Alla Di Vittorio incontro con la Polizia di Stato su bullismo e cyberbullismo

Riceviamo e pubblichiamo

Il Secondo Circolo di Umbertide prosegue il percorso di informazione in favore della lotta contro bullismo e cyberbullismo realizzando un incontro con il Sovrintendente capo della Polizia di Stato, Giancarlo Salvadori, che si è svolto martedì 4 aprile nei locali dell'aula magna e al quale hanno partecipato le classi quarte e quinte delle scuole primarie "G. Di Vittorio" di Umbertide e Lisciano Niccone e le classi quinte di Niccone e Verna.

L'iniziativa si collega a quelle già promosse in occasione del Safer Internet Day (SID) e  "Il Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo", portate avanti dall'insegnante Placido Pellegrino, coordinatore del Progetto "Generazioni Connesse", finalizzate a far riflettere i bambini sull'uso consapevole della Rete e a favorire una maggiore conoscenza delle tematiche in considerazione della necessità di far fronte a un’emergenza sociale in costante aumento e dai risvolti potenzialmente drammatici, che, con l'ingresso dei media digitali, sta assumendo forme nuove e preoccupanti.

Nella sua "lezione di criminologia" sul bullismo, il sovrintendente capo Salvadori, con un linguaggio a misura di bambino e con l'ausilio di diversi video, ha indicato gli elementi distintivi del bullo, evidenziando le caratteristiche tipiche del prepotente con i tradizionali atteggiamenti di sistematica prevaricazione e sopruso sulla vittima prescelta che, subendo queste continue molestie, vive nel terrore, arrivando perfino a perdere la fiducia in sé, a sprofondare nella depressione, e, nei casi più gravi, a rinunciare a vivere.

Salvadori si è poi soffermato sulle modalità attraverso cui il bullismo può manifestarsi, dall'attacco di tipo fisico che include sia atti aggressivi fisici diretti verso la vittima, sia il danneggiamento o la sottrazione di proprietà, a quello di tipo verbale che si sostanzia attraverso insulti, offese, derisioni, o diffusioni di maldicenze, per arrivare al bullismo elettronico, detto anche cyberbullying, messo in atto tramite gli apparati elettronici o informatici, "un nemico invisibile ma molto potente" che rende possibili interventi aggressivi e denigratori immediati.

La scuola ha così un ruolo importantissimo sia nella prevenzione che nella lotta, in quanto è il primo luogo di relazioni sociali per i bambini e, in virtù del suo ruolo educativo, ha la responsabilità di farsi portavoce di alcuni valori che possono aiutare a prevenire un fenomeno sociale, deviante, purtroppo sempre più frequente.

"E’ estremamente importante che le vittime si sentano sostenute, per questo riteniamo che il dialogo sia fondamentale, perché solo assumendo un atteggiamento di apertura è possibile aiutare gli alunni a trovare il coraggio di parlare per denunciare il problema - ha spiegato Angela Monaldi, dirigente scolastico del II Circolo -. Occorre mettere in atto azioni preventive e consentire che i bambini crescano accompagnati da genitori e insegnanti preparati e informati sul tema del bullismo. Vorrei per questo ringraziare il sovrintendente Salvadori per la grande disponibilità e la professionalità con cui ha saputo comunicare ai bambini, e la dottoressa Lucia Ziliotto, vicequestore aggiunto e dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Città di Castello, che ha reso possibile l'incontro".


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