa volta si sbaglia di grosso.” ammonisce, le richieste sono concrete “Chiedevamo allora alcuni interventi immediati, idraulici e strutturali, per la messa in sicurezza del fiume Tevere a valle dell'invaso” continua il presidente Farinelli “i quali” spiega “consentissero uno svuotamento veloce della diga nel caso di eventi straordinari e di varia natura, come recita il disciplinare del piano di evacuazione approvato prima del disastroso evento, ma a distanza di tre anni non è stato fatto il men che minimo intervento. Allo stesso tempo” prosegue Farinelli “chiedevamo l'installazione di strumenti collegati alla diga, che in tempo reale avvertissero le popolazioni a rischio, dando così la possibilità ai cittadini di mettersi in sicurezza: non conosciamo nessun intervento al riguardo. Chiedemmo l'istituzione di una commissione di controllo permanente, che potesse seguire tutti i progetti e i futuri interventi sull'invaso, così da garantire una corretta conoscenza e informazione alle comunità a rischio: ci risulta che non sia stata nemmeno prevista nello statuto dell'ente gestore. Non si può giocare sui problemi così gravi dei cittadini” conclude Farinelli “la politica e le istituzioni si devono far carico e assumersi la responsabilità di fare scelte e dare risposte: occorre avere la dignità di spiegare ai cittadini il loro operato".

30/12/2013 21:25:10

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