Attualità » Primo piano Emanuele Filiberto di Savoia dona 50mila euro per il Centro Pastorale ''Madonna delle Grazie'' di Norcia

Una donazione di 50mila euro dagli Ordini dinastici di Casa Savoia per la ricostruzione del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie” di Norcia. Questo il dono della famiglia Savoia e degli appartenenti agli antichi ordini cavallereschi della dinastia, che Emanuele Filiberto, consegnerà il giorno 12 agosto alle ore 12 all’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, mettendo a disposizione tale contributo per l’importante iniziativa. Emanuele Filiberto di Savoia ha uno stretto legame con l'Umbria. Dal 2006 infatti, Emanuele Filiberto ha scelto Umbertide, in particolare la località di Serra Partucci, come dimora umbra. “Sono molto, molto felice di poter tornare a Norcia – dichiara il principe Emanuele Filiberto – e soprattutto di poter visitare la città portando un segno concreto del nostro amore per questa bellissima città e per uno dei gioielli d’Italia. Quando lo scorso anno si è verificato il sisma che ha devastato l’Italia centrale, il nostro primo pensiero è stato quello di poter aiutare la rinascita di queste zone sostenendo un progetto promosso dall’Arcidiocesi: era un sogno, ma ce l’abbiamo fatta. Sono qui per consegnare all’arcivescovo Boccardo, che ha subito accolto con profonda sensibilità ed attenzione il nostro gesto, la somma per la quale ci siamo impegnati e che sarà erogata totalmente per la ricostruzione del Centro Pastorale ‘Madonna delle Grazie’. Un centro di preghiera, certo, ma anche luogo civico di aggregazione sociale, dove persone anziane e più giovani possono trovarsi attorno ai segni dell’Amore più grande. E questo è bellissimo: un’emozione profondissima e che si colloca in pieno nel segno della tradizione della mia Casa e di quell’attenzione nei confronti delle situazioni di disagio che è da sempre il tratto distintivo degli Ordini Dinastici di Casa Savoia ed in particolare dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E non potevamo – prosegue – non pensare ad un interlocutore più adatto che l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, dato lo stretto legame che unisce gli Ordini al Magistero della Chiesa Cattolica e dal primo giorno in prima linea per fronteggiare l’emergenza. Il nostro cuore è con Norcia e con tutti coloro che soffrono”. Successivamente, il principe e l’arcivescovo pranzeranno con i volontari della Caritas presenti a Norcia, incontrando le famiglie di coloro che hanno perso le loro dimore durante il sisma. Emanuele Filiberto sarà accompagnato dal Vice Capo del Cerimoniale, dal Delegato e dal Vice-Delegato degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, e da alcuni rappresentanti degli Ordini Dinastici di Casa Savoia. La donazione degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, erogata attraverso l’Association Internationale des Chevaliers des Ordres Dynastiques de la Maison Royale de Savoie, sarà destinata alla ricostruzione del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie”. Il progetto prevede la riedificazione dell’unico luogo di aggregazione sociale e di svolgimento delle attività pastorali, che avrà i requisiti strutturali di “ricostruzione sicura”. L’ipotesi progettuale per il recupero del Centro Parrocchiale Madonna delle Grazie di Norcia prevede il riutilizzo dell’intera superficie ripartita nei tre livelli originari per ridar vita all’unico edificio religioso, esterno alle mura castellane della città di Norcia, a disposizione dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

08/08/2017 15:33:32 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Arrestato il sesto componente della banda di rumeni autori di furti di rame e rapine

Il ricercato, 29enne, è stato rintracciato dalla Polizia alla stazione ferroviaria di Bologna   Cinque suoi complici, tra i quali il vertice del sodalizio, erano già finiti in manette nei giorni scorsi nel corso del blitz della Polizia che ha smantellato un gruppo di predoni dediti a furti di rame, rapine ed altri reati contro il patrimonio. Si era arrivati alla loro cattura grazie alle indagini della Squadra Mobile della Questura svolte nell’ambito del progetto “Voleur” finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio. L’operazione aveva trovato le prove della colpevolezza dei componenti del gruppo criminale che, dall’agosto scorso, aveva messo a segno ingenti furti di rame in danno di un’azienda di Colle Umberto e del cimitero di Colfiorito nonché rapine, sia a Perugia che a Firenze, in danno di anziani con epiloghi violenti e conseguenze gravi per le vittime. Ma tre dei componenti il sodalizio si erano sottratti alla cattura dileguandosi uno in Emilia Romagna e due all’estero. Nella stazione Ferroviaria di Bologna, è stato rintracciato quello in fuga in Italia, un romeno di 29 anni con pregiudizi per ricettazione. I poliziotti della Polfer lo hanno fermato in un sottopassaggio dello scalo ferroviario in compagnia di un connazionale, incensurato, da poco sbarcato all’aeroporto bolognese proveniente dalla Romania e diretto a Rimini. Identificato e tratto in arresto, lo straniero, senza fissa dimora e destinatario di misura cautelare degli arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Perugia è stato temporaneamente collocato presso una struttura pubblica del capoluogo emiliano. Proseguono le ricerche degli altri due complici.  

