Umbertide cambia: “La verità vera sulle addizionali IRPEF ”

Riceviamo e Pubblichiamo

"Se l’argomento non fosse drammaticamente serio ce la potremmo cavare ricordando che il vero ed unico matrimonio lo hanno fatto la Lega e gli ex PD, con tanto di assessori in Giunta, facendo pagare il conto ai cittadini di Umbertide. Ci riferiamo alle esternazioni caricaturali della rappresentante di Fratelli d’Italia, Giovanna Monni, del capogruppo della Lega, Lorenzo Cavedon, e di Forza Italia, che replicano in coro le affermazioni in libertà esposte in Consiglio dall’Assessore Tosti. Le frasi su bilancio ed emendamenti da noi proposti necessitano invece di una risposta seria e vera, nel merito e nel metodo, che dimostri come noi abbiamo in realtà provato a ripristinare una equità fiscale in favore dei cittadini con redditi fino a 28.000 euro semplicemente chiedendo una riduzione delle aliquote applicate. Tutto qui. Un ragionamento che però ribalta completamente l’impatto di una manovra che pesa soprattutto sui redditi medio-bassi ed in particolare su lavoratori dipendenti e pensionati e fa capire quanto siano false e strumentali le affermazioni in libertà di cui sopra.

 

Primo: l’Amministrazione, con i voti della Lega e degli ex di Umbertide partecipa, ha aumentato l’addizionale IRPEF fino al massimo consentito (0,80%) rispetto allo 0,50% precedente, soluzione che si incardina in un sistema tributario che già prevede l’aliquota IMU/TASI al massimo. Questa la premessa.

Secondo: la fascia più colpita dalla soluzione proposta è quella che va da 15.001 a 28.000 euro di reddito, che pesa il 52% sul totale della manovra. Su 1.499.927 euro di massimo gettito atteso, quella fascia ne paga infatti 783.504. In particolare il lavoro dipendente e i pensionati pesano per 1.332.486 euro, gli altri redditi per 167.441 euro. Per ovviare lo sbilanciamento abbiamo presentato un emendamento, che, come tale, interviene solo su una parte della deliberazione.

Terzo: l’emendamento, che sembra diventato il demonio, è l’unico e semplice strumento in mano alle opposizioni, che non possono nella sessione ordinaria di bilancio proporre proprie deliberazioni, per tentare di ripristinare un minimo di equità fiscale e sociale. Chiedeva infatti la riduzione dell’aliquota dallo 0,77% allo 0,50% per i redditi da 15.001 a 28.000 euro. Allo scaglione inferiore (da 13.001 a 15.000 euro), proprio la logica della progressività e per legge, si applica necessariamente una aliquota pari o inferiore a quello seguente, con le previste detrazioni, quindi molto meno dello 0,75% imposto invece da questa Amministrazione. Non c’era bisogno di specificarlo, era scontato.

Quarto: sappiamo bene che una riduzione delle entrate prevede una pari riduzione delle spese. Ce lo diceva la ragioneria anche negli anni passati. Proprio per non sparare a vanvera ritenevamo e riteniamo che questo significa mettersi a tavolino sulla più generale impostazione del bilancio e ritrovare un nuovo equilibrio. E’ un problema di metodo. E politico, non meramente contabile. Ma se anche questa Amministrazione, in continuità con le precedenti, già dalle commissioni ti arriva con i pacchetti già confezionati significa che il confronto non lo vuole proprio.

Quinto: queste riflessioni sono parte di una più generale valutazione del bilancio che abbiamo espresso in Consiglio. Un bilancio appunto da risanare, ma non attraverso una manovra utile solo a fare cassa, quanto piuttosto attraverso scelte politiche, che mancano, in grado di dare risposte adeguate ai problemi della città, in un’ottica di sviluppo sociale ed economico. Ed è esattamente la stessa cosa che chiedevamo a Tosti ed al Sindaco Locchi nei complessi anni della precedente amministrazione, votando sul bilancio, lo stesso di oggi ma con meno carico fiscale, proprio come il centro destra. Tanto per parlare di coerenza.

 

Approfondimento tecnico/economico

La Giunta Carizia-Tosti applica la più alta pressione fiscale dal dopoguerra ad oggi ad Umbertide. La verità vera è in questa tabella dell’atto di Giunta (n. 64), approvato in Consiglio comunale con i voti della Lega e degli Ex Up. Ricordiamo che l’innalzamento delle aliquote IRPEF si lega alla applicazione della massima aliquota IMU/TASI.

“Il Comune a partire dal 1 gennaio 2019 dispone l’applicazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale di cui al comma 2 art.1 D.Lgs.360/98, secondo i seguenti scaglioni di reddito”:

 

Fascia di Reddito

Aliquota 2019

Precedente

Da €. 0,00 a €. 15.000,00 (esenzione da 12.000 a 13.000 euro)

0,75 %

0,50%

Da €. 15.001,00 a €. 28.000,00

0,77 %

0,50%

Da €. 28.001,00 a €. 55.000,00

0,78 %

0,50%

Da €. 55.001,00 a €. 75.000,00

0,79 %

0,50%

Oltre €. 75.001,00

0,80 %

0,50%

 

Che significa? Che le ruspe della Lega hanno massacrato i cittadini con redditi bassi e medio-bassi, non tenendo conto dell’equità e parificando chi è debole con chi ha redditi medio-alti e alti.

Chi ha un reddito di 15.001 è simile a uno di 55.000 (aliquota 0,77; 0,78). Chi ha 15.001 e 28.000 è pressoché uguale a chi ha 75.000!! (0,77; 0,79). Pura follia.

Il 52% dell’intera manovra pesa sullo scaglione 15.000/28.000. E su quello scaglione i pensionati e i lavoratori danno un gettito del 95% (744.216 euro di gettito atteso su 783.504). Un Vietnam sociale.

Diamo i dati concreti: chi ha un reddito di 15.000 paga da 75 a 112,50 euro. Uno che ha 20.000 di reddito sale da 100 euro a 151. Uno di 28.000 da 140 a 212,60. Uno di 30.000 da 150 a 228,20. Tanto basta.

Cosa abbiamo chiesto noi con il nostro emendamento? Di mantenere l’aliquota a 0,50 per i redditi da 15.000 a 28.000. Ovviamente lo scaglione inferiore (da 13.001 a 15.000) segue, per legge e per logica, il criterio di progressività, quindi sconta una aliquota necessariamente inferiore. Tutto qui.

Vorremmo una risposta su questi dati, non parole in libertà (ed in coro)."

Umbertide Cambia


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