Umbertide Cambia:’’La Moschea non può essere una sfida’’

Riceviamo e pubblichiamo

Umbertide Cambia:’’La Moschea non può essere una sfida’’

Una parte della comunità musulmana lancia un altro atto di sfida. Sappiano allora che noi intendiamo garantire, nei confronti di tutti, il principio di legalità. Per questo abbiamo chiesto di verificare le condizioni relative alla attuale luogo che viene utilizzato come moschea - peraltro, da quello che sappiamo, fuori norma - e con attenzione vigileremo sulla nuova costruzione. Il nostro non è un pregiudizio culturale o religioso. È semplicemente la posizione di chi vuole garantire il rispetto della legge. E la legge dice che quella che lo stesso Imam definisce appunto moschea in quel terreno non si può realizzare. Invitiamo quindi quella parte della comunità musulmana a ragionare con maggiore attenzione alle relazioni sociali, ma soprattutto alle leggi che vigono nel nostro Paese. Non si può sfidare la legalità repubblicana a proprio piacimento e non valgono gli accordi presi sottobanco. La soluzione del problema passa solo attraverso un dialogo vero ed un patto di cittadinanza, che si basi sul rispetto reciproco poiché anche la comunità musulmana ha il dovere di garantire la pluralità dei diritti (civili e religiosi) degli umbertidesi - laici e credenti - non musulmani. Condizioni che debbono anticipare la realizzazione della moschea.

Un’ultima considerazione. Perché l’Imam e la comunità islamica non partecipano alla Giornata della memoria del 27 gennaio? C’è forse un pregiudizio antisemita e razzista? Essi sciolgano prima di tutto questo nodo che pesa su tutte le relazioni.

Umbertide cambia


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