Cultura Alla Rocca la mostra di pittura e scultura di Riccardo Fiorucci e Carlo Paolo Granci

Si svolgerà dal 4 settembre al 2 ottobre presso la Rocca-Centro per l'arte contemporanea la mostra “Pittura e scultura alla Rocca” che vede esposte le opere del pittore Riccardo Fiorucci e dello scultore Carlo Paolo Granci. La narrazione figurativa del pittore Riccardo Fiorucci si distingue nel panorama artistico italiano per autonomia stilistica narrativa ed originalità. Nella creatività e nell'elemento mobile e fantastico vengono superati i dettami accademici, tra formulazioni astratte con inserimenti materici di una nuova spazialità. Il fascino del reale si svela nell'armonia cromatica in onirici paesaggi e raffigurazioni dinamiche che nell'alta sintesi grafica e coloristica trasfondono una carica emozionale in cui fluisce il pathos nel colore in una narrazione simbolico-espressionista. Così le vie del meraviglioso percorrono un ideale viaggio del pensiero, mediante l'analisi concettuale ed un autentico linguaggio che coniuga magistralmente l'onirico con l'astrazione del reale in una nuova modalità stilistica che è libera da ogni forma precostituista, manifestando l'odierna cultura avveniristica orientata sempre verso inedite forme espressive per un nuovo concetto d'arte. Nel suo percorso artistico Carlo Paolo Granci ha partecipato a numerose mostre tra collettive, Biennali e personali. Curiosità, ricerca e sperimentazione sono le caratteristiche delle sue opere. La sua è un’espressione artistica che unisce la tradizione con l’avanguardia svincolata da dettami accademic, orientata sempre verso inedite forme espressive per un nuovo concetto d’arte. Le opere di Granci non mancano mai di sorprendere ogni tipo di pubblico, da quello semplice composto da curiosi e quello degli esperti. La sua scultura fatta su pezzi di legno interi che non prevede anche nei casi di pericolose propaggini, alcun tipo di colla o di chiodi, ci consegna libri, oggetti semplici, capi di abbigliamento, strumenti musicali anche dipinti in superficie che ci inducono alla lusinga di pensare che siano veri. La meraviglia si aggiunge come indiscutibile valore al riconoscimento di qualità tecniche straordinarie. Non a caso che sempre più spesso Granci sia considerato tra i più interessanti artisti nel territorio di appartenenza del suo genere. La mostra sarà aperta sabato 4 settembre alle ore 17.00. L'esposizione sarà visibile tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 17.30. Chiuso il lunedì. All'ingresso e all'interno della Rocca sono presenti cartelli informativi con tutte le regole anti contagio che devono essere seguite. E' necessario indossare la mascherina e rispettare il distanziamento interpersonale. Sono presenti inoltre contenitori con gel igienizzante per le mani. E' obbligatorio esibire il Green pass. Per informazioni è possibile contattare il numero 0759413691.        

04/09/2021 11:48:10 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Gli appuntamenti di settembre in Piattaforma

