Cultura Montone: Il Museo di San Francesco riapre le porte ai visitatori

Da sabato 8 maggio i luoghi della cultura tornano fruibili in sicurezza   Con l’approvazione dell’ultimo decreto da parte del Governo e il ritorno, dopo tre mesi, dell’Umbria in zona gialla, anche il museo di San Francesco a Montone è pronto ad accogliere nuovamente i visitatori. Il Museo aprirà le porte da sabato 8 maggio e, per tutto il mese, sarà visitabile dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. “La visita ai nostri spazi, Chiesa di san Francesco e Pinacoteca, sarà contingentata – spiegano i curatori del Museo - per garantire e rispettare al massimo tutte le norme di sicurezza anti Covid. Vi ricordiamo inoltre che, secondo il decreto ministeriale, il sabato, la domenica e nei giorni festivi è necessario prenotare con almeno un giorno di anticipo”. La visita al Museo si può prenotare all’indirizzo di posta elettronica montone@sistemamuseo.it, durante l’orario di apertura del museo direttamente in biglietteria, tramite il numero 075 9306535 o direttamente dai canali social del museo. Per informazioni su orari di apertura, eventi e iniziative è possibile visitare il sito www.sistemamuseo.it.   Curiosità e cenni storici   MUSEO DI SAN FRANCESCO MONTONE Il complesso museale ha sede nella chiesa e nel convento di San Francesco. Da un monumentale chiostro si accede all’interno della chiesa, dove sono conservate tracce di affreschi risalenti al XIV-XVI secolo. La Pinacoteca ospita, tra le opere più prestigiose, il gruppo ligneo del XIII secolo rappresentante la Deposizione e il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la Madonna della Misericordia.   CHIESA DI SAN FRANCESCO Fondata intorno al 1300, la sua tipologia è quella tipica delle architetture degli Ordini mendicanti: forme semplici e lineari, unica navata con abside poligonale, copertura a capriate. Intorno al 1500 fu addossato, alla parete nord dell’edificio, la parte ampliata del convento. La chiesa rappresenta il nucleo centrale del museo, conservando al suo interno numerosi affreschi prevalentemente a carattere votivo. I brani sopravvissuti degli affreschi più antichi, databili alla seconda metà del Trecento, fanno pensare che subito dopo l’edificazione della chiesa si pose mano ad un ampio intervento decorativo. Gli esiti più alti della decorazione della chiesa spettano però al secolo successivo, quando l’edificio divenne la chiesa di famiglia dei Fortebracci che generosamente contribuirono al suo abbellimento, fornendola di altari, suppellettili e dipinti. Nella chiesa sono presenti anche pregevoli opere lignee, quali il bancone dei magistrati con motivi ad intarsio ispirati alle “grottesche”, il coro ligneo e il pulpito.   PINACOTECA COMUNALE La raccolta comprende un gruppo di dipinti datati tra il XVI e XVIII secolo, provenienti dalle chiese di Montone, testimoni dei rapporti del borgo con Perugia e Città di Castello. La Deposizione lignea è tra le opere di maggior pregio. I quattro componenti di cui è composta facevano forse parte di un gruppo di cinque figure, con Cristo, la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Fra le tele seicentesche la più notevole è quella raffigurante Sant’Antonio di Padova con il Bambino. La famiglia cui fu legata la fama di Montone è illustrata nei due alberi genealogici che rappresentano la discendenza Fortebracci. Consistente e degna di nota è la cospicua raccolta di opere tessili, varie nei materiali e nei colori, eseguite con tecniche elaborate e fantasiosi motivi floreali. Si tratta di paramenti e apparati liturgici.   SEZIONE ARCHEOLOGICA La sezione archeologica raccoglie testimonianze di un ritrovamento di una villa romana nei pressi di Santa Maria di Sette del II secolo d.C. Gli ultimi scavi hanno portato alla luce numerosi frammenti di tegole e coppi, pezzi di dolia e di anfore, frammenti di ceramica nera, una bella moneta d’argento, tessere di mosaico in marmo nero. Dai dati raccolti si può pensare che si trattasse di una villa servile di dimensioni medio-grandi, che si sviluppava a mezza costa con una serie di terrazzamenti e di proprietà di un ricco ed illustre personaggio di cui purtroppo non si conosce il nome.   MONTONE E IL SUO TERRITORIO Le testimonianze archeologiche più antiche del territorio montonese risalgono al Miocene. Il fiume Tevere è l’elemento naturale che ha maggiormente influenzato e condizionato nel tempo l’insediamento umano: esso iniziò a formare un nuovo corso lungo il quale sorsero i primi insediamenti antropici nel nostro territorio. I paleo-terrazzi di S. Maria di Sette, infatti, hanno restituito alcuni strumenti in selce del Paleolitico medio, dimostrando che l’area offriva fin da allora condizioni ottimali per gli stanziamenti umani. E’ probabile che anche il colle di Montone ospitasse, sin da allora, un piccolo insediamento, lungo la valle del Carpina, del resto, sono stati rinvenuti numerosi manufatti d’età preistorica. Il territorio montonese ha poi restituito reperti riferibili al bronzo recente, e tra la fine dell’età del bronzo e gli inizi dell’età del ferro, si assiste al progressivo stabilizzarsi di alcuni popoli in quelle che saranno in seguito le loro sedi storiche.  

07/05/2021 14:51:07 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Giovedì 6 maggio riapre il Cinema Metropolis di Umbertide

A distanza di sei mesi dalla chiusura delle sale cinematografiche c'è finalmente una data per la ripartenza del cinema visto in sala. Dal 26 aprile i cinema possono riaprire e nella nostra regione gran parte delle sale di comunità, quelle dei centri storici o quasi, hanno deciso di ripartire con un evento congiunto da tenersi giovedì 6 maggio.    Tra queste ci sono anche il Metropolis di Umbertide e il Postmodernissimo di Perugia, entrambe animate dallo stesso gestore. Ed è proprio dall'ultimo grande evento visto al Postmod lo scorso ottobre, con la proiezione di Caro diario e Nanni Moretti presente in sala a leggere dai suoi diari dell'epoca prima del film, che si è deciso di ripartire per riaprire al pubblico la sala umbertidese. Giovedì 6 maggio alle 19 lo schermo del Metropolis tornerà ad illuminarsi proprio con le immagini del film di Nanni Moretti premiato per la regia al Festival di Cannes nel 1994. Diviso in tre capitoli autonomi e complementari (In vespa, Isole e Medici), Caro Diario rimane, a quasi trent'anni dalla sua prima uscita in sala, un sorprendente oggetto estraneo di un autore unico del nostro cinema. Per Nanni Moretti, “splendido quarantenne” , è un punto di svolta: dopo la crisi ideologica di Palombella rossa, il “leone di Monteverde” abbandona il suo alter ego Michele Apicella e porta sullo schermo se stesso, senza filtri, dalle gite in vespa nella Roma agostana deserta fino alla sua, reale, malattia. Un'autobiografia profondamente collettiva, dove le ossessioni personali del regista – il passato, le case, il ballo, i (cattivi) critici… – si fondono con quelle di un paese intero, incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire. Divertentissimo, colmo di indimenticabili tormentoni morettiani, ma capace anche di momenti di autentica commozione (la lunga scena del pellegrinaggio verso il luogo dove morì Pasolini). La programmazione prosegue dal 7 maggio con un film strepitoso appena premiato con ben tre statuette dall'Academy durante la cerimonia di premiazione e consegna degli Oscar tenutasi la notte del 25 aprile.    Nomadland racconta la storia di Fern, una donna sessantenne americana che dopo aver perso tutto a causa della Grande Recessione comincia a muoversi per tutto il west americano a bordo del suo furgone vivendo come una nomade.  Diretto dalla bravissima Chloé Zaho, che ci aveva già sorpreso col bellissimo The Rider, Nomadland è soprattutto il film definitivo della meravigliosa stella Frances McDormand, premiata con l'Oscar come miglior attrice (gli altri due al miglior film e alla regia) e impegnata in prima persona per la realizzazione e la produzione del film stesso, da lei fortemente voluto dopo aver acquistato i diritti di adattamento del saggio da cui è tratto proprio con l'idea di farne un film.  Al Metropolis il film arriva in doppia versione, doppiato in italiano e in versione originale sottotitolato per godere della performance della McDormand. E per concludere al meglio la prima settimana della nuova programmazione c'è posto anche per due spettacoli della versione restaurata de Il favoloso mondo di Amélie, il cult che ha consacrato l'attrice francese Audrey Tatou che torna in sala martedì 11 e mercoledì 12 maggio per i vent'anni dall'uscita al cinema.  Il Metropolis è finalmente pronto a tornare ad accogliere la sua comunità, nel rispetto delle norme vigenti che prevedono capienza ridotta al 50%, posti preassegnati, distanza interpersonale di un metro con possibilità di sedere in posti vicini solo per i congiunti, mascherine e gel sanificante. Una riapertura di grande importanza per la vita culturale della città che ci accompagnerà in questa primavera in vista dell'arrivo dell'estate e dell'attesa prosecuzione delle proiezioni nell'arena estiva. Tutta la programmazione è consultabile sul sito www.cinemametropolis.it.

27/04/2021 12:07:17 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Teatro dei Riuniti: spettacoli in streaming dedicati alle scuole

I teatri sono chiusi da molti mesi. Le scuole, pur non essendo chiuse, stanno vivendo un periodo complicato tra aperture in presenza e didattica a distanza. Nonostante le grandi difficoltà, però, le attività di scuole e teatri non si sono mai fermate. Istituzioni chiuse al pubblico (degli spettatori, degli studenti) ma sempre attive e mai ferme. Con questa logica l’Accademia dei Riuniti di Umbertide è orgogliosa di presentare un progetto che va avanti da molti mesi e che proprio in questi giorni ha trovato uno sviluppo ulteriore presso il Teatro dei Riuniti. Proprio dall’interno del Teatro dei Riuniti, in questi giorni che coincidono con la Festa del Teatro, vanno in scena, in streaming, alcuni spettacoli destinati alle scuole. Di che cosa si tratta? Si tratta di un progetto molto ambizioso, pensato e realizzato dalla compagnia teatrale Quinta di Copertina con la collaborazione dell’Accademia dei Riuniti e del Teatro dei Riuniti di Umbertide. L’idea è quella di realizzare contenuti specifici in ambito teatrale (moduli di approfondimento, spettacoli, note di regia) dedicate a docenti e studenti, in un progetto ambizioso che unisce Teatro e Scuola, fruizione teatrale e ambito didattico. Mai come in questo periodo appare necessario che Teatro e Scuola trovino forme di contaminazione e di ascolto reciproco, nella visione che le scuole rappresentino il pubblico di domani, semi da annaffiare per far crescere il giardino della cultura. Giorgio Rosa, ideatore del progetto per Quinta di Copertina, spiega bene il senso dell’operazione: “Il teatro è principalmente comunicazione e nonostante la situazione avversa provocata a livello mondiale dalla pandemia, il teatro non può rimanere silente. Ci siamo inventati un modo per essere presenti, per continuare ad esserci e abbiamo trovato nel Teatro dei Riuniti e nella collaborazione con l’Accademia dei Riuniti le condizioni giuste per farlo. Abbiamo deciso di parlare soprattutto alle scuole, ai docenti, agli studenti. Sono loro il nostro obiettivo, un mondo che ha bisogno di continuare a frequentare il teatro, respirarlo e tornarci dal vivo prima possibile”.    Tutti gli attori e i tecnici che sono presenti in questi giorni al Teatro dei Riuniti di Umbertide hanno seguito un rigido protocollo anti Covid, previsto dalla legge, che ha consentito di fruire dello spazio scenico nella massima sicurezza. Decisivo è stato lo sforzo dell’Accademia dei Riuniti in questo senso, come conferma il Presidente Vittorio Betti: “Abbiamo sposato con entusiasmo il progetto di Quinta di Copertina in tempi non sospetti, e siamo onorati di essere stati scelti per questa importante esperienza. I “nostri” attori e tecnici hanno già partecipato nei mesi scorsi alla realizzazione dei contenuti drammaturgici. Ci sembrava quindi naturale continuare a sostenerne le attività anche in una situazione oggettivamente non facile. Garantire la piena fruibilità del Teatro dei Riuniti in questi giorni ha comportato un impegno che ci siamo presi con molto entusiasmo, sapendo che tornare ad animare il palcoscenico costituisce la maniera migliore per non spegnere i riflettori su questa fondamentale istituzione umbertidese. Da questo punto di vista desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale che ha condiviso con noi lo spirito del progetto e il Campus Da Vinci, altra eccellenza umbertidese, che sostiene le attività di Quinta di Copertina e, da sempre, le attività del Teatro dei Riuniti. L’ennesima dimostrazione che fare rete è possibile e doveroso”.  Tutte le attività del progetto sono fruibili su quintadicopertinateatro.com .

