UMBERTIDE CAMBIA: ''UMBERTIDE PARTECIPA'' …… MA NON TROPPO!!

Riceviamo e pubblichiamo

Umbertide partecipa”, …. Ma non troppo!! L’iniziativa promossa dal Sindaco Locchi, e da egli stesso definita necessaria ed innovativa, - afferma Umbertide cambia - ha sostanzialmente rivelato due cose: la finta idea di partecipazione finora praticata, e, tenuto conto degli interventi presentati, la mancanza di attenzione in tema di cultura, turismo, commercio, settori che andrebbero sviluppati attraverso un unico piano integrato di marketing territoriale di lungo periodo, mentre l'Amministrazione sbandiera come qualificante un intervento per il centro storico al quale viene riservata qualche mancetta proveniente da privati. Per noi nessuna novità, anzi, la conferma che, come diciamo da tempo, occorre passare da una politica chiusa, incentrata su opere pubbliche ed interessi particolari, ad un vero investimento in capitale sociale. Emerge dunque il limite di una amministrazione che da un lato sconta la pesante eredità contabile di chi un “buon padre di famiglia” non lo è stato, ma dall’altro non riesce a definire, anche per la mancanza di una vera coesione politica interna, una programmazione. Manca infatti – sottolinea il movimento civico - una approfondita analisi del tessuto socio economico cittadino, dalla quale necessariamente partire per individuare criticità ed obiettivi. Mancano soprattutto progetti innovativi e la necessaria disponibilità ad un confronto costruttivo, tipica caratteristica di uno stile di governo presuntuosamente arroccato su posizioni personalistiche e di potere, ma incapace di guardare realmente al bene comune. Qui possono avere una loro importanza le nostre proposte, più volte ribadite. Partire da un piano strategico di sviluppo sostenibile, dove trovano spazio e prospettiva interventi a sistema per il settore produttivo, il turismo, il commercio, l’agricoltura, le infrastrutture. Mettere al centro la persona. I suoi bisogni: dunque investire su un fondo per l’occupazione delle fasce marginali, su un nuovo sistema di cura ed assistenza degli anziani, a partire dall’IRBB, sul potenziamento delle cure palliative domiciliari e residenziali, anche pensando alla realizzazione di un hospice. Ma anche i suoi meriti: sostenere il diritto allo studio, promuovere un vero orientamento scolastico, puntare sulle competenze piuttosto che sui numeri nei percorsi di istruzione superiori. Promuovere una nuova idea di cultura, che significa crescita, conoscenza, impegno civile, confronto e collaborazione, ma anche stabilire un serio patto di cittadinanza che chiarisca una volta per tutte in un quadro di valori repubblicani, e non di ideologie religiose, diritti, ma anche doveri e responsabilità, dei cittadini stranieri, decidendo che immigrazione non può significare invasione e riconoscendo un semplice concetto di chiarezza giuridica ed amministrativa: una Moschea in un terreno non adibito a culto non si può costruire. Parliamo di sicurezza, ma non si prevede una nuova caserma dei carabinieri utile a potenziare organico, collaborazioni e controlli. Parliamo di nettezza urbana, vantando come un successo la spazzatura settimanale di una strada, senza capire che il vero problema è riportare il servizio nell’ambito di una azienda pubblica. Se Umbertide partecipasse veramente forse tutto questo avrebbe un altro significato.

 

Umbertide cambia

 

 


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