Umbertide: Assegnato il ''Premio Rometti''

Al primo posto “Calle” di Delfina Scarpa

Venerdì 23 settembre, presso la Galleria delle Ceramiche Rometti si è svolta la cerimonia di assegnazione del IV Premio Rometti, concorso internazionale promosso dalla manifattura umbertidese in collaborazione con i più prestigiosi istituti di design e accademie di belle arti d'Italia e del mondo, con il patrocinio del Comune di Umbertide e il sostegno di Aimet. Quest'anno al concorso, che punta a promuovere l'innovazione e l'originalità nel campo dell'arte ceramica, hanno partecipato oltre 50 progetti presentati da giovanissimi studenti.

Il padrone di casa Massimo Monini ha dato il via alla cerimonia confermando la sua soddisfazione per questa iniziativa e ribadendo la sua intenzione di proseguire a lungo su questa strada. Non a caso il prossimo anno il premio sarà allargato a studenti di altri paese tra cui la Cina e il Portogallo. Ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato, in varie forme, al successo di questo premio ed ha augurato una brillante carriera ai giovani artisti.

Sono poi intervenuti l’on. Giampiero Giulietti, il sindaco di Umbertide Marco Locchi e il presidente di Aimet Matteo Baldelli. Anche loro hanno espresso soddisfazione per questa iniziativa culturale promossa da una delle eccellenze del nostro territorio, le Ceramiche Rometti – Monini, iniziativa che dà prestigio alla nostra città. Nel sottolineare l’alto livello qualitativo delle opere arrivate in finale, hanno augurato ai giovani finalisti un futuro ricco di soddisfazioni.

Si è poi proceduto alla proclamazione dell’opera vincitrice. Il primo posto è stato assegnato a

Delfina Scarpa, studentessa della Rufa di Roma, con il progetto “Calle”; al secondo posto Beatrice Di Biagio e Natalia Koroneva, di origine russa, anch'esse studentesse della Rufa, con “Olè”; al terzo Sarah Belfer di Ensad Parigi con “Riflesso”; al quarto Simone Maggioni, dello Ied di Milano, che ha presentato “Scacco matto”; al quinto Annabelle Wu, studentessa taiwanese dell'Università di Seattle, con “Signore e Signora”.


 

Le motivazioni della Giuria

Testi di Maria Grazia MASSAFRA

 

 

1 Premio “Calle”

Delfina Scarpa - RUFA, Roma

La calla, celebrata nella Bibbia, nella mitologia greca e romana, e divenuta in epoca vittoriana simbolo di raffinatezza e nobiltà, e icona di eleganza nel periodo Liberty ("fiore della linearità modernista"), è l'azzeccatissimo tema iconografico scelto da Delfina Scarpa per la realizzazione di una sobria e raffinata lampada che fa "tendenza" nel valorizzare con la sua essenzialità gli ambienti che illumina. Le linee discrete, pulite e misurate di questa lampada/calla sono assolutamente trendy, la proporzione aurea è il principio compositivo che dalla natura passa all'oggetto d'uso. Nella geometria delle forme delle calle, che ricordano una spirale aurea, si riconosce l'essenza stessa di questo fiore/lampada, il cui nome "kalós", rinvia all'idea stessa della bellezza.

Giocando con la luce come entità formante, che esce fioca dal taglio laterale e più decisa dalla cavità superiore, l'autrice del progetto interpreta i forti contrasti evidenziati dalla lucidatura bianca e mette in risalto i contorni

 

2 Premio “Olé”

Beatrice Di Biagio, Natalia Koreneva - RUFA - Roma

II progetto di Beatrice di Biagio e Natalia Koreneva per il servizio di piatti Olé coniuga perfettamente uno degli aspetti dell'ultima frontiera del design: il food design. La "presentazione del cibo" è uno degli aspetti di questa nuova disciplina, che si occupa di inventare nuovi concept nel campo degli atti alimentari. La progettazione di portata è legata al design di tutti i prodotti utili a presentare il cibo; il progetto Olé crea una linea di piatti da portata partendo dall'analisi della forma, delle linee e del colore. II vano circolare per il cibo viene caratterizzato da una cornice ellissoidale, che crea un effetto asimmetrico: la sovrapposizione di piatti, caratterizzati da diversi effetti cromatici, rimanda all'immagine di un fiore. L'imitazione della natura dal punto di vista cromatico e formale caratterizza anche il food design, sia nella progettazione dì contenitori che nella preparazione del cibo. Possiamo immaginare che una tavola imbandita con questi piatti, e con cibi che imitino le forme vegetali e animali della natura, secondo gli ultimi dettami del food design, possa assomigliare a un giardino divertente e coloratissimo.

 

3 Premio “Riflesso”

Sarah Belfer – ENSAD Parigi

II progetto di Sarah Belfer per una sorta di specchio, creato con una grande placca di ceramica nero-brillante, costituisce certamente la proposta più sperimentale e innovativa, nonché tecnicamente la più complessa.

II concept presenta un oggetto di grande linearità e semplicità formale, una sorta di scultura concettuale da porre in un ambiente con funzione non pratica ma puramente estetica. Possiamo considerarla una sorta di portale verso un'altra dimensione, alla quale si accede tramite il "riflesso" nella materia nera lucida. L'altro-da-sé che abita questo spazio oscuro dà senso e dinamica all'oggetto, che rimane inerte fino a quando qualcuno non vi si riflette.

Riflesso è un oggetto simbolico, materia al contempo densa e trasparente, che pur nella linearità geometrica di un semplice rettangolo poggiato a terra crea invisibili risonanze nello spazio circostante, di cui cattura le transienti immagini riflesse. Certamente siamo di fronte a un progetto che ha in sé la pregnanza significativa di un'opera d'arte, e che come tale può essere compreso da un pubblico raffinato e colto.

 

 

4 Premio “Scacco Matto”

Simone Maggioni - IED Milano

L'antico gioco degli scacchi è il motivo ispiratore del progetto Scacco Matto: quattro contenitori per olio, aceto, sale e pepe, da portare in tavola su di un vassoio rialzato, dal bordo pronunciato, che dà all'oggetto un'elegante e altezzosa presenza. I quattro contenitori prendono la forma dei pezzi di una scacchiera, mentre il vassoio rialzato rimanda alla scacchiera stessa.

II progetto di Simone Maggioni è certamente quello più vicino alla produzione Rometti: la colorazione a fasce bianche e nere, oppure quella in veste nera che abbina la solidità dell'opaco alla profondità del lucido, riprende motivi decorativi già presenti nella collezione storica Rometti. I pezzi di questa "scacchiera" possono essere collocati su un'ideale tavola imbandita, a fianco ad altri oggetti d'uso prodotti dalla manifattura.

II progetto Scacco Matto, se da una parte risulta non particolarmente innovativo rispetto alla produzione abituale della Rometti, nell'altra ha certamente caratteristiche funzionali e formali che lo rendono facilmente commerciabile.

 

5 Premio “Signore & Signora”

Annabelle Wu - University of Washington

Vari sono stati i motivi ispiratori del progetto di Annabelle Wu: "Sir Sunday", una sorta di Charlie Chaplin sinteticamente disegnato a margine del suo blocco di appunti; il rossetto color cremisi che caratterizza i busti di donna disegnati da Chantal Thomass; i colori tradizionali della Rometti, rosso bianco e nero. Da questi motivi ispiratori Annabelle Wu ha tratto l'idea di una serie di tazze modulari con piattini. Le sei tazze con tre piattini che costituiscono le figure di uomo e di donna del progetto Signore & Signora costituiscono una giocosa e spiritosa proposta per bere diverse bevande a base di caffeina: il caffè espresso, il caffè americano, il cappuccino, il caffellatte.

È molto divertente il modo come questo progetto abbia fuso insieme la cultura italiana e americana del caffè, attraverso l'interpretazione giocosa di due figure di uomo e di donna caratterizzate umoristicamente. I due ironici totem verticali costituti da tazze e piattini possono stare in bella vista in qualsiasi cucina o camera da pranzo che abbiano un'impronta giovane e frizzante.

 

Conclusa la cerimonia di premiazione del “Premio Rometti” si è proceduto all’inaugurazione della mostra “Epigoni e falsi di Rometti”

 

La mostra è stata illustrata in maniera brillante e dettagliata, anche con slide, dai curatori Giorgio Levi, Lorenzo Fiorucci e Marinella Caputo che ne hanno sottolineato l’importanza anche come stimolo alla prosecuzione degli studi attorno alla manifattura Rometti. Per l’amministrazione comunale è intervenuta l’assessore alla cultura Raffaela Violini che ha sottolineato l’importanza della mostra per la valorizzazione di un’eccellenza locale come le Ceramiche Rometti – Monini e la pubblicizzazione della galleria Rometti che raccoglie autentici capolavori dell’arte ceramica umbertidese nell’arco di quasi un secolo di attività.

Il tema delle imitazioni della Rometti, che si sono susseguite nel periodo d’oro tra la fine degli anni Venti e la fine dei Trenta, appare infatti di primaria importanza per indagare un aspetto ancor oggi poco studiato e cioè la fortuna e la diffusione del gusto Rometti in Italia, oltre che per fare ordine in un contesto in cui è molto difficile ancor oggi individuare l’originalità della proposta di molte manifatture ceramiche.

Tanto pervasivo è stato il successo della manifattura umbra che non è casuale che  numerosi pezzi degli epigoni, presenti in numerose collezioni, siano stati lungamente ed erroneamente attribuiti alla Rometti. In alcuni casi si è giunti anche a contraffare i marchi Rometti in opere degli epigoni.

La mostra cerca dunque di ristabilire un parziale ordine e di allargare la conoscenza delle manifatture che tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta avevano come principale punto di riferimento la produzione di quella umbertidese.

Attraverso un allestimento sincronico sono state accostate per un immediato raffronto visivo – qualitativo le opere della  Rometti con quelle di alcuni dei principali epigoni, oltre che alcuni disegni di Bini & Carmignani, quasi tutti datati e firmati, utili alla ricerca per definire con precisione date e modelli impiegati.

La mostra sarà visitabile fino al 20 novembre presso la Galleria Rometti, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30.

 


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