Umbertide Partecipa sul referendum del 20 e 21 settembre

Riceviamo e pubblichiamo

 

"Umbertide Partecipa non è un partito nel senso classico e tradizionale del termine; è una lista civica trasformata poi in associazione che ha partecipato alle ultime elezioni comunali conseguendo un buon risultato e, come tale, fa politica.

Il 20 e 21settembre pp.vv. i cittadini italiani verranno chiamati a  votare per un referendum che ha come base la modifica degli art. 56-57-59 della costituzione; coloro che voteranno “SI”  intendono ridurre il numero dei senatori e dei deputati, coloro che voteranno “NO”  vogliono invece confermare gli attuali numeri. In virtù delle premesse non daremo indicazioni di voto proprio in rispetto  della ns. natura “locale” e dei numerosi cittadini che, seppur con appartenenze politiche diverse, ci hanno votato.

Comunque siamo una associazione che    di politica si interessa  e, pertanto,  ci sentiamo in dovere di fare alcune considerazioni e porre alcuni quesiti  in merito, per offrire agli umbertidesi elementi di riflessione  visto che il referendum riguarda la costituzione,  non un argomento qualsiasi. Prima di ogni altra cosa invitiamo i cittadini a recarsi alle urne per votare; La partecipazione al voto è la prima espressione della democrazia. Nelle dittature non si vota o se lo si fa il voto è taroccato. Mantenere l’ affezione al voto è una espressione genuina di libertà. Poniamo quindi  elementi di riflessione attraverso quesiti:

  • La rappresentanza in una democrazia  delegata è un valore oppure no?

  • Il parlamento è la sede delle scelte e delle decisioni  che tengono conto dell’interesse generale di tutti i cittadini  oppure è sufficiente un  “efficientismo” che poi diventa di facciata?

  • I territori più piccoli (come l’ Umbria)  hanno pari dignità oppure vengono considerati “ancelle” di quelli più grossi?

  • Se intere aree del paese non venissero rappresentate  o lo fossero solo marginalmente  il confronto sarebbe reale?

  • L’ efficienza del parlamento dipende dal numero dei componenti oppure dall’ esperienza, dalla dedizione e dalla capacità di coloro che lo compongono?

  • E’ cosa buona mettere mano alla costituzione modificando alcuni articoli  al di fuori  di un disegno generale  oppure può rappresentare un pericolo?

  • Per  ridurre i costi della politica – reali o presunti -  è meglio tagliare le rappresentanze oppure  i compensi ? 

Abbiamo scelto questa strada non per una sorta di “ponziopilatismo”, ma anche per ribadire che la nostra è una democrazia matura, in grado quindi di scegliere in maniera ponderata. Sicuramente questo referendum pone ai partiti  diverse interrogativi, primo fra tutti il modo  con cui si individua  la classe dirigente: serve    una nuova legge elettorale che consenta agli elettori la libera scelta e senza inganni.

L’improvvisazione è una brutta bestia  che ricade sui cittadini. La preparazione è  frutto sicuramente di cultura, ma anche di esperienza  fatte in diversi campi della società. Il cittadino che sceglie la nobile strada  della politica deve avere uno sguardo a 360°." 

 

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