Settembre è il momento giusto per fare un giro ad Umbertide, il mese in cui tutti i principali eventi si concentrano attorno alla data dell’8, il giorno della Madonna della Reggia, santo patrono della città. In questi ultimi mesi la pandemia ha messo a dura prova la capacità organizzativa delle ricorrenze storiche ma la rinnovata nuova vita della Piattaforma, storico cuore della vita culturale e associativa umbertidese, ha restituito alla cittadinanza uno spazio in grado di ospitare eventi di alto profilo organizzati mettendo in atto tutte le misure richieste per scongiurare la diffusione del virus senza per questo doversi necessariamente privare dello stare insieme. L’Estate in Piattaforma 2021, tra cinema all’aperto e proiezioni delle partite degli Europei di calcio, dibattiti e presentazioni di libri, sta per volgere al termine con una serie di eventi che celebrano appunto il settembre umbertidese unendo musica cinema e spare time. Le prime date sono quelle del 4 e 5 settembre. Due eventi, uno dietro l’altro, in collaborazione con lo storico marchio ROCKIN’ UMBRIA, altra primizia glocal, che lagano a doppio filo cinema e musica. Sabato 4 verrà proiettato il docufilm DISCO RUIN – 40 anni di club culture italiana, un viaggio che ripercorre la storia del clubbing e delle principali discoteche italiane dell’epoca d’oro, dall’apertura alla decadenza. A corollario del film e a introdurre la proiezione, prima e dopo, ospiti in consolle i dj Viceversa, Marco Cucchia, Alessandro Contu e altri. Domenica 5 tocca invece ad un ospite internazionale di altissima caratura, ovvero Ian Svenonius. Autentica icona punk, attivo sin dagli anni ottanta nella scena hardcore punk di Washington DC (la Dischord Records) con i Nation of Ulysses e altre svariate band, Svenonius è anche un affermato scrittore, regista e video maker. Insieme ad Alexandra Cabral forma il duo rock 'n' roll minimalista Escape-ism, progetto performativo-musicale sviluppato in contesto underground, fuori dalle rispettabili logiche commerciali. I due presenteranno in Piattaforma il loro primo lungometraggio The Lost Record, girato su pellicola in 16mm, e basato sulla storia della loro omonima canzone e disco. Cabral e Svenonius lavorano con video, film e musica e pubblicano una zine mensile chiamata The Cellophane Flag, attraverso la loro entità editoriale Radical Elite Press. Alexandra Cabral è anche fotografa e designer. Ad introdurre la proiezione ci sarà anche una performance musicale da parte degli autori. Si cambia decisamente registro lunedì 6 settembre con la proiezione del docufilm LA GUERRA IN CASA – Il passaggio del fronte nell’Alta Valle del Tevere. Una serata dedicata alla memoria storica con il film realizzato con immagini di archivi storici dall’Istituto Storico Venanzio Gabriotti, a cura di Alvaro Tacchini e Sandro Busatti. Gli autori saranno presenti per presentare e introdurre la proiezione. Verrà proiettata l'edizione del documentario aggiornata con nuova documentazione, con ampio minutaggio riguardante le zone di Umbertide, Montone e Città di Castello e il percorso dell'avanzata dei due reggimenti indiani da entrambe le sponde del Tevere. Per finire in bellezza, martedì 7 settembre, ancora grande musica con l’esibizione di JUST FOR ONE DAY, la tribute band dedicata alla musica di David Bowie capitanata dal musicista umbertidese Ezio Bani. E a partire dalle 18:00 un altro umbertidese, Simone Mariani, sarà ospite speciale dietro al bancone del bar. Per la partecipazione a tutti gli eventi in programma è richiesto il Green pass.      

03/09/2021 16:51:38 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura “Andrò ovunque purché danzando”, alla scoperta dei luoghi suggestivi del territorio umbertidese con Danza Nov'Art

Vedere la bellezza che ci circonda attraverso gli occhi della danza. Danza Nov’Art, durante questo anno particolare di pandemia, non ha avuto la possibilità di preparare un vero e proprio spettacolo di fine anno. Abbiamo quindi sentito il bisogno di comunicare attraverso la nostra danza percorrendo una lettura artistica del nostro territorio e dei luoghi simbolici. E' nato così, il gemellaggio con lo studio MM Pictures di Manuele Martinelli, con il quale si è creato sin da subito un rapporto di stima e fiducia reciproca, incentrato sulla passione che ispira ognuno di noi nel suo specifico settore. Nel video che abbiamo prodotto ci siamo mossi attraverso location suggestive del territorio comunale, come la rovine del Santuario di Rasina, poco conosciute e belle in modo struggente, o le cascatelle del torrente Assino, un piccolo paradiso naturale, fino al castello di Civitella Ranieri, con le sue maestose mura e i giardini. Nel centro storico abbiamo mosso i nostri passi nell’anfiteatro del parco Ranieri, per chiudere nelle bellissime sale del piano nobile di Palazzo Bourbon, sede del nostro comune e centro vitale per la vita della città e sul palco del teatro dei Riuniti, il cuore culturale ed artistico di Umbertide. Speriamo di aver regalato alla cittadinanza un momento di poesia, scoprendo e soprattutto riscoprendo il bello in cui siamo immersi. La Direzione artistica, nelle vesti di insegnanti e coreografe, Eleonora Forlucci e Silvia Orlandi ringraziano il sindaco Luca Carizia e tutta l'amministrazione comunale per gli spazi concessi; il Teatro dei Riuniti nella figura di Achille Junior Roselletti; Pagelli Boutique per gli abiti indossati nelle sali comunali; Liboria Santocchini per la voce narrante e le nostre ballerine,che con tanta grazia e passione,hanno animato tutto il progetto. Il video è disponibile cliccando al presente link: https://www.youtube.com/watch?v=jSDUTKrtasA (Foto in allegato a cura di Manuele Martinelli)

27/08/2021 15:25:08 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Montone: oggi verrà inaugurato il nuovo percorso multimediale della chiesa di San Francesco

