Una croce per la missione di Santiago de Huata

Riceviamo e pubblichiamo

Santiago de Huata è una comunità posta a 3900 m sull'altopiano boliviano, sulle sponde del lago Titicaca, a circa 100 km dalla capitale La Paz. Sorge alle pendici della Cordillera Real, tratto tra i più celebri e spettacolari dell'intera catena delle Ande. La popolazione che abita nella zona è per la maggior parte di etnia aymara, l'antica civiltà addirittura preincaica che da sempre popola la regione. La gente vive sparsa in piccole comunità di poche famiglie, spesso raggiungibili solo a piedi. L'economia locale, molto povera, è basata essenzialmente sulla pesca; l'agricoltura, a causa delle difficili condizioni climatiche, rende pochissimo. Le patate, e altri tuberi, sono le uniche coltivazioni esistenti sull'altopiano. La mancanza di pascoli fa si che sia pressoché inesistente l'allevamento. Elettricità ed acqua potabile non esistono. Sono molto frequenti i casi di anziani o malati soli e abbandonati, vista la tendenza di molti giovani a trasferirsi nei sobborghi di La Paz in cerca di lavoro, spesso poi arruolati dai narcotrafficanti e dal facile guadagno. La situazione sanitaria nella regione, come nel resto di tutta la Bolivia, è estremamente precaria.

In questo contesto di povertà opera dal 2001 Don Leonardo Giannelli, sacerdote della diocesi di Gubbio. La sua parrocchia ha 20.000 abitanti, suddivisi in 50 villaggi. Nel tempo tanti i progetti che sono andati avanti grazie a Don Leo,  la missione garantisce la presenza fissa di un infermiere, di un dottore e di un dentista, stipendiati, che visitano gratuitamente i pazienti e delle “poste mediche” in varie zone del territorio. Tutte le domeniche si svolge l'attività di Oratorio. I bambini, circa 450,  vengono seguiti dai catechisti nei giochi e nella Santa Messa; un pasto caldo viene, poi, offerto dalla parrocchia a tutti i ragazzi. La maggior parte dei catechisti vive stabilmente con Don Leo nella casa parrocchiale, a provvedere al loro mantenimento e alla loro formazione pensa naturalmente la parrocchia.

Grande il lavoro di formazione per garantire un futuro ai ragazzi, farli studiare, assolvendo allo spirito oratoriale in stile Don Bosco i ragazzi sono coinvolti in opere che imparino “un mestiere”, in quest’ottica l’apertura della falegnameria, che nel tempo ha portato all’elaborazione di un progetto di turismo etico con la costruzione di due Catamarani che oggi solcano il Lago Titicaca con scafi e vele progettati da massimi esperti italiani (autori anche delle vele del mitico Moro di Venezia), coinvolti in questa opera che sta portando un turismo attento e rispettoso, creando lavoro per i locali.

Adesso la Croce in Ferro sulla collina di Santiago di Huata che creerà un gemellaggio ancora più forte con la Comunità di Umbertide da cui proviene Don Leo, perché ispirata alla Croce di Montacuto, insomma dagli Appennini alle Ande!

È stata la stessa gente aymara che ha chiesto questo sogno a Don Leo.

All’inizio del 2014 a Santiago si sono presentati funzionari del Governo, che spesso è ostile con le opere delle Missioni, proponendo alla popolazione la costruzione di un monumento che celebrasse le glorie nazionali. La gente riunita con le autorità locali (l’Alcalde l’equivalente del nostro Sindaco), non ha voluto questo monumento, chiedendo invece che fosse costruita una Croce alla sommità della collina che sovrasta Santiago di Huata, come segno di ringraziamento e di fede.

Come spesso accade la richiesta è stata girata a Padre Leo, “ricettore” di ogni bisogno della collettività. Chiedevano di farla in legno, Don Leo, grazie ad Internet, ha fatto vedere la croce in ferro di Montacuto e del Catria, davanti alle quali gli aymara sono rimasti meravigliati e Don Leo ha promesso che avrebbe lavorato per assecondare questo gesto di fede deciso dall’intera collettività.

Di ritorno per un beve periodo ad Umbertide ha contattato gli amici di sempre, che si sono attivati coinvolgendo l’Ing. Franco Palazzetti, che subito ha aderito con entusiasmo al progetto.

Questo è stato sviluppato a 4 mani dall’Ing. Franco Palazzetti e dall’Ing. Paolo Taburchi, e disegnato dal p.i. Mirco Mori. Seguendo l’idea originaria di Don Leonardo, si è arrivati a definire una croce alta 14 metri con apertura di 7 metri, che è sembrata a tutti la più idonea come dimensioni e come proporzioni. È stata quindi progettata una croce in angolari e piatti di acciaio, di sezione quadrata di 1 x 1 metri, la quale in corrispondenza della base si allarga fino a 3 x 3 metri. Il basamento è in calcestruzzo armato. La struttura è modulare con elementi da 2 e 3 metri, con un peso previsto per la parte in elevazione di 2.400 Kg. I disegni sono stati già inviati a Don Leonardo in Bolivia, dove verranno effettuati la costruzione ed il montaggio.

Per contribuire alla costruzione della croce, giovedì 4 dicembre, alle ore 10.30, presso il ristorante "Adamo" di Corlo, si terrà una cena di beneficenza e di raccolta fondi.

Per prenotazioni: 3356164848 (Leonardo Tosti)- 3356163904 (Franco Palazzetti)


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