Umbertide antirazzista contro l'odio e la violenza

Ringraziamo tutte le persone intervenute questa mattina al presidio contro l'odio e la violenza ed in ricordo delle vittime delle recenti stragi. Qui di seguito il nostro comunicato che abbiamo letto in piazza nel quale lanciamo la proposta della Carta di Umbertide, per la pace e la tolleranza. 

Siamo qui per esprimere la nostra vicinanza alle vittime del folle attentato di Nizza, lo facciamo sentendo tutte quelle persone come nostri fratelli e sorelle esprimendo alla popolazione francese e alle famiglie delle vittime la nostra più totale vicinanza.   Ci eravamo convocati in questi giorni,  in questa piazza  per  dire che la campagna di odio sociale di tipo razzista e xenofobo che va avanti quotidianamente nel nostro paese doveva essere interrotta, che i predicatori di odio religioso, etnico e razziale devono essere fermati. Oggi questo messaggio, alla luce di quanto successo ieri a Nizza deve quindi essere rilanciato con ancora più forza. Vogliamo dire basta al terrorismo, alla guerra, al razzismo, vogliamo dire basta all’odio che generano. Per noi tutte queste cose sono i lati opposti della stessa medaglia. Ci eravamo convocati qui per  ricordare Emmanuel, vittima di razzismo, ucciso dalla campagna di odio sociale che si agita nel paese e ci ritroviamo qui a piangere con lui anche le vittime innocenti della strage di Nizza. Così come la violenza  razzista produce drammi, altrettanto, ed in maniera molto più grande provocano il terrorismo e la guerra.  Noi vogliamo contrastare tutto questo, perché pensiamo che l’unico modo per costruire un futuro di pace sia sviluppare la cultura della tolleranza reciproca e dei diritti. Le centinaia di aggressioni fisiche e verbali che hanno subito i migranti negli ultimi anni, hanno diversi mandanti morali.  C’è una cultura che trova ampio spazio nei media che tende infatti a fare dell’immigrato il capro espiatorio di una crisi sociale ed economica di cui esso non ha colpa alcuna. Se l’Italia è oggi attraversata dai profughi è perché questo mondo sul quale viviamo è profondamente malato. In Africa e Medio oriente divampano guerre, carestia, miseria. Sono 60 milioni i profughi che fuggono dalle guerre nel pianeta, e di questi l’Europa ne accoglie solo la minima parte. Eppure l’Europa ed i suoi governi hanno enormi responsabilità in tutto questo, la guerra in Iraq  ad esempio, completamente inventata  con la scusa delle armi di distruzione di massa, non solo ha permesso all’Isis di creare un suo stato, ma ha anche provocato 2 milioni di morti e centinaia di migliaia di profughi. Persone che fuggono, è bene ribadirlo, dalla stessa organizzazione terroristica che organizza gli  attentati in Europa.

 Quando scendevamo in piazza contro la guerra dicendo che le bombe avrebbero prodotto il terrorismo avevamo ragione, ne facciano ammenda oggi quelle forze politiche che hanno, con le loro guerre, dato al terrorismo il terreno su cui crescere.  Guerra, terrorismo, cambiamenti climatici e miseria rendono sempre più complicato vivere nella terra dove siamo nati. Molti vanno via, altri cercano un futuro migliore, ma alla fine siamo tutti sulla stessa barca chiamata pianeta terra. L’Italia è tornata ad essere una nazione di emigranti, e molti nostri giovani sono stranieri da rispedire a casa.   Fa impressione ricordare tutto questo sapendo che mentre milioni di persone vivono in miseria assoluta, 62 persone detengono la metà della ricchezza del pianeta. Fa impressione dover ricordare che mentre  in Italia sono migliaia le famiglie sfrattate e senza casa, il nostro paese spende ogni giorno per le spese militari 80 milioni di euro. Se in Italia oggi non c’è lavoro, se in Italia oggi c’è la guerra tra poveri è semplicemente perché in questi anni molti hanno delocalizzato le loro aziende, perché si manda in pensione la gente più tardi, perché si è destrutturato nel tempo i diritti dei lavoratori mettendoli uno contro l’altro nel mercato del lavoro. C’è una grande responsabilità da parte dei media e della politica nell’aver costruito nel tempo la paura come elemento di governo della società. Una paura che si diffonde nelle notizie ad effetto che riguardano i crimini degli immigrati, con le bacheche delle edicole, con i titoli cubitali dei giornali locali.  Il clima della paura trova spazio nella retorica dell’emergenza continua, considerata dalla politica come unica soluzione senza invece affrontare le questioni sociali e la vivibilità del territorio.  Anche noi vogliamo vivere in sicurezza, ma vi chiediamo come può sentirsi sicuro un migrante quando in questo paese ci sono forze politiche che lo considerano un problema per il colore della pelle o della fede che esercita? Noi vogliamo vivere in un paese in  cui i cittadini crescano senza paura, non in un paese sempre più rinchiuso su se stesso. 

Pensiamo che questo presidio oggi debba servire per aprire un processo di questo tipo, per togliere via la paura dalle strade con il dialogo e lanciare un patto che dica molto chiaramente che noi ci opporremo alla  campagna dei predicatori dell’odio tra religioni, tra le culture. Noi oggi ricordiamo le vittime del terrorismo, della guerra, ricordiamo Emmanuel, ricordiamo le vittime della strage fascista di Firenze, ricordiamo  le centinaia di neri uccisi dalla polizia americana, ricordiamo le 30 mila persone morte nel Mare Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Noi oggi ricordiamo e diciamo mai più.  Noi vogliamo sconfiggere la paura rinvigorendo i legami sociali, difendendo i diritti sanciti nella nostra Costituzione, una costituzione che impone al nostro Stato di rimuovere le cause che determinano l’ingiustizia sociale, che riconosce la libertà di culto e di religione nel rispetto dei diritti . A molti questo sembrerà strano, ma è proprio riconoscendo  diritti a tutti l’arma migliore per sconfiggere il razzismo da un lato e il terrorismo dall’altro.  Oggi noi lanciamo una proposta a questa città dove convivono 62 nazionalità provenienti da tutto il mondo,   vogliamo far diventare Umbertide la città della pace e della tolleranza contro chi vuol costruire su questo territorio il palcoscenico della paura. Lo vogliamo fare costruendo in maniera aperta e partecipata un documento condiviso - La carta dei diritti di  Umbertide – che, coinvolgendo le persone che vivono nel nostro territorio, dia vita ad un nuovo statuto per garantire i diritti a tutti ed in particolar modo a chi si trova in una situazione di vulnerabilità sociale, senza badare al fatto che una persona sia profugo della crisi economica o della guerra, che sia italiano o immigrato. Noi siamo cresciuti in questi  anni giocando a pallone in questa piazza, siamo cresciuti insieme italiani ed immigrati, e vogliamo continuare a farlo. Per questo, proprio per ribadire questo concetto, a settembre vogliamo organizzare un grande evento comunicativo contro il razzismo. Vogliamo farlo proprio nel cuore delle fiere di settembre , perché pensiamo che la ricchezza che caratterizza la nostra  Umbertide sia quella della tolleranza e del rispetto reciproco. Chiediamo per questo, a tutte le forse e sociali del territorio di sostenere questo evento  e di iniziare con noi, da oggi, a riflettere sulla proposta della Carta della pace e della tolleranza che svilupperemo nelle prossime settimane. Il dialogo è l’unica forza che abbiamo per sconfiggere la paura e costruire la città che verrà. No al Terrorismo, no alla guerra, no al razzismo!


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