UMBERTIDE CAMBIA: SULLA QUESTIONE SPLENDORINI LA SOLUZIONE E' NELLA CONCERTAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo

“Non è la strada giusta per tutelare in maniera equilibrata il diritto dei cittadini di Calzolaro ad una buona qualità della vita, il mantenimento dei posti di lavoro, l'interesse dell'azienda ad aumentare la propria capacità produttiva in un contesto di responsabilità sociale”. Per questa sostanziale motivazione Umbertide cambia ha votato contro la delibera proposta dalla Giunta che chiede una nuova procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale del progetto di ampliamento presentato dalla ditta Spendorini Molini Ecopatrtner. Il movimento civico propone una strada diversa, molto più concreta e pragmatica, che è quella di negoziare con l'azienda stessa l'applicazione di misure tecniche che limitino al massimo la diffusione di odori non tollerabili, fino a pensare, se realizzabile, ad una delocalizzazione, prevedendo da subito un sistema di controllo costante delle emissioni. Sostiene Umbertide cambia: “Partiamo da alcune premesse fondamentali. La normativa in materia ambientale non consente ai comuni di agire direttamente sul piano autorizzatorio. Quindi occorre ragionare in una logica politica e territoriale, tenendo conto dei vari aspetti che intervengono nelle diverse situazioni specifiche. D'altra parte nel caso in esame secondo la Regione, competente in materia, non ci sono elementi impeditivi sotto il profilo dell'impatto ambientale, secondo il Comune non ci sono problemi dal punto di vista urbanistico, la stessa Giunta, in data 3 ottobre, ha formalizzato alla Regione la richiesta di nuova assoggettabilità a VIA. Dunque non resta che attendere la risposta della Regione e verificare lo studio, prescritto dalla Regione all'azienda, in cui debbono essere previste misure olfattometriche alle sorgenti ed ai ricettori. Parallelamente occorre allargare la valutazione ambientale alla  più ambia situazione del territorio, dove insiste anche l'impianto di biogas ubicato a Bonsciano, nel Comune di Città di Castello, analizzando il cosiddetto impatto cumulativo che riguarda anche il notevole traffico veicolare che interessa la zona”. “Per quanto sotto questo profilo – sostiene Umbertide cambia – i Comuni interessati siano in grave ritardo, è necessario continuare a cercare una sintesi in un contesto concertativo, all'interno della Conferenza di Servizio, dove oltre alle Amministrazioni pubbliche debbono essere rappresentati tutti i soggetti portatori di interessi, quindi anche gli abitanti del territorio di Umbertide e Città di Castello. Se poi ci fossero delle condizioni che oggettivamente rilevino un profilo di illegittimità e chi ha la responsabilità, la Regione e la Provincia, non dovesse intervenire, la strada da percorrere non è quella amministrativa, ma quella legale”.


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