Il Complesso Museale di San Francesco a Montone, straordinario scrigno di opere d’arte, si arricchisce con un percorso multimediale che verrà presentato oggi, sabato 14 agosto, alle ore 18.00.  Il percorso è in lingua italiana e inglese e percorre le mappe artistiche più significative all’interno della Chiesa. Raccontando la storia del borgo medievale, delle sue committenze, dei suoi personaggi e delle tante vicissitudini in cui Montone è stata protagonista, si percorrono alcuni aspetti di particolare importanza storico- artistica.  Ad arricchire la narrazione sarà il ricollocamento virtuale della Madonna della Misericordia di Bartolomeo Caporali e una suggestiva illuminazione delle opere della Chiesa.  Il progetto, ideato e curato da Sistema Museo, è stato realizzato con il contributo della Regione Umbria in collaborazione con il Comune di Montone. Gli interventi multimediali sono stati progettati da Sound Studio Service, il progetto illuminotecnico è stato a cura di Maurizio Gianandrea.  In occasione della presentazione, domani il museo sarà aperto, oltre al consueto orario di apertura, anche con un’apertura straordinaria dalle 18.00 alle 20.00 ed ingresso gratuito.  L’evento si svolgerà nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid-19.  Per informazioni e prenotazioni:  Museo di San Francesco Tel. (+39) 075.9306535  montone@sistemamuseo.it www.sistemamuseo.it - www.comunedimontone.it   Il complesso museale di San Francesco a Montone  Il complesso museale di san Francesco ha sede nella chiesa e nel convento di San Francesco. Da un monumentale chiostro si accede all’interno della chiesa, dove sono conservate tracce di affreschi risalenti al XIV-XVI secolo. La Pinacoteca ospita, tra le opere più prestigiose, il gruppo ligneo del XIII secolo rappresentante la Deposizione e il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la Madonna della Misericordia.   La chiesa di San Francesco Fondata intorno al 1300, la sua tipologia è quella tipica delle architetture degli Ordini mendicanti: forme semplici e lineari, unica navata con abside poligonale, copertura a capriate. Intorno al 1500 fu addossato, alla parete nord dell’edificio, la parte ampliata del convento. La chiesa rappresenta il nucleo centrale del museo, conservando al suo interno numerosi affreschi prevalentemente a carattere votivo. I brani sopravvissuti degli affreschi più antichi, databili alla seconda metà del Trecento, fanno pensare che subito dopo l’edificazione della chiesa si pose mano ad un ampio intervento decorativo. Gli esiti più alti della decorazione della chiesa spettano però al secolo successivo, quando l’edificio divenne la chiesa di famiglia dei Fortebracci che generosamente contribuirono al suo abbellimento, fornendola di altari, suppellettili e dipinti. Nella chiesa sono presenti anche pregevoli opere lignee, quali il bancone dei magistrati con motivi ad intarsio ispirati alle “grottesche”, il coro ligneo e il pulpito.  

14/08/2021 09:44:40 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura L’Arte d’estate al Museo di Santa Croce di Umbertide

Per tutto il mese di agosto, il Museo di Santa Croce di Umbertide, offre ai visitatori aperture straordinarie per rendere più fruibile questo stupendo scrigno di opere d’arte. Il Museo aprirà le porte, oltre al solito orario dal venerdì alla domenica, anche nei giorni infrasettimanali durante il mese di agosto. Le aperture straordinarie, riguarderanno i giorni di: mercoledì 11, giovedì 12, mercoledì 18 e giovedì 19 con il seguente orario: 10.30 – 13.00/16.00 – 18.30. Inoltre, tutti i venerdì di agosto, la chiesa di Santa Croce, che conserva la meravigliosa opera del pittore cortonese Luca Signorelli, “Pala dei Deposizione dalla Croce, aprirà le porte a tutti i visitatori in orario serale dalle 21 alle 23,30. Una visita in notturna dove, ad esaltare le opere d’arte, saranno le luci del Lighting Designer Maurizio Gianandrea. L’ingresso sarà gratuito. La pala della “Deposizione dalla Croce”  sull’altare maggiore, dipinta da Luca Signorelli nel 1516, è l’unica fra i tanti lavori su tavola del maestro cortonese a trovarsi ancora nel suo sito originale. La stessa caratteristica, alquanto insolita per un museo, si verifica anche per i dipinti posti sugli altari laterali. La Deposizione fu commissionata dalla confraternita di Santa Croce nei primi mesi del 1516 e terminata nel luglio dello stesso anno. La data compare in basso a destra sulla cornice originale, inglobata nel 1611-12 in una più grande mostra lignea intagliata. La scena della Deposizione è inserita in un’ampia illustrazione dei momenti salienti della Passione: in alto a sinistra le tre croci sul Golgota; al centro la Deposizione, cui assistono il gruppo delle Marie, la Vergine già svenuta e la Maddalena; a destra San Giovanni, al disopra del quale sono rappresentati il trasporto del corpo verso il sepolcro e il compianto del Cristo morto. Essendo la confraternita intitolata alla Santa Croce, i tre pannelli della predella sono dedicati alla leggenda del Ritrovamento della vera Croce di Cristo nella versione tratta dalla Leggenda aurea di Iacopo da Varagine, testo assai diffuso nel Medioevo. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid-19.

06/08/2021 12:51:24 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura “Qui dovevo stare”, il nuovo romanzo di Giovanni Dozzini sarà presentato ad Umbertide

Venerdì 23 luglio alle 18.00, presso la Piattaforma di Umbertide, si terrà la presentazione del romanzo "Qui dovevo stare” di Giovanni Dozzini. Giovanni Dozzini è uno scrittore di talento giunto ormai al suo quinto romanzo. Il libro precedente “E Baboucar guidava la fila” lo ha portato a vincere l'European Union Prize for Literature 2019. Quest’anno Dozzini è tornato in libreria con una nuova storia che parla, senza un filo di retorica e peli sulla lingua, di quello che è, oggi, la provincia italiana il suo contorno sociale. “Qui dovevo stare” è un monologo interiore, un flusso di coscienza lungo sedici giornate ambientato nella testa del protagonista, Luca Bregolisse detto Brego, imbianchino quarantenne che vive nella periferia perugina. Il lungo monologo del Brego è il pretesto che usa Dozzini per una lucida e amara analisi della situazione politica odierna, prigioniera di luoghi comuni (si stava meglio senza immigrati) e della interminabile crisi della cosiddetta sinistra istituzionale. “Con Qui dovevo stare” lo scrittore, secondo la maggior parte della critica, raggiunge la sua maturazione attraverso uno stile personale e un ribaltamento di prospettiva. E’ lo stesso Dozzini a centrare il punto vero della sua ultima fatica letteraria, quando ci ricorda che “non ci si vergogna più a esprimere in maniera esplicita le proprie idee razziste, e prima ancora non ci si vergogna più di possederle, certe idee”. A Umbertide dialogheranno con l’autore Andrea Cernicchi, che le ambientazioni del romanzo le conosce bene anche dal punto di vista politico-sociale, essendo stato per molti anni Assessore alla Cultura e al Sociale del Comune di Perugia e Achille Jr. Roselletti, vice-presidente dell’Associazione FROG.

21/07/2021 18:59:48 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Dal 9 luglio al 29 agosto alla Rocca di Umbertide la mostra “Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità” di Paolo Masi