07/08/2017 16:57:55 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Arrestati per produzione e detenzione ai fini di spaccio due studenti di agraria e biologia

Devono aver preso alla lettera l’invito che forse hanno più volte ricevuto dai genitori a far fruttare le conoscenze acquisite sui banchi dell’università per tramutarle in attività imprenditoriale.  Ma l’hanno fatto a modo loro e violando la legge. E’ così che due studenti, un ventenne di agraria, campano, e un 25enne di biologia, sono finiti in manette dopo che la Polizia ha scoperto nell’abitazione che condividevano a Perugia, una vera e propria attività imprenditoriale basata sulla produzione di marijuana. Tutto è partito quando, in occasione dei controlli notturni a Fontivegge, i poliziotti, verso le 03:30 del mattino, hanno notato un giovane che si aggirava nei pressi dello scalo ferroviario. Insospettiti dalla presenza del ragazzo a quell’ora della notte, gli agenti lo hanno fermato e controllato. All’interno dello zaino i poliziotti hanno rinvenuto una bomboletta spray ed un’immagine che ritraeva un graffito. Alla luce dei recenti episodi di imbrattamento dei muri cittadini, gli agenti, nella convinzione di essersi imbattuti in un “writer” seriale, hanno approfondito il controllo. I sospetti degli agenti si sono indirizzati anche verso altre ipotesi criminose. Esaminando lo zaino ed un astuccio trovato al suo interno, si rendevano conto che emanavano un forte odore di marijuana, come se, pur non contenendola in quel momento, l’avessero contenuta di recente. A dare concretezza ai sospetti degli agenti, un’immagine contenuta nel telefono del giovane che ritraeva il medesimo astuccio con all’interno una copiosa quantità delle infiorescenze tipiche della marijuana. I poliziotti hanno deciso di procedere al controllo domiciliare e giunti nell’abitazione del giovane, gli operatori hanno trovato ampia conferma dei loro sospetti. All’arrivo della volante nell’appartamento è stato sorpreso il coinquilino del fermato che, indossando guanti di lattice ed armato di forbici da cucina, era intento a porzionare lo stupefacente, circondato da barattoli di sostanza essiccata, semi, fertilizzanti, una bilancia ed un bilancino di precisione. L’intera abitazione era stata trasformata in una sorta di azienda agricola per la produzione di marijuana. In un locale era stata allestita una serra completa di sistemi per il controllo delle condizioni ambientali e di impianto di irrigazione, destinata alla semina ed alla crescita delle piante; in un’altra stanza, invece, all’interno di un armadio, erano riposte grucce trasformate in essicatoi alle quali erano appese le foglie che ancora dovevano asciugarsi. Inoltre, sparsi ovunque, barattoli in vetro e cartoni contenenti marijuana pronta per essere suddivisa in dosi. Sfruttando le conoscenze maturate grazie agli studi in agraria mantenuti dalle rispettive famiglie – che provvedevano anche alle spese per l’appartamento necessario ai due studenti fuori sede – i due avevano allestito una vera e propria impresa per la produzione di stupefacente ed il suo confezionamento in singole dosi. Occultati all’interno del libretto sanitario del cane di uno dei due, la Polizia ha rinvenuto 430 euro in banconote di diverso taglio, probabile provento delle attività di cessione della droga. Sequestrato e sottoposto ad accertamenti, lo stupefacente rinvenuto ammontava a 337,21 grammi, corrispondente a circa 689 dosi. Tratti immediatamente in arresto per concorso in fabbricazione e detenzione di sostanza stupefacente, i due si sono difesi sostenendo di essere consumatori e di coltivare lo stupefacente per uso personale. Collocati ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati processati con rito direttissimo ad esito del quale il Giudice, tenendo in considerazione la gravità dei fatti, ha applicato ad entrambi il divieto di dimora nell’intera Regione Umbria ed il rientro nelle zone di residenza d’origine.

04/08/2017 12:23:01 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy