UMBERTIDE CAMBIA:''ALTA VELOCITA’ – EX FCU- MOBILITA’ CITTADINA: NECESSARIA UNA POLITICA TERRITORIALE DEI TRASPORTI''

Riceviamo e pubblichiamo

L’Alta velocità è una priorità per il rilancio dell’Umbria, mentre per il nostro territorio è una vera possibilità per uscire dall’isolamento. L’approvazione all’unanimità nell’ultimo Consiglio comunale del nostro ordine del giorno - ispirato all’azione e all’impegno parlamentare dell’On. Adriana Galgano sull’Alta velocità - rappresenta un primo passo verso l’integrazione dei territori e facilita la mobilità per i cittadini. Umbertide cambia, inoltre, ringrazia tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale per la responsabilità dimostrata, che è un investimento per il futuro. La stessa compattezza va adesso applicata per quanto riguarda la gestione dei trasporti e la viabilità in Umbria e nel nostro territorio. Un’azione comune e una pressione politica è indispensabile nei confronti della Regione per quanto riguarda la ex FCU. Siamo stati facili profeti nell’affermare, purtroppo, la sua chiusura. Comunque, l’Alta Valle del Tevere non può rimanere senza il trasporto ferroviario: di fronte al degrado del servizio e agli irresponsabili rimpalli sulla gestione c’è bisogno di un’alleanza tra i Comuni della Valtiberina-Toscana per spingere l’avvio dei lavori di manutenzione e ripristino del tratto Umbertide-Città di Castello, che è un bene comune da tutelare. I soldi ci sono, alla faccia di quanto dice Umbria Tpl e mobilità e la Regione: se non gli sbandierati 51 milioni (in realtà 33 per la manutenzione) ci sono in cassa i 12 milioni della Regione. Non si faccia come nel recente passato, quando i soldi per la manutenzione sembrano andati impropriamente a coprire altri costi. Collegato a questi lavori vi è la soluzione del nodo “bretella ferroviaria di Pierantonio”, ormai diventato un esempio di spreco di denaro pubblico, un cimitero della mobilità, un insulto della trasparenza amministrativa (possibile che nessuno va a vedere?). Oltre ad aspettare il “mea culpa” dei responsabili di tale disastro, sarebbe meglio destinare quelle risorse al potenziamento dell’officina di Umbertide, che potrebbe tornare ad essere il know-how regionale, data l’acquisizione da parte di RFI della ex FCU. Per quanto riguarda la mobilità in città abbiamo preparato una serie di ordini del giorno e richieste di Commissione per mettere mano ad un progetto di riordino generale (piste ciclabili, pedonali, traffico in rotonde e sottopassi, uscite della superstrada, gestione degli spostamenti scolastici) e dell’uso delle strade comunali-vicinali. Su quest’ultimo punto siamo veramente all’assurdo storico. Basta verificare il sito dell’Amministrazione: vige ancora un Regolamento - quello della Polizia rurale - che risale al tempo del fascismo (1931) ed è firmato dall’allora Podestà! Rinnovato in un articolo soltanto nel 1956, abbiamo chiesto a più riprese di mettere mano ad una Regolamento – di per sé molto importante (riguarda la gestione delle strade comunali, gli spazi e i lavori agricoli, l’uso delle concimazioni, le case rurali, le acque pubbliche e private) – che la maggioranza non ha voluto cambiare nemmeno recentemente, quando si è adottato il nuovo regolamento della Polizia municipale. Lasciamo allora la parola ai cittadini: dicano solo se questa è un’Amministrazione innovativa, con la testa rivolta al cambiamento e al passo con i tempi. Si sappia, comunque, che Umbertide cambia c’è.

 

Gianni Codovini, Presidente Umbertide cambia

Claudio Faloci, Stefano Conti, Luigino Orazi, Gruppo consiliare Umbertide cambia


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