Umbertide cambia: “tariffa TARI e gestione dei rifiuti, una vecchia e costosa politica”

Umbertide cambia sulla questione TARI e la gestione rifiuti ad Umbertide:

"Circolano troppe voci sulla nuova TARI, che rischiano di confondere i cittadini. Ricordiamo che le opposizioni fin da aprile hanno chiesto in Consiglio, bocciata dalla maggioranza e dalla Giunta, la riduzione della Tari per il Covid 19. Con le decisioni prese dalla Giunta Carizia sulle tariffe Tari si sono appesantiti purtroppo gli oneri dei cittadini. Ricordiamo che la Giunta e la maggioranza leghista hanno deliberato sul numero delle rate TARI, da pagare a luglio, ottobre e dicembre, quando invece con un emendamento di UC, Pd e M5S, al fine di favorire i cittadini e non soffocarli con gravosi pagamenti, avevano proposto di spostarli al 28 febbraio 2021 e non al 4 dicembre come avviene ora. 

Inoltre, Umbertide cambia si è opposta al Regolamento TARI e al Piano finanziario collegato perché non solo sono aumentati i costi comuni e dello spazzamento, ma il servizio è rimasto inalterato e non migliorato. Alcuni esempi? Rimane ancora a carico dei cittadini la pulizia dei cassonetti, non si sa chi pulisce i tombini e le caditoie (il Comune o il gestore?), nessuna regola è prevista per lo smaltimento degli oli usati, non è stata prevista la riduzione per le donazioni alimentari e farmaceutiche, si confondono i rifiuti Raee (rifiuti apparecchiature elettriche e elettroniche) con altri rifiuti indifferenziati e non è prevista la differenziata nei servizi cimiteriali.  

Ma il vero nodo delle tariffe, da noi evidenziato e rimasto inascoltato, riguarda il ritardo dell’introduzione della tariffa puntuale (da pagare in base alla quantità dei rifiuti prodotti dalla singola utenza, domestica e non). Un ritardo inammissibile che limita la svolta “verde” della nostra città. Inoltre, Umbertide cambia ha avanzato la proposta dell’Anagrafe dei rifiuti, in modo da controllare in modo trasparente e serio il ciclo dei rifiuti, che è stata rigettata dalla maggioranza senza alcuna motivazione. 

In conclusione: al di là della riduzione di alcune utenze della Tari da parte del governo e non del Comune, la gestione rifiuti rimane ancora un servizio non del tutto efficiente e, soprattutto, con le recentissime normative che rendono già vecchio il Regolamento comunale, si rischia anche qui di rimanere al palo dell’innovazione".   

 

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