La Rocca di Umbertide ospita, dal 9 luglio al 29 agosto, “Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità”, mostra personale di Paolo Masi, maestro indiscusso nel panorama storico-artistico italiano. Promossa dal Comune di Umbertide in collaborazione con FerrarinArte, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 9 luglio alle ore 18.00, alla presenza di rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, di Giorgio Ferrarin e dell'artista. La mostra si configura come un’importante antologica che ha per protagonista Paolo Masi (Firenze, 1933), di cui raccoglie, grazie alla disponibilità dello stesso artista e della galleria FerrarinArte di Legnago (VR), una selezione di capolavori degli ultimi sessant’anni della sua intensa attività di ricerca e sperimentazione. Come per i precedenti progetti nati dalla collaborazione tra l’artista e la galleria veneta, ogni occasione espositiva viene concepita in funzione del luogo che la accoglie, generando uno stretto legame tra la vibrazione segnica delle opere di Masi e gli ambienti che le circondano. L’analiticità della pittura di Masi raccoglie le eredità di un pensiero attorno alla Pittura che si è sviluppato a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta e, analogamente ad alcuni altri artisti della sua generazione che in tutta Italia affermavano il valore perdurante di questo linguaggio, ha manifestato la coerenza del suo atteggiamento – certo con variazioni e diverse tipologie di lavori – in un lungo itinerario artistico che, ininterrotto, prosegue tutt’oggi. Scrive Matteo Galbiati all’interno della monografia recentemente pubblicata da Silvana Editoriale: «L’occasionalità del segno e la corrispondenza con il momento/luogo Masi le rafforza quando inizia, nella metà degli anni Settanta, a lavorare con i cartoni che integrano e si accostano alle tavole e alle tele: metodo iniziato per caso a Firenze quando, trovato un cartone abbandonato per strada che lo aveva colpito per quelle tracce “sporche” che già aveva sulla superficie, integrò a queste presenze alcuni sui interventi segnici. Il risultato fu un’opera generata in modo accidentale che, però, ebbe immediato riscontro ad una mostra-vendita in favore di Zona, uno spazio autogestito no profit, di cui è stato, nel 1974, co-fondatore. In quella circostanza Masi capì che il cartone, con le sue strutture, le pieghe, la sua tattilità e la sua povertà materiale, potesse diventare supporto idoneo per ampliare le possibilità della sua espressione, riuscendone a evidenziare meglio le qualità fenomenologiche. La fragilità della superficie, che con poca forza e una minima gestualità risponde immediatamente all’incidenza della sua mano, gli conferisce un’ampia gamma timbrica di forme che si fanno altro codice espressivo, forte di una capacità di traduzione della pittura in una più vasta apertura alle informazioni visibili e interiori. Il cartone non è nobile, non è respingente, ma è passivo rispetto ad ogni intervento, è risonante di ogni possibilità, è povero, è quotidiano, si trova ovunque e con pari e simili proprietà. La novità del cartone diventa per Masi sorgente di un altro universo di possibilità. Qui trova un campo d’azione che arricchisce nel tempo con mutevoli trasformazioni non solo attraverso il timbro incisivo dei segni, ma anche con altri materiali e con ulteriore materia cromatica che portano il cartone da imballaggio a altre consistenze concettuali. […] Del resto Masi ci ha abituati proprio a questo, al continuo andare e venire, partire e tornare della sua arte che, come lui, infaticabile non smette mai di segnare il passo di quei nuovi percorsi che accolgono le imprevedibili episodicità delle esperienze». Il percorso espositivo si compone di oltre sessanta opere, in un dialogo-confronto inedito che permette un’approfondita immersione nella sua espressività, un avvincente viaggio nelle profondità di un colore divenuto segno. La mostra costituisce la prima occasione espositiva per presentare la monografia “Paolo Masi. Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità”, a cura di Giorgio Ferrarin e Matteo Galbiati, edita da Silvana Editoriale nel 2020. Il volume riassume gli ultimi sessant’anni di lavoro dell’artista attraverso tutte le serie e le tipologie di opere da lui realizzate nell’ampio arco temporale della sua ricerca. La Rocca di Umbertide è aperta al pubblico da martedì a domenica ore 10.30-12-30 e 16.30-18.30, chiuso il lunedì. La mostra sarà visitabile anche a Ferragosto. All'ingresso e all'interno della Rocca sono presenti cartelli informativi con tutte le regole anti contagio che devono essere seguite. E' obbligatorio indossare la mascherina e rispettare il distanziamento interpersonale. Sono presenti inoltre contenitori con gel igienizzante per le mani. Per informazioni è possibile contattare il numero 0759413691.   Scheda di Paolo Masi Paolo Masi nasce a Firenze nel 1933, dove vive e lavora. Dopo aver elaborato negli anni Cinquanta e Sessanta un’attività articolata, complessa e diversificata, si avvicina alle contestuali esperienze analitico-riduttive, scomponendo e riorganizzando sul pavimento e contro le pareti aste di alluminio, specchi, fili o piccole stecche di plexiglas colorato, che estendono anche alla terza dimensione la ritmicità dello “spazio-colore”. La fase successiva coincide con il ritorno alla bidimensionalità attraverso il progetto “Rilevamenti esterni - conferme interne” (1974-76), elaborazione che egli sviluppa all’esterno e all’interno del suo studio con le “Tessiture” (tela grezza cucita) e i “Cartoni” da imballaggio, dove utilizza per la prima volta adesivi trasparenti e coprenti, facendo emergere la struttura interna del materiale. Partecipa alla Biennale di Venezia (1978); alla XI Quadriennale romana (1986); alle mostre “Kunstlerbücher” di Francoforte e “Erweiterte Fotographie Wiener Secession” di Vienna (1980); alla mostra parigina sul libro d’artista (Centre Georges Pompidou, 1985), ad “Arte in Toscana 1945-2000” (Palazzo Strozzi, Firenze, Palazzo Fabroni, Pistoia, 2002) e alla mostra “Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970-1980” (Museo della Permanente, Milano, 2007). Le opere successive sono i “Contenitori di forma colore”, le “Serialità” e nuovamente i “Cartoni” (superfici di vario tipo: legno, tela, carta), sulle quali l’artista interviene con una complessa operazione pittorica. La serie di plexiglas “Trasparenze”, iniziata nel 2000, dipinta con la tecnica della vernice spray, permette all'artista di operare una nuova definizione dello spazio attraverso “sollecitazioni cinetico-cromatiche” di luci e ombre.

07/07/2021 11:36:46 Scritto da: Eva Giacchè

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