28/03/2021 19:23:43 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura L'OPLAS debutta nel deserto del Sahara con uno spettacolo dedicato a Dante

La compagnia OPLAS/Centro Regionale della Danza Umbria diretta da Luca Bruni e Mario Ferrari si è esibita il 22 Marzo, al Festival Internazionale del Teatro del Sahara portando in scena in prima assoluta una nuova opera coreografica dedicata a Dante Alighieri e alla sua Divina Commedia: lo spettacolo è stato messo in scena in un contesto assai inconsueto ma quanto mai suggestivo, le dune del deserto di Sabryah, alle porte del Sahara.   L’OPLAS ha sempre prediletto questo genere di contesti inconsueti al fine di portare la danza direttamente fra la gente, e per questa caratteristica è diventata nota in tutto il mondo. Lo spettacolo, intitolato “Le grand voyage” è la prima tappa di un percorso creativo dedicato alla grande opera dantesca “La Divina Commedia”, e la scelta del deserto come luogo del debutto non poteva essere più adatto: ispirato alle immagini dell’Inferno dantesco, il racconto coreografico si è calato perfettamente nelle suggestioni di un luogo sferzato dal vento e da una sabbia così fine tale da infilarsi fin nei pori della pelle, illuminato dalla luce naturale del sole al tramonto.   Ma la vera ricchezza di quel luogo sono stati sicuramente gli occhi e gli sguardi del pubblico: come spesso accade in luoghi come questi, dove il mondo sembra essersi fermato ad un altra epoca, il linguaggio della danza contemporanea raggiunge i cuori della gente anche senza proferir parola, in cambio di un caloroso applauso che suggella quell’unione momentanea fra chi l’arte la esegue e chi la riceve. Lo spettacolo è stato arricchito da acrobatiche esibizioni di danza sui trampoli, per cui l’OPLAS è noto in tutto dal mondo, elementi aggiunti all’ultimo istante, una volta giunti sul posto, proprio per sbalordire maggiormente coloro che già estremamente di rado - se non mai - vedono un artista europeo esibirsi: e l’intento non è stato disatteso!   “Esibirsi sulla sabbia, dove i piedi che affondano passo dopo passo - racconta Luca Bruni - non è stata cosa semplice, e sono stati presi diversi rischi: ma questo è il nostro modo di concepire l’arte della danza, sempre alla ricerca dell’inconsueto. Abbiamo danzato con la gola secca e le narici bruciate dalla sabbia, e alla fine dell’esecuzione sentivamo bruciare i polmoni: ma tornare a danzare sotto la volta del cielo è sempre molto emozionante, cosa che conosciamo bene dopo 24 anni dal nostro primo spettacolo di danza fuori dalle mura del teatro. Guardando all’orizzonte e scrutando verso sud quel mare di sabbia bianca, il nostro pensiero è andato inevitabilmente a tutte quelle persone che lo attraversano per giungere alle sponde del Mediterraneo, e da lì in Italia: giungendo fino alle porte del Sahara, contro corrente, abbiamo avuto modo di cogliere almeno qualche indizio di tanta veemente motivazione che spinge l’uomo ad affrontare ogni sorta di pericolo, in una sorta di atavico viaggio in perfetto stile dantesco, e abbiamo visto con i nostri occhi quanto il mondo può essere diverso, alle volte, dalla nostra cultura e dal nosto vivere quotidiano. Con questa coscienza, e la memoria incisa nel cuore, affronteremo ogni prossima esecuzione del nostro viaggio dantesco”.   Ricordiamo infine che lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno della Regione Umbria, che da decenni sostiene l’attività dell’OPLAS, e del MiC. Le coreografie sono di Luca Bruni, mentre i suggestivi costumi sono stati ideati e realizzati da Mario Ferrari.

26/03/2021 10:42:06 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Domenica 8 novembre: diretta “nuvole in viaggio” al Cinema Metropolis

Domenica 8 novembre, in occasione dell’European Arthouse Cinema Day, oltre 25 cinema in tutta Italia proietteranno sui propri schermi dei corto-mediometraggi, a cui si aggiungeranno incontri con gli autori e presentazione di ogni sala. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming da tutte le pagine Facebook delle sale coinvolte e dalla pagina "il cinema è di chi lo guarda", dalle ore 9.00 di mattina, in poi. Il cinema Metropolis sarà in diretta dalle ore 12.00 sulle pagine: https://www.facebook.com/cinemametropolisumbertide https://www.facebook.com/ilcinemadichiguarda "Noi ci siamo. Anche se la tempesta che ci è caduta addosso sembra non poter essere sconfitta, noi ci siamo. Come una nuvola ci adattiamo al vento che ci percuote e ci spinge verso mete che non sappiamo immaginare Noi ci siamo. Perché le storie rinchiuse dentro una stanza, e accomodate sopra un divano sono storie piccole, e noi abbiamo bisogno di storie grandi. Noi ci siamo stati. Con tutte le incertezze che questa pandemia ci ha caricato sulle spalle, ci siamo stati, abbiamo messo il nostro pubblico al sicuro ed abbiamo continuato a fare quello che sappiamo fare meglio: lenire il dolore e le preoccupazioni di chi veniva a ricaricare le pile della propria anima. Noi ci saremo. La pandemia finirà, non il cinema. E noi saremo lì, alla fine di quella strada, pronti ad accogliere ogni cambiamento che questo vento porta con sé, pronti a scoprire ogni forma nascosta che le nuvole ci raccontano, come sempre facciamo, abbiamo fatto e faremo. Noi ci saremo. Noi ci siamo."

06/11/2020 15:01:12 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura Zurino: “dopo Casa del Talento, ora un progetto più ambizioso”

Dieci mesi son passati e "La Casa del Talento 2020" volge, come preannunciato sin dall'inizio, al suo termine naturale. Umbertide ha visto nascere la prima edizione di questo ambizioso ed insolito progetto sociale. "Sono stati mesi proficui e difficili al tempo stesso" afferma l'ideatore Michael Zurino, che sottolinea "le molte cose fatte, altrettante quelle che la particolare annata non ci ha permesso di fare. Sono passate per le mura di questo antico edificio sito nel centro storico, persone con tanti sogni, persone che probabilmente anche grazie a questo progetto sociale hanno compreso quale strada intraprendere.  Studenti da ogni parte d'Italia per una ventina di corsi in totale. Corsi di ogni tipo, accessibili a tutti, per la gran parte gratuiti.  Se gli obiettivi erano la formazione e la presa di coscienza dei propri talenti, allora questi sono stati pienamente raggiunti. Al tempo stesso, molti ragazzi hanno visto la loro situazione scolastica migliorare, altri si sono resi conto di avere un dono prezioso da condividere con gli altri. Ringrazio ogni docente, ogni studente, ogni persona che sin dall'inizio ha creduto a questa idea, ringrazio anche i tanti professionisti che non hanno, a causa delle restrizioni, potuto svolgere il loro corso. Da questo progetto, auspico che a partire dal livello più locale, le amministrazioni prestino maggiore attenzione ai talenti delle città, affinché sappiano perfezionarli e meglio indirizzarli verso il mondo del lavoro. A livello ancora più alto, alla scuola pubblica, va la critica per una scarsa sensibilità verso le abilità individuali. Il talento delle persone deve essere preso più a cuore, c'è in gioco la loro felicità, c'è in gioco la loro vita" conclude Michael, che vede nell'iniziativa appena conclusa "il fondamento, il seme, di un progetto ancora più grande ed ambizioso".         

02/11/2020 12:50:01 Scritto da: Eva Giacchè

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