Un'idea per Umbertide, e non solo. Un progetto realizzabile

Prosegue il ciclo di quattro articoli che ripercorrono una storia iniziata cinque lustri fa, con la riconversione del punto nascita di Umbertide nel centro riabilitativo Istituto Prosperius (Storia della riabilitazione - http://www.informazionelocale.it/le-origini-della-riabilitazione-ad-umbertide?fbclid=IwAR36U9j55-DiuCLqSOLw6AzVWc5cfnOe7Xh7nkDP1UkdCyFQrgBntgJYEcQ), che ha portato nella cittadina un elevato numero di ospiti con disabilità.

 

Allora è nata la necessità di dotarsi degli strumenti necessari per adeguare l’accessibilità dei nostri luoghi pubblici (Un’idea per Umbertide - http://www.informazionelocale.it/un-idea-per-umbertide-la-nascita-del-progetto-zerobarriere-una-proposta-da-sostenere) e la proposta di applicarli concretamente (Un’idea per Umbertide, e non solo).

 

Ecco a voi quindi la terza puntata, tutta da leggere:

 

di Mario Tosti

 

L’obiettivo di eliminare le barriere architettoniche ha fatto il primo passo nel 2011, con la sottoscrizione di una convenzione di collaborazione fra il Comune di Umbertide e La Pantera. In mancanza di risultati apprezzabili, nel 2015 abbiamo presentato il Progetto Umbertide Zerobarriere, contenente gli obiettivi e le fasi di un intervento per rendere la nostra cittadina un modello di spazio urbano accessibile, più sicuro e più bello. 

Un passo avanti è stato compiuto nel 2016 con l’inaugurazione del primo stralcio simbolico di un percorso accessibile dall’ospedale al centro storico; nell’occasione, La Pantera ha esposto, alla presenza di rappresentanti del Comune e della Regione, un progetto preliminare e i vantaggi correlati. Ne è seguita la predisposizione, da parte dell’Ufficio tecnico comunale, di uno studio anticipatore di un piano progressivo di attuazione. Già allora avevamo posto l’accento sull’opportunità di renderci pronti a utilizzare le preannunciate risorse per investimenti indispensabili per la rinascita del nostro Paese.

 

Oggi sono maturate tutte le condizioni per procedere alla realizzazione del progetto.

  • L’Istituto Tiberino Prosperius attrae tanti utenti disabili che hanno diritto a circolare autonomamente;

  • Il Comune, oltre a favorire la vita dei cittadini, ha il dovere dell’accoglienza e dell’ospitalità;

  • Umbertide senza barriere rappresenta non solo un obiettivo di solidarietà e di civiltà, ma anche una vocazione identitaria utile al suo sviluppo (marketing territoriale);

  • La semplicità degli interventi previsti consente di trasformare rapidamente in progetto esecutivo e cantierabile lo studio preliminare di fattibilità esistente nell’Ufficio tecnico comunale;

  • L’Antologia aperta dell’accessibilità fornisce informazioni utili per individuare soluzioni di eccellenza;

  • L’investimento può costituire un’occasione non trascurabile di lavoro, essenziale per contribuire alla rinascita della nazione;

  • Umbertide ha diritto di accedere a risorse finanziarie, anche a risarcimento del sacrificio per aver rinunciato al punto nascita, al contrario di altri comuni dove ne sono stati aperti di nuovi;

  • L’approvazione unanime nell’ultimo Consiglio comunale di destinare un piccolo investimento all’accessibilità fa sperare che finalmente sia maturata la consapevolezza e la volontà politica necessaria.

 

Abbiamo assistito troppe volte, dappertutto, a effimeri buoni propositi, talvolta sinceri ma spesso suggeriti dalla demagogia, per non raccomandare vivamente di fare sul serio.

 

La smania di risollevarci, che stiamo coltivando nelle nostre prigioni casalinghe, genera l’indispensabile ottimismo: siamo convinti che si realizzerà non solo il progetto Umbertide Zerobarriere ma anche Italia Zerobarriere.